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	<title>PiccoloSocrate &#187; azioni</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>La manovra 2010 di Tremonti tassa il trading e fa danni a cascata</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 14:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[finanza creativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Et voilà ! Dal cilindro di Tremonti esce la (bozza di) manovra con tagli e tasse. Tra le vittime (più o meno meritevoli come i SUV e il gioco d’azzardo) c’è anche la speculazione del trading online. Ma i mercati finanziari, si sà, son collegati. Tassare l’ultimo elemento (lo scambio azionario nel mercato secondario) crea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Et voilà ! Dal cilindro di Tremonti esce la (bozza di) manovra con tagli e tasse. Tra le vittime (più o meno meritevoli come i SUV e il gioco d’azzardo) c’è anche la speculazione del trading online.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/manovra-2010-tasse-trading.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/06/tremonti-guzanti.jpg" alt="" title="Il ministro dell&#039;Economia: 3monti !" width="430" height="198" class="aligncenter size-full wp-image-8755" /></a></p>
<p>Ma i mercati finanziari, si sà, son collegati. Tassare l’ultimo elemento (lo scambio azionario nel mercato secondario) crea problemi anche alle aziende che si vogliono quotare in borsa (il mercato primario). <span id="more-8754"></span></p>
<h3>NO AL FISSATO BOLLATO SUL TRADING</h3>
<p>Buona parte dei margini su cui vive il mondo del trading on line (quello “buono”, fatto dai piccoli risparmiatori) è minacciato dal ritorno del “fissato bollato”. Rispetto alle simulazioni iniziali, l&#8217;importo del bollo sale a 1,5 per mille (0,15%) da applicare al valore delle transazioni concluse nel territorio nazionale. Devono versare l&#8217;imposta (per conto dei loro clienti o direttamente) banche e imprese di investimento abilitate che concludono le transazioni.  Secondo il titolo V della bozza della manovra, dal fissato bollato <strong>sono esclusi i titoli di Stato</strong>. </p>
<h3>BANCHE: TRADING AZIONARIO TASSATO AL 35%</h3>
<p>Arriva la tassa sulle banche (che presto riverseranno sui correntisti): si tratterà di una tassazione separata al 35% sull&#8217;attività di trading (ossia l’acquisto/vendita di strumenti finanziari con sole finalità speculative). L&#8217;aliquota del 35% si applicherà al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attivita detenute per la negoziazione. Il balzello non colpirà i titoli di debito (obbligazioni) e le quote negli Organismi d&#8217;investimento collettivo di risparmio (fondi e azioni Sicav).  </p>
<h3>ESPLODE IL FRONTE DEL “NO”</h3>
<p>Michele Calzolari, presidente dell&#8217;Assosim. «In un mercato globale come quello finanziario qualsiasi aggravio di costi derivante da una norma che abbia efficacia limitata al territorio nazionale avrebbe l&#8217;effetto di indurre gli investitori locali a operare sui mercati esteri o attraverso intermediari esteri. Altra cosa, invece, sarebbe l&#8217;introduzione di una simile <strong>tassazione omogenea a livello internazionale</strong> &raquo;.</p>
<h3>PI&Ugrave; TASSE = PI&Ugrave; FUGA DEI CAPITALI</h3>
<p>&laquo; &Egrave; una questione di principio: le tasse e le disposizioni normative non devono intervenire sulla competitività del mercato &#8211; aggiunge il presidente Assosim &#8211; altrimenti il legislatore rischia che anche l&#8217;obiettivo di aumentare il gettito sia vanificato dalla fuga all&#8217;estero degli operatori e degli investitori che dovrebbero pagare questo nuovo bollo. Analogamente, la scelta di <strong>esentare dall&#8217;imposta i titoli di stato</strong> introduce un&#8217;<strong>indebita discriminazione a scapito dei titoli obbligazionari</strong>, quali le obbligazioni cui fanno ricorso le banche per soddisfare le necessità di finanziamento di imprese e famiglie &raquo;.</p>
<h3>FATTA LA LEGGE TROVATO L’INGANNO</h3>
<p>Continua Michele Calzolari:<br />
<blockquote> Il bollo esiste in altre piazze finanziarie, come Londra, dove si è visto che la tassa penalizza l&#8217;operatività sul mercato regolamentato, che perde volumi a favore di mercati alternativi. <strong>Per non pagare quel bollo gli intermediari hanno inventato una forma di contratto derivato</strong>, il <em>Conctract for difference</em>, che consente di operare su un titolo londinese senza essere tassati». Vanificando la prospettiva di aumentare il gettito.</p></blockquote>
<h3>TASSA CHE FAVORISCE I DERIVATI</h3>
<p>&laquo; Questa tassa, tra l&#8217;altro, non andrà a drenare risorse dalla speculazione e indurrà gli algo-trader e gli high frequency trader ad operare su mercati esteri per il tramite di intermediari stabiliti all&#8217;estero &raquo; spiega Gianluigi Gugliotta, segretario generale di Assosim.  &laquo; Siamo convinti che il gettito derivante dall&#8217;introduzione dell&#8217;imposta sulle transazioni al netto del business che si perderà si rivelerà esiguo &#8211; continua Gugliotta – e riteniamo che questa scelta sia stata più che altro dettata da motivazioni demagogiche &raquo;</p>
<h3>IMPATTO SUGLI EMITTENTI: STOP ALLE IPO</h3>
<p>Gli impatti sulle nuove IPO Secondo il segretario generale non va sottovalutato l&#8217;impatto che avrà anche sugli emettenti. «Questo provvedimento &#8211; spiega &#8211; contrasta con altri provvedimenti allo studio per sostenere la quotazione di nuove imprese. L&#8217;impatto che la tassa avrebbe sul mercato secondario, in termini di minore liquidità, renderebbe più complesso e quindi meno vantaggioso un successivo smobilizzo dell&#8217;investimento».<br />
Secondo Assosim, «lungi dal colpire la speculazione, l&#8217;impatto che la nuova tassa avrebbe sulla liquidità e sulla trasparenza di mercati domestici rischia di favorire l&#8217;insider trading e la manipolazione, rendendoli meno visibili alle autorità di vigilanza».</p>
<h3>LA RIVOLTA IN RETE</h3>
<p>Sui blog degli operatori on line é esploso subito il malcontento: <strong>la tassa rende molto oneroso il trading</strong>, che si basa su margini anche piccoli e costi minimi. Il nuovo fissato bollato dello 0,15% é infatti un multiplo dei costi di transazione che anche per i piccoli investitori si aggirano sullo 0,02 per cento. L&#8217;imposta di bollo sulle transazioni era stata abolita il primo gennaio 1998, quando era dello 0,14% ma le commissioni erano intorno allo 0,35 per cento. Un balzello simile distrugge il mercato italiano, già ampiamente demoralizzato dalle condizioni macro delle economia reale</p>
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		<title>Strategia per guadaganare in borsa: i consolidamenti di azioni</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/strategia-per-guadaganare-in-borsa-i-consolidamenti-di-azioni.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/strategia-per-guadaganare-in-borsa-i-consolidamenti-di-azioni.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come posso fare per]]></category>
		<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi da trader]]></category>

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		<description><![CDATA[Paradosso borsistico: la contrazione del Pil decresce, via via la borsa guadagna. Passare da un Pil a -6 nel primo trimestre a uno a -2 nel secondo è un miglioramento e legittima il recupero dei corsi. In una reductio ad absurdum, il Pil potrebbe contrarsi sempre più piano fino alla fine dei giorni e questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paradosso borsistico: la contrazione del Pil decresce, via via la borsa guadagna. Passare da un Pil a -6 nel primo trimestre a uno a -2 nel secondo è un miglioramento e legittima il recupero dei corsi. </p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/guadagnare_in_borsa.jpg" alt="Come guadagnare in borsa?" title="Come guadagnare in borsa?" width="430" height="185" class="alignnone size-full wp-image-4544" /></p>
<p>In una <em>reductio ad absurdum</em>, il Pil potrebbe contrarsi sempre più piano fino alla fine dei giorni e questo comporterebbe un rialzo eterno dei mercati. Paradosso o rally? <span id="more-4356"></span></p>
<p>E’ finito il rally del rallentamento della caduta? Probabilmente non è ancora terminato, anche se questo non esclude la possibilità che un consolidamento sia assolutamente fisiologico in questa congiuntura.</p>
<p>Il livello dei mercati è oggi lo stesso del 10 ottobre, del 9 dicembre e del 9 gennaio. Si può analizzare il livello di PIL dell&#8217;epoca e vedere se oggi è più o meno migliorato. Il tutto senza dimenticare le aspettative future che avevamo in quei giorni.</p>
<p>Non è poco: il 10 ottobre l’idea che avevamo tutti sui sei-dodici mesi futuri era di gran lunga più inquietante di quella che abbiamo oggi. E’ quindi meglio stare a quota 100 di Pil e avere la sensazione di stare per precipitare nel vuoto di un collasso del sistema finanziario e di un’implosione dell’economia globale o è meglio stare a quota 97 con l’idea che fra sei-dodici mesi l’atmosfera sarà più respirabile (che l’evoluzione sia a U o a V non importa)?</p>
<p>Ma come la mettiamo, si dirà, con le due persone su 100 che da ottobre a oggi hanno perso il lavoro? Per loro i prossimi 6-12 mesi saranno certamente ben più amari di quello che potevano immaginare allora. I 98 che hanno ancora un impiego, tuttavia, pur sapendo che tra loro, da qui a fine 2010, verrà estratto uno sfortunato (e mezzo) che a sua volta resterà disoccupato, sono forse meno terrorizzati di allora.</p>
<p>Il petrolio costa loro 20 dollari in meno, il conto in banca è di nuovo percepito come tranquillo, le obbligazioni in portafoglio fanno meno paura, le azioni sono allo stesso livello ma allora stavano crollando e ora sono in ripresa. In più c’è la sensazione che a livello macro e nelle imprese ci sia di nuovo un minimo di controllo della situazione.</p>
<p>Il secondo aspetto da considerare è la composizione dei portafogli. C’è maggiore o minore presenza di rischio rispetto a ottobre? Probabilmente nei fondi hedge c’è più rischio (anche perché chi voleva riscattare lo ha già fatto e non c’è più da tenere una quota sproporzionata di liquidità) e nei fondi tradizionali il rischio si è prima ridotto e poi è tornato a crescere ma non è sostanzialmente diverso da allora.</p>
<p>Quanto ai portafogli individuali, chi, stremato, ha venduto vicino ai minimi difficilmente ricompra subito dopo, mentre chi è restato a guardare e si è a lungo congratulato con sé stesso per essere sottopesato di rischio preferisce ancora restare sull’obbligazionario. Quello che conta, dal punto di vista del positioning, è che, a parte qualche hedge fund, è difficile incontrare qualcuno che sia e che si senta sovrappesato.</p>
<p>A livello soggettivo, anzi, già l’essere a benchmark è percepito come aggressivo. Il che in fondo è umanamente comprensibile, dopo mesi e mesi di lobotomizzazione subita da chiunque avesse anche una sola singola azione in portafoglio. Un mondo sottopesato di rischio che attende di qui a sei-dodici mesi qualcosa di meglio rispetto al presente difficilmente permetterà ritracciamenti profondi sui crediti e nell’azionario.</p>
<p>Rimangono agli <strong>scettici due argomenti</strong>. Il primo è quello delle <strong>valutazioni</strong>. E’ vero, se si fa la fotografia degli utili operativi (non parliamo di quelli riportati, che sono ancora peggio) i livelli azionari attuali non sono certo da sottovalutazione, anche se non sono nemmeno particolarmente ricchi.</p>
<p>Ci sono però dei momenti nella storia, come quando finisce una guerra o una crisi devastante, in cui ha poco senso fare i farmacisti e mettere sul bilancino la foto del presente. In questi momenti si diventa tutti giocoforza concettuali, si agisce cioè sulla base di un’ipotesi che è quasi una scommessa. Non è affatto irrazionale comportarsi così, anzi, purché non si esageri. A un certo punto, è garantito, si esagera sempre, ma non ci sembra questo il caso nella fase presente.</p>
<p>Il secondo argomento degli scettici è potenzialmente più pericoloso. E’ quello per cui si dice che si è costruito <strong>un rialzo azionario del 38 per cento in due mesi</strong> (dai minimi ai massimi dei giorni scorsi) <strong>sull’ipotesi di una stabilità dei consumi</strong>. Se però si va a guardare in faccia la realtà, si vedono vendite al dettaglio americane scese dell’1,3 per cento in marzo e dello 0,4 nel dato di oggi relativo ad aprile (e non sono cifre annualizzate e quindi gonfiate, sono dati mese su mese).</p>
<p>Non solo. Sono stati rivisti al ribasso i dati dei mesi precedenti. Non basta. Il prezzo del petrolio continua a salire e questo toglierà spazio alle altre spese. Non è tutto. Il mezzo milione di disoccupati al mese in più comprerà forse qualche vestito per fare i colloqui di lavoro ma non molto altro. Alla tenuta effettiva dei consumi andrà dunque riservata attenzione.</p>
<p>Il loro eventuale venir meno come elemento propulsivo sarà però compensato (è già compensato) da dati sulla produzione in rapido miglioramento e dall’arrivo nel sistema di una parte crescente degli stimoli fiscali varati durante l’inverno. Il tasso fisso governativo, frettolosamente dichiarato in bear market conclamato nei giorni scorsi (in particolare in America), darà filo da torcere ai numerosi short.</p>
<p>I lunghi faranno comunque bene a vendere definitivamente una certa parte della loro posizione a ogni bear market rally. Simmetricamente, come abbiamo detto, a ogni consolidamento azionario sarà da accompagnare con piccoli acquisti strategici (da mantenere cioè per il prossimo paio d’anni).</p>
<p>VIA | <a href="http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200905140942425025&#038;chkAgenzie=TMFI<br />
">MilanoFinanza</a></p>
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		<item>
		<title>Lo sviluppo dei Multilateral Trading Facilities (MTF) in Europa</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/lo-sviluppo-dei-multilateral-trading-facilities-mtf-in-europa.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/lo-sviluppo-dei-multilateral-trading-facilities-mtf-in-europa.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 16:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[MiFID]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la direttiva MiFID sono emersi nuovi sistemi di negoziazione organizzati (multilateral trading facilities, MTF) gestiti non solo dalle società che già gestiscono i mercati regolamentati, ma anche da imprese d&#8217;investimento. Lo sviluppo delle piattaforme multilaterali alternative per la negoziazione è dovuto a fattori di natura giuridica ed economica. Vediamo quali sono e perchè. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la direttiva MiFID sono emersi nuovi sistemi di negoziazione organizzati (multilateral trading facilities, MTF) gestiti non solo dalle società che già gestiscono i mercati regolamentati, ma anche da imprese d&#8217;investimento.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/multilateral_trading_facilities_mifid_mtf.jpg" alt="MtF ?" title="MtF ?" width="430" height="187" class="alignnone size-full wp-image-4570" /></p>
<p>Lo sviluppo delle piattaforme multilaterali alternative per la negoziazione è dovuto a fattori di natura giuridica ed economica. Vediamo quali sono e perchè. <span id="more-4567"></span></p>
<p>In sede Unione Europea, diversi Paesi membri hanno aderito ad un ordinamento di sistemi di scambio di matrice privatistica, più concorrenziale dei precedenti sistemi centralizzati di mercato d&#8217;origine statale.</p>
<p>La <a href="http://www.consob.it/main/documenti/Regolamentazione/direttive_ue/dir_1993_22_ce.htm">Direttiva 93/22/CE</a>, che prevedeva l&#8217;<strong>obbligo di concentrazione degli scambi</strong> su mercati regolamentati, dettava legge sugli scambi da effettuarsi al di fuori dei mercati stessi: soltanto alcuni strumenti soggetti ad alcune condizioni (liquidità, orario&#8230;) potevano esser scambiati al di fuori dei mercati stessi.</p>
<p>La riserva d&#8217;esercizio dei servizi d&#8217;investimento ad una ristretta cerchia d&#8217;intermediari consentiva l&#8217;esecuzione, stabile o occasionale, al proprio interno, degli ordini ricevuti dalla clientela. </p>
<p>Lo sviluppo delle reti telematiche e dei sistemi di collegamento ha portato alla creazione di nuove<br />
piattaforme di negoziazione.</p>
<p>Secondo la definizione di sistema multilaterale di negoziazione ai sensi dell&#8217;art 5 del T.U.F. gli <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/MTF">MTF</a> si configurano come</p>
<blockquote><p>
<em>sistemi che permettono l&#8217;incontro al loro interno ed in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dar luogo a contratti.</em>
</p></blockquote>
<p> Analizzando il testo del TUF si notano diverse sovrapposizioni ed analogie rispetto alla realtà precedente: le società di gestione dei mercati regolamentati possono istituire (previa autorizzazione Consob) e gestire anche sistemi multilaterali di negoziazione.</p>
<p>Da sottolineare che la definizione di MTF ricalca in parte l&#8217;esatta definizione di mercato regolamentato: entrambi sono sistemi, ovvero mercati che comprendono regole e piattaforma di negoziazione. Entrambi non sono tenuti a gestire un sistema tecnico di &#8220;matching&#8221; degli ordini (si veda il 6° Consideranda della direttiva MiFID 2004/39/CE).</p>
<p>I soggetti abilitati e le società di gestione che gestiscono un sistema multilaterale di negoziazione predispongono ed attuano &#8220;regole e procedure trasparenti e non discrezionali&#8221; al fine di garantire un processo di negoziazione equo ed ordinato nonchè criteri obiettivi per l&#8217;esecuzione efficace degli ordini.</p>
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		<title>I fiori del male di Ciccolella e i titoli fermi per eccesso di rialzo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[borsa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ciccolella]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Affari]]></category>

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		<description><![CDATA[Le azioni hanno ripreso a fare su e giù. Dopo la crisi del titolo già pompato fino ai 7 euro per azione è precipitato aiutando la speculazione al ribasso, bloccata e riaperta da Consob. Ora il titolo florovivaistico risale. Quanto risale Ciccolella non è ipotizzabile ora, allo stesso tempo è intuibile la volatilità. Roba da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le azioni hanno ripreso a fare su e giù. Dopo la crisi del titolo già pompato fino ai 7 euro per azione è precipitato aiutando la speculazione al ribasso, bloccata  e <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/riprende-lo-short-selling-italiano-con-lautorizzazione-consob.html">riaperta da Consob</a>. Ora il titolo florovivaistico risale.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/ciccolella_group_shares_flower.jpg" alt="Ciccolella" title="Ciccolella" width="430" height="169" class="alignnone size-full wp-image-4338" /></p>
<p>Quanto risale Ciccolella non è ipotizzabile ora, allo stesso tempo è intuibile la volatilità. Roba da montagne russe (come dimostra il grafico) chiusura per eccesso di rialzo due giorni fa e oggi ancora non apre. <span id="more-4336"></span></p>
<p>Un titolo sicuramente sopravvalutato fino a qualche tempo fa, da un paio di settimane quota poco sopra quei 0.90 euro per azione espressi dai bilanci con delle forti spinte verso l&#8217;alto. Sarà il caso di ricominciare a sperare nel rally rialzista o è solo un su e giù da batticuore?</p>
<p>Le variazioni giornalieri a due cifre vengono stoppate da Borsa Italiana e diverse <a href="http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=1049079">corpose discussioni sui forum di finanza</a> imprecano contro i &#8220;pompatori&#8221; del fiore pugliese. Questa è vera speculazione, in cui in pochi guadagnano entrando e uscendo dal titolo anche nell&#8217;intraday. </p>
<p>Per lunghi periodi dell&#8217;anno è stato inverno ed i fiori non si son visti: nascosti sotto i 0.878 euro fino a quando è arrivata la primavera (ovvero un comunicato stampa) e via il rally fino ad oggi. Saranno fiori profumati o rose con le spine? L&#8217;assemblea di domani 14 maggio darà linfa alla scommessa?</p>
<p>Molti investitori esperti e trader alle prime armi tuttavia rimangono scottati, per questo il presente articolo non suggerisce invito o sollecitazione all&#8217;investimento. Se non siete in grado di individuare, valutare e gestire i rischi cui andate in contro non comprate azioni di alcun tipo.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/grafico_ciccolella_anno_2009-429x459.jpg" alt="Il grafico ad un anno" title="Il grafico ad un anno" width="429" height="459" class="alignnone size-large wp-image-4337" /></p>
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		<title>Emilio, eroe finanziario ascolta i consigli di Berlusca-promotore</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 22:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altra storia da seguire in rete, con cadenza settimanale. Dopo la conferenza stampa dello psiconano (il berlusca o &#8220;Truffolo&#8221; per intenderci) dell&#8217;8 ottobre scorso a Napoli, è nato Emilio, fantomatico personaggio che ha investito tutti i suoi 120mila euro nelle azioni ENEL, ENI e MEDIASET. Un portafoglio poco diversificato, ma questo ha consigliato il premier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altra storia da seguire in rete, con cadenza settimanale. Dopo la conferenza stampa dello <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/psiconano">psiconano</a> (<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/berlusca">il berlusca</a> o &#8220;Truffolo&#8221; per intenderci) dell&#8217;<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/2008/10/08">8 ottobre</a> scorso a <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/napoli">Napoli</a>, è nato Emilio, fantomatico personaggio che ha investito tutti i suoi 120mila euro nelle azioni ENEL, ENI e MEDIASET.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1705" href="http://www.piccolosocrate.com/blog/?attachment_id=1705"><img class="aligncenter size-full wp-image-1705" title="Emilio, l'eroe finanziario" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/emilio_eroe_finanziario.jpg" alt="" width="430" height="156" /></a></p>
<p>Un portafoglio poco diversificato, ma questo ha consigliato il premier mentre rassicurava gli italiani sulla solidità  del sistema bancario e sulla mancanza di rischi sui depositi in conto corrente e addirittura sugli investimenti azionari. Quel mattacchione divertente del Berlusca suggerisce di comprare adesso perchè sono a metà  prezzo.<span id="more-1701"></span>Il problema è che <strong>lo psiconano stavolta dice la veritè , ma non la racconta tutta in modo comprensibile</strong>. Amen, è un politico. In breve: moltissime società  in borsa sono sottoquotate, ovvero il prezzo delle azioni attualmente rappresenta solo la metà  del valore del loro patrimonio. Quindi il ragionamento TEORICO è corretto in quanto prima o poi &#8216;sti benedetti prezzi torneranno ad esser effettiva espressione del valore delle aziende.</p>
<p>Il problema è che nessuno dà  la certezza che tra 18 mesi (o al max 24) tornerà . Nel frattempo prendete i dividendi (poca roba) e godeteveli almeno per quest&#8217;anno, perchè secondo me sarà  l&#8217;ultimo. Ad ogni modo vi presento EMILIO, l&#8217;eroe finanziario che ascolta i consigli del Premier-promotore finanziario. Chissà  per quale banca lavora&#8230; forse una delle sue? No, impossibile, il conflitto d&#8217;interessi già  c&#8217;è&#8230; visto che ENI, ENEL sono sotto l&#8217;ingerenza governativa e MEDIASET è sua!</p>
<blockquote><p>Il nostro ipotetico eroe, Emilio, dopo aver ascoltato la conferenza stampa dell&#8217;8 ottobre 2008 in cui il Premier Silvio Berlusconi rassicurava gli italiani sulla solidità  del sistema bancario e sulla mancanza di rischi sui depositi di conto corrente e sugli investimenti azionari, ha deciso di investire TUTTI i suoi risparmi (120.000 euro) sulle tre azioni che secondo Berlusconi attualmente si comprano a 50 ma ritorneranno al loro valore di 100 entro un max di 18, 24 mesi. Questa rubrica tiene aggiornato l&#8217;andamento del portafoglio azionario di Emilio, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, fino allo scadere dei due anni indicati dal Premier, quando Emilio realizzerà  il suo sogno di comprare una casa al mare del valore di 240.000 euro</p></blockquote>
<p>Segui le <a href="http://jonkind.wordpress.com/2008/10/08/eni-enel-e-mediaset-comprare-secondo-il-premier/">avventure finanziarie di Emilio, il <em>financial hero</em></a>! Per adesso dopo la prima settimana, ha già  preso una bella batosta (ha già  perso 8000 euro circa) !</p>
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