Trasformare l’acqua del mare in denaro. Filtrata, controllata e imbottigliata, Andy Iglis, scozzese ex funzionario Onu sulla cinquantina, vuole venderla a chi non abita sul mare. Cucinare il pesce o i molluschi assume un altro sapore. Sà veramente di mare.

L’idea non poteva esser che di uno scozzese (notoriamente più tirchio del genovese e di Mazzarò*). Non si aspetta che tutti comprino a 6 euro i suoi tre litri di Acquamare per berla, ma che diventi moda nei ristoranti e poi abitudine retail consolidata.

Un po’ per creare posti di lavoro alle Ebridi, un po’ per continuare a sperimentare in cucina. Innovare come è stato per lo Zafferano o i petali di fiore. Tutto sommato una spruzzata d’acqua di mare vaporizzata sull’insalata eviterebbe l’uso del sale fino e, sicuramente, si diffonderebbe in modo più omogeneo su tutto il piatto.

Alcuni chef propongo anche la cotture al vapore delle verdure – ma ci andrei piano. Per i velisti tutto sommato non è una novità. In mare aperto – quando non vi sono macchie di petrolio vistose – tutti abbiamo prelevato l’acqua di mare per farne uno spaghetto di pesce gustoso. Il sapore tutto sommato – se correttamente mischiato con acqua dolce – non è diverso dalla tradizionale acqua del rubinetto salata.

La materia prima di Andy Inglis copre tre quarti del mondo e può esser prelevata liberamente. Basta un secchio e tutti possono disporne. Come farà a battere la concorrenza appena il prodotto sarà sul mercato? Info e prezzi su www.acquamara.com

FOTO | Yings alter ego
VIA | The Indipendent