In anni di universitario a tempo pieno non mi è mai capitato di arrivare pronto (ok, quasi del tutto pronto) a più di 36 ore dalla convocazione di un esame. Riguardando indietro, con l’aiuto del “porcello saccente” che è in me (e che a quanto pare è pure su Flickr da qualche parte se cercate “cravatta”) ho scoperto una serie di cosette che mi riprometto di modificare.

Il porco saccente

Il porcello saccente non parla male di sé stesso, piuttosto indica qualche comportamento da universitario superficiale che ha già eliminato nella specialistica (minchia ma lo sapete che ho 28 di media? Da schifo!). Non è carino andare a dire alla prof “forza Lazio” se lei è romanista sfegatata, ma nel caso della Bianchi si può fare un eccezione. Col padre hai scherzato col fuoco: rifiutare 25 non è cosa saggia e lui te l’ha insegnato a modo suo (e la tua media ha preso 1 mezza bastonata).

Capitolo 18: non il 18° capitolo della saga piuttosto il capitolo “voti bassi e mediocri”. Non esiste in questo nuovo ciclo e si sà , questo conta davvero. Però sarebbe carino non dimenticarlo, perchè c’è qualcuno che per un solo 18 (e non un 19!) ha preso 109 e non 110 con lode. Fa niente! Vedi che puoi fare!

Rapporti con la burocrazia: molto dignitoso e 100% rispettoso delle regole (in inglese si direbbe 100% compliant). L’università , in special modo la segreteria, è il tempio delle scartoffie fotocopiate (l’hai scritto pure su ecoblog in un post da studente ecologista convinto!) In questo caso il rapporto con le cartacce è buono, hai pure rifatto 2 esami (quindi dovresti avere 2 voti in più!!) però fa niente, l’importante è che hai imparato la lezione.

Buona notte!