Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo
Non manca la fantasia agli impiegati statali strapagati: il dipendente statale Jannone ha proposto per la Finanziaria 2010 al vaglio della Camera, di associare agli scontrini fiscali dei numeri da estrarre per delle vincite milionarie.

Vietato illudersi perché lo scopo del gioco é aumentare le entrate fiscali senza aumentare i balzelli. Un’allegra lotteria milionaria accompagnerà i nostri acquisti di piccola taglia, visto che l’esperimento in Cina pare che funzioni.
In prima battuta l’onorevole bergamasco aveva proposto un Gratta e Vinci per ogni tot di spesa tuttavia si erano presentati troppi problemi: Chi l’avrebbe pagato? Perchè solo un distributore monopolista [Lottomatica] e via dicendo (per approfondimenti: il Giornale,). D’altro canto é innegabile che si rivela un modo simpatico per incrementare i consumi e gli introiti delle casse dello Stato, senza ricorrere a politiche eccessivamente punitive e senza i controlli fin troppo invasivi introdotti con il decreto fiscale appena approvato dal Senato.
Tagliare le tasse è impossibile, nonostante lo psiconano lo abbia più volte utilizzato come slogan post-elettorale ed il sistema degli scontrini comporta dei grossi limiti.
Ovvero il provvedimento colpisce (giustamente) le categorie della piccola distribuzione. Il lattaio non è solo praticare lo sconto dell’Iva se non ci fa lo scontrino ma l’impresa che ristruttura casa o l’imbianchino che emettono fattura sicuramente si. Soprattutto la piccola distribuzione è dotata di un mezzo che si può facilmente collegare ad una rete (come le ricevitorie Lottomatica) mentre chi emette fattura no.
Poco o tanto, al consumatore non importa tanto concorre per una lotteria. Il problema è solo quantificare la possibilità di vincita. Sbancare il superEnalotto corrisponde ad azzeccarne su 1 su 622.614.630. Quanti scontrini emette l’Italia ogni giorno? Qualche milione, più aggiungiamone un paio falsificati per l’occasione (come vuole la tradizione). In teoria concorri per un premio, in pratica ti becchi solo l’odio del commerciante (pessima italica usanza) e nient’altro.
L’unica cosa certa sarebbero le entrate fiscali da affiancare però all’aumento dei prezzi: già ce li vedo i gestori a fregarsi le mani alla faccia dell’ennesimo provvedimento evitato alle spalle del consumatore. D’altronde le tasse in più che dovrebbero pagare, le fanno pagare ai consumatori. Nella migliore delle ipotesi quindi avremo una perdita di potere d’aquisto grazie al fisco!
Passiamo la proposta, chi si occupa della costruzione della rete per collegare tutte le casse (da ri-ammodernare tutte, ovvio) ed evitare frodi? Perché invece non permettere ai cittadini di pretendere lo scontrino per detrarlo (interamente o parzialmente) dalle tasse proprio come fanno le imprese?
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| Parole: entrate fiscali, fisco, parlamento
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