Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo
In Italia la casta avrebbe incassato i quattrini in silenzio. In America, dopo il regolamento della rata da 150 miliardi di dollari in aiuti del Governo ad Aig, Barack Obama si arrabbia di brutto e chiede la restituzione.

Timothy Geithner, il Tremonti d’oltreoceano, afferma di non esserne al corrente; la FED invece ne era a conoscenza già da tre mesi. Bel casino? Tutt’altro il Ceo di Aig afferma di restituire una buona fetta. Quale?
Rimettiamo in ordine i pezzi del puzzle.
13 marzo
Barack Obama viene a conoscenza dei 165milioni di dollari in bonus. Incaricato il segretario al Tesoro Timothy Geithner di usare ogni mezzo legale per bloccarli, afferma provocatoriamente:
«Come possono giustificare questo oltraggio verso chi paga le tasse tenendo a galla la società ? [,,] Questa è una società che si trova in difficoltà finanziaria a causa di una gestione avventata».
15 marzo
Nonostante il procuratore di Ney York (l’ex sindaco) Cuomo, minaccia di spiccare mandati di comparizione, i superbonus vengono erogati per rispettare i “doveri legali” delle compagnie.
17 marzo
Nonostante le guardie armate al palazzo dell’Aig, la situazione resta tesa: il monito di Obama è rivolto ad Aig così come a tutte le grandi imprese rette dal piano Tarp (Troubled Asset Relief Program), il piano di salvataggio delle imprese finanziarie americane.
19 Marzo
A seguito delle minacce (anche di morte), il ceo di Aig annuncia che verranno restituiti per metà i superbonus oltre i 100.000 dollari.
Insomma dopo lo scandalo dell’aereo di Citigroup, a Wall Street hanno pensato bene di alzare i compensi fissi dei super-manager. Mossa tanto prevedibile quanto avida. I compensi fissi sarebbero quindi intoccabili e nessuno potrebbe dir nulla. Nemmeno il Presidente degli Stati Uniti.
Alcune domande sorgono spontanee:
Perchè coprire d’oro chi ha mandato per stracci Aig?
VIA | Asca.it / Sole24ore / Blog di Rampini
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| Parole: AIG, Citigroup, lavoratore, manager, USA, wallstreet
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