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Articoli di settembre 2008

Se la BCE decide di limitare i rischi presenti sul mercato, come? Da oggi le Asset Back Securities, alias le cartolarizzazioni, sono accettate come garanzia per i rifinanziamenti presso la Banca Centrale con una svalutazione del 12% rispetto al valore di mercato. Perchè?

Perchè in giro c’è troppa spazzatura, troppi titoli definiti junk, ovvero ad alta remunerazione ma anche a rischio alto (e spesso è ben più alto di quanto realmente remunerabile). E quindi? La BCE vuol far 3 cose: la prima, pulire il suo bilancio o quantomeno limitare al massimo i titoli non troppo liquidi; la seconda, di portata ben più consistente per le abitudine bancarie, è quella di far rimettere sul mercato le obbligazioni abs per farle svalutare drasticamente. Come cambierà quindi la raccolta straordinaria che avveniva ordinariamente tramite cartolarizzazioni?
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La raccolta dei tappi di plastica ci educa

In: Ambiente

Raccogliere i tappi di plastica a parte non serve a finanziare l’acquisto di una carrozzella per l’handicappato, piuttosto serve per farci toccare con mano quanto siamo produttori di spazzatura di plastica piu’ che consumatori d’acqua minerale. Ho fatto una prova: prima di gettare le bottiglie di plastica alla differenziata, ho (fatto la fatica di) togliere il tappo e conservarlo a parte. I risultati?

21 tappi di bottiglia in una sola settimana per una famiglia media di 4 persone in cui un componente lavora tutto il giorno e considerando che ogni 6 bottiglie ci vogliono circa 2,5 euro (+ o – 40 centesimi a bottiglia). Andiamo con ordine… Continua »

La notizia mi fa sorridere (e fa un po’ gioire il mio lato pseudo-ambientalista). Il Manchester City è stato comprato da un super-sceicco pieno di soldi visto che la sua banca ha 700 miliardi di euro da piazzare da qualche parte. In pratica mezza Manchester, quella che tifa per il blasonato Manchester United non farà più benzina.

La notizia fa ridere però dal momento che una parte degli introiti dei benzinai finirà direttamente nelle casse della Firt Gulf Bank di appartenenza (che casualità ) dello stesso signore che detiene il 10% delle riserve di oro nero mondiali. Continua »

L’estate è ufficialmente finita, si torna a casa, il rientro, le mail con chi gli altri vacanzieri e… il solito tram tram settembrino. Studio-Esami-Ansia. Poi ovviamente c’è il resto. Di cui qui non parlo mai. Poco importa a voi. Per il resto si vedrà . Si torna sui libri di diritto privato, a studiare cos’è l’iscrizione a ruolo, cosa comporta l’obbligazione tributaria e sapere quali sono i diritti del contribuente (pochi) contro gli obblighi della Pubblica Amministrazione (ancor meno).

Sarà un settembre solito, come quello di qualche anno fa. Un po’ buio forse però spero di superarlo presto. Non si può stare così. Anche perchè gli esami universitari (come la vita del resto) richiede impegno. Vado a mettercelo. A risentirci.

Perche’ le compagnie di distribuzione italiane si adeguano lentamente alla discesa dei prezzi del greggio? Un problema che molti italiani si son posti sentendo i Tg e leggendo i giornali. Vi riporto un pezzo scritto di recente su un giornale molto conosciuto.

Incidono diversi fattori: innanzitutto cercano di compensare i margini ridotti che hanno avuto nei tre-quattro anni precedenti. Per un lungo periodo di tempo, infatti, i guadagni lordi delle società che fanno distribuzione sono rimasti piatti. Ho il sospetto, però, che in questa fase il sistema stia anche cercando di coprire i costi aggiuntivi che derivano dalla Robin Tax. Non ho elementi certi anche perche’ non c’e’ una contabilita’ cosi’ raffinata, ma e’ sicuramente uno dei costi aggiuntivi a cui le societa’ devono fare fronte». Se fosse accertata una eventualita’ del genere, tuttavia, le autorita’ di vigilanza sul mercato hanno strumenti per intervenire. Continua »

Tutto oramai è ecofriendly (amico della natura) anche l’alimentari sotto casa, che risparmia sulla busta della spesa da dare a noi clienti dicendoci che “fa bene all’ambiente” o peggio ancora ci fa pagare 5 centesimi per lo shopper perchè solo pronunciare busta di plastica si inquina già . In pratica le aziende e le catene di distribuzione si tingono di verde, mentre in realtà siamo noi consumatori a subire gli attacchi del “green marketing”.

Su un articolo molto interessante sul green marketing quanto breve su B2b, la sezione dedicata alle imprese del Sole24ore c’è il vero trucco del marketing: l’esperto consiglia all’imprenditore di inculcare nella coscienza del cliente il concetto che “la sua impresa rispetta la natura”. Ovvio come no, rispetta la natura e ci fotte tranquillamente. Brevemente segue un piccolo elenco di consigli per evitare di farsi raggirare dal “green marketing”. Continua »

mercatopoli

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5:52 PM 8 Feb

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