Articoli in Economia Reale

Forse in molti non lo sanno perchè non è mai capitata la curiosità, ma la Banca d’Italia nonostante sia stata ridimensionata nei suoi compiti dopo l’avvento della BCE è tuttora attiva. Non solo, custodisce molte delle nostre riserve nei suoi caveau e A che serve l’oro di Draghi è un articolo che dovreste leggere, dopo aver dato uno sguardo alla presente immagine.

L’immobiliare spagnolo soffre e parecchio e si rischia l’effetto dominio. I ladrillos hanno ricevuto ingenti prestiti dal settore finanziario iberico che però poi al momento di ritornare dell’investimento si stente dire “investi ancora”. Zapatero ovviamente, per non finanziare le speculazioni dovrebbe fare politiche di rilancio del settore immobiliare in crisi, come d’altronde in tutt’Europa.

La Spagna cresce più degli altri, ma anche i simboli della sua crescita come Martinsa Fadesa cominciano a perdere colpi: i prezzi delle case scendono e quindi si svalutano gli asssets in portafoglio.

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L’inflazione cresce cresce cresce cresce sempre più, polverizzando record su record e distruggendo tutta la nostra capacità di risparmio. Un’inflazione importata dovuta alle materie prime e a soffrirne sono sempre le fasce deboli. Nel frattempo noi possiamo provare a far la spesa senza sperndere 1 fortuna. Ecco come cliccando sull’immagine.

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Trichet ha annunciato di voler alzare i tassi? Ebbene un economista francese di 38 anni si è stufato e ha lanciato in rete una raccolta firme (digitali) contro le intenzioni del capo della BCE. Probabilmente è un’iniziativa che morirà lì, anche se ha raccolto oltre 4000 firme in 6 giorni, però occorre tentare.

«Peraltro un aumento del costo del denaro potrebbe anche essere controproducente. Rischia di provocare un ulteriore deprezzamento del dollaro contro l’euro e un conseguente aumento del prezzo del petrolio», aggiunge l’economista che per 12 anni ha lavorato a Natixis. «In questo senso, la decisione della Bce è dogmatica».

Ad informarci della news è ovviamente il Sole24ore ed il sito, manco a dirlo, è STOP-Trichet.com.

Avevano la possibilità di metterci fabbriche labour intensive (a lavoro intensivo), poi però sul Delta del fiume delle Perle, lo Xi Jang, sono arrivate le corporate tax, le restrizioni imposte dalle leggi ambientali e le rivendicazioni salariali dei lavoratori, i prezzi globali delle materie prime in crescita. Lo Yuan si è lentamente rivalutato sul dollaro e l’inflazione ha ripreso a correre.

Se mettete insiemi tutti questi fattori i cinesi non sono più competitivi ed il loro dumping sociale non può più avere i suoi effetti devastanti dai noi. Ben 200 imprese cinesi hanno chiuso e migliaia sono sull’orlo del fallimento, visto che per anni hanno lavorato sulla quantità accontentandosi di profitti ridicoli sul singolo pezzo.

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Doppio post per oggi, ma l’evento è significativo: Trichet annuncia di voler alzare dello 0,25%, l’ho raccontato nel precedente post. E da qui un qualsiasi studente di Gefir potrebbe capire che succede un casino. Il sole24ore ne parla, ma l’avevo anticipato.

1. Trichet annuncia di voler alzare i tassi, i malumori sul mercato finanziario si agitano.

2. Le banche, in seguito all’annuncio muovono il loro mercato (quello dove si finanziano tra di loro), il cosiddetto “mercato interbancario” che per definizione privo (o quasi) di rischio, dotato di molta liquidità e “completo” (ovvero vi sono presenti diversi tipi di strumenti, scadenze etc…)

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Oggi Trichet ha annunciato di voler alzare i tassi al 4,025% nei prossimi mesi. Problematico davvero perche’ gli effetti sul mercato dei cambi si sono visti subito: l’euro ha acquistato ancora valore rispetto al dollaro. Oggi ci vogliono almeno 1,558 dollari per comprare un euro. Le nostre esportazioni ne soffriranno di sicuro.

E l’euro vola… 1.558 contro il dollaro (fonte: Sole24ore.it) e l`ipotesi che arrivera’ a 2 non diventa remota, soprattutto questa manovra aumenta il prezzo del denaro, aumentando i tassi interbancari (Euribor in particolare) scatenando un’ennesima ondata di rialzo dei costi dei mutui. Cosa significa quindi contenere l`inflazione e minare la stabilita’ del sistema bancario europeo gia’ sofferente?

La cosa interessante e’ che dal`altro lato dell`oceano Atlantico la FED non fa come la nostra BCE: li` il tasso si mantiene su livelli ben piu’ bassi, anche se serve in parte per arginare l`effetto subprime (di cui non e` ancora stimabile l`effettiva entita’ delle svalutazioni a livello mondiale) e per perseguire anche la politica di svalutazione dei biglietti verdi.

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In Italia calano le immatricolazioni d’auto: -17,56% ad Aprile 2008 rispetto al numero di nuove auto d’Aprile 2007. Colpa del caro-assicurazione e caro-carburante. La cosa molto interessante è il fatto che è il 5° mese di calo vertiginoso e che il settore auto potrebbe risentirne se non comincia a sfornare auto-verdi sul serio. Il Sole24ore.it parla chiaro: è crisi nel settore. Bene! Finalmente si cambia!.

La Phylla della Fiat è un buon esempio, mi piace anche come design (anche se non ne capisco di auto) e soprattutto son ben contento che sia totalmente ad energia pulita e non ibrida. Non ci vuole un’economista con 5 lauree per capire che se le macchine vanno a benzina e i prezzi dei carburanti aumentano sempre, la domanda di automobili calerà .

Meglio, perché meno vendite di auto, comporteranno necessariamente più investimenti altrove, visto che nessuno vorrà perdere fette di mercato.

Non sono un guru della finanza, ma a capirlo ci vuole davvero poco: il prezzo del petrolio potrà schizzare fino ai 400 dollari al barile nel giro di pochi anni. Oggi siamo a quota record 124 dollari. Quasi conviene comprare la benzina e tenersela a casa. Lo sostiene Davide Tabarelli in questa intervista rilasciata al Sole24ore.it.

Sono in disaccordo solo su una cosa: il confronto petrolio-acqua. Oggi il petrolio costa (in Italia) 1.46 mentre un litro d’acqua giusto al bar costa 1,5 euro. Ad ogni modo sono due risorse immense e costosissime. Peccato solo per una c’è una fonte alternativa, per l’altra no. Una serve per mandare avanti la nostra vita, l’altra può esser sostituita da fonti rinnovabili. Le altre opinioni in materia le ho pubblicate (e continuerà a farlo) su Ecoblog.it.

Banche Centrali e dollaro in calo

In: Economia Reale

La moneta statunitense va giù, sempre più giù, ma c’è qualche banca centrale che continua a comprarla, ben sapendo che se smettesse di farlo innescherebbe una catena di sfiducia che avrebbe come unico effetto amplificato, la svalutazione delle riserve in cambi. D’altronde in questo mondo nessun sistema di risk management può nulla contro l’effetto panico e l’effetto domino di queste situazioni.

Dollaro?

L’Asia orientale (leggi Cina, India e Giappone) continueranno a comprare i titoli del debito pubblico americano ben consapevoli che i privati, scoraggiati dai bassi tassi di Bernanke e dai subprime, pensano di rivolgere altrove il proprio risparmio. Quindi come si andrà avanti? Spero (per il bene di noi europei) che il dollaro si riprenda ben presto.

Via | Sole 24 Ore

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