La fuga di notizie certe – non rumours – sui preoccupanti risultati degli stress test effettuati da 19 banche Usa è arrivata su un blog; la rete ha rimbalzato la notizia con effetto virale e la borsa è crollata bruciando palate di quattrini.

Notizie in anteprima?

Il post in questione Bank stress test result è sul blog del Turner Radio Network: 16 su 19 della maggiori banche sono tecnicamente insolventi. Non solo.

Traducendo per sommi capi il post sugli stress test delle banche Usa.

Sono tecnicamente insolventi se consideriamo uno scenario 2009 di contrazione dell’economia americana del 3.3%, con un tasso di disoccupazione all’8,9% seguito da uno 0.5% di crescita dell’economia stars & stripes con il 10.3% di disoccupati.

Scenario economico crudo e duro

Nessuna delle 16 può stare in piedi (=non distruggere i cash flow dovuti ai prestiti attivi) senza ulteriori iniezioni di liquidità (leggi gli aiuti di Stato)
Se anche solo due delle sedici, non basterebbero tutto il Fondo di garanzia dei depositi USA (il FDIC).

Le 5 più grandi banche Usa sono così sottocapitalizzate che è in serio dubbio la continuità aziendale.
Cinque grosse banche americane hanno esposizioni creditizie relative alle posizioni in derivati che eccedono il loro capitale.

In particolare JP Morgan Chase, Goldman Sachs, HSBC, Bank of America e Citibank

L’esposizione totale creditizia in derivati di Bank of America era pari al 179% del capitale ponderato per il rischio, Citibank al 278%, Jp Morgan Chase al 382%, HSBC al 550%. Ma c’è di peggio: Goldman Sachs che non era tra le 19 banche peggiori dello stress test in qualità di banca commerciale rivela una preoccupante esposizione del 1056% (più di 10 volte il suo capitale!)

Ma il problema non riguarda solo le grandi banche..

I problemi di continuità aziendale e stabilità del sistema finanziario non sono solo legati alle note Jp Morgan Chase, Goldman Sachs, Citibank, Wells Fargo, Sun Trust Bank, HSBC Bank Usa: più di 1.800 istituti di credito regionali e di dimensioni minori sono a rischio fallimento!

Delinea le dimensioni delle crisi finanziaria americana

La crisi è molto più grande di quanto ha riportato il governo. La “lista dei problemi” stilata dal FDIC riguarda 252 istituti con asset per 159bilion mentre 1.816 sono a rischio bancarotta per un totale di 4.67 trillion di cui 2,32 concentrati nei maggiori istituti.

e chiude con tono semi-apocalittico.

the entire US Banking System is in complete and total collapse.

Se il blog Turner Radio Network è ancora fruibile e chi l’ha scritto ha nome e cognome probabilmente la notizia sarà vera.
Altrimenti il blogger dell’apocalisse finanziaria sarebbe già in gattabuia e avrebbero gettato la chiave in pasto alle megattere del Polo Sud.

D’altronde Timothy Geithner, ministro del Tesoro Americano, aveva a tutti gli addetti ai lavori di star zitti (potete leggere in inglese la notizia apparsa su Bloomberg il 10 aprile scorso) – evidentemente qualcuno non ha saputo tenere la bocca cucita. Chissà come sono andate effettivamente le cose e perchè tanta importanza ad un blog … scritto da Hal Turner, personaggio controverso secondo Wikipedia.

La borsa ne ha risentito. Gli effetti si son fatti sentire anche nei mercati del Vecchio Continente che hanno chiuso bruciando più di 100 miliardi in un pomeriggio (133 per l’esattezza) anche se occorre sottolineare il calo dei prezzi in parte dovuto alle correzioni sui titoli bancari dopo settimane di rialzi consistenti. Insomma i trader di tutt’Italia se lo aspettavano in ogni caso.
Su e giù per tutto l’anno o almeno fino al 4maggio, giorno in cui verranno pubblicati i risultati ufficiali degli stress test.

VIA | ilSole24ore e Turner Radio Network.


Per maggiori informazioni potete consultare il sito americano del Deposit Insurance Fund che festeggia quest’anno il 75° anniversario. Chissà se arriverà all’80esimo…