Ipotizziamo passasse la discussa norma anti-blog: secondo l’interpretazione del testo normativo dovremmo tutti quanti correre ad iscriverci al Roc, in quanto lucriamo sui banner (et similia) che esponiamo.


Pur non essendo sistematicamente organizzati per fare attività d’impresa (secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, che potete leggere in fondo al documento), come dovremmo fare? E soprattutto, il Roc, potrebbe reggere l’ondata di registrazioni?

Andiamo con ordine.

Fase 1 - Indovina la modulistica da scaricare, compilare e ri-mandare sul sito del Registro degli Operatori.
Hai partita iva? Rappresenti una società per azioni? Sei una concessionaria di pubblicità su testate quotidiane o periodiche, anche telematiche, che pubblicano almeno 13 numeri l’anno ed hanno alle loro dipendenze non meno di 5 giornalisti a tempo pieno da un anno ?
Cosa sei?
In realtà sei solo un blogger con un dominio .it, .com o .net o magari hai appoggiato il tuo blog su wordpress.com ?
Quale sia la tua natura, il ROC non te lo dice (ancora) quindi, cosa gli invii?

Puoi (forse) salvarti, c’è la compilazione guidata ai modelli sul sito dell’Agcom. Forse però non sanno che qui siamo abituati ai Wizard di Windows in cui clicchi su “avanti”, “avanti”, “avanti”, “FINE”.

Ma forse a questo si potrà rimediare, anche se personalmente il ROC e l’AGCOM mi ricordano tanto questo tratto di Asterix e le 12 fatiche, la casa che rende folli.

per la FASE 2, ovvero, sapere se la registrazione è andata a buon fine, se non rischi la galera, se non rischi denunce per stampa clandestina, se puoi pagarti l’hosting con i faraonici introiti pubblicitari ci sarà d’attendere che la legge venga approvata.