Se le navi super-petroliere attraccano, il petrolio viene venduto a prezzi abbastanza contenuti e favorevoli ai consumatori. Gli arabi invece nel porto di Singapore (il principale snodo per il continente asiatico) temporeggiano stimando previsioni di rialzo a brevissimo termine.

Aspetto che risalgano i prezzi

Tra Opec (cartello dei produttori) e Governi è scontro dopo i diversi su e giù di quest’anno. Da 60 dollari al barile ai 140 per poi crollare sotto i 70. La quotazione odierna del greggio è intorno ai valori minimi storici: 35,62 per un barile, quando qualche mese fa si ipotizzava il petrolio a 400 dollari.

D’altra parte bisogna trovare un accordo per stabilizzare il prezzo del greggio altrimenti i problemi si presenteranno quando si deciderà come e su cosa investire. Scajola, il nostro ministro, punta ad una valutazione nella forbice tra i 60 e i 70, per dar modo agli italiani d’investire sul nucleare. Bella schifezza, vero?

Sul versamente arabo, i sauditi puntano a liberare il prezzo e farlo volare altissimo sicuri di cadere su un fiume di denaro appena la quotazione riscenderà. Ad ogni modo loro hanno il coltello dalla parte del manico in molte situazioni. D’altronde gli arabi non sono fessi: i 75 dollari minimi permetterebbero loro d’investire seriamente sulle risorse energetiche alternative, garantendo loro l’egemonia sulla distribuzione dell’approvvigionamento energetico mondiale.

grafico_petrolio_ad_un_anno Il grafico qui a lato mostra cosa è successo nel corso del 2008. Volatilità molto alta ed il mercato dei futures ad oggi è ancora molto stressato. Previsioni incerte e per questo gli arabi temporeggiano nella consegna, sperando in un rialzo consistente a breve. Conviene quindi fare il pieno alla macchina?

Staremo a vedere. Ogni scenario è plausibile in queste situazioni.

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