Lo stesso Comitato di Basilea in seguito alla crisi finanziaria del settore bancario ha messo in luce i punti deboli del sistema di adeguatezza patrimoniale degli intermediari.

Ecco in sintesi, alcuni motivi per cui la riforma del sistema di adeguatezza patrimoniale – anche se non ancora definita in modo chiaro, completo e dettagliato – merita di esser affrontata.

PROCICLICITÀ

La prociclicità è stata sul banco degli imputati. I requisiti patrimoniali basati sul rating creditizi tendono ad aumentare in congiunture difficili. L’intermediario – sottoposto a rigido controllo sui ratio patrimoniali – reagisce contraendo il volume di credito e accelerando “la discesa”.

Qualità e livello del capitale

Molte banche in forte perdita nel periodo di crisi sono state salvate da interventi governativi. Eppure i loro coefficienti patrimoniali nel 2006 (ante crisi) erano ben al di sopra dei minimi. Ad esempio – la media europea del tier 1 (coefficiente patrimoniale di base) era all’8% contro il minimo regolamentare richiesto del 4%. A non funzionare sono stati gli strumenti ibridi di patrimonializzazione, inefficaci a proteggere il capitale dalle perdite subite.

IL LEVERAGE

Pur rispettando i coefficienti minimi di patrimonializzazione, la maggior parte delle banche europee hanno spinto la leva finanziaria (totale attivo su patrimonio netto) ben oltre la media di settore. Strutture debitorie già ampiamente stressate per natura non hanno potuto reggere la “congiuntura critica” . Il delevereging sistemico, mentre salvava la stabilità del singolo intermediario, ha reso instabile i mercati finanziari. Ecco dunque perchè si rende necessaria la vigilanza macro-prudenziale oltre alla micro-prudenziale.

LA LIQUIDITÀ

Se non fosse stata per l’ampia liquidità messa a disposizione della banche Centrali a basso costo – diversi mercati interbancari si sarebbero bloccati, creando il caos. I due nuovi indicatori sulla liquidità (liquidity coverage ration e net stable funding ratio) nascono per monitorare ed evitare l’eccessivo ricorso fabbisogno finanziario degli istituti centrali.

LE BANCHE SISTEMICHE

I Governi Centrali hanno salvato alcune banche too big to fail e too interconnected to fail. Gli intermediari da entità microeconomica, sono diventati entità macro-economica, da cui dipende l’intero Paese. Per fortuna – le banche italiane sono state ben più virtuose, ma il rischio l’abbiamo corso lo stesso.

ARBITRAGGI TRA BANKING BOOK E TRADING BOOK

Il minore requisito patrimoniale a fronte delle attività detenute per la negoziazione (trading book) rispetto allo stesso richiesto per l’inserimento nel portafoglio commerciale (banking book) non ha potuto reggere tutte le perdite realizzate su strumenti acquistati per coprire il debito. Ergo il Crack !

La lista potrebbe continuare, ma quali aspetti occorrerebbe monitorare ancora? Diversi, complessi e interconnessi (disciplina del mercato, l’assicurare lo stesso livello normativo, il corretto mix di business…) ma questo è un altro post.

VIA | A. Sironi