Stamattina riflettevo sul post d’autore di Federica Bianchi che riprendeva il pezzo del direttore di Wired Chris Anderson The Economics of Giving It Away in cui si sottolinea la necessità di dare un prezzo di scambio alle opere digitali con valore maggiore di zero.

Economia del bene libero

Siamo la Google-generation del tutto è gratis, tutto  è accessibile e digitale (o digitalizzabile) dove la telefonata ha costi marginali quasi nulli con skype.  Almeno in questo ambito il consumatore è finalmente favorito dal prezzo-zero.

Le aziende come sopravvivono? Insomma per far un prodotto di qualità – una canzone, un articolo, un testo, un audiovisivo – qualcuno avrà lavorato. Come ripagarlo se il prezzo è zero? Come sostenere le spese d’impianto e quelle correnti?

UTILIZZATORI… A SCROCCO

Chris Anderson scopre l’acqua calda asserendo che dove sono in molti ad utilizzare (i navigatori) sono in pochi a pagare (gli inserzionisti che comprano le pubblicità). Facciamo un nome su tutti che non sia la solita grande G come Google. Facebook, il social network faccialibro ha problemi d’introiti sebbene sia in piena espansione. Il sistema pubblicitario non può reggere tutta la baracca.

Eppure le foto delle elementari le guardiamo tutti. A costo zero.

QUALI RITORNI PER L’INVESTIMENTO?

Il problema del business è la mancanza di ritorno per chi investe, lavora e crea. Un prodotto a prezzo zero non dà possibilità di continuità del progetto/idea/lavoro e ne decreta nella maggior parte dei casi la morte. Questa situazione estrema invece è scongiurata da quelle idee-imprese che reggono alcuni anni, crescono crescono crescono fino a quando non vengono inglobate all’interno dei colossi Microsoft, Yahoo, Google etc.. sempre in cerca di piccole imprese ad altissima innovazione per sviluppare nuovi prodotti.

Ci vuole un’idea o forse bisogna capire che l’internet economy non è la sostituzione dell’economia reale in quanto necessita di bassissimi investimenti iniziali? Ricordiamoci che la digitalizzazione dei servizi è solo la riduzione del lavoro umano, non è il business stesso.

REINVENTIAMO LA RUOTA

Perchè l’inglese Thomas Newcomen inventò la macchina a vapore? Per facilitare il lavoro dell’uomo.  Cos’è un pc? Un complesso macchinario per velocizzare il lavoro dell’uomo. La digitalizzazione configurata come strumento di lavoro o come fine stesso del lavoro rende sostenibile il business.

La digitalizzazione e l’informatizzazione del prodotto/servizio scambiato a prezzo zero non è sostenibile. E se l’idea geniale per sostenere il prezzo zero la  chiedessimo a loro? Cliccate questo link.