Stufi del presidente-gestore e delle manganellate della polizia, i tifosi della SS. Lazio annunciano forme di protesta pacifica: domani, venerdì 12 febbraio, suoneranno i clacson delle proprie auto per cinque lunghissimi minuti.

Lo spettro della serie B incombe, la protesta del tifo monta su tutte le radio locali e tutto sommato in questi termini è anche carina, peccato l’esiguo numero di supporter.

Nella capitale infatti, i romanisti sono 10 a 1 rispetto ai biancocelesti, poi alle 12 nel traffico (a meno che non si formino dei gruppetti assordanti) diventeranno degli sparuti impazziti irriconoscibili. I cugini della riomma hanno l’emblema del bruco sul lunotto posteriore dell’auto, i biancocelesti no (deo gratias)

Come riconoscere un laziale che protesta? Boh ! Non basta la faccia stranita e livida di rabbia, nessun passante vedrà al di là del vetro un guidatore arrabbiato con il presidente ed il direttore sportivo (l’ex calciatore Igli Tare, ndr). Nessuno ovviamente se lo scrive in faccia. L’originale nuova forma di protesta da parte del tifo della Lazio andrebbe espressa magari esponendo una bandiera, una sciarpa, un simbolo di appartenenza.

Secondo i dettami dei flashmob, l’evento va organizzato in un luogo solo, dove diverse centinaia di persone fanno la stessa cosa provocando lo stupore dei passanti. Recentemente a Termini il flashmob “Tutti possono ballare” invitava più di 300 persone tutte nella stazione alle 12.30 per ballare tutti insieme. L’unione fa la forza, i laziali, ovviamente se lo son dimenticato.

Secondo il comunicato:

[...] Venerdì dalle 12 per cinque minuti i tifosi della Lazio suoneranno i clacson delle loro automobili in segno di protesta nei confronti di Lotito. L’originalità dei capitolini non è mai mancata, e sembra continuare. Le stanno provando tutte i sostenitori biancocelesti, e questa tangibile protesta “risuonerà” in tutta la città.

Le previsioni annunciano una pioggia di vaffa indirizzati ai tifosi dal clacson impazzito, ma meglio così, visto che a prendere le manganellate dalla polizia si rischiano lividi e processo per direttissima.

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