Funerali di stato a Coppito, lacrime in diretta per il cordoglio e serrande a metà per il lutto nazionale. Questa è la situazione oggi a 6 giorni dalle scosse, quando i geologi fanno previsioni sul terremoto che sposta il fronte sismico verso Nord.

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Le radio osservano un minuto di silenzio alle 11 – Radio Deejay muta quasi per un’ora – mentre gli sciacalli dell’informazione fanno affari d’oro. E’ anche un occasione per gli amanti del FacciaLibro per aprire un altro gruppo (solidale a parole) pro-terremotati dell’Abruzzo.

Per i media business is business, d’altronde l’informazione dei tg sul terremoto è costituita al 90% di notizie di secondo piano – mentre vengono puntualmente glissate quelle rilevanti spesso politicamente scomode. E in settimana sono giustamente piovute montagne di email per 1minuto e 7 secondi che la Rai francamente si poteva risparmiare.

Per il popolo del FacciaLibro, è la possibilità di dare sfogo alla voglia di protagonismo. Questa non è democrazia, questa è protagonismo, celolunghismo e sindrome simili. Zuckerberg si sfrega le mani, il suo social network è sempre più potente e sempre più nelle nostre vite. Lì ci possiamo sfogare, possiamo dire “offro la mia solidarietà virtuale agli sfollati d’Abruzzo” e farlo sapere a tutti i nostri “amici” – a cui non importa una mazza di quello che facciamo.

Dopo la creazione del primo gruppo pro-terremoto con oltre 200mila iscritti, ne son spuntati altrettanti come funghi. D’altronde lo sciame sismico deve aver fatto sbattere la testa al muro a diverse migliaia di italiani.

Prendiamo ad esempio il primo famoso gruppo che:

nasce per favorire e coordinare gli aiuti alle vittime del terremoto da parte dei membri di Facebook . Chiunque abbia indirizzi utili, numeri di telefono, conti correnti e altre informazioni, può metterle qui a disposizione degli amici abruzzesi

e continua:

i quali (abruzzesi ndr) possono segnalarci le situazioni più critiche e consigliarci sul modo migliore per aiutarli

Potete spiegarlo voi agli amministratori del gruppo che il terremoto in Abruzzo è una vera situazione drammatica, dove oltre alle 290 vittime e al il patrimonio artistico della provincia de L’Aquila, gli sfollati hanno perso le case e i computer per connettersi ad internet ?

Della partecipazione via etere i terremotati non se ne fanno una mazza. Muovete le chiappe e almeno andate a donare il sangue. Non serve sangue ai terremotati, serve sangue a tutti i malati della terra. Solo che non fa notizia..

Al TG1 fa notizia raccontare quanto sono avvoltoi.
Stavolta il servizio pubblico l’ha fatta grossa e fa’ da capro espiatorio.