Stai male, sei nella stanza del dottore. Vuoi esser rassicurato che la tua malattia sia identificabile tra quelle curabili dalla medicina attuale. Non vuoi sentirti dire “saranno necessari ulteriori esami per verificare la situazione”. Non sopporti altro stress.

Il medico delle banche americane in crisi

Questa è la situazione di ogni comune mortale. Questo nella foto invece è il medico delle banche americane in crisi o sull’orlo del default. Peccato che le pessime condizioni di salute dei loro bilanci pregiudichino tutto il sistema economico.

Dopo gli annunci-bomba sulla qualità dei risultati dei test  pubblicati da un blog ed il relativo crollo dei mercati, c’è da fidarsi o no?

Prima di tutto: cos’è uno stress-test? Non è una pratica per banchieri sfatti.. ma è una  complessa stima  della capacità (economica, finanziaria e patrimoniale) dell’intermediario di sopravvivere (e come) alle condizioni di mercato. E’ un’analisi che si basa sul calcolo delle variazioni dei principali driver (sia di performance che di bilancio) ipotizzando diversi scenari.  Se sei un “purista del banchese”, eccoti un link utile per la definizione di stress test in termini di TCE e Core Tier 1.


Perchè credere ai risultati dello stress test?

1. Perchè è l’unica via per avere informazioni esaustive rispetto ai classici bilanci di fine periodo. Anche perché di trucchi per sistemare bilanci ne conosco qualcuno anch’io che sono appena uno studente sbarbatello. Figuriamoci gli squali della finanza.

2. Perchè il Ministro del Tesoro sà di doverle salvare tutte – dalla più grande istituto multinazionale alla più piccola banchetta locale – altrimenti crollerebbe il sistema finanziario o partirebbe l’ennesimo risiko bancario per salvare gli istituti sull’orlo della bancarotta.

3. Perchè il Tarp (il piano per il salvataggio delle banche stars & stripes) è già costato più di 100 miliardi di dollari all’amministrazione Obama, che non è disposto a bussare al Congresso per chiedere ulteriori fondi pubblici da destinare alle banche. Impopolare.

4. Perchè, nonostante il fallimento dell’annuncio del piano di pulizia dei bilanci bancari dagli asset tossici, l’obiettivo rimane confermato anche per i motivi al punto 2.

5. Perchè qualora le banche fossero sottocapitalizzate rispetto ai rischi in portafoglio, avrebbero comunque sei mesi di tempo per raccoglierlo sul mercato e patrimonializzarsi adeguatamente.


Perchè non dare fiducia ai risultati degli stress test?

1. Perchè nessun istituto ammetterebbe la mala-gestio senza esserne realmente costretto. Se riuscissero a piovere miracolosamente soldi pubblici (o finanziamenti tramite terze vie) si potrebbero ripulire i risultati almeno per il 4 maggio.

2. Perchè gli istituti più a rischio default e con maggior bisogno di capitale perderebbero depositanti con l’effetto di corsa agli sportelli e note catastrofiche conseguenze sistemiche annesse.

3. Perchè le variabili degli scenari con cui sono stati effettuati tali test non rispondo a realtà aggiornata. La caduta dei prezzi delle case americane considerata tra il 14% e 22% è già del 25%, perchè la disoccupazione non è del 7.7% ma del 7.8% con una contrazione di PIL pari al 2.3% effettivo contro la forbice stimata tra l’1,9% ed il 2.1% 4. Perchè anche in caso di 6 politico minimo garantito per tutti gli interrogati – come si distinguerà tra le necessità di capitale urgenti tra un 6+ ed un 6– senza evitare gli effetti sul pubblico (vedi punto 2.)

5. Percè già qualche analista americano famoso (leggi Meredith Whitney) ha detto che è tutta aria fritta e si rischia l’insabbiamento delle informazioni.


Il 4 maggio, giorno in cui saranno resi pubblici i risultati, bisognerà farsi qualche domanda – non possiamo pensare d’esser immuni dai fatti d’oltreoceano. Il mercato finanziario è globale per tutti, anche per chi non ha asset tossici o partecipazioni rischiose in portafoglio.