In materia anti-costumoni occorre evidenziare la posizione che l’equipe italo-inglese dei consulenti scientifici di Arena propone attribuendo una funzione fondamentale alla stabilizzazione del “core” dell’atleta dovuta al gommone, molto più importante del presunto aumento del galleggiamento.
Il “core” è l’insieme dei muscoli che stanno all’altezza del bacino e sotto gli addominali che, se nella vita di tutti i giorni servono per stare in piedi, in acqua mantengono le gambe in linea con il busto e sono molto difficili da allenare. Secondo questo gruppo di ricercatori, i costumi gommati sostengono il “core”, aiutando i nuotatori più potenti e muscolari, ma con minore controllo sulla postura.

“Gli effetti cambiano da atleta ad atleta, ma si può dire che per i 100 stile la differenza tra i costumi interi pre e post LZR è sull’ordine dei decimi di secondo. Con quelli di ultima generazione si arriva a un secondo, un secondo e mezzo.”

Non finisce qui: sono stati ipotizzati anche effetti fisiologici più complessi e anche se più difficili da verificare senza una ricerca scientifica. C’è chi ha affermato che la elevata compressione muscolare esercitata dal poliuretano determini una minore produzione di acido lattico e che questo si manifesti infine in una “minore sensazione di stanchezza”. La cosa viene giustificata dall’osservazione che con i costumi gommati si assiste a vasche di ritorno e finali di gara troppo più veloci di prima, come se l’atleta avesse una “riserva di energia” nascosta da utilizzare nel finale che gli consente di “mantenere il ritmo” e di non calare in modo ineluttabile alla fine.

E’ difficile capire se l’ipotesi sia ragionevole: resta il fatto che anche con i costumi gommati si son viste gare con crolli finali clamorosi, vedi la Rebecca Soni a Roma nei 200 rana, come avveniva ai vecchi tempi.

E concludiamo con un po’ di gossip:

  • C’era chi aveva comprato il costumone a 80 euro da un agonista: aspettava il comunicato ufficiale e si vociferava che ai master fosse concessa deroga per tutta la stagione. Poi ci ha potuto fare solo un 50 dorso in vasca corta.
  • Tutto sommato era una pratica oramai condivisa: tutti miglioravano, soprattutto i più assetati di punti. Adesso se ne faranno una ragione?
  • A quando l’antidoping? Questa è la vera richiesta che gira nel circuito delle gare FIN.
  • Etica? Tempi? Eppure è un business per la Jaked e co. che va decisamente a farsi bendire.
  • In pochi spenderanno 180 euro per un pantaloncino della speedo.

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