Preoccupati dalle conseguenze della riduzione del credito alle imprese? Quali effetti avrà la mancanza di fiducia tra intermediari sul credit crunch? Non preoccupatevi: già all’epoca dell’Impero Romano c’è stato una mossa volontaria di credit crunch (e sono sopravvissuti tutti).

Colosseo !

Ebbene sì, il primo caso documentato di credit crunch è avvenuto nel 88 A.C , nell’ultima fase Repubblicana della storia di Roma. Andiamo con ordine: sapete cos’è il credit crunch di politica monetaria e la stretta creditizia bancaria ?

Credit crunch vuol dire “stretta creditizia”, ovvero riduzione del credito concesso alle imprese.

in particolare

La stretta creditizia può emergere dagli spontanei andamenti ciclici dell’economia o essere provocata dalle autorità monetarie. Si ha il primo caso quando le banche sono preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi e quindi tirano i remi in barca, concedendo prestiti a condizioni più rigide: aumentando i tassi o chiedendo più garanzie.

Si ha la stretta pilotata dalle Banche centrali (le cosidette autorità di politica monetaria) quando sono queste che inducono le banche a fare meno prestiti, e questo pesante invito può assumere varie forme: sotto forma di aumento dei tassi di interesse, o aumentando la riserva obbligatoria (la percentuale dei depositi che non è disponibile per i prestiti ma che deve essere mantenuta presso la Banca centrale dai singoli intermediari), o attraverso strumenti ormai dimenticati come il ‘massimale’ sui crediti (la percentuale massimo di cui una banca può aumentare i crediti rispetto all’anno prima).

Torniamo alla civiltà romana.
I nostri politici possono interrompere le loro ricerche per trovare casi precedenti di credit crunch: i Romani furono i primi a sperimentare la stretta creditizia 21 secoli fa, ma la cattiva notizia èche nessuno sa come ne siano mai usciti fuori. Nessuno storico documenta i fatti “economici” dell’epoca. Non esisteva ancora l’interesse per l’economia (scienza nata post-illuminismo).

Per farla breve: Cicerone nel 66 a.c invoca l’assegnazione l’imperio delle truppe a Pompeo Magno. Quest’ultimo avrebbe potuto scacciare Mitridate VI, re del Ponto, dalla provincia asiatica di confine recentemente invasa con annessi danni economici per Roma.

A seguito dell’invasione, la netta diminuzione di flusso monetario dalla provincia all’urbe condita aveva prodotto una crisi del credito, con effetti silenti ed inesorabili sull’economia della città .

All’epoca era improbabile parlare di rischio e la distanza geografica precludeva ogni ragionamento in materia: eppure l‘eccessiva stima della stabilità dei flussi finanziari provenienti da province ad alto rischio politico aveva oscurato il problema.

Nel I° secolo avanti Cristo i sistemi “finanziari” erano inesistenti e quindi il fenomeno si espanse con molta lentezza: le conseguenze furono notate solo dieci anni dopo e descritte quasi venti. Oggigiorno gli eventi sono noti ancor prima di esser avvenuti. Eppure le distanze geografiche non sono cambiate.

Nelle sue oratorie Cicero non delinea i fatti successivi: ai giorni nostri le uniche informazioni note descrivono l’ascesa politica del dittatore Silla, evento incorrelabile a quanto sopracitato.

VIA | The Guardian