L'unica cosa che vale la pena fare, oggi, è l'essere moderni
Evento da fotografia al Parco della Caffarella: sei carabineri a cavallo per le “colline dello stupro”. Ebbene sì, c’è voluto un evento mediatico e una perdita d’immagine colossale per avere un po’ di sicurezza.

Cielo grigio di nuvole e figure che si stagliano sulla sommità della collinetta di fronte casa; è sabato e probabilmente oggi saranno in giro per fare un po’ di ricognizione anti-rom e anti-rumeni. Due passi al parco li ho fatti anche io, ecco le foto.
La situazione non è cambiata: solito parco, solita gente, soliti cani, solite facce. Mancavano all’appello però i “miracolati”, ovvero tutti quelli che dormono nelle grotte all’interno, mestieranti azzoppati dell’elemosina al semafoto che su Via Menghini improvvisamente mettono la stampella in spalla e camminano bene.
Per il resto, il cavallo bianco del matto è sempre lì, anche se i giardinieri si stanno dando da fare per l’evento di domani cui spero di partecipare.
Basterà un manipolo di carabinieri il sabato pomeriggio per dare sicurezza? Non credo, ma apprezzo il tentativo. Speriamo di vederli anche durante la settimana, magari anche a giorni alterni.
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Parole: Caffarella, casa, parco, roma, sicurezza
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