Un vedovo che si risposa non meritava di perdere la prima moglie
Tutto oramai è ecofriendly (amico della natura) anche l’alimentari sotto casa, che risparmia sulla busta della spesa da dare a noi clienti dicendoci che “fa bene all’ambiente” o peggio ancora ci fa pagare 5 centesimi per lo shopper perchè solo pronunciare busta di plastica si inquina già . In pratica le aziende e le catene di distribuzione si tingono di verde, mentre in realtà siamo noi consumatori a subire gli attacchi del “green marketing”.
Su un articolo molto interessante sul green marketing quanto breve su B2b, la sezione dedicata alle imprese del Sole24ore c’è il vero trucco del marketing: l’esperto consiglia all’imprenditore di inculcare nella coscienza del cliente il concetto che “la sua impresa rispetta la natura”. Ovvio come no, rispetta la natura e ci fotte tranquillamente. Brevemente segue un piccolo elenco di consigli per evitare di farsi raggirare dal “green marketing”.
Partiamo dal principio: Cos’è il green marketing? Definiamolo:
E’ un concetto di marketing nato sul finire degli anni novanta in America, quando le aziende si sono accorte che comunicare il rispetto dell’ambiente, poteva migliorare profitti ed immagine. Il Green Marketing è applicabile a qualsiasi bene o servizio di largo consumo. Il suo obiettivo è quello di modificare i prodotti, i processi produttivi, il packaging coniugando obiettivi di profitto alla tutela ambientale.
Gli imprenditori, poveretti, in qualche modo devono pur fare: certo perchè poi noi clienti col vizietto dell’informarzione siamo problematici e addirittura pericolosi. Abbiamo la brutta abitudine di informare gli altri divulgando. Non ci facciamo fregare da quel negoziante che afferma “rispetta la natura” o magari mette in bella mostra il cestino della differenziata. Quindi:
1. Cerchiamo di indagare: di andare oltre la vetrina e chiedere come vengono realizzati i prodotti, chi sono i fornitori, come vengono trattati i componenti,
2. Constatiamo con mano quanto packaging (termine inglese per intendere tutti i sistemi per impacchettare, imbustare dall’inizio fino alla consegna al cliente) e quanti passaggi fa la merce prima di arrivare a noi: più impacchettamento, più rifiuti, più roba da smaltire, più costi (per noi e per la natura), più prezzo (quello cade solo su di noi).
3. Evitiamo le Offerte speciali di prodotti non stoccabili (carta igienica et similia) e quant’altro ci possa attrarre all’ultimo minuto. Anche risparmiare denaro è un modo per rispettare la natura.
4. Ricordate che il marketing non vuole venderci qualcosa, vuole studiarci per offrire il miglior servizio possibile: ergo, più ci studiano, più conoscono i nostri bisogni. Ogni tanto quindi, vale la pena di cambiare in modo casuale, un fornitore, giusto per “provare” il resto del mercato.
5. Se l’azienda si fregia del titolo di ecosostenibile non vi fate bidonare ed evitate di pagare il 5% in più i prodotti: siete il cliente, fate la vostra scelta oculata senza pensare al “ma loro lo fanno per la natura, quindi..” nooo! L’ambiente ed il rispetto annesso NON devono ricaricare il prezzo (con le dovute piccole, evitabili e misurabili eccezioni, ovviamente).
6. Fate attenzione al colore verde: molti lo mettono nel logo, nel cartellone pubblicitario perchè ci attira più di altri. Non per la cromaticità , ma per il significato di ambientale, ecologico, sostenibile e via dicendo. Molti prodotti/servizi ci puntano. Il blog sulle Pmi insegna.
7. Verdi, ecologici, puliti e trasparenti. Per la serie che il prodotto è carino, coccolato e potete conoscerne tutti i più reconditi segreti. In pratica loro non sono venditori, ma partner (amici, direbbe qualcuno). Un consiglio di mio padre è “diffida quando estranei mettono in mezzo la patria, la famiglia e gli amici”. La trasparenza sia vera: chiedete e domandate sempre e comunque di ogni cosa.
É vostro diritto di consumatore rompere i coglioni, ricordatevelo!
8. Attenzione quando vedete un vip che sponsorizza , una celebrità (soprattutto quelle decadute che non si vedono più in tv) che vi offre un prodotto. Nove volte su dieci, se hanno avuto i soldi per pagare lui per convincere noi vuol dire che: o il prezzo del prodotto è troppo alto oppure non è poi così ecologico. Rifletteteci!
Ultimo suggerimento: fate attenzione a
- omissione di informazioni rilevanti
- affermazioni vaghe o non dimostrabili
- esagerazione sulle caratteristiche dei prodotti o dei servizi forniti dalla compagnia
- inganno attraverso le parole, le immagini o i grafici
Avete altri consigli?
Ed ora, tutti a fare spese!
Foto | myeye
In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! Nè starlette, né calendari semi-porno, nè deputate nude, nè miss varie, nè veline con le gambe al vento!
RISPETTIAMO LE DONNE
(e sopportiamolo pure!)
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