L’archivio e’ il posto dove si possono smarrire le cose in ordine.
Ogni giorno le borse cadono a picco, non c’è un titolo che sia meno volatile degli altri e i pezzi grossi della politica cominciano a spararle grosse pur di fermare la silente corsetta agli sportelli, primo acceleratore di un diffusa percezione di timori. Non arriveremo al panico totale.

E rimbalzano le notizie su Wikio - Crisi Finanziaria così come sui vari media. Fonti interne e riservate da un grosso istituto italiano mi raccontavano qualche giorno fa di un consistente numero di risparmiatori in fila allo sportello per farsi restituire, in contanti o in assegni, i propri soldi depositati.
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Le borse mondiali sono più volatili del solito e nonostante il rimbalzo-record di ieri nel weekend bisogna frenare gli entusiasmi. Aig é stata salvata perché deteneva quasi un monopolio di fatto (viste le dimensioni e le connessioni con gli altri operatori) per il settore assicurativo americano e mondiale. Salvare Aig é stato praticamente un dovere del Governo Usa per salvaguardare la stabilità del sistema e degli assicurati stessi in via ben più residuale.
I dipendenti che vedete nella foto, giovincelli giocatori del blasonato Manchester United possono tirare un sospiro di sollievo. I 28 milioni di sponsorizzazione per il 2008-2009 dovrebbero arrivare. A penare invece sono i dipendenti delle investmente banks, i Lehman Brothers in particolare, i quali sono stati avvisati tutti via email pochi giorni fa “prendete lo scatolone e (con ordine) uscite. Buona fortuna”. In tutto questo chi ha sbagliato? Chi paga uscendo dal mercato?
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Perchè le compagnie di distribuzione italiane si adeguano lentamente alla discesa dei prezzi del greggio? Un problema che molti italiani si son posti sentendo i Tg e leggendo i giornali. Vi riporto un pezzo scritto di recente su un giornale molto conosciuto.

Incidono diversi fattori: innanzitutto cercano di compensare i margini ridotti che hanno avuto nei tre-quattro anni precedenti. Per un lungo periodo di tempo, infatti, i guadagni lordi delle società che fanno distribuzione sono rimasti piatti. Ho il sospetto, però, che in questa fase il sistema stia anche cercando di coprire i costi aggiuntivi che derivano dalla Robin Tax. Non ho elementi certi anche perchè non c’è una contabilità così raffinata, ma è sicuramente uno dei costi aggiuntivi a cui le società devono fare fronte». Se fosse accertata una eventualità del genere, tuttavia, le autorità di vigilanza sul mercato hanno strumenti per intervenire.
Tutto oramai è ecofriendly (amico della natura) anche l’alimentari sotto casa, che risparmia sulla busta della spesa da dare a noi clienti dicendoci che “fa bene all’ambiente” o peggio ancora ci fa pagare 5 centesimi per lo shopper perchè solo pronunciare busta di plastica si inquina già. In pratica le aziende e le catene di distribuzione si tingono di verde, mentre in realtà siamo noi consumatori a subire gli attacchi del “green marketing”.
Su un articolo molto interessante sul green marketing quanto breve su B2b, la sezione dedicata alle imprese del Sole24ore c’è il vero trucco del marketing: l’esperto consiglia all’imprenditore di inculcare nella coscienza del cliente il concetto che “la sua impresa rispetta la natura”. Ovvio come no, rispetta la natura e ci fotte tranquillamente. Brevemente segue un piccolo elenco di consigli per evitare di farsi raggirare dal “green marketing”.
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Forse in molti non lo sanno perchè non è mai capitata la curiosità, ma la Banca d’Italia nonostante sia stata ridimensionata nei suoi compiti dopo l’avvento della BCE è tuttora attiva. Non solo, custodisce molte delle nostre riserve nei suoi caveau e A che serve l’oro di Draghi è un articolo che dovreste leggere, dopo aver dato uno sguardo alla presente immagine.

L’immobiliare spagnolo soffre e parecchio e si rischia l’effetto dominio. I ladrillos hanno ricevuto ingenti prestiti dal settore finanziario iberico che però poi al momento di ritornare dell’investimento si stente dire “investi ancora”. Zapatero ovviamente, per non finanziare le speculazioni dovrebbe fare politiche di rilancio del settore immobiliare in crisi, come d’altronde in tutt’Europa.
La Spagna cresce più degli altri, ma anche i simboli della sua crescita come Martinsa Fadesa cominciano a perdere colpi: i prezzi delle case scendono e quindi si svalutano gli asssets in portafoglio.
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L’inflazione cresce cresce cresce cresce sempre più, polverizzando record su record e distruggendo tutta la nostra capacità di risparmio. Un’inflazione importata dovuta alle materie prime e a soffrirne sono sempre le fasce deboli. Nel frattempo noi possiamo provare a far la spesa senza sperndere 1 fortuna. Ecco come cliccando sull’immagine.
Trichet ha annunciato di voler alzare i tassi? Ebbene un economista francese di 38 anni si è stufato e ha lanciato in rete una raccolta firme (digitali) contro le intenzioni del capo della BCE. Probabilmente è un’iniziativa che morirà lì, anche se ha raccolto oltre 4000 firme in 6 giorni, però occorre tentare.
«Peraltro un aumento del costo del denaro potrebbe anche essere controproducente. Rischia di provocare un ulteriore deprezzamento del dollaro contro l’euro e un conseguente aumento del prezzo del petrolio», aggiunge l’economista che per 12 anni ha lavorato a Natixis. «In questo senso, la decisione della Bce è dogmatica».
Ad informarci della news è ovviamente il Sole24ore ed il sito, manco a dirlo, è STOPTrichest.com.
Avevano la possibilità di metterci fabbriche labour intensive (a lavoro intensivo), poi però sul Delta del fiume delle Perle, lo Xi Jang, sono arrivate le corporate tax, le restrizioni imposte dalle leggi ambientali e le rivendicazioni salariali dei lavoratori, i prezzi globali delle materie prime in crescita. Lo Yuan si è lentamente rivalutato sul dollaro e l’inflazione ha ripreso a correre.
Se mettete insiemi tutti questi fattori i cinesi non sono più competitivi ed il loro dumping sociale non può più avere i suoi effetti devastanti dai noi. Ben 200 imprese cinesi hanno chiuso e migliaia sono sull’orlo del fallimento, visto che per anni hanno lavorato sulla quantità accontentandosi di profitti ridicoli sul singolo pezzo. Continua »
In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! Nè starlette, né calendari semi-porno, nè deputate nude, nè miss varie, nè veline con le gambe al vento!
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(e sopportiamolo pure!)