La recessione economica e la contrazione del mercato pubblicitario ha decretato la crisi della stampa. Non è il fenomeno dei giornali online a decretare la fine del modello di business della testata giornalistica cartacea.

Pagare per le notizie online?

Il magnate Murdoch annuncia una via (nuova?) di fare giornalismo online: pagare per leggere le notizie. Eppure non è la consultazione gratuita via web ad aver ridotto i profitti delle testate.

Al contrario internet serve a piluccare la notizia – fenomeno dell’info sneaking – per stuzzicare l’attenzione del lettore con lo scopo di aumentare il tempo in cui il lettore permane sul sito, primo vero motivo per cui gli sponsor pagano profumatamente.

Il crollo dell’advertising è terminato, molti clienti stanno tornando ad investire nei media e dopo aver toccato il minimo sta iniziando il “rimbalzo” , seppur con toni pacati. Secondo il capo di News Corporation, proprietario fra l’altro di network televisivi come Fox, Sky e di giornali come il Times di Londra o il New York Post finiranno presto i giorni di internet gratuito.

Dopo l’esperimento-esperien­za del Wall Street Journal, il quotidiano finanziario acquistato nel 2007 per offrire contenuti a pagamento, l’inizio della nuova era dell’informazione via web potrebbe già esser iniziata.

Il dibattito epocale tra informazione gratuita o a pagamento non si esaurirà in questa sede, ma che siano o meno d’accordo con lui, nel settore dei media stanno tutti ad ascoltarlo, quando questo ultrasettuagenario magnate dell’editoria prende una decisione. Quella che ha annunciato in video-conferenza potrebbe segnare una svolta nella storia dell’informazione del ventunesimo secolo.

Possiede giornali, radio, televisioni e relativi siti internet ovunque ma fortunatamente non è il monopolista dell’informazione. In Italia, la situazione non è sotto il suo totale controllo: un panorama con diversi player, più o meno connessi, che offrono prodotti/servizi verso più categorie di clienti.

Bisogna riconoscere che se il modello proposto dal magnate raggiungesse gli utenti disposti a pagare per avere le notizie, sarebbe un modello vincente. D’altronde i nostri padri erano abituati a comprare il giornale, quindi presumere il pagamento per le notizie nel terzo millennio non deve far gridare allo scandalo.

Come vuole la regola di ogni buon annuncio al pubblico non sono stati rivelati dettagli sulla strategia: non era nelle intenzioni del magnate fare pagare tutte le informazioni o calmierare i prezzi dei prodotti editoriali. D’altronde oggi non paghiamo per consultare notizie “vecchie” contenute negli archivi dei giornali online? Son notizie anche quelle.

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