Come evitare che le operazioni di salvataggio di intermediari bancari in difficoltà gravi sulle tasche dei contribuenti? Con le nuove tasse bancarie si finanzierebbero fondi europei istituiti per fronteggiare in maniera “ordinata” le insolvenze bancarie.

Il concetto del “chi inquina paga” è alla base della proposta che arriva sul tavolo della Commissione il mese prossimo. Il quid nasce da un problema serio, non troppo remoto data la congiuntura. Ovvero ?

SE FALLISCE UNA BANCA EUROPEA?

In caso di fallimento di una (o più?) banca nel Vecchio Continente, salvarla è solo a livello nazionale. Ovvero chi ha la mela marcia nel giardino – deve preoccuparsene direttamente. Esistono tuttavia diversi squilibri tra sistemi normativi nazionali che non facilitano le operazioni di salvataggio. Ecco quindi l’idea di creare delle entità sovranazionali comuni, gestite a livello centralizzato, per arginare le crisi bancarie.

CHI CI METTE I SOLDI?

Il cittadino – ovvio – con le tasse bancarie. Quindi in pratica il consumatore passa dall’esser coinvolto SOLO in caso di insolvenza alla situazione di contribuzione a priori. Le nuove tasse bancarie sono state già introdotte da alcuni paesi (Germania e Svezia) – in Italia sicuramente proveranno a ripianare il buco di bilancio pubblico.. e amen !

PARACADUTE DA EVITARE

Almeno nelle intenzioni – non dovrebbe esser una polizza assicurativa per i manager bancari – già liberi di far danni incentivati dalle stock options (e tutti gli altri premi a breve). Il miglior paracadute, infatti, è all’interno di ogni istituto. Nella gestione corrente, nell’operatività, nella corretta esposizione ai rischi e nelle politiche di lungo periodo.

TOO BIG TO FAIL e TOO INTERCONNECTED TO FAIL

Sembra il solito discorsetto accademico. Cominciamo ad allungare i piani di stock options a 5/8 anni – così disincentiviamo le minchiate dei manager. E poi nessun fondo – per quanto pachidermico possa essere – coprirà tutte le perdite anche una sola grossa banca nazionale. Il quid non è l’eccessiva dimensione e l’ostentata interconnessione che chiude l’intero sistema finanziario a riccio, piuttosto le politiche di gestione.

CHI E’ FUORI DALLA “COPERTA” ?

I fondi d’investimento (gestiti da SGR), le Sicav e gli intermediari assicurativi. Insomma lì dove si son creati i peggiori mal di pancia dei colossi bancari. I soldi sono una risorsa scarsa, usiamoli bene. E basta con le nuove tasse !

VIA | Europa.eu e Crisi Management (Europa.eu)