Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l’Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma My.L. a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal “Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi”.

Oltre la simpatica fotografia, ecco la situazione come si evolve e poi alcuni consigli su come… evitare le “sòle”! In questi giorni le banche le continuano a rifilare, anche sotto la spinta della storia del cambio mutuo.

Fase 1: Si preoccupano gli investitori professionali internazionali per lo stress del mercato dei credit default swap (per chi non li conoscesse, sono “derivati che consentono di proteggersi contro il rischio d’insolvenza di una controparte” in questo caso lo stato argentino). La media di gennaio di 200 punti base è ora a 591 (1 basis point = 0,01%) ed ha raggiunto picchi più alti. In pratica per assicurarsi contro l’insolvenza di 10 milioni di dollari a inizio anno bastava pagare 200 mila dollari, oggi ce ne vogliono 591 mila quasi il triplo!

Fase 2: Se ne accorgono e se lo chiedono i cittadini medi che agli sportelli chiedono (insistentemente) dollari al posto dei peso. La Banca centrale di Buenos Aires immette qualcosa come 2 miliardi di dollari per difendere il peso.

Fase 3: Il “non c’è pericolo” del governatore della Banca Centrale Argentina non basta, non c’è fiducia nel nuovo governo di Cristina Kirchner e soprattutto c’è un’inflazione al 23%.

- - -

Niente da fare, i segnali del mercato sono inequivocabili: speriamo solo che la crescita del Pil dell’ 8,8% sostenga queste emissioni. Fare Argentina 2 potrebbe dare veramente forti problemi.

Sarebbe interessante, e qui chiudo, capire perchè è aumentata la percezione di rischio dell’Argentina: secondo gli autori la corsa del dollaro sempre più svalutato può far finire nelle stesse condizioni che hanno causato il crack di 6 anni fa. Staremo a vedere.

_________________ UPDATE: sui blog di Panorama se ne ricordano solo oggi, 14 giugno.