Il fenomeno della tassa sugli utenti domestici di ADSL trova ampio dibattito in rete dove, favorevoli e contrari danno espressione delle loro motivazioni. Personalmente, in quanto utente consumer, mi schiero sul fronte del NO dal momento che sarebbe un’ingiusta manovra a favore delle solite lobby.

Punto Informatico fa due conti: dividendo sui 10 milioni di contratti adsl italiani domestici(dati 2007) 220 milioni di euro di mancati introiti fanno 22 euro a contratto. Ovvero poco più di 2 euro al mese per scaricare materiale protetteo da copyright. Sono assolutamente contrario per diversi motivi che qui vi elenco rapidamente.

Perchè solo gli utenti domestici? Dalle imprese non si scarica? Oppure dalle scuole, università , uffici pubblici? E perchè penalizzare chi invece ha l’adsl ma non scarica? Si conformerebbe un atto a dir poco inequo.

Perchè 220 milioni e non 22 milioni o 2222 milioni? Chi ha fatto la stima cosa ha valutato? Perchè l’utente deve pagare tutto questo? E poi quanto si potrebbe scaricare ? Un cd, con 20 pezzi, costa dai 9 in media euro a salire. Scaricare un film è illegale, ma con un adsl ci si mette anche meno di un’oretta. Quindi potenzialmente il danno supera le stime fatte.

Perchè l’ISP dovrebbe tassarmi per poi girare i miei fondi? Nonostante la trasparenza di tali operazioni, credo che tutta questa liquidità passi attraverso diversi secchi bucati.

Tralasciando poi il come andrebbe divisa quest’immensa torta, visto che oguno dice la sua. L’ideale (a mio avviso) sarebbe tracciare il numero di download e indennizzare per quelli. Ma perchè indennizzare da oggi? E tutti quelli che ci hanno “perso” nel passato? E chi tiene la classifica dei download?

Il mulo o DC++ ? Pagando la tassa, sarebbe quantomeno onesto dare a tutti la possibilità di scaricare via HTTP, semplicemente digitando l’indirizzo. Che fine farebbero tutti i siti che vendono musica (o prodotti coperti dal diritto d’autore) ?

Altra cosa: con la tassa poi sarebbe perlomeno giustificabile interrompere tutti i processi in essere, dal momento che l’una tantum di prima tassa eccederebbe il valore fair di 22 euro.

———————— IN CONCLUSIONE PER NON TEDIARVI ULTERIORMENTE —————–

Questi sono solo alcuni minuscoli aspetti di un grosso problema. Ergo cari autori, godetevi i vostri miliardi e non pretendetene di ulteriori dalle major, visto che anche loro vedono smagrirsi i loro bilanci.