L'unica cosa che vale la pena fare, oggi, è l'essere moderni
Ogni tanto qualche noto giornalista svalvola e punta il dito contro la rete: sul Sole24ore si racconta della perdita d’auterevolezza di internetlandia. Il web 2.0 fatto di blog, commenti, social network e compagnia bella avrebbero contribuito all’appiattimento dei contenuti online.

Niente più elite da salotto culturale (forse più nerd che salotto) nei testi che troviamo su internet. L’articolo Cara, vecchia internet vai sul sito www.verità rifirmato dal solito Gianni Riotta è polemico al punto giusto, sopra le righe molte altre volte.
l’appiattimento dei contenuti online, che motori di ricerca come Google e l’enciclopedia scritta dagli utenti Wikipedia, importano sulla rete. Mettere ogni giorno insieme, senza alcuna selezione, gli argomenti dei filosofi e le arrabbiature del tizio davanti al cappuccino tiepido, l’analisi economica di un Nobel e lo sfogo del qualunquista di turno, può essere celebrato dagli ingenui alla moda come «open source» e «democrazia di rete» Il pericolo è invece riassunto bene nelle parole del guru Lanier: «I blog anonimi, con i loro inutili commenti, gli scherzi frivoli di tanti video» ci hanno tutti ridotti a formichine liete di avere la faccina su Facebook, la battuta su Twitter e la pasquinata firmata «Zorro» sul sito. In realtà questa poltiglia di informazione amorfa rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica.
Povero sig. Riotta, d’altronde avrà dimenticato che nel momento in cui internet è diventato di massa, sono cambiate i paradigmi: la maggior parte delle ricerche su Google (e Wikipedia) non hanno più le medesime “dotte” caratteristiche di una volta. Adesso si cerca l’ultima moda del GF, il gossip e il blog dell’amico e le imperterrite donne vogliose.
Sui primi due giornali italiani, Repubblica e Corriere, i video più visti online questo sabato comprendono la ragazza che si tuffa nel lago e sbatte il sedere perché è gelato, la scema che fa la capriola e cade dal letto, il fusto che solleva 150 chili e sviene, il reporter sfiorato da un aereo e la cliente infuriata che devasta il locale perché il panino non le piace troppo.
Non si lamenti troppo sig. Riotta, perchè tutti quegli utenti che guardano quei video vengono trasformati in numeri con cui sigliamo contratti pubblicitari, unico mezzo con cui vivono le realtà aziendali su internet. Già perchè non potendo più “vendere” la notizia incassando quattrini, non le rimane rimedio peggiore di esporre il più possibile la pubblicità nelle pagine più interessanti per TUTTI i lettori.
Il calcio, i video e le donnine. Mi dica, per caso ha mai fatto un giro su Panorama o ha provato a leggere qualche articolo del Corriere dello Sport senza distrarsi?
Oggi viene definito “rumore di fondo” tutto il frastuono di contenuti ripetuti e/o di scarsa qualità che riempiono le pagine di ricerca di Google. Il vero nocciolo della questione è che lei fa parte di una casta che sta relativamente perdendo lettori: è finita l’egemonia del quotidiano ed anche la televisione si sta scavando la fossa con la sua pochezza di contenuti.
Adesso a levarvi il pubblico ci pensano intere frangie di siti d’informazione, blog (anonimi o meno) che riescono ad arrivare dove voi non potete. Lei conosce perfettamente i due motivi per cui è deliberatamente terminata la vostra egemonia:
Vuol sapere perchè? Prego continui a leggere la seconda parte.
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Parole: Gianni Riotta, sole24ore
In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! Nè starlette, né calendari semi-porno, nè deputate nude, nè miss varie, nè veline con le gambe al vento!
RISPETTIAMO LE DONNE
(e sopportiamolo pure!)