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	<title>PiccoloSocrate &#187; Accade nel mondo</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Cambia il fuso orario delle Isole Samoa (e scompare il 30.12.2011)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[oceano Pacifico]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi si fa un salto nel futuro, ma solo per chi si trova nelle Isole Samoa. Solo per il 2011, infatti le Autorità locali hanno programmato l&#8217;allineamento al fuso orario della Nuova Zelanda e dell&#8217;Australia. Per chi si è addormentato il 29 dicembre, il risveglio sarà direttamente il 31, giusto in tempo per Capodanno. Solo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si fa un salto nel futuro, ma solo per chi si trova nelle Isole Samoa. Solo per il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/2011">2011</a>, infatti le Autorità locali hanno programmato l&#8217;allineamento al fuso orario della Nuova Zelanda e dell&#8217;Australia.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/fuso-orario-samoa.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/05/samoa-isla.jpg" alt="" title="Isole Samoa" width="430" height="185" class="aligncenter size-full wp-image-8610" /></a></p>
<p>Per chi si è addormentato il 29 dicembre, il risveglio sarà direttamente il 31, giusto in tempo per Capodanno. Solo per il 2011, quindi, niente compleanni, appuntamenti o anniversari. <span id="more-8578"></span></p>
<h3>CAMBIA IL FUSO ORARIO SAMOA</h3>
<p>Da oggi (29 dicembre) il  piccolo arcipelago del Pacifico meridionale poco distante dalla costa sud est dell&#8217;Australia riprende le 21 ore di ritardo con la Nuova Zelanda e le 23 ore di ritardo con l&#8217;Australia. Domani sera (31 dicembre 2011) quindi, le Isole Samoa avranno un&#8217;ora di anticipo con i neo-zelandesi e 3 ore di anticipo sugli australiani. Tutto per <strong>meri motivi economici</strong>.</p>
<h3>I FUSI ORARI SONO CONVENZIONI</h3>
<p>Non esiste alcuna legge internazionale vigente che obblighi alcun paese al mondo a osservare un fuso orario invece che un altro. Nel 2012 Samoa diventerà invece il <strong>primo paese del mondo a vedere l&#8217;alba</strong>. </p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/05/linea-cambio-data.jpg" alt="" title="linea-cambio-data" width="430" height="260" class="aligncenter size-full wp-image-8608" /></p>
<h3>DICHIARAZIONI UFFICIALI</h3>
<p>Secondo il Primo Ministro di Samoa (tale Tuilaepa Sailele Malielegoi) “<em>fare affari con l’Asia per cinque giorni su sette, evitando quindi il problema della mancata sovrapposizione dei fine settimana, ci permeterebbe di rilanciare in tempi rapidi la crescita dell’isola. E non importa se perderemo una parte dei vantaggi turistici legati al fatto di offrire a chi visita il nostro paese l’opportunità di godersi ‘l’ultimo tramonto sulla Terra</em>“. Anche perché il primo ministro è convinto che non sarà il fuso orario a scoraggiare il flusso di forestieri interessati ad ammirare gli scorci paradisiaci offerti dall’isola.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/12/cambio-data-samoa.png" alt="" title="Cambio data - Isole Samoa" width="430" height="188" class="aligncenter size-full wp-image-8937" /></p>
<h3>CAMBIAMENTI PER MOTIVI ECONOMICI</h3>
<p>Stando proprio sulla linea del cambiamento della data (e non potendo avere sulla stessa nazione due date diverse) c&#8217;è sempre spazio per queste bizzarre interpretazioni. Nel settembre 2009, il governo decise di cambiare la guida, spostando il senso di marcia dalla destra alla sinistra per adeguarsi al sistema australiano e neozelandese, i paesi con cui intrattiene le maggiori relazioni economiche. </p>
<h3>NON SOLO CAMBIO DI FUSO ORARIO</h3>
<p>Stavolta il fuso orario: un altro motivo sempre economico facilmente intuibile. Ogni settimana, infatti, l&#8217;attuale fuso orario fa infatti perdere due giorni lavorativi con Australia e Nuova Zelanda e altri stati insulari vicini. Il cambiamento favorisce anche le attività commerciali con Stati Uniti e Europa.<br />
L&#8217;attuale fuso (un giorno in meno rispetto all&#8217;Italia) era stato scelto un centinaio di anni fa, considerando i rapporti con gli Stati Uniti e l&#8217;Europa. Era il 1892, ma oggi cambiando &#8220;rotta&#8221;, le isole Samoa saranno, fine 2011, le prime a vedere l&#8217;alba.</p>
<p>&#8230; per la serie&#8230; Anche le <em>pulci hanno la tosse</em>!</p>
<p>VIA | <a href="http://www.bbc.co.uk/news/business-13330592">BBC</a></p>
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		<title>E&#8217; finito il #Blackberryoutage &#8211; Email e Messenger dei BBerry funzionano</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/blackberryoutage.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 14:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>

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		<description><![CDATA[Finiti i tre giorni di disservizi ai Blackberry: milioni di clienti EMEA sono alla normalità, dopo i rallentamenti dovuti al down della sede londinese. Nel frattempo, su Twitter alla voce #blackberryoutage (outage in inglese vuol dire proprio &#8220;periodo d&#8217;interruzione&#8221;). Usati dai supermanager e da tanta gente comune, i Blackberry tornano connessi col mondo. Dopo circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finiti i tre giorni di disservizi ai <strong>Blackberry</strong>: milioni di clienti EMEA sono alla normalità, dopo i rallentamenti dovuti al <em>down</em> della sede londinese. Nel frattempo, su Twitter alla voce <a href="http://twitter.com/#!/search/blackberryoutage">#blackberryoutage</a> (<em>outage</em> in inglese vuol dire proprio &#8220;periodo d&#8217;interruzione&#8221;).</p>
<p><a title="Outage = periodo d'interruzione" href="http://www.piccolosocrate.com/blog/blackberryoutage.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-9396" title="blackberryoutage" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/10/blackberryoutage.jpg" alt="" width="430" height="198" /></a></p>
<p>Usati dai supermanager e da tanta gente comune, i Blackberry tornano connessi col mondo. Dopo circa 72 ore di blackout nell&#8217;area EMEA il Messenger e la posta danno finalmente segni di vita. Cosa è successo? E perchè? <span id="more-9393"></span></p>
<h3>NON È STATO UN ATTACCO HACKER</h3>
<p>Possiamo stare tranquilli, il sistema Blackberry non ha ricevuto attacchi: è stato solo un problema di stabilità, come <a href="http://youtu.be/zQ1esvGae_s">conferma il fondatore dalla RIM</a> che ha causato un <strong>forte rallentamento dei servizi</strong> (tuttavia senza crashare). Resta tutto circoscritto ad un problema temporale e non si è persa nessuna email.</p>
<h3>AFFIDABILITÀ BLACKBERRY?</h3>
<p>Era il cavallo di battaglia &#8211; dopo l&#8217;assoluta <strong>praticità</strong> e la <strong>sicurezza</strong> era l&#8217;unico motivo per cui la clientela <em>corporate</em> li ha sempre preferiti e (spero) continuerà a farlo nei confronti dei telefoni giocattolo. I concorrenti <em>touch</em> rosicchiano quote di mercato e gongolano del grosso disservizio. Chissà se prenderanno parte anche loro alle class action americane che già si vedono all&#8217;orizzonte.</p>
<h3>SI PU&Ograve; VIVERE SENZA BLACKBERRY?</h3>
<p>&Egrave; comodo, pratico e ti segue ovunque. Personalmente &#8211; son stato meglio per 48 ore e posso fare anche a meno della pioggia di email. Mi spiace per i supermanager e per i lavoratori che hanno subito &#8220;perdite&#8221;. Mi auguro che abbiano avuto a portata di mano un (obsoleto?) computer portatile.</p>
<h3>PER FAR SCENDERE IL PREZZO DI RIM?</h3>
<p>In rete gira voce che questo &#8220;down&#8221; sia architettato per far perdere credibilità (e valore economico) alla Research In Motion, società produttrice dei BlackBerry. Per questi tentativi d&#8217;acquisizione &#8211; quello che fa gola a differenza delle normali aziende industriali &#8211; non è il valore degli <em>asset durevoli</em>, quanto piuttosto gli <em>intagibles</em>. </p>
<p>In pratica, il <strong>valore della RIM</strong> si basa non tanto sugli impianti e sul suo mercato (il prodotto è in forte calo da un pezzo) ma dal <strong>valore dei brevetti registrati</strong> (circa 2.000). Ad onor di cronaca, <a href="http://investor.google.com/releases/2011/0815.html">Google ha acquisito Motorola</a> per 12,5 USD/mld comprando di fatto 12.000 brevetti. </p>
<p>Quale sarà il destino della RIM?<br />
Per scrivere l&#8217;<em>END of STORY</em> dovremo solo aspettare.</p>
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		<title>Quanto guadagna Eto&#8217;o mentre TU vai a vendere le rose nel metro&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 18:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[calcio-schifezze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra primo contatto, contrattazione e conclusione della vendita di rose ci vogliono almeno due minuti di cui uno di supplica. Guadagno? Un euro, forse due se la rosa è blu. Ore 19.00 del 31.08.2011. &#200; appena finito il calciomercato e Samuel Eto&#8217;o è il calciatore più pagato nella storia del calcio. Hai idea di quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra primo contatto, contrattazione e conclusione della vendita di rose ci vogliono almeno due minuti di cui uno di supplica. Guadagno? Un euro, forse due se la rosa è blu.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/eto-o-rose-nel-metro.html" title="Stipendio Samuel Eto'o Anzhi 20.500.000 euro all'anno"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/08/eto-vendeva-rose-nel-metro.jpg" alt="" title="eto-vendeva-rose-nel-metro" width="430" height="159" class="aligncenter size-full wp-image-9133" /></a></p>
<p>Ore 19.00 del 31.08.2011. &Egrave; appena finito il calciomercato  e <strong>Samuel Eto&#8217;o è il calciatore più pagato nella storia del calcio</strong>. Hai idea di quanto possa guadagnare ogni minuto?  <span id="more-9097"></span></p>
<h3>OLTRE 20.000.000 DI EURO ALL&#8217;ANNO</h3>
<p>Più una casa da 900 mq nel centro di Mosca, con tanto di mosaici, ricami d&#8217;oro e piscina nel salotto. Più aereo privato per andare a giocare nello stadio di casa (Mosca e <a href="http://maps.google.it/maps?q=Makhachkala&#038;um=1&#038;ie=UTF-8&#038;hq=&#038;hnear=0x404d43d957c36b2f:0xa4f5323eaf6c112d,Makhachkala,+Republic+of+Dagestan,+Russia&#038;gl=it&#038;ei=AWteToGpPM3P4QSI9oEu&#038;sa=X&#038;oi=geocode_result&#038;ct=image&#038;resnum=3&#038;ved=0CD0Q8gEwAg">Makhachkala</a> &#8211; sul mar Caspio &#8211; distano circa 1.600 km). Per farla breve Eto&#8217;o </p>
<blockquote><p>
<strong>SAMUEL ETO&#8217;O</strong><br />
(Squadra FC ANZHI Makhachkala)<br />
20.500.000 euro all&#8217;anno (il doppio dell&#8217;Inter)<br />
<br/><br />
ossia&#8230; 56.164,38 euro al giorno<br />
ovvero&#8230; 2.340,18 euro ogni ora (anche di notte)<br />
pari a&#8230; 42,00 euro ogni minuto<br />
ergo&#8230; 0,65 euro ogni secondo
</p></blockquote>
<h3>ETO&#8217;O &#8230; E LE ROSE NEL METRO&#8217;</h3>
<p>Ai poveri tifosi milanisti che l&#8217;hanno insultato col coretto razzista, vorrei ricordare che mentre Eto&#8217;o guadagna almeno:</p>
<p><strong>1,95 euro</strong> mentre emette un peto;<br />
<strong>22,75 euro</strong> mentre si allaccia gli scarpini;<br />
<strong>30/35 euro</strong> mentre si leva una caccola dal naso;<br />
<strong>80 euro</strong> mentre prova a venderti le rose nel metrò;<br />
<strong>500 euro</strong> mentre fa il pieno al SUV;</p>
<p>E via discorrendo&#8230; NOTA BENE: le cifre riportate qui sopra sono calcolate per tutto l&#8217;anno, ben oltre il suo consueto orario di lavoro. E tu quanto guadagni per ogni secondo di lavoro? Io sto sul centesimo al minuto (ricca paga per gli stagisti..) Mentre tu leggevi questo post, Eto&#8217;o ha guadagnato almeno altri 50 euro.</p>
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		<title>Stagista russo licenziato perchè pubblicava i vizi dei parlamentari</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/stage-russia-parlamento.html</link>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 17:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Scriveva su LiveJournal del tempo perso tra letture di riviste, giochi sull&#8217;ipad, partite a carte e chattate col collega di fronte durante le sessioni parlamentari. Spese folli per viaggi all&#8217;estero e tutta una serie di violazioni e perdite di tempo dei polticanti russi. Il suo nickname è Jeenzo ed aveva accesso ad una delle sale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scriveva su LiveJournal del tempo perso tra letture di riviste, giochi sull&#8217;ipad, partite a carte e chattate col collega di fronte durante le sessioni parlamentari. <strong>Spese folli</strong> per viaggi all&#8217;estero e tutta una serie di<strong> violazioni e perdite di tempo dei polticanti</strong> russi.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/05/duma-russia.jpg" alt="" title="Parlamento Russo | Duma" width="430" height="208" class="aligncenter size-full wp-image-8657" /></p>
<p>Il suo nickname è Jeenzo ed aveva accesso ad una delle sale più sacre dello Stato Russo: la contabilità ed il bilancio, in particolare la nota spese dei parlamentari. <span id="more-8655"></span></p>
<h3>STAGISTA INFORMATO</h3>
<p>L&#8217;autore, Yevgeny Starshov, studente della Facoltà di Management, economia e legge di Mosca, aveva ottenuto uno stage nell&#8217;ufficio più delicato dell&#8217;apparato, quello che controlla le spese dei deputati. Ne ha approfittato per scrivere il «Diario di un estremista democratico». La sua esperienza di stagista si è precocemente interrotta.</p>
<h3>TUTTE LE SPESE PAGATE</h3>
<p>Proprio i come i nostri signorotti di Palazzo Madama, anche a Mosca i parlamentari non hanno bisogno del portafogli. Ecco dunque che (citazione testuale) &#8220;alcuni deputati hanno cercato di dare le loro generalità ad amici e così via per farli volare gratis dove non dovevano. Ogni volta che questo è successo abbiamo dovuto cancellare la somma in questione e iniziare a contare di nuovo&#8221; .</p>
<h3>PARLAMENTARI PERICOLOSI AL VOLANTE</h3>
<p>Nel suo diario il giovane sbeffeggiava la vita condotta dagli onorevoli che nella capitale russa non godono di grande rispetto. Numerosi i casi di incidenti provocati dai loro Suv che hanno invaso in sorpassi azzardati la corsia opposta son dovuti alle deroghe al Codice della strada concesse ai parlamentari.  </p>
<p>&Egrave; concesso loro  di <strong>usare le luci blu</strong> ma i frequenti abusi hanno provocato l&#8217;anno scorso un&#8217;ondata di sdegno e di proteste portando alla nascita di un comitato – <strong>I secchielli blu</strong> – che per denunciare il malcostume portava in piazza automobilisti con un secchiello appunto legato sul tetto dell&#8217;auto.</p>
<h3>NOMI IMPORTANTI &amp; SITO BLOCCATO</h3>
<p>Da Martedì scorso le pagine del suo LiveJournal non sono più disponibili: senza peli sulla lingua il blogger-stagista aveva pubblicato nomi e cognomi (e spese) dei politici russi. Adesso ovviamente non è chiaro se la rimozione è stata eseguita dal titolare o dalla LiveJournal stessa su richiesta della Duma.</p>
<h3>DIVENTER&Agrave; LO STAGISTA PI&Ugrave; FAMOSO?</h3>
<p>Questo anonimo stagista-blogger non potrà mai competere con la stagista più famosa del mondo di 16 annifa. La celeberrima &#8220;ingoiatrice di prove&#8221; Monica Lewinsky (nel 1995) era l&#8217;unica che poteva aver accesso (carponi) nella stanza oRale dell&#8217;all&#8217;epoca presidente Bill Clinton. Il sexygate fa notizia ancora oggi.</p>
<h3>SI PU&Ograve; LICENZIARE UNO STAGISTA?</h3>
<p>Lo stagista (anche se sarebbe più corretto definirlo alla francese <em>stagiaire</em>) praticamente non ha diritti e ha solo doveri. Molto spesso deve esser super-preparato e già con esperienza per esser ancora sfruttato (aggratisse). In <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/italietta">Italia</a>, purtroppo, è così. Per ulteriori informazioni sui tirocini, gli internship consulta la pagina di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tirocinio">Wikipedia</a>.</p>
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		<title>Avvocato a basso costo? Lo trovi nelle cartolerie inglesi</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/avvocato-tariffa-bassa.html</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 16:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avvocato gratis non esiste, ma tariffa contenuta e al supermercato esisterà presto in Gran Bretagna. Oltremanica infatti la WHSmith (grossa catena di cartolerie UK) lancerà un servizio di assistenza legale all&#8217;interno dei propri punti vendita. Da ottobre entrerà in vigore il Legal Services Act: le alternative business structures saranno operative e finalmente sarà permesso ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato gratis non esiste, ma tariffa contenuta e al supermercato esisterà presto in Gran Bretagna. Oltremanica infatti la <a href="http://www.whsmith.co.uk/">WHSmith</a> (grossa catena di cartolerie UK) lancerà un servizio di assistenza legale all&#8217;interno dei propri punti vendita.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/avvocato-tariffa-bassa.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/04/avvocati-in-cartoleria.jpg" alt="" title="Avvocati in cartoleria" width="430" height="190" class="aligncenter size-full wp-image-8478" /></a></p>
<p>Da ottobre entrerà in vigore il Legal Services Act: le <em>alternative business structures</em> saranno operative e finalmente sarà permesso ai supermercati, alle banche e ai negozi di offrire servizi legali e consulenze da parte di avvocati. <span id="more-8474"></span></p>
<h3>COS&#8217;&Egrave; WHSMITH?</h3>
<p>WHSmith è la più grande catena di cartolerie in Gran Bretagna: oltre mille negozi in ogni città e paese e in tutte le maggiori stazioni ferroviarie. Secondo le statistiche del gruppo almeno il 70% degli inglesi nell&#8217;ultimo anno ha messo piede in uno dei suoi punti vendita.</p>
<h3>QUALITY SOLICITORS</h3>
<p>I cartolai di WHSmith hanno siglato un accordo con i legali della <a href="http://www.qualitysolicitors.com">Quality Solicitors</a>, un consorzio in forte espansione del quale fanno parte circa 150 studi legali inglesi. Battere la concorrenza ed essere la prima a offrire il servizio non farà di WHSmith il leader induscusso, ma sicuramente un big player.</p>
<h3>LATTE &amp; PREVENTIVO  PER LA CONSULENZA LEGALE</h3>
<p>&laquo; <em>Accedere ai servizi legali deve essere facile come comprare una scatola di fagioli</em> &raquo; ha affermato qualche tempo fa Bridget Prentice, il sottosegretario alla Giustizia britannico. Da quest&#8217;anno in Gran Bretagna entrano in vigore due misure del <em>Legal service act</em> del 2007 (legge anche conosciuta come Tesco law dal nome del colosso dei supermercati) che liberalizzano il mercato dei servizi legali. Da gennaio anche chi non è avvocato &#8211; quindi un&#8217;impresa &#8211; potrà comprare fino al 25% delle azioni di uno studio legale.</p>
<h3>PREZZI TRASPARENTI</h3>
<p>Il vantaggio per i consumatori è immediato: con molti più operatori presenti sul mercato sarà possibile avere un tariffario trasparente. D&#8217;altronde una grande catena pubblicherà sicuramente il tariffario ufficiale, senza caricare inutili costi occulti. Buone notizie per tutti gli stagisti del settore <em>legal</em> oltremanica. Soffriranno un po&#8217; i piccoli studi legali? Non è detto, perché la specializzazione conta.</p>
<p>VIA | <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1110091">Wall Street Italia</a></p>
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		<title>Perchè investire in Turchia, un mercato emergente in espansione</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/come-investire-in-turchia.html</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 12:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
		<category><![CDATA[guide investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se è vero che la Cindia (Cina + India) sta rallentando i tassi di crescita media (da spaventosamente a molto alti), molti imprenditori guardano all&#8217;est Europa per far fruttare i propri investimenti: la Turchia cresce, noi no. Una storica potenza del panorama europeo orientale sta per entrare definitivamente nell&#8217;euro (le trattive per l&#8217;allargamento sono ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che la Cindia (Cina + India) sta rallentando i tassi di crescita media (da <em>spaventosamente</em> a <em>molto</em> alti), molti imprenditori guardano all&#8217;est Europa per far fruttare i propri investimenti: la Turchia cresce, noi no.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/come-investire-in-turchia.html#more-7803"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/01/investimenti-in-turchia.jpg" alt="" title="investimenti-in-turchia" width="430" height="170" class="alignnone size-full wp-image-7804" /></a></p>
<p>Una storica potenza del panorama europeo orientale sta per entrare definitivamente nell&#8217;euro (le <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/enlargement/ongoing_enlargement/e40111_it.htm">trattive per l&#8217;allargamento</a> sono ancora in corso). Ecco quindi alcuni dati utili e motivazioni valide per farci un pensiero. <span id="more-7803"></span></p>
<h3>ECONOMIA TURCA IN ESPANSIONE</h3>
<p>Il Pil reale, un&#8217;indicatore della sostenibilità della crescita, ha registrato +4,3% annuo negli ultimi 7 anni, mentre dal 2002 al 2009 il Pil è balzato a 618 miliardi di dollari contro i 230 iniziali. L&#8217;OCSE, ovviamente, stima per il futuro un sontuoso +6,7%. Nel 2009 era la 16° economia mondiale e la sesta nell&#8217;UE e oltre 83 miliardi di ollari di IDE (investimenti diretti esteri nel paese) negli ultimi 7 anni.</p>
<h3>MERCATO IN ESPANSIONE</h3>
<p>30 milioni di utenti internet nel 2009, rispetto ai 4 milioni del 2002; 63 milioni di utenti GSM nel 2009, rispetto ai 23 milioni del 2002; 44,4 milioni di utenti di carte di credito nel 2009, rispetto ai 16 milioni del 2002. Oltre 85 milioni di passeggeri aerei nel 2009, rispetto ai 33 milioni del 2002 e 27,3 milioni di turisti internazionali nel 2009, rispetto ai 13 milioni del 2002. Bei numeri insomma.. (dati Agenzia Turca per la promozione degli Investimenti).</p>
<h3>MERCATO EMERGENTE</h3>
<p>La Turchia è il <strong>quinto mercato emergente al mondo</strong> in termini dimensionali (dopo i 4 Bric, ossia Brasile, Russia, India e Cina) con i suoi 840 miliardi di Pil in dollari. Il paese sta ripartendo velocemente grazie all&#8217;azione coordinata a livello governativo e istituzionale e alla forte volontà di ripresa sia industriale che finanziaria. Sebbene non sia parte dei Bric, viene considerata come un mercato emergente a tutti gli effetti, anzi, oggi, ancora più dinamico degli stessi Bric con la sola eccezione della Cina, che però comincia ad avere problemi di inflazione e incremento dei salari.</p>
<h3>POPOLAZIONE GIOVANE, ATTIVA E QUALIFICATA</h3>
<p>I turchi sono 73 milioni con il maggior numero di giovani tra i paesi europei con età media di 28,8 anni. Il 60 % della popolazione ha meno di 35 anni (dati 2009).Oltre 24,7 milioni di professionisti giovani, istruiti e motivati. Conta approssimativamente 450.000 laureati provenienti da circa 150 università, 550.000 diplomati, inclusi quelli provenienti da istituti professionali e tecnici.</p>
<h3>TASSAZIONE RIDOTTA E INCENTIVAZIONE POLITICA</h3>
<p>L&#8217;imposta sul reddito delle società &egrave; ridotta al 20 % (rispetto ai 30% di qualche tempo fa), mentre quella sulle persone fisica varia da il 15 ed il 35%. Inoltre sono disponibili i benefici fiscali e gli incentivi nelle Zone per lo Sviluppo Tecnologico, nelle Zone Industriali e nelle Zone Franche. Questi elementi possono includere l&#8217;esenzione totale o parziale dall&#8217;imposta sul reddito delle società, riduzioni fino all&#8217;80 % sulla quota di contributi previdenziali per i datori di lavoro e assegnazione di terreni. Al tutto aggiungi normativa nuova e incentivazione continua.</p>
<h3>INFRASTRUTTURE FUNZIONANTI</h3>
<p>Il paese dispone di infrastrutture nuove e tecnologicamente molto avanzate nel settore dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell&#8217;energia; i servizi di trasporto ben sviluppati e a basso costo ed il trasporto ferroviario risulta vantaggioso soprattutto verso Europa centrale e orientale.</p>
<h3>CORRIDOIO ENERGETICO EUROPEO</h3>
<p>La posizine strategica del paese della Mezzaluna ne fa un importante terminale e corridoio europeo di collegamento tra Oriente e Occidente per gli approvvigionamenti energetici. Un paese di transito per l&#8217;energia come la Turchia è in grado di trasportare 121 milioni di tonnellate di petrolio all&#8217;anno verso i mercati di tutto il mondo. Una volta completati i lavori in corso, la capacità di transito annuale salirà a 221 milioni di tonnellate di petrolio e 43 miliardi di m<sup>3</sup> di gas naturale.</p>
<h3>ACCORDI DOGANALI EU</h3>
<p>Dal 1996, il Governo turco ha stipulato un accordo di unione doganale con l&#8217;UE e diversi accordi di libero scambio con 16 paesi: inoltre dal 2005 sono iniziati i negoziati per far entrare la Turchia nell&#8217;euro.</p>
<h3>INVESTIMENTI ED EXPORT IN TURCHIA</h3>
<p>Nel 2009 gli investimenti italiani diretti hanno registrato un notevole incremento arrivando al 4% (291 mld di dollari) del totale affluito nel paese con una crescita del 17% rispetto al 2008. L&#8217;Italia è il quarto paese investitore in Turchia dove è presente con 801 imprese. Recentemente la Turchia per sfuggire alla crisi europea si è orientata verso oriente (dottrina politica ed economica del neottomanesimo), Asia centrale e Paesi del Golfo: ottimo è l&#8217;andamento delle esportazioni turche verso: Ukraina (37%), Arabia Saudita (+54,2%), Iran (29,5%), Israele (+48,7%), Siria (+35,7%), Turkmenistan (+62%)e Kuwait (+55%).</p>
<h3>PRIVATIZZAZIONI IN PROGRAMMA</h3>
<p>Il rinnovato impegno verso il programma di privatizzazione (austrade, ponti sul Bosforo, energia, lotterie nazionali), avviato in questi anni dal governo islamico moderato di Recep Tayyip Erdogan ha favorito l&#8217;ingresso nel contesto economico turco dei principali operatori internazionali di private equity. Nel biennio 2004-2005D gli investimenti complessivi son passati dalle poche centinaia di milioni di dollari a quasi 2,5 miliardi di dollari nel 2006, per poi riposizionarsi a oltre 1,5 miliardi di dollari nel 2007 e nel 2008. </p>
<hr/>
<h3>ATTENZIONI PRIMA DELL&#8217;INVESTIMENTO</h3>
<p>Tanto per cominciare, date uno sguardo a cosa dice l&#8217;<a href="http://www.invest.gov.tr/it-it/Pages/Home.aspx">Agenzia per il Supporto e la Promozione degli Investimenti in Turchia</a>, magari anche prendendo con le molle i <a href="http://www.invest.gov.tr/en-US/Benchmarking/Pages/BenchmarkTurkey.aspx">benchmark di posizionamento competitivo</a> presentati dall&#8217;ente stesso. Per ulteriori informazioni, dai uno sguardo al <a href="http://www.unicreditgroup.eu/it/pressreleases/PressRelease1593.htm">UniCredit Economics &#038; FI/FX Research</a>.</p>
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		<title>Starbucks a Roma ? Sarò il suo primo cliente affezionatissimo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 11:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dove mangiare a Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Esterofilia, portami via! Il muffin double chocolate non compete contro il nostro cornettone alla Nutella, così come il frappuccino d&#8217;estate non potrebbe mai competere con un caffé freddo. E così via&#8230; Dopo 4 giorni in giro per Losanna, la voglia Starbucks a Roma è tanta. Non so&#8217; dirti se vorranno aprire o dov&#8217;è uno Starbuck [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Esterofilia, portami via!</em> Il muffin double chocolate non compete contro il nostro cornettone alla Nutella, così come il frappuccino d&#8217;estate non potrebbe mai competere con un caffé freddo. E così via&#8230;</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/starbucks-roma.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/01/starbuck-roma.jpg" alt="" title="Muffin al double chocolate" width="430" height="217" class="alignnone size-full wp-image-7733" /></a></p>
<p>Dopo 4 giorni in giro per Losanna, la voglia <strong>Starbucks a Roma</strong> è tanta. Non so&#8217; dirti se vorranno aprire o dov&#8217;è uno Starbuck per le vie del centro della capitale. Sono solo uno dei <a href="http://www.facebook.com/search.php?init=q&#038;sf=r&#038;k=200000010&#038;n=-1&#038;q=starbucks+italy">tanti</a> che lo vorrebbero dopo un viaggio all&#8217;estero. <span id="more-7732"></span></p>
<h3>ALTERNATIVA A STARBUCKS A ROMA?</h3>
<p>C&#8217;è chi sostiene che il Cafè Letterario di Via Ostiense ne sia una valida reinterpretazione romana: a mio avviso non basta la Wifi gratuita per definirsi uno STBs. Dove sono i Muffin ? E il frappuccino? E soprattutto non sei bordo-strada, non sei sulla vetrina ed intorno a te vanno tutti di corsa. In Svizzera almeno, la gente era tutta tranquilla (forse troppo, almeno nell&#8217;incedere). </p>
<p>Abbiamo i cornettari: fuori dal negozio non hanno tavolini e invece puntualmente troviamo il cartello &#8220;non fare casino fuori dal locale&#8221;. Imbattibili prodotti italici, ma  zero spazio per consumare in santa pace.</p>
<p>Troppa esterofilia? Forse.</p>
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		<title>Significato di GIPSI: cosa vuol dire che l&#8217;Italia è tra i PIIGS o nei GIPSI ?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 13:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;espressione Piigs è la definizione abbreviata dei cinque peggiori Stati dell&#8217;Unione Europea che versano in condizioni finanziarie disastrose: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Ovvero tutta l&#8217;area meridionale del Vecchio Continente. Eppure del maiale non si butta niente, accezione di piigs nella realtà contadina. Su di morale: siamo ancora (per poco) nel club del G8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;espressione <strong>Piigs</strong> è la definizione abbreviata dei cinque peggiori Stati dell&#8217;Unione Europea che versano in condizioni finanziarie disastrose: Portogallo, <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/italietta">Italia</a>, Irlanda, <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/default-italia-201.html">Grecia</a> e <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/spagna">Spagna</a>. </p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/definizione-di-piigs.html" title="Espressione Piigs"><img class="alignnone size-full wp-image-7500" title="Piigs - Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/11/piigs-italy-greece-ireland-portugal-spain.jpg" alt="" width="430" height="206" /></a></p>
<p>Ovvero tutta l&#8217;area meridionale del Vecchio Continente. Eppure <strong>del maiale non si butta niente</strong>, accezione di <strong>piigs</strong> nella realtà contadina. Su di morale: siamo ancora (per poco) nel club del G8 e la qualità del nostro debito non è la peggiore al mondo. <span id="more-7495"></span></p>
<h3>ESPRESSIONE PIIGS / GIPSI</h3>
<p>Nata come PIGS per giocare sull&#8217;ide del maiale, alla parola PIIGS viene aggiunta un&#8217;ulteriore I per indicare l&#8217;Irlanda. Più elegantemente, per non indicare il concetto di <em>porco</em> in ambito comunitario si è sentito parlare di GIPS, poi divenuto GIPSI. Oltre al valore negativo del maiale (di cui ribadisco, non si butta niente) i giornalisti britannici associano spesso il concetto a <em>flying pigs</em>, il maiale volante. In pratica la situazione irrealizzabile che le nostre economie si possano riprendere.</p>
<h3 title="piigs countries piigsuk (maiale che succhia?) flyng pigs">DA PIIGS A GIPSI</h3>
<p>Nel 2008, tale Manuel Pinho, ministro delle (disastrate) finanze portoghesi, ha dichiarato più volte che PIIGS è un termine dispregiativo e razzista: Banca Barclays ed Il New York Times hanno deciso di abolirlo in nome del più <em>politically correct</em> <strong>GIPSI</strong>. Non che cambi più di tanto la situazione: gipsy in inglese vuol dire <em>zingaro</em>. Forse meglio il maialetto?</p>
<h3>NON SIAMO I SOLI</h3>
<p>Non che il resto dell&#8217;Europa sia popolato da pecorelle bianche e linde: le politiche monetarie francesi e tedesche fanno acqua da tutte le parti e anche se il <em>bund</em> è ben più apprezzato dei nostri titoli di stato non gode più dell&#8217;autorevolezza ante-crisi. Il 2007 è stato un anno nero per tutti e le ripercussioni fino al 2010 son note. Altre volte è stato utilizzato il termine PIIGSUK perchè anche la Gran Bretagna non gode di ottima salute finanziaria (leggi: debito) e anche oltremare l&#8217;Islanda se la sta vedendo brutta. </p>
<p>Se le cose non migliorano, il termine GIPSI o PIIGS che dir si voglia, dovrà esser sostituito da UE: basta vedere l&#8217;andamento dei differenziali pagati sugli interessi dei titoli. In pratica: chi compra il debito (pubblico o privato) rischia di più in termini di insolvenza della controparte rispetto alla stessa operazione effettuata quattro anni fa. Ecco perché si alzano gli interessi.</p>
<h3>DEFAULT NELL&#8217;AREA EURO</h3>
<p>Per il momento non sono prevedibili cadute in default di stati europei. Su <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001548-351.html">La Voce</a> se ne parlava tempo fa. Nessuno ha la palla di vetro, ma qualcuno conosce sicuramente meglio la realtà. </p>
<h3>LA CRISI IRLANDESE CHE EFFETTI AVR&Agrave; in ITALIA?</h3>
<p>C&#8217;è chi azzarda un&#8217;<a href="http://www.roubini.com/euro-monitor/260084/will_the_irish_crisis_spread_to_italy_">ipotesi</a> (in inglese) ma questo è un altro post.</p>
<p><span title="piigs italy">FOTO | <a href="http://www.flickr.com/photos/bigbird3/1617731499/">BigBird</a></span></p>
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		<title>Perchè il New York Times pubblica i documenti diplomatici segreti</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/perche-il-new-york-times-pubblica-i-documenti-diplomatici-segreti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 00:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Accade nel Web]]></category>
		<category><![CDATA[wikileaks]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli articoli pubblicati oggi e nei prossimi giorni si basano su migliaia di dossier richiesti dall&#8217;ambasciata degli Stati Uniti e raccolti da chi operava sul campo, in prima linea, per riportare le informazioni ai policy makers (non solo i politici). Il NyT e diverse altre testate giornalistiche europee (il Guardian, lo Spiegel e Le monde) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli articoli pubblicati oggi e nei prossimi giorni si basano su migliaia di dossier richiesti dall&#8217;ambasciata degli Stati Uniti e raccolti da chi operava sul campo, in prima linea, per riportare le informazioni ai policy makers (non solo i politici). </p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/11/nytime-logo-wikileaks.jpg" alt="" title="nytime-logo-wikileaks" width="430" height="175" class="alignnone size-full wp-image-7452" /></p>
<p>Il NyT e diverse altre testate giornalistiche europee (il <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/nov/28/us-embassy-cable-leak-diplomacy-crisis">Guardian</a>, lo <a href="http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,731389,00.html">Spiegel</a> e Le monde) hanno avuto accesso ai 250mila file diverse settimane fa e hanno deciso di cominciare a pubblicare le notizie domenica.  <span id="more-7449"></span></p>
<p>Il Times ritiene che le notizie siano di interesse pubblico, facendo luce sui successi, gli obiettivi, i compromessi e le frustrazioni della diplomazia americana come mai era stato fatto.</p>
<h3>LA FONTE DEL MATERIALE</h3>
<p>I documenti &#8211; circa 250mila &#8211; sono il traffico giornaliero tra il Dipartimento di Stato e più di 270 ambasciate (o avamposti) americani in tutto il mondo sono stati messi a disposizione del Times da una fonte che ha insistito per l&#8217;anonimato. I documenti erano stato precedentemente raccolti da Wikileaks, un&#8217;organizzazione che si occupa di pubblicare e smascherare i segreti di stato. A seguito della fuga di notizie (pare che siano stati violati i sistemi di Wikileaks) è partita la decisione di pubblicare gradualmente i documenti. I funzionari stessi hanno sottolineato che pubblicare le conversazioni tra i diplomatici americani e stranieri potrebbe aumentare la diffidenza di quest&#8217;ultimi verso le ambasciate Usa.</p>
<p>Fatta eccezione per i tempi di pubblicazione, il materiale è stato fornito senza condizioni. <strong>Ogni testata giornalistica ha deciso autonomamente cosa scrivere sui dispacci</strong>.</p>
<h3>COMUNICAZIONI IN MERITO AI DISPACCI</h3>
<p>Circa 11.000 sono contrassegnati come &#8220;<strong>segreti</strong>&#8220;, altri 9.000 riportano l&#8217;etichetta &#8220;<strong>noform</strong>&#8221; cioè l&#8217;informazione non è da condividere con gli altri rappresentanti di altri paesi  e 4.000 sono segnalati come &#8220;segreti/noform&#8221;. I restanti sono soltanto &#8220;confidenziali&#8221; o non classificati. La maggior parte non era destinata al pubblico, almeno nel breve periodo.</p>
<p>Il Times ha avuto la massima attenzione ed ha escluso le informazioni riguardanti segreti di Stato, gli informatori stessi o qualunque argomento in materia di sicurezza nazionale. I testi redatti dal Times sono stati condivisi con le altre organizzazioni e comunicate a Wikileaks, nella speranza che possano esser rivisti e pubblicati tutti nello stesso momento.</p>
<h3>IL PROCESSO AUTORIZZATIVO PER LA PUBBLICAZIONE</h3>
<p>A seguito della prima fase di &#8220;redazione&#8221;, il Times ha inviato ai funzionari dell&#8217;amministrazione Obama i <em>pezzi</em> che aveva intenzione di pubblicare e li ha invitati a bloccare ogni pubblicazione potesse ledere, secondo l&#8217;opinione dell&#8217;amministrazione, l&#8217;interesse pubblico. Dopo averli esaminati tutti, pur condannando la pubblicazione di documenti riservati, i funzionari hanno proposto delle modifiche. Non sono state accettate tutte. Il Times prevede di pubblicare almeno 100 documenti segreti sul sito.</p>
<p>La questione è delicata, non facile, raramente accade e non si può mai prendere alla leggera. L&#8217;editore cerca di bilanciare il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;ottica dell&#8217;interesse nazionale e del suo pubblico: il Times (come le altre testate giornalistiche) ha materiale che rivela particolari sull&#8217;uso delle armi, sui terroristi e che comprometterebbe i programmi di raccolta delle informazioni nei paesi ostili. La pubblicazione di conversazioni riservate tra i diplomatici americani e le controparti straniere potrebbe mettere in pericolo gli interessi nazionali, aumentando la diffidenza dei governi stranieri a collaborare con gli Stati Uniti contro i terroristi o altre attività vitali. </p>
<h3>TUTTO SAR&Agrave; ONLINE</h3>
<p>Naturalmente la pubblicazione di tutta la documentazione non dipenderà dal NYT. Wikileaks ha contattato quattro testate giornalistiche e ha promesso che metterà a disposizione materiale per ogni singolo stato con altri &#8220;sbocchi di notizie&#8221; e come un&#8217;ultima istanza prevede la pubblicazione in-toto del materiale sul suo sito. Per il Times (così come per gli altri) ignorare questo materiale significherebbe negare ai propri lettori la comunicazione di un&#8217;analisi attenta e ragionata fornita quando una notizia diventa pubblica.</p>
<h3>IL MOTIVO PI&Uacute; IMPORTANTE</h3>
<p>Il motivo più forte che spinge il Times (e le altre testate) a pubblicare è il <strong>raccontare la verit&aacute;</strong> nuda e cruda su come il Governo Americano prende le sue decisioni più importanti, le decisioni che costano al paese vite umane e fiumi di denaro. Mettono in luce le motivazioni &#8211; ed in alcuni casi i <em>doppi giochi</em> &#8211; che il governo usa mette in piedi con diversi stati. Quei dispacci fanno luce sulla diplomazia che ruota intorno a molte guerre in corso ed in molti paesi dove il coinvolgimento militare americano è in aumento (vedi Yemen e Pakistan).</p>
<h3>LE CONCLUSIONI</h3>
<p>Per quanto scoraggiante &#8211; come lo è &#8211; quello di pubblicare tale materiale con le obiezioni ufficiali (dei funzionari Obama, <em>ndr</em>) sarebbe presuntuoso ritenere che gli americani (e io aggiungerei pure gli italiani) non hanno il diritto di sapere cosa viene fatto il loro nome.<br />
&#8212;<br />
TESTO ORIGINALE liberamente tradotto dalle pagine del <a href="http://www.nytimes.com/2010/11/29/world/29editornote.html?_r=1">NY Times</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rivelazioni da Wikileaks: 250mila dispacci su capi di Stato e affari USA</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/le-rilevazioni-di-wikileaks-250mila-dispacci-su-capi-di-stato-e-affari.html</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 23:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Per molti è solo uno sconosciuto, per altri è colui che il 28 novembre ha aperto una nuova era della diffusione dell&#8217;informazione. Julian Assange, patron di Wikileaks, sta pubblicando in queste ore migliaia di dossier con affari di stato di mezzo mondo. Come al solito non ne usciamo bene, per niente. Oltre al solito cocktail [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per molti è solo uno sconosciuto, per altri è colui che il 28 novembre ha aperto una nuova era della diffusione dell&#8217;informazione. <strong>Julian Assange</strong>, patron di <strong>Wikileaks</strong>, sta pubblicando in queste ore migliaia di dossier con affari di stato di mezzo mondo.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/le-rilevazioni-di-wikileaks-250mila-dispacci-su-capi-di-stato-e-affari.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/11/wikileaks-430x204.jpg" alt="" title="wikileaks" width="430" height="204" class="alignnone size-large wp-image-7438" /></a></p>
<p>Come al solito non ne usciamo bene, per niente. Oltre al solito cocktail di festini con le minorenni il nostro caro nanoPremier &egrave; solo l&#8217;ultimo dei potenti che viene letteralmente messo in mutande. <span id="more-7437"></span></p>
<h3>WIKILEAKS DA NON CONFONDERE CON WIKIPEDIA</h3>
<p>Hanno solo parte del nome uguale (wiki) ma nient&#8217;altro. <em>Leaks</em> letteralmente è la &#8220;fuga di notizie&#8221;: il sito wikileaks in pratica è la Wikipedia dei segreti, quelli veri. Criptati e conservati in server super-sicuri in due paesi (Belgio e Svizzera) Wikileaks è distinta dalla super-enciclopedia mondiale fatta da volontari (Wikipedia).</p>
<h3>SENZA PIET&Agrave;</h3>
<p>Stavolta il <em>mezzo</em> è la diffusione: non saranno più le carte stampate a far conoscere moltissimi affari sporchi e lati caratteriali privati a tutto il popolo che può connettersi via web. Il sito, inutile dirlo, è stato subito attaccato dagli hacker (probabilmente di matrice USA) ed attualmente non è disponibile. Prevedendo tutto ciò il Guardian ed il New York Times (ecco <a href="http://www.nytimes.com/2010/11/29/world/29editornote.html?_r=1">perchè hanno deciso di pubblicare i dispacci</a>) provvedono alla pubblicazione di parte dei dispacci delle ambasciate.</p>
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<h3>DI CHI SI PARLA?</h3>
<p>Tutti i capi di stato sono coinvolti: dalla Merkel (poco creativa e schiva) a Putin (di cui lo psiconano è solo il portavoce in Europa) a Gheddafi (pieno di infermiere bionde &amp; &#8220;generose&#8221;). C&#8217;è in mezzo anche la Cina, colpevole d&#8217;aver fatto danni ai server di Google e spiato mezzo mondo. (fonte: <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/28/news/documenti_wikileaks-9617422/">Repubblica</a> e Guardian</a>). C&#8217;è anche la famiglia reale inglese e lo stato dello Yemen, che avrebbe coperto un attacco degli americani &#8220;<em>Continueremo a dire che le bombe erano nostre non vostre</em>&#8220;. Insomma ce n&#8217;è per tutti.<br />
Il tutto è concentrato sui 250.000mila dispacci governativi richiesti dal governo USA alle ambasciate di mezzo mondo: documenti segreti, fino a qualche tempo fa.</p>
<h3>WIKILEAKS NON SAR&Agrave; SOLA</h3>
<p>Va più veloce della tv, dei giornali, della radio. Raggiunge miliardi di lettori grazie all&#8217;eco della rete: non è il tam-tam mediatico fine a se stesso. Il 28 novembre 2010 è partito un nuovo modo di svelare i lati oscuri della politica e del governo a chi è veramente interessato. Wikileaks non ha motivi anti-americani o filotalebani: il sito Wikileaks ha deciso di diffondere messaggi riservati degli ambasciatori Usa. Già in passato, ha fatto clamorose rivelazioni di documenti top-secret. &Egrave; il momento di farle tutte. E qualsiasi tipo di sito internet serve a questo, anche un blog piccolo piccolo.</p>
<h3>MA BERLUSCA SI DIMETTER&Agrave; STAVOLTA?</h3>
<p>Probabilmente il sogno rimarrà tale: non basteranno le ennesime rivelazioni di contratti miliardari per la fornitura del gas, i festini con le minorenni che <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/11/28/news/nadia_macr_racconta_il_reclutamento_di_arcore_tante_ragazze_fede_e_la_segretaria_del_premier-9596266/">non potevano parlare tra di loro</a>, le collusioni con la mafia. Come dice mio papà &#8220;nemmeno morto quello si dimette&#8221;.</p>
<p><strong>____UPDATE___ (00:38)</strong><br />
Attualmente sono stati pubblicati solo 220 documenti sui 251.857 disponibili negli archivi Wikileaks. Se cerchi i <strong>documenti Wikileaks sull&#8217;Italia</strong>?<br />
Sul <a href="http://cablegate.wikileaks.org/">Cable Viewer</a> (il <em>mega archivio</em> sulle informazioni riservate) ci sono (al momento) solo due documenti dall&#8217;ambasciata di Roma. Il <a href="http://cablegate.wikileaks.org/origin/10_0.html">primo</a> contiene informazioni sulla guerra in Afghanistan e sui gasdotti realizzati dall&#8217;Eni; il <a href="http://cablegate.wikileaks.org/cable/2010/02/10ROME173.html">secondo</a> puoi leggerlo direttamente tu, ma ti anticipo si parla di Frattini e dell&#8217;Iran&#8230;</p>
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