Tagliati i tassi europei dal 2,5% al 2%, ad Eurolandia il clima non cambia. Il caro Trichet afferma di voler evitare di fare la fine del Giappone col denaro quasi regalato o degli Usa che hanno un tasso d’interesse compreso tra lo 0 e 0,25% a seconda dei casi.

Trichet

Non voglio discutere sul taglio dei tassi, non dispongo dei dati dello staff del presidente di turno e mi chiedo: perchè l’Europa teme la trappola della liquidità mentre il resto del mondo può permettersi di sfobiciare ancora al limite dello zero?

Bernanke è uomo particolare, Jean Claude e il presidente giapponese Masaaki Shirakawa anche. Perchè non si son messi d’accordo? Dopo quel famoso taglio mondiale – purtroppo con effetti limitati – perchè non hanno provato interventi localizzati figli di un progetto più ampio planetario?

Trichet annuncia d’aver paura della trappola della liquidità, ovvero il punto in cui, un tasso d’interesse molto basso non è più appetibile per investire. Le banche, non avendo un ritorno, trattengono la liquidità invece che distribuirla all’interno del sistema, asfissiando l’economia. É la storielle Keynesiana del cammello portato alla fonte: berrà se e quanto vorrà, nessuno potrà obbligarlo, dal momento che è dotato di scorte.

Se teme la trappola, come intende muoversi al fronte di un ulteriore necessità? Jean Claude, giustamente, teme l’inflazione per la seconda parte del 2009 – ma come arginarla se sarà costretto ad immettere ulteriore liquidità in un sistema che non sembra voler ripartire? Avremmo bisogno di una crescita veloce quanto la crisi, peccato che non sia possibile.

Ad Eurolandia tira una brutta aria: l’Euribor a tre mesi sarà pure sceso, i mutui variabili (con attenzione ai margini) sono tornati ad esser convenienti nonostante i prezzi degli immobili in discesa. Cosa fare? A chi credere? A Trichet che afferma “Andrà tutto bene” un po’ profetico o alle cassandre che prevedono burrasca tra qualche mese?