Al ciclista texano piace pedalare e sulle strade del Giro d’Italia non si è mai presentato in nome della meticolosa preparazione al Tour de France. Obiettivi diversi, ora dal momento che non gareggia per soldi, il Giro del Centenario è un’occasione.

4^ TAPPA GIRO D'ITALIA CENTOANNI

E’ un occasione mediatica imperdibile, dove dozzine di tv di tutto il mondo seguono la corsa rosa e Lance ha sempre un intervista da rilasciare a fine tappa. Non vuole vincere il Giro – quindi cosa fa?

Dopo l’incidente alla spalla, a poche settimane dalla preparazione al giro d’Italia, Lance Armstrong ha continuato a pedalare in nome della corsa rosa. Alla sua età, è già tanto, pure troppo. Fa sentire il suo peso politico-mediatico, attira sponsor e giornalisti. Molti più di quanti ne avrebbe attirati la maglia tricolore Simeoni, polemico per non esser stato invitato dal momento che milita in una formazione di secondo livello.

Armstrong sembra un bambino capriccioso – non apprezza la velocità, come riferisce la Gazzetta nell’intervista dopo la 6° tappa: il campione texano non ha gradito il tortuoso circuito finale preceduto da discese fatte a 110km/h. Spiacente big Tex, sei al Giro, non al Tour.

Armstrong a Milano

Alla tappa di Milano, va in testa al gruppo e fa sentire il suo peso politico-mediatico. “Lance è andato in testa e ha detto che il circuito è troppo pericoloso” affermerà Filippo Pozzato al termine della tappa nel capoluogo milanese. I binari del tram paralleli alla strada d’altronde, sono più pericolosi che correre in qui 30 centimetri d’asfalto tra il pavè ed il marciapiede sui Champs Elysee di Parigi. Nonostante il tempo neutralizzato, Armstrong perdeva 4 e 39 dai migliori.

Cosa farà nei prossimi giorni?