Blog di Economia e curiosità dedicato alla Casalinga di Voghera
Qualche giorno fa il giornalista Nino Carvegna su Sole24ore pubblicava l’articolo Rimpatrio i capitali ma non sono un evasore: l’imprenditore (anonimo) racconta la sua adesione volontaria allo scudo fiscale (ed. 2009).

Vorrei poter intervistare anche io questo “esponente dell’imprenditoria italiana”, esempio brillante d’integrità morale o pessimo debitore verso le banche e timoroso delle indagini della guardia di finanza?
Cito testualmente l’articolo:
(punto 1)
«Erano anni duri, ogni giorno uno scontro con il sindacato, il terrorismo colpiva con regolarità, il più grande partito comunista dei paesi occidentali era a un passo dal governo. È diventato naturale, in quegli anni, trattenere una piccola quota di fondi all’estero ».
[...]
(punto 2)
All’inizio, racconta, usavano una fiduciaria inglese come intermediazione con il cliente finale: «Trattenevamo il 20%, senza esagerare con carichi eccessivi e ingiustificabili. Lo chiamavamo, in codice, tuenti, da twenty. Dicevamo: a quella ditta fai il tuenti e il responsabile amministrativo capiva. E il tuenti diventava tuenti faiv quando eravamo sotto pressione per adempimenti burocratici assurdi o in periodi di dichiarazioni fiscali. Una specie di protesta civile contro
i cavilli.
[...]
(punto 3)
Anche perché gran parte dei dividendi è sempre finita in azienda. Giuro: non è stata una questione di risparmio fiscale. Anche se penso che comunque la concorrenza fiscale sia un bene per il mercato. Anzi, rivendico il diritto di poter allocare le mie risorse in base a una serie di parametri, non ultimo quello del peso fiscale».
[...]
(punto 4)
«Inutile nasconderlo, ci sono stati momenti in cui pensavo che l’Italia non ce l’avrebbe fatta. Ci rassicurava avere una sponda all’estero».
[...]
(punto 5)
Mario Rossi farà lo scudo per tre motivi «Primo, l’azienda ha bisogno di liquidità. La società in Polonia ha un cash flow che ci aiuterà molto, anche perché in questo periodo bisogna approfittare delle occasioni che si presentano sul mercato». Secondo, per le pressioni del commercialista: «Mi ha fatto una testa così sui rischi che ora si possono correre: la Guardia di Finanza è attrezzata per i controlli internazionali e con internet è diventato più facile trovare informazioni ». Terzo motivo: «Il commercialista mi dice che rischio soprattutto per la mancata dichiarazione dei dati e non per i redditi non ufficializzati. Mi ha convinto, non vale la pena continuare così».
[...]
(punto 6)
Farà lo scudo, ma insiste: «Non mischiatemi con gli altri: io ho pensato e lavorato per l’azienda, non ho speculato o riciclato. Sarebbe molto ingiusto relegarmi nel mucchio indistinto degli evasori».
Caro signor Rossi,
può rispondere a queste 10 domande:
1. Se è stato vittima dal terrorismo (non solo lei, anche i suoi familiari) perchè non ha denunciato?
2. In base a quali parametri il 20% è da considerarsi “giustificabile e non eccessivo” o “piccola quota”?
3. Perchè aveva bisogno di respiro internazionale la sua impresa, forse perchè le Antille sono un paradiso fiscale?
4. Perchè l’Olanda? Aveva previsto utili molto alti e voleva assicurarsene una buona fetta?
5. Oltre a contraddirsi sulla politica dei dividenti (punto 3), pensa di fare altre porcherie?
6. In base al punto 5, posso definirla evasore o aspetto il processo?
7. Cosa ne ha fatto dei suoi capitali all’estero, come li ha allocati?
8. Negli ultimi 30 anni, quanti soldi cash ha portato nei paradisi fiscali? Quali ha scelto e perchè?
9. Espatriando capitali, quante tasse non ha pagato senza esser considerato un evasore?
10. Ad oggi, come va la sua azienda?
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Parole: 10domande, banche, entrate fiscali, italietta, Lussemburgo, Svizzera, tasse, Tremonti
In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! Nè starlette, né calendari semi-porno, nè deputate nude, nè miss varie, nè veline con le gambe al vento!
RISPETTIAMO LE DONNE
(e sopportiamolo pure!)
caruccioweb
scritto venerdì, 23 ottobre 2009 alle 14:48
Complimenti, articolo stupendo.