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	<title>PiccoloSocrate &#187; banche</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>5 motivi per non aprire il Conto Corrente Arancio (e fare attenzione)</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/opinioni-conto-corrente-arancio.html</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 00:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dati alla mano &#8211; il Conto Corrente Arancio costa meno dei conti correnti presso le banche tradizionali: lo hai letto le norme contrattuali, vero? Eppure il conto corrente Arancio non è indicato a tutti i clienti privati. Se da una parte &#8211; a fronte di Zero spese &#8211; la possibilità di gestire in modo &#8220;basic&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dati alla mano &#8211; il Conto Corrente Arancio costa meno dei conti correnti presso le banche tradizionali: lo hai letto  le <a href="http://web.ingdirect.it/tooldocumenti/?indice=cca_normecontrattuali.xml">norme contrattuali</a>, vero? Eppure <strong>il conto corrente Arancio non è indicato a tutti i clienti privati</strong>.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/opinioni-conto-corrente-arancio.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2012/02/conto-arancio-motivi-per-non-aprire-conto-corrente-arancio.jpg" alt="" title="Casi in cui aprire il Conto Corrente Arancio è sbagliato" width="430" height="190" class="aligncenter size-full wp-image-9982" /></a></p>
<p>Se da una parte &#8211; a fronte di <strong>Zero spese</strong> &#8211; la possibilità di gestire in modo &#8220;basic&#8221; il <strong>mio conto online personale</strong>, dall&#8217;altra parte iei limiti ne fanno un prodotto di largo consumo standard e poco adattabile alle esigenze del cliente retail medio/alto.<span id="more-9981"></span></p>
<p>Nessun mistero (e nessuna pubblicità negativa) sui prodotti del gruppo bancario olandese ING cui va il merito di aver sfondato (almeno in Italia) con un nuovo modello di un business tradizionale (la raccolta bancaria) arrivando ad oltre 22 miliardi di euro di fatturato. </p>
<h3>DUE COINTESTATARI e NIENTE FIRMA CONGIUNTA</h3>
<p>I cointestatari del conto sono al massimo due e possono operare SOLO distintamente e in modo indipendente sullo stesso conto. Questo vuol dire che se un genitore o un parente vuole cointestare il conto con i suoi tre/quattro/cinque figli/nipoti/partenti non può farlo. Il conto può avere un intestatario o due.<br />
Non di più.</p>
<h3>PUOI APRIRE AL MASSIMO 5 CONTI CORRENTE</h3>
<p>Ogni individuo può aprire <strong>solo un conto intestatato a suo nome</strong> ed eventualmente <strong>altri 4 conti cointestati con altre 4 persone</strong>:  diverse nel rispetto del punto precedente e senza ammettere doppi conti intestati alle stesse persone. </p>
<h3>COMUNICAZIONI SOLO AD UN INTESTATARIO</h3>
<p>Le <a href="http://web.ingdirect.it/tooldocumenti/?indice=cca_normecontrattuali.xml">norme genarali del servizio di Home Banking</a> recitano: &#8220;<em>in caso di cointestazione, le comunicazioni e le notifiche sono effettuate ad uno solo dei cointestatari all’indirizzo di corrispondenza o all’indirizzo di posta elettronica indicato nel Modulo di Apertura o al diverso comune indirizzo successivamente comunicato, anche da uno solo dei cointestatari. Le comunicazioni e le notifiche sono efficaci a tutti gli effetti nei confronti di entrambi i cointestatari</em>&#8220;.</p>
<h3>NESSUNA PROCURA SUL CONTO CORRENTE ARANCIO</h3>
<p>Ai sensi delle norme contrattuali il PIN non è cedibile a terzi; allo stesso tempo il <strong>Conto Corrente Arancio non prevede procure</strong>. Quindi nessun intestatario potrà autorizzare ad operare sul conto corrente o ad utilizzare il libretto di assegni o peggio una carta di debito/credito collegata al conto ad esclusione della propria.</p>
<p>E si potrebbe continuare..</p>
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		<title>Taglio del rating e taglio del credito</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sideblog]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[credit crunch]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le conseguenze del taglio del rating (Moody&#8217;s da ieri ci assegna A2), c&#8217;è il taglio del credito. Perchè e percome spiegato senza girarci troppo intorno dai giornalisti di Panorama. Vorrei solo far notare che &#8220;Dal settembre 2007 non è più stato così [facile]. I soldi in eccesso, quando li hanno, le banche li prestano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le conseguenze del <strong>taglio del rating</strong> (Moody&#8217;s da ieri ci assegna A2), c&#8217;è il taglio del credito. Perchè e percome spiegato senza girarci troppo intorno dai giornalisti di Panorama.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/taglio-del-rating.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/10/credit-crunch-euro.jpg" alt="" title="Credit Crunch in EURO" width="430" height="198" class="aligncenter size-full wp-image-9359" /></a></p>
<p>Vorrei solo far notare che &#8220;Dal settembre 2007 non è più stato così [facile]. I <strong>soldi in eccesso</strong>, quando li hanno, <strong>le banche li prestano solo alla Bce</strong>, accontentandosi di <strong>tassi minimi</strong> ma <strong>senza rischi</strong>&#8220;. <span id="more-9351"></span> Questo <strong>non</strong> è il modo di fare banca. Trasformare volumi, scadenze e&#8230; i rischi?</p>
<h3>PRESTARE I SOLDI ALLE BANCHE</h3>
<p>Le banche i soldi riescono sempre a farseli prestare &#8211; dalla Banca Centrale Europa. A Francoforte, non hanno l&#8217;anello al naso e chiedono più garanzie. Quindi aumenta il costo del finanziamento per le banche, che lo ribaltano sui clienti. Facile no?</p>
<p>Per queste ed altre delucidazioni in materia, leggi l&#8217;articolo su <a href="http://blog.panorama.it/economia/2011/10/04/dove-nasce-il-nuovo-%C2%ABcredit-crunch%C2%BB-e-rimetti-a-noi-i-nostri-crediti/">Panorama</a>.</p>
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		<title>Vorresti la vita stressatissima di un analista corporate UK?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/stress-corporate-banker.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
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		<description><![CDATA[Stress accumulato &#38; senza limiti d&#8217;orario: questi sono i due paradigmi per i corporate banker (gli analisti aziendali) della City londinese. Mentre i nostri, italiani, tutto blackberry &#38; email. La giornata dell&#8217;analista UK comincia molto presto, un&#8217;ora prima del diretto superiore a cui deve far trovare il report pronto sulla scrivania. E così ogni mattina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stress accumulato &amp; senza limiti d&#8217;orario: questi sono i due paradigmi per i <strong>corporate banker</strong> (gli analisti aziendali) della City londinese. Mentre i nostri, italiani, tutto blackberry &amp; email.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/stress-corporate-banker.html" title="Vita da Corporate Banker"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/09/corporate-banker.jpg" alt="" title="Lavorare come Corporate Banker" width="430" height="194" class="aligncenter size-full wp-image-9317" /></a></p>
<p>La giornata dell&#8217;analista UK comincia molto presto, un&#8217;ora prima del diretto superiore a cui deve far trovare il report pronto sulla scrivania. E così ogni mattina, o quasi. <span id="more-9264"></span></p>
<h3>L&#8217;ALBA A ROMA</h3>
<p>La mia giornata (per fortuna) inizia alle 8, oppure alle 8.55 in banca quando mi salutano con &#8220;&Egrave; arrivato l&#8217;amministratore delegato&#8221; oppure &#8220;<strong>Amministratore buongiorno, vuole un caffè?</strong>&#8220;. Ad esser sincero non mi aspettavo cordialità e un sorriso ogni mattina. Non ho pitch da consegnare o presentazioni da rivedere. Niente cappuccino e cornetto al bar, è una tradizione che quotidianamente non gradisco.</p>
<h3>PITCH &amp; INFO MEMO</h3>
<p>Nel frattempo, oltremanica parte la solita conference call in cui il management dichiara quali sono i <em>deal</em> (ovvero gli affari) su cui puntare , l&#8217;analyst lavora sul <em>pitch</em> (la <a href="http://www.mergersandinquisitions.com/investment-banking-pitch-books/">presentazione in powerpoint</a>) della prossima <em>IPO</em> (initial public offering, il documento per la quotazione in borsa). </p>
<h3>FILIALE CORPORATE ROMANA</h3>
<p>Il termine <em>pitch</em> è stato importato: sulle sponde del Tevere si chiamava &#8220;<strong>Proposta di Finanziamento Corporate</strong>&#8220;. Non serviva powerpoint, bastava Word. Un <strong>documento completo</strong> di 40 pagine, oggi è ridotto a 10 slide e 40 allegati. Cambia la forma, non la sostanza.</p>
<h3>A LONDRA PIOVE (PIOGGIA DI MAIL)</h3>
<p>Piovono email cariche di lavoro, mole ben oltre il limite umano. Oltre alle dovute <em>pubbliche scuse per il ritardo di consegna</em> &#8211; una mail dolorosa inviata a metà banca &#8211; c&#8217;è sempre la mail con l&#8217;allegato (il pitch di cui sopra) e la mail per ricordarne l&#8217;invio. Un altro motivo per cui nelle banche d&#8217;affari UK, si  <a href="http://www.mergersandinquisitions.com/investment-banking-analyst-associate-relationships/">odiano tutti</a>, soprattutto nelle <a href="http://www.mergersandinquisitions.com/investment-banking-analyst-life-worst-day/">peggiori giornate</a>.</p>
<h3>I CORPORATE BANKER ITALIANI</h3>
<p>&Egrave; vero che le email piovono in continuazione anche in Italia, ma non è tradizione lavorare ben oltre le 8 di sera in sede. Per questo, i pezzi importanti sono tutti dotati di Blackberry fumanti e auricolari per le telefonate-fiume. I <em>deal</em> di <strong>corporate lending</strong> si chiudono anche così.</p>
<hr/>
NOTE DI REDAZIONE<br />
Sei curioso di sapere dove lavoro? Scoprilo<br />
Vuoi info riservate? Scordatele<br />
Cosa faccio nella vita? Lavoro<br />
Come sono i miei capi? Non-te-lo-dirò mai !</p>
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		<title>6 cose da ricordare quando si entra in banca</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/consigli-clienti-banca.html</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 16:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sideblog]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[errori bancari]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei il cliente della banca, non sei il suo prodotto o il numeretto in una lunghissima lista. I dipendenti della Banca ti DEVONO seguire con diligenza, correttezza, trasparenza e anche nel TUO interesse. Non solo quello del padrone. Ricorda queste piccole annotazioni (per approfondirle in dettaglio leggi l&#8217;articolo su Banknoise). In sintesi: 1. I tassi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei il cliente della banca, non sei il suo prodotto o il numeretto in una lunghissima lista. I dipendenti della Banca ti DEVONO seguire con diligenza, correttezza, trasparenza e anche nel TUO interesse. Non solo quello del padrone.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/consigli-clienti-banca.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/10/rapina-in-banca-lego.jpg" alt="" title="rapina-in-banca-lego" width="430" height="279" class="alignnone size-full wp-image-7402" /></a></p>
<p>Ricorda queste piccole annotazioni (per approfondirle in dettaglio leggi l&#8217;articolo su <a href="http://www.banknoise.com/2010/11/5-cose-da-ricordare-quando-entrate-in-banca.html">Banknoise</a>). In sintesi: <span id="more-7349"></span></p>
<p>1. I <strong>tassi</strong> (specie sui mutui) sono <strong>negoziabili</strong>.<br />
2. Alcune <strong>spese</strong> possono essere <strong>eliminate o ridotte</strong>, contrattando<br />
3. Gli <strong>impiegati</strong> della banca NON sono per forza <strong>consulenti finanziari</strong> (e nemmeno i promotori&#8230;)<br />
4. Le <strong>informazioni</strong> presenti negli estratti conto possono essere <strong>incomplete</strong> (anche in banca sbagliano!)<br />
5. La <strong>banca</strong> desidera <strong>gestire tutto il tuo patrimonio</strong>.</p>
<p>Aggiungo una sesta&#8230;</p>
<p>6. Se hai <strong>problemi con la tua banca</strong> puoi rivolgerti all&#8217;<strong>Arbitro Bancario e Finanziario</strong>. Ti costa pochissimo (una raccomandata + 20 euro di tasse) e non hai bisogno dell&#8217;avvocato. &Egrave; stato pensato per fartelo adire anche per importi contenuti come può esser una rata di mutuo troppo alta o un servizio malprestato (importi massimi: 100.000 euro).<br />
Nel giro di 120 giorni la tua banca avrà subito già il &#8220;processo&#8221; e non può rivalersi su di te. Per maggiori informazioni, leggi su <a href="http://www.arbitrobancariofinanziario.it/">www.arbitrobancariofinanziario.it</a>.</p>
<p>FOTO | <a href="http://www.flickr.com/photos/jerac/4452211104/">Jerac</a></p>
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		<title>Rimborsi a rischio per 2 milioni di euro di polizze Lehman Brothers</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/rimborsi-a-rischio-per-2-milioni-di-euro-di-polizze-lehman-brothers.html</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 12:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
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		<description><![CDATA[ARTICOLO AGGIORNATO: Stavolta mi è capitata una causa finita sui giornali. C&#8217;è l&#8217;articolo sul Sole24ore, &#8220;Polizze Lehman in tribunale&#8220;. Perchè succede tutto ciò? ETICA SOTTO LE SCARPE? Ogni tanto mi viene il dubbio: ma da che parte sto? I buoni o i cattivi? Con i deboli o con i tracotanti? Non mi son mai illuso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ARTICOLO AGGIORNATO:</strong> Stavolta mi è capitata una causa finita sui giornali. C&#8217;è l&#8217;articolo sul Sole24ore, &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-10-10/polizze-lehman-tribunale-080443.shtml?uuid=AY0ydaYC">Polizze Lehman in tribunale</a>&#8220;. Perchè succede tutto ciò?</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/10/lemhan-brother.jpg" alt="" title="lemhan-brother" width="430" height="192" class="alignnone size-full wp-image-7233" /></p>
<p><span id="more-7230"></span></p>
<h3>ETICA SOTTO LE SCARPE?</h3>
<p>Ogni tanto mi viene il dubbio: ma da che parte sto? I buoni o i cattivi? Con i deboli o con i tracotanti? Non mi son mai illuso di fare il Robin Hood del 2010, però ammetto che in qualche caso, se non fosse &#8220;lavoro&#8221;, non mi dispiacerebbe poter aiutare il &#8220;debole&#8221;, il risparmiatore ignaro e (frequentemente) truffato. </p>
<p>Devo ammettere, invece, che i <em>finti deboli</em> mi fanno veramente girare i <em>maroni</em>: prima si comprano le obbligazioni argentine, ingolositi dagli interessi ben più alti dei nostri <em>btp</em>, poi si vanno a lamentare di esser stati gabbati. Gentaglia&#8230; !</p>
<h3>LAVORO CON ONEST&Agrave; INTELLETTUALE</h3>
<p>Come difendere chi viene accusato a furor di popolo come colpevole di truffe, raggiri <em>et similia</em>? Semplice, utilizzando tutta l&#8217;onest&agrave; intellettuale e nient&#8217;altro. Di tante contestazioni, devo sottolineare che più di qualcuna è sparata nel mucchio. Anche numeri messi lì, a volte un po&#8217; a caso. Ovvio che ribattere con tesi &#8220;condivisibili, ragionevoli&#8221; e assolutamente certe in queste fattispecie è relativamente facile.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte in situazioni totalmente opposte, bisogna fermarsi. Uno dei grandi insegnamenti che ho ricevuto nello studio in cui lavoro è proprio l&#8217;Onestà. Inutile cercare di fregare, dove non c&#8217;è una <em>tesi condivisibile</em> non si ribatte. Chi ha sbagliato paga, punto e basta. Right?</p>
<hr/>
<h3>RIMBORSI LEHMAN BROTHERS (e non solo)?</h3>
<p>Mi sono occupato anche di quelli. Adesso <strong>ho cambiato versante</strong>, sono attualmente impiegato in una studio d&#8217;ingegneria finanziaria <strong>specializzato nel recupero delle perdite finanziarie dovute a cattivi investimenti mal consigliati dalle banche</strong>. Se hai bisogno di sapere come fare per farti rimborsare le obbligazioni Lehman in default, qualche strumento derivato che ti sta facendo perdere soldi o fondi comuni troppo rischiosi, <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/contatti">contattami</a>. Avrai sicuramente bisogno di capire se e come fare per ottenerli. Per la cronaca: il consiglio ed il prevenitvo &egrave; gratuito. </p>
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		<title>Spese per sconfinamento: anche un giorno in rosso sul c/c costa caro</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/limite-spese-per-sconfinamento.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 14:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banchese]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;abolizione delle spese di massimo scoperto (legge 2/2009 di conversione del decreto legge 185/2008) non sono finite le spese per chi va in rosso col conto corrente bancario. Le commissioni per la disponibilità dei fondi raggiunge il livello massimo soprattutto per chi non ha disponibilità di fido; i costi precisi variano da banca a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;abolizione delle <strong>spese di massimo scoperto</strong> (legge 2/2009 di conversione del decreto legge 185/2008) non sono finite le spese per chi va in rosso col conto corrente bancario.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/limite-spese-per-sconfinamento.html" title="spese bancarie conto corrente"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/03/rapina_in_banca.jpg" alt="Lego rapinano la banca" title="Rapina a mano armata" width="430" height="165" class="alignnone size-full wp-image-6388" /></a></p>
<p>Le commissioni per la disponibilità dei fondi raggiunge il livello massimo soprattutto per chi non ha disponibilità di fido; i costi precisi variano da banca a banca.<span id="more-6380"></span></p>
<p>Forfettaria in base ai giorni o calcolata sull&#8217;effettivo importo utilizzato; tutti gli istituti sono soliti caricare ulteriormente i prezzi praticati agli scoperti che perdurano oltre i 7 giorni.</p>
<p>Sebbene qualche intermediario (Cariverona) dimostri avere costi inferiori rispetto ai tempi della Cms (<em> commissione max scoperto</em> ) fioccano le segnalazioni in centrale rischi anche soltanto per problemi di &#8220;giorni valuta&#8221; scoperti sul conto corrente.</p>
<p>Dove i contratti di conto corrente prevedano un fantastico zero alla voce spese per sconfinamento, occorre verificare gli effettivi tassi praticati: non è insolito infatti trovarsi davanti ad un rosso che ci costa (su base annua) il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/euribor">tasso EURIBOR</a> maggiorato del 4-5%.</p>
<p>Occhio quindi alle <strong>condizioni dei contratti</strong> e vietato farsi ammaliare dalle bassissime spese dei conti online: se offerti da un banca tradizionale (quella con le agenzie fisiche, per capirsi) nascondono insidie e addebiti dietro ogni mossa. Anche la stessa rinegoziazione delle condizioni del conto !</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Da Mary Poppins a Northern Rock: la prima banca a fallire nella crisi 2007</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/da-mary-poppins-a-northern-rock-la-prima-banca-a-fallire-nella-crisi-2007.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[credit crunch]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[mutui subprime]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono stati i mutui subprime a mandare all&#8217;aria i conti della banca inglese. A mettere in crisi la liquidit&#224; dell&#8217;intermediario del nord-est Inghilterra &#232; stata l&#8217;eccessiva leva, gli haircuts ed il mercato. Perchè il primo grande incidente della crisi finanziaria globale è diverso dalla classica corsa agli sportelli fra i risparmiatori ? Perché è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono stati i <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/subprime" title="Mutui">mutui subprime</a> a mandare all&#8217;aria i conti della banca inglese. A mettere in crisi la liquidit&agrave; dell&#8217;intermediario del nord-est Inghilterra &egrave; stata l&#8217;eccessiva leva, gli haircuts ed il mercato.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/11/Northern-Rock.jpg" alt="Northern-Rock" title="Northern-Rock" width="430" height="199" class="alignnone size-full wp-image-5934" /></p>
<p>Perchè il primo grande incidente della crisi finanziaria globale è diverso dalla classica corsa agli sportelli fra i risparmiatori ? Perché è fallita se operava impiegando a lungo quanto raccolto a breve, così come il 99% delle banche? <span id="more-5933"></span></p>
<p>Le fluttuazioni del <em>leverage</em> (grado d&#8217;indebitamento) delle istituzioni finanziarie subiscono gli stessi effetti cui sono sottoposte le fluttuazioni del rischio di mercato. In fasi espansive, il credito facile. In fasi recessive, quando il rischio di mercato è più consistente, occorre agire per diminuire la leva (<em>deleveraging</em>).</p>
<p>Northern Rock era un&#8217;impresa bancaria molto indebitata &#8211; quindi molto vulnerabile alle condizioni generali del sistema finanziario. La leva bancaria (attivi/capitale) era cresciuta di alcune decine di punti percentuali a seguito della sua quotazione in borsa. </p>
<p>Prima del listing, infatti, il capitale era diviso tra ordinarie e privilegiate. Nel capitale totale post-listing rientrano invece anche le passività subordinate &#8211; quindi nel 2005 la il leverage di Nortern Rock sembrava scendere. Il problema sta nelle rettifiche di volatilità, gli <em>haircuts</em>.</p>
<p>Un&#8217;azienda molto indebitata può sopravvivere tranquillamente anche in condizioni instabili di mercato. La banca inglese nel 2007 aveva già dovuto registrare delle altissime perdite in sofferenza, facendo quindi aumentare la leva fino all&#8217;86.3% del capitale ordinario. A questi livelli di debito, una piccolissima variazione dell&#8217;haircut comporta una fortissima contrazione del credito disponibile.</p>
<p>In altre parole se Northern Rock può prendere a prestito con haircut del 2%, ma poi si ritrova a dover prendere ulteriore prestito a tassi maggiori, per tornare alla situazione iniziale dovrà operare un <em>delevereging</em> molto più consistente.</p>
<p>Con il peggioramento delle condizioni di mercato, molti creditori esterni rinunciarono a rinnovare i loro prestiti a breve: Northern Rock era una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere alla prossima stretta creditizia (altro che <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/credit-crunch">credit crunch</a>!!).</p>
<p>Non avendo le spalle coperte da una grossa istituzione creditizia centrale (leggi Banca d&#8217;Inghilterra), si trovo a dover fronteggiare da sola una richiesta di fondi addizionali per integrare quanto assorbito da un movimento avverso dei prezzi di mercato. Una &#8220;chiamata di margine&#8221; per intenderci. Peccato che gli attivi di Northern Rock fossero mutui illiquidi.</p>
<hr/>
Per approfondimenti dai uno sguardo su <a href="http://www.princeton.edu/~hsshin/www/NR_Italian.pdf">Princetown.edu</a>.</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>10 domande all&#8217;imprenditore che rimpatria capitali (via scudo fiscale)</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/10-domande-allimprenditore-che-rimpatria-capitali-via-scudo-fiscale.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa il giornalista Nino Carvegna su Sole24ore pubblicava l&#8217;articolo Rimpatrio i capitali ma non sono un evasore: l&#8217;imprenditore (anonimo) racconta la sua adesione volontaria allo scudo fiscale (ed. 2009). Vorrei poter intervistare anche io questo &#8220;esponente dell&#8217;imprenditoria italiana&#8221;, esempio brillante d&#8217;integrit&#224; morale o pessimo debitore verso le banche e timoroso delle indagini della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il giornalista Nino Carvegna su Sole24ore pubblicava l&#8217;articolo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/10/capitali-rimpatriati-evasore_2.shtml">Rimpatrio i capitali ma non sono un evasore</a>: l&#8217;imprenditore (anonimo) racconta la sua adesione volontaria allo scudo fiscale (ed. 2009).</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/10/scudo-fiscale-svizzera.jpg" alt="Scudo Fiscale - Lussemburgo &amp; Svizzera" title="Scudo Fiscale - Lussemburgo &amp; Svizzera" width="430" height="180" class="alignnone size-full wp-image-5862" /></p>
<p>Vorrei poter intervistare anche io questo &#8220;esponente dell&#8217;imprenditoria italiana&#8221;, esempio brillante d&#8217;integrit&agrave; morale o pessimo debitore verso le banche e timoroso delle indagini della guardia di finanza? <span id="more-5861"></span></p>
<p>Cito testualmente l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>(punto 1)<br />
&laquo;Erano anni duri, ogni giorno uno scontro con il sindacato, il terrorismo colpiva con regolarità, il più grande partito comunista dei paesi occidentali era a un passo dal governo. <strong>È diventato naturale</strong>, in quegli anni, <strong>trattenere una piccola quota di fondi all&#8217;estero</strong> &raquo;.</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 2)<br />
All&#8217;inizio, racconta, usavano una fiduciaria inglese come intermediazione con il cliente finale: «<strong>Trattenevamo il 20%</strong>, senza esagerare con carichi eccessivi e ingiustificabili. Lo chiamavamo, in codice, tuenti, da twenty. Dicevamo: a quella ditta fai il tuenti e il responsabile amministrativo capiva. <strong>E il tuenti diventava tuenti faiv quando eravamo sotto pressione per adempimenti burocratici assurdi o in periodi di dichiarazioni fiscali</strong>. Una specie di protesta civile contro<br />
i cavilli.</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 3)<br />
Anche perché gran parte dei dividendi è sempre finita in azienda. Giuro: non è stata una questione di risparmio fiscale. Anche se penso che comunque la concorrenza fiscale sia un bene per il mercato. Anzi, rivendico il diritto di poter allocare le mie risorse in base a una serie di parametri, non ultimo quello del peso fiscale».</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 4)<br />
«Inutile nasconderlo, ci sono stati momenti in cui pensavo che l&#8217;Italia non ce l&#8217;avrebbe fatta. Ci rassicurava avere una sponda all&#8217;estero».</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 5)<br />
Mario Rossi farà lo scudo per tre motivi «Primo, l&#8217;<strong>azienda ha bisogno di liquidità</strong>. La società in Polonia ha un cash flow che ci aiuterà molto, anche perché in questo periodo bisogna approfittare delle occasioni che si presentano sul mercato». Secondo, per le <strong>pressioni del commercialista</strong>: «Mi ha fatto una testa così sui rischi che ora si possono correre: la Guardia di Finanza è attrezzata per i controlli internazionali e con internet è diventato più facile trovare informazioni ». Terzo motivo: «<strong>Il commercialista mi dice che rischio soprattutto per la mancata dichiarazione dei dati e non per i redditi non ufficializzati</strong>. Mi ha convinto, non vale la pena continuare così».</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 6)<br />
Farà lo scudo, ma insiste: «Non mischiatemi con gli altri: io ho pensato e lavorato per l&#8217;azienda, non ho speculato o riciclato. Sarebbe molto ingiusto relegarmi nel mucchio indistinto degli evasori».
</p></blockquote>
<p>Caro signor Rossi,<br />
può rispondere a queste 10 domande:</p>
<p>1. Se &egrave; stato vittima dal terrorismo (non solo lei, anche i suoi familiari) perch&egrave; non ha denunciato?<br />
2. In base a quali parametri il 20% &egrave; da considerarsi &#8220;giustificabile e non eccessivo&#8221; o &#8220;piccola quota&#8221;?<br />
3. Perch&egrave; aveva bisogno di respiro internazionale la sua impresa, forse perch&egrave; le Antille sono un paradiso fiscale?<br />
4. Perch&egrave; l&#8217;Olanda? Aveva previsto utili molto alti e voleva assicurarsene una buona fetta?<br />
5. Oltre a contraddirsi sulla politica dei dividenti (punto 3), pensa di fare altre porcherie?<br />
6. In base al punto 5, posso definirla evasore o aspetto il processo?<br />
7. Cosa ne ha fatto dei suoi capitali all&#8217;estero, come li ha allocati?<br />
8. Negli ultimi 30 anni, quanti soldi <em>cash</em> ha portato nei paradisi fiscali? Quali ha scelto e perch&egrave;?<br />
9. Espatriando capitali, quante tasse non ha pagato senza esser considerato un evasore?<br />
10. Ad oggi, come va la sua azienda?</p>
<p>L&#8217;articolo continua alla <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/10-domande-allimprenditore-che-rimpatria-capitali-via-scudo-fiscale.html/2" title="Seconda pagina dell' articolo - 10 domande all'imprenditore italiano che rimpatria i capitali aderendo volontariamente allo scudo fiscale di Tremonti">pagina seguente</a>. Vuoi stamparlo, clicca <a href="http://www.piccolosocrate.com/wp-content/plugins/as-pdf/generate.php?post=5861">qui</a>?</p>
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		<title>Definizione di prociclicità</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/definizione-di-prociclicita.html</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 18:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per l&#8217;esame di risk management ero alla ricerca del siginificato del termine prociclicità. La prociclicità consiste nel timore che il nuovo sistema di requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito, fondati sui sistemi di rating interni delle banche, possa accentuare le fluttuazioni del ciclo economico aggravando in particolare le fasi recessive. Cioè quando il sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;esame di risk management ero alla ricerca del siginificato del termine prociclicità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5911" title="Rischio Operativo" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/10/risk-management-pasqualina-porretta.jpg" alt="Rischio Operativo" width="430" height="180" /></p>
<p>La <strong>prociclicità</strong> consiste nel timore che il nuovo sistema di requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito, fondati sui sistemi di rating interni delle banche, possa accentuare le fluttuazioni del ciclo economico aggravando in particolare le fasi recessive. <span id="more-5038"></span>Cioè quando il sistema economico attraversa una fase recessiva, le condizioni economico-finanziarie delle imprese tendono a deteriorarsi.</p>
<h3>Prociclicità vuol dire (in parole povere)</h3>
<p>Tutto chiaro vero? Se vuoi puoi rileggere lo stesso concetto a parole comprensibili.</p>
<blockquote><p>Gli organi di Vigilanza del sistema creditizio (ovvero Banca d&#8217;Italia ed il Comitato di Basilea) hanno paura che i modelli per il calcolo dei requisiti patrimoniali da accantonare a fronte del rischio di credito possano diventare un amplificatore delle condizioni di mercato diventando il volano per accrescere la crescita/decrescita delle fasi di mercato.</p>
<p>In pratica temono che in condizioni rosee di mercato le banche possano &#8220;allentare&#8221; i requisiti da accantonare (e quindi abbassare il costo del prestito per il prenditore) per poi doverli stringerli troppo in condizione di crisi del mercato, quando invece dovrebbero esser sostenuti gli investimenti.</p></blockquote>
<p>Tutto chiaro ora?<br />
 <img src='http://www.piccolosocrate.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Mercati, finanza, mutui, sorrisi e cosce lunghe. Dov&#8217;è la fregatura?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 06:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non esiste via per raccontare i mercati finanziari suscitando più interesse di quello dei chirichetti durante la lettura delle sacre scritture la domenica. Esperti, giornalisti e analisti sciorinano quotazioni e prezzi con la stessa monotonia di un anziano parroco. Ecco perchè l&#8217;economia è triste: chi ci ha spiegato per anni l&#8217;andamento dell&#8217;economia nazionale era una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non esiste via per raccontare i mercati finanziari suscitando più interesse di quello dei chirichetti durante la lettura delle sacre scritture la domenica. Esperti, giornalisti e analisti sciorinano quotazioni e prezzi con la stessa monotonia di un anziano parroco.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/09/tg1-economia.jpg" alt="tg1-economia" title="inculate...economiche!" width="430" height="162" class="alignnone size-full wp-image-5713" /></p>
<p>Ecco perchè l&#8217;economia è triste: chi ci ha spiegato per anni l&#8217;andamento dell&#8217;economia nazionale era una persona su d&#8217;et&agrave; che parlava in banchese. Oggi invece a snocciolare dati sono le signorine coscelunghe. <span id="more-5707"></span></p>
<p>Messe lì per risvegliare l&#8217;attenzione di un altra parte dei pantaloni, non quella in cui mettiamo il portafogli. Sorridono e con la stessa consapevolezza con cui parlerebbero di manicure, ceretta e smalto, trattano &#8216;sta benedetta economia. D&#8217;altronde bisognerà infischiarsene di sapere (o capire) cosa ci sia dentro al nostro fondo? O forse era meglio sforzarsi di capire per poi dimenticare in fretta?</p>
<p>Parlare di miliardi (rigorosamente altrui), farlo mettendo in sovrimpressione il doppio cognome o il titolo di prof. della cattedra di.. all&#8217;università di.. (che fa fico) e fare l&#8217;analisi del giorno dopo, utile come il sesso degli angeli; nessuno può prevedere esattamente cosa accadr&agrave; domani.  Se esistesse un metodo lo userebbero tutti per diventare ricchi e non funzionerebbe più.</p>
<p>Non esiste il commentatore sportivo che racconta le qualità di un titolo come fosse un calciatore. Ogni banca, mutuo, azione, fondo, obbligazione, tasso d&#8217;interesse va visto come fosse una bella modella con cui siamo a cena. Appena seduti non dobbiamo assolutamente farci cogliere dalla smania di liquidarla al più presto perché alla porta c&#8217;è ne sarà sempre una più bella (nuda?) e avvenente.</p>
<p>Perchè dimentichiamo che l&#8217;abbiamo comprata pagandola e non è lì per la bella faccia nostra?</p>
<p>Noi poveri caproni capiamo sempre tutto troppo tardi, quando diradato il polverone non restano che le macerie: classiche interpretazioni <em>post mortem</em>, autopsie non diagnosi di un sistema che ci ha già fregato. </p>
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		<title>Bankitalia decreta la cancellazione di Zopa dalla lista degli intermediari</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/bankitalia-decreta-la-cancellazione-per-zopa-dalla-lista-degli-intermediari.html</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 22:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Zopa, il network per i prestiti peer to peer è stato cancellato dalla lista degli intermediari autorizzati ad operare in Italia, poichè nell&#8217; allocare le somme dei prestatori, le faceva passare (e sostare per 45 giorni) su conti proprietari. Il funzionamento dei prestiti peer to peer in teoria è una gran bene: permette la microfinanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zopa, il network per i prestiti peer to peer è stato cancellato dalla lista degli intermediari autorizzati ad operare in Italia, poichè nell&#8217; allocare le somme dei prestatori, le faceva passare (e sostare per 45 giorni) su conti proprietari.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5335" title="zopa_logo" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/07/zopa_logo.jpg" alt="Banca d'Italia chiude Zopa!" width="430" /><br />
Il <a href="http://zopa.it/ZopaWeb/public/about-zopa/about-zopa-home.html">funzionamento dei prestiti peer to peer</a> in teoria è una gran bene: permette la microfinanza &#8220;buona&#8221; &#8211; sgravando da onerosi costi bancari entrambe le parti e un po&#8217; di sano prestito al consumo. <span id="more-5334"></span> Tuttavia per il primo sito mondiale Zopa, gestito nella penisola italiana dalla Zopa spa, e per Bobber, gestito dalla Centax spa, si prevedono tempi bui. </p>
<p>Non è solo la questione della &#8220;sosta&#8221;. Il <a href="http://blog.zopa.it/wp-content/uploads/2009/07/decreto-cancellazione.pdf" rel="nofollow" title="Decreto di cancellazione di Zopa.it da parte di Banca D'Italia">decreto di cancellazione</a> è piuttosto articolato. Eccone un breve sunto:</p>
<h3>PERCHE&#8217; E&#8217; STATO CANCELLATO DALL&#8217;ELENCO?</h3>
<p>Facciamo un passo indietro: in Italia, ogni intermediario può operare solo se autorizzato dalle Autorità di Vigilanza del mercato. D&#8217;altronde, fare l&#8217;intermediario non è come fare il fruttivendolo. Con tutto il rispetto per i venditori di frutta e verdura, gli intermediari lavorano con il risparmio pubblico, i nostri risparmi. Quindi è decisamente più prudente (e sano) che vengano controllati periodicamente.  Chi supera i controlli può lavorare come intermediario ed è iscritto nella lista.</p>
<p>Zopa aveva chiesto autorizzazione ad operare come &#8220;traslatore&#8221; di fondi: prendeva dagli investitori per dare immediatamente a chi chiedeva un prestito. Nel 2008, ha intermediato poco più di 7 milioni di euro. Banca d&#8217;Italia aveva autorizzato questo tipo di attività. Zopa in pratica, selezionava i progetti e le idee da finanziare, assegnava un rating interno (senza metodi IRBA) e consegnava il denaro.</p>
<p>Col passare del tempo e l&#8217;aumento dei volumi, Zopa ha dovuto aprire dei conti a suo nome dove gestire le ingenti masse monetarie prima di girarle a chi le richiedesse. Risultato: gli investitori diventavano dei risparmiatori. Mentre nella prima fase Zopa assumeva il mero compito di permettere il passaggio di denaro (offrendo la piattaforma, i servizi di selezione e così via..) nella seconda fase si è trasformata in una banca. Meno onerosa, meno strozzina ma pur sempre una banca.</p>
<h3>LE LEGGI CI SONO&#8230;</h3>
<p>.. e vanno rispettate. E&#8217; vero che nessun manager di Zopa è stato visto girare con auto blu o Ferrari per arrivare fino all&#8217;aereo privato (style Citigroup, per capirci). Probabilmente il modello di business da fastidio alle grosse banche italiane (e straniere). Per questo hanno scatenato Banca D&#8217;Italia che si è mossa a ragione.</p>
<h3>&#8230;E ZOPA NON LE HA RISPETTATE</h3>
<p>Dal decreto di cancellazione risulta infatti che Zopa abbia cambiato alcuni schemi operativi rispetto ai modelli depositati in Banca D&#8217;Italia. Male, ma c&#8217;è di peggio: il suo concorrente, Boober, opera secondo gli stessi schemi depositati agli uffici di <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/banca-ditalia">Palazzo Koch</a>. Da qui a breve subirà lo stesso trattamento?</p>
<p>Nonostante tutto non manca il <a href="http://blog.zopa.it/sostegno/" rel="nofollow">sostegno degli zopiani</a>. In bocca al lupo Zopa, torna presto!</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Kakà e Cristiano Ronaldo: il Real Madrid compra con prestiti bancari</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/kaka-e-cristiano-ronaldo-il-real-madrid-compra-con-prestiti-bancari.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/kaka-e-cristiano-ronaldo-il-real-madrid-compra-con-prestiti-bancari.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 14:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Florentino Perez compra due campioni con cifre esorbitanti finanziate da Banco Santander e Caja Madrid, la cassa di risparmio regionale della capitale spagnola. Il mondo è in crisi ed il Real Madrid  spende (a prestito) 150milioni con la convinzione aumentare i profitti. Cifre esorbitanti provenienti dai due istituti di crediti iberici che hanno ottenuto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Florentino Perez compra due campioni con cifre esorbitanti finanziate da Banco Santander e Caja Madrid, la cassa di risparmio regionale della capitale spagnola. Il mondo è in <a title="Crisi Economica !" href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziaria">crisi</a> ed il Real Madrid  spende (a <strong>prestito</strong>) 150milioni con la convinzione aumentare i profitti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4922" title="cristiano-ronaldo" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/06/cristiano-ronaldo.jpg" alt="cristiano-ronaldo" width="430" height="170" /></p>
<p>Cifre esorbitanti provenienti dai due istituti di crediti iberici che hanno ottenuto in garanzia i diritti televisivi per circa 600 milioni dal gruppo MediaPro. L&#8217;<strong>operazione</strong> è considerata <strong>redditizia</strong> e <strong>senza rischi</strong>. <span id="more-4914"></span></p>
<p>Operazione redditizia e senza rischi? Praticamente un idillio ! Il quotidiano El Mundo riporta la notizia del sontuoso prestito per l&#8217;acquisto di &#8220;attivi immateriali&#8221;&#8230; magari fossero davvero immateriali: i tifosi milanisti sarebbero molto contenti di non vedere Kakà con la <em>camiseta</em>.</p>
<p>Il teorema del presidente del Real Madrid, Florentino Perez è banale, legale e testato.</p>
<blockquote><p>all&#8217;aumentare degli acquisti di nuovi ed importanti giocatori, si moltiplicano gli introiti societari</p></blockquote>
<p>Questo paradigma economico ha funzionato per Zinedine Zidane che pagato 73 milioni di euro, quadruplicò gli introiti del club.</p>
<p>Quanto rimane della differenza tra ricavi e costi nelle casse del Real Madrid ogni anno?<br />
Nel 2008 il club dei <em>galacticos</em> eccedeva i costi di circa 14.6 milioni di euro. Il livello di indebitamento continua a salire. Perchè quindi non destinare almeno una parte dei ricavi futuri a pagare i creditori? Il Barça sta alla finestra e attende il patatrac finanziario, sperando di poter acquistare pezzi pregiati a costi un tantino più contenuti.</p>
<p>______UPDATE 17 giugno 2009 ______ ore 13.02<br />
Cristiano Ronaldo guadagnerà circa 13milioni di euro netti all&#8217;anno. Più o meno 41 centesimi di euro al secondo, anche quando dorme, va in bagno, va con le signorine a pagamento&#8230; e pensare che c&#8217;è gente che non arriva alla fine del mese con lo stipendio.</p>
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		<title>Abolita la commissione di massimo scoperto arrivano nuove spese</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 14:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la legge per l&#8217;abolizione del massimo scoperto se il conto va in rosso (oltre i 30 giorni) le banche non possono applicare delle spese extra al cliente se tale opzione non è stato accordato il fido al momento dell&#8217;apertura del conto. Non c&#8217;è pace per i correntisti italiani! La legge 2/2009 per convertire il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la legge per l&#8217;<strong>abolizione del massimo scoperto</strong> se il conto va in rosso (oltre i 30 giorni) le banche non possono applicare delle spese extra al cliente se tale opzione non è stato accordato il fido al momento dell&#8217;apertura del conto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4636" title="Peso dei costi bancari" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/banche_costi_spese_bancarie_commissioni_massimo_scoperto.jpg" alt="Peso dei costi bancari" width="430" height="180" /></p>
<p>Non c&#8217;è pace per i correntisti italiani! La legge 2/2009 per convertire il decreto legge 185/2008 ha introdotto novità interessanti, in particolare per tutti i correntisti che vanno in rosso sul conto corrente. <span id="more-4621"></span></p>
<p>La commissione di massimo scoperto, percentuale che il cliente paga alla banca solo nel momento in cui il conto va in rosso, è applicabile solo in alcuni casi strettamente codificati. Eliminato il balzello, le banche lo fanno rientrare sotto altre voci di spesa.</p>
<p>L&#8217;articolo 2bis della legge prevede infatti la <strong>commissione di massimo scoperto</strong> solo sui conti affidati &#8211; quelli in cui si è <strong>accordato un fido</strong> al momento dell&#8217;apertura &#8211; e solo <strong>se il debito dura per almeno 30 giorni consecutivamente</strong>.</p>
<p>I contratti bancari stipulati dopo l&#8217;entrata in vigore della legge (29 gennaio 2009) hanno recepito immediatamente l&#8217;ordinanza, mentre i vecchi, preesistenti hanno ancora 150 giorni di tempo. Quindi fino a fine giugno sarà tranquillamente applicabile tale commissione-ladrocinio.</p>
<p>Altroconsumo ha fatto un esperimento e analizzando i fogli informativi delle principali banche, hanno trovato nuove spese. L&#8217;ipotesi utilizzata per i calcoli è quella di un rosso di c/c di 500 euro per 7 giorni a causa di un solo addebito partita a debito, su un conto senza fido concordato al momento dell&#8217;apertura.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Gruppo MPS</strong>: la commissione di massimo scoperto era dell&#8217;1,25% per i conti non affidati. Ora scompare ed è sostituita, per gli scoperti senza fido, dalla &#8220;Commissione per istruttoria urgente&#8221; di massimo 100 euro a trimestre, pari a 50 euro per scoperti da 100 a 3000 euro e a 100 euro per scoperti sopra i 3000 euro. Dunque, oggi si pagano 50 euro. La &#8220;vecchia&#8221; cms sarebbe stata di 6,25 euro. Applicando la precedente commissione del&#8217;1,25% sul valore di 3000 euro, si sarebbe al massimo avuto una spesa di 37,5 euro, dunque ben al di sotto dell&#8217;attuale valore forfettario di 50 euro.</li>
<li><strong>Gruppo Intesa San Paolo</strong>: la commissione di massimo scoperto era dello 0,95%. Ora è stata introdotta per i conti non affidati una &#8220;Commissione per scoperto di conto&#8221; pari a 2 euro per ogni 1000 euro o frazione di scoperto e per ogni giorno di scoperto. Per i conti affidati sparisce la cms e non è stata introdotta alcuna nuova spesa. Dunque le nuove spese ammontano nel nostro esempio a 14 euro (prima erano pari con la cms 4,75 euro).</li>
<li><strong>Gruppo Unicredit</strong>: la commissione di massimo scoperto era lo 0,98%. Viene sostituita per i fidi non concordati da un &#8220;Recupero spese per ogni sospeso&#8221; pari a 9 euro. Le nuove spese ammontano dunque a 9 euro (prima con cms erano 4,9 euro più spese per 15 euro). Ovviamente se le operazioni a debito salgono a due le spese diventano 18 euro e così via.</li>
<li><strong>Banca Sella</strong>: la commissione di massimo scoperto era pari allo 0,95%. Ora è stata sostituita da &#8220;Onere per passaggio a debito nel trimestre&#8221; di 40 euro (prima con cms le spese erano 4,75 euro). L&#8217;importo di 40 euro è dovuto indipendentemente dai passaggi in rosso e dal valore dello scoperto.</li>
<li><strong>Bnl Bnp Paribas</strong>: sul conto Bnl Revolution la commissione di massimo scoperto già non c&#8217;era e non c&#8217;erano altre spese. Ora è stata introdotta una &#8220;Commissione manca fondi&#8221; di 12,5 euro se sul conto viene a transitare un addebito senza disponibilità di fondi, di valore superiore ai 20 euro. Dunque se le operazioni in passivo sono due la spesa diventa di 25 euro (e questo indipendentemente dal valore addebitato purché si superi la franchigia di 20 euro).</li>
</ul>
</blockquote>
<p>E le autorità cosa dicono? Italietta, Italietta, vittima delle <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/banche">banche</a>. Per maggiori informazioni è consigliabile consultare il sito di  <a rel="nofollow" href="http://www.altroconsumo.it/conto-corrente/banche-via-la-commissione-di-massimo-scoperto-ecco-nuove-spese-s244503.htm">AltroConsumo</a>.</p>
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		<title>Il gigantismo bancario è da limitare con una legge antitrust?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/il-gigantismo-bancario-e-da-limitare-con-una-legge-antitrust.html</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 09:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d&#8217;oltreoceano. Bisogna limitare ex lege salvando il salvabile e diversificando? In occasione del &#8220;fixing finance&#8221; &#8211; convegno all&#8217;ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti &#8211; il premio nobel 2001 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d&#8217;oltreoceano. Bisogna limitare <em>ex lege</em> salvando il salvabile e diversificando?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4208" title="Il risparmio americano" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/gigantismo_maiali_salvadanai.jpg" alt="Il risparmio americano" width="430" height="183" /></p>
<p>In occasione del &#8220;fixing finance&#8221; &#8211; convegno all&#8217;ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti &#8211; il premio nobel 2001 per l&#8217;economia Stiglitz tratta temi caldi della congiuntura economica attuale. <span id="more-4197"></span></p>
<p>Cito testualmente l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>« Il <strong>sistema bancario del futuro</strong> dovrà basarsi su una <strong>maggiore diversificazione</strong>. Sarà necessario disporre di <strong>istituti più specializzati e di società di venture capital</strong>; ci saranno certamente banche di minori dimensioni in grado di finanziare meglio le piccole e medie imprese. E ci saranno, certo, anche le <strong>grandi banche</strong>. Ma è essenziale che <strong>non</strong> siano <strong>così grandi</strong> come quelle che sono state protagoniste della crisi attuale: banche di dimensioni tali che non ci si può permettere che falliscano, perchè altrimenti trascinano con sè l&#8217;intero sistema economico »</p></blockquote>
<p>Dove sta il problema di fondo? Secondo il premio nobel ridurre le dimensioni titaniche degli intermediari <em>yankee</em> risolverebbe la questione. In teoria non sbaglia: diminuendo la struttura media dei pezzi il sistema diventa più flessibile agli urti congiunturali &#8211; le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziarie">crisi finanziarie</a> &#8211; al tempo stesso, a parità di <em>governance</em> la mortalità delle aziende medio/piccole consente il controllo dei rischi sistemici.</p>
<p>In situazioni di stress un sistema di aiuti statali (il <a href="http://www.fdic.gov">Deposit Insurance Fund</a>, giusto per fare un nome a caso) può intervenire a tamponare l&#8217;eventuale falla di un <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default bancario</a> senza aggravare le tasche di Mr. &amp; Mrs Smith (il contribuente americano). La diversificazione dimensionale comporta alcuni svantaggi.</p>
<p>Perchè l&#8217;idea del nobel sulle asimmetrie informative Stiglitz non è indolore nelle condizioni attuali? Supponiamo l&#8217;istantaneo spin-off di tutte le attività dei maggiori gruppi bancari-assicurativi a stelle e strisce. Occorre ipotizzare almeno due scenari-limite:</p>
<ul>
<li> <strong>Scenario uno: dal gigante ai pochi pesi medi</strong>.<br />
Le attività d&#8217;intermediazione di un grosso istituto spacchettate su <em>5-6 gruppetti</em> specializzati di dimensioni ridotte.<br />
Non tutti i gruppetti sono quotati sul listino (quindi meno scossoni in borsa al primo <em>rumors</em> negativo) ed il mercato del controllo societario è poco efficiente.
</li>
<li> <strong>Scenario due: intermediari grandi quanto un atomo</strong><br />
Una costellazione di banche e intermediari si specializzano su poche attività con volumi modesti. Solo qualcuno è sul listino ed il mercato del controllo è inefficace. La governance senza obbligo d&#8217;informativa perde il ruolo principale.
</li>
</ul>
<p>In nome della diversificazione dimensionale e della tutela delle tasse dei consumatori, Stiglitz aumenta direttamente tutti i costi di transazione: i costi bancari  sono sempre pagati dalla collettivita&#8217; che si rivolge agli intermediari. I costi dei servizi standardizzati possono rimanere su livelli concorrenziali, ma non potendo far leva sui volumi intermediati, schizzerebbero in cielo i costi per i servizi più complessi generalmente legati alla concessione di credito.<br />
<strong>Conclusione n. 1: aumento del costo di accesso al credito</strong>.<br />
In alternativa, minori spese per pratiche istruttorie complesse comportano una diversa (o peggiore) identificazione dei rischi connessi nelle operazioni, aumentando i rischi insiti nel sistema.</p>
<p>Un sistema di banche medie (poche grandi smagrite e tante realtà regionali o locali) aumenta la specializzazione di ognuna e la concorrenza nei servizi/prodotti, incentiva la creazione di &#8220;reti&#8221; e collaborazioni &#8211; mentre distrugge la competitività estera del settore. Bank of America, Citigroup, Jp Morgan e via dicendo sono stati per decenni i grossi player internazionali. La crisi finanziaria non è nata in America &#8211; è un <em>affaire</em> globale che ha interessato settori della finanza più o meno a rischio.<br />
<strong>Conclusione n. 2: comprometterebbe la competitività e la scalabilità degli istituti cardine del sistema finanziario mondiale</strong>.</p>
<p>Alla Casa Bianca dovrebbero tirar fuori una politica protezionistica antistorica sul settore che fa da volano all&#8217;intero sistema economico. Impensabile anche perché il risiko delle fusioni bancarie europee potrebbe ripartire andando a caccia dei migliori intermediari Usa. <strong>Corollario alla conclusione n.2: eliminato un rischio all&#8217;interno del paese per averlo alla porta</strong>.</p>
<p>Il problema del mercato del  controllo degli intermediari ante ipotesi di nazionalizzazione era limitato a pochi elementi di cui si poteva conoscere la <em>governance</em> e procedere alla modifica strutturale delle leggi senza sradicare l&#8217;intero sistema. Per ridurre le dimensioni degli intermediari, la rivoluzione del sistema di corporate governance passa in primo piano. <strong>Conclusione n.3: la rivoluzione della governance è indispensabile in tempi brevissimi &#8211; situazione irrealizzabile</strong>.</p>
<p><!--adsense--></p>
<p>Supponendo di esser riusciti a ridurre le dimensioni, mantenere i vincoli di stabilità e redditività delle aziende bancarie e parabancarie &#8211; come si può evitare di dare i soldi del contribuente alle banche decotte? Meglio lasciar lavorare una banca sana da sola che farle assorbire una banca sull&#8217;orlo del fallimento con i soldi del contribuente. Un esempio concreto per capirci: Unicredit post fusione con Capitalia ha dato il via ad un piano di ristrutturazione aziendale mostruoso che non mina la sua operatività corrente &#8211; ma la aggrava di costi, inefficienze e ritardi che gravano sul ritorno economico dei suoi finanziatori privati. Immaginate la stessa situazione per le banche americane finanziate dal denaro pubblico. A rimetterci sarà lo Stato che ha speso per salvarle.</p>
<p>Chiudiamo con una riflessione sulla necessità di leggi per i <em>titoli tossici</em>.</p>
<ul>
<li>Non tutti i derivati sono tossici</li>
<li>Non tutti fanno male ai bilanci</li>
</ul>
<p><strong>Legiferare eccessivamente sui derivati</strong>, strumenti finanziari nati con finalità di copertura dalle variazioni dei tassi d&#8217;interesse, significa <strong>paralizzare</strong> uno dei <strong>mercati d&#8217;approvvigionamento</strong> delle materie prime per le aziende di credito. E&#8217; pur vero che le perdite potenziali stimate per la crisi finanziaria (4.1 miliardi di miliardi di dollari) si son rivelate ben al di sotto delle realtà anche per colpa degli <em>asset tossici</em> ma l&#8217;unico modo per salvare una banca è farle intermediare su settori stabili e in crescita.</p>
<p><strong>Stiglitz indica</strong> due <strong>vie condivisibili per la ricostruzione</strong>: l&#8217;Europa dell&#8217;Est, dove la domanda in forte crescita ha subito colpi d&#8217;arresto pur rimanendo sede di innumerevoli asset delle banche e i mutui americani. Il problema è solo nei modi e nei tempi. Sforbiciare le dimensioni delle banche non è la soluzione, controllare seriamente la governance può essere una strada. O dobbiamo comprare anche noi <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/28/tesoro-usa-contro-il-jet-aziendale-citigroup.html" rel="nofollow">un jet privato come volevano fare gli ad di Citigroup</a>?</p>
<p>VIA | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/joseph-stiglitz-intervista.shtml?uuid=b21934a4-39a6-11de-81fa-22afe42b0e6a&amp;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <a href="http://www.abi.it/manager?action=show_document&amp;portalId=1&amp;documentId=9727">documenti ABI</a></p>
<hr />
<p>Per maggiori informazioni consultare la  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asimmetrie_informative">teoria sulle asimmetrie informative</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Stiglitz">biografia di Joseph Stiglitz</a>, l&#8217;articolo di Luigi Spaventa sull&#8217;<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000916.html">ipotesi delle <em>bad banks</em></a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costi_di_transazione">teoria sui costi di transazione</a>.</p>
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		<title>5 motivi per credere agli stress test delle banche Usa e 5 per non fidarsi</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/5-motivi-per-credere-ai-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa-e-5-per-non-fidarsi-dei-risultati-apparenti-dei-test-americani.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stai male, sei nella stanza del dottore. Vuoi esser rassicurato che la tua malattia sia identificabile tra quelle curabili dalla medicina attuale. Non vuoi sentirti dire &#8220;saranno necessari ulteriori esami per verificare la situazione&#8221;. Non sopporti altro stress. Questa è la situazione di ogni comune mortale. Questo nella foto invece è il medico delle banche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stai male, sei nella stanza del dottore. Vuoi esser rassicurato che la tua malattia sia identificabile tra quelle curabili dalla medicina attuale. Non vuoi sentirti dire &#8220;saranno necessari ulteriori esami per verificare la situazione&#8221;. Non sopporti altro <em>stress</em>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4026" title="Il medico delle banche americane in crisi " src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/04/tim_geithner_ministro_tesoro_usa.jpg" alt="Il medico delle banche americane in crisi " width="430" height="170" /></p>
<p>Questa è la situazione di ogni comune mortale. Questo nella foto invece è il <strong>medico delle banche americane in crisi</strong> o sull&#8217;orlo del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default</a>. Peccato che le pessime condizioni di salute dei loro bilanci pregiudichino tutto il sistema economico.<br />
<span id="more-4025"></span></p>
<p>Dopo <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/e-il-blog-pubblica-i-pessimi-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa.html">gli annunci-bomba sulla qualità dei risultati dei test  pubblicati da un blog</a> ed il relativo crollo dei mercati, c&#8217;è da fidarsi o no?</p>
<p>Prima di tutto: <strong>cos&#8217;è uno stress-test?</strong> Non è una pratica per banchieri sfatti.. ma è una  complessa stima  della capacità (economica, finanziaria e patrimoniale) dell&#8217;intermediario di sopravvivere (e come) alle condizioni di mercato. E&#8217; un&#8217;analisi che si basa sul calcolo delle variazioni dei principali <em>driver</em> (sia di performance che di bilancio) ipotizzando diversi scenari.  Se sei un &#8220;purista del banchese&#8221;, eccoti un link utile per la <a href="http://intermarketandmore.investireoggi.it/stress-test-come-ti-misuro-lo-stress-di-una-banca-3887.html">definizione di stress test in termini di TCE e Core Tier 1</a>.</p>
<hr /><strong>Perchè credere ai risultati dello stress test?</strong></p>
<p>1. Perchè è l&#8217;<strong>unica via per avere informazioni esaustive</strong> rispetto ai classici bilanci di fine periodo. Anche perché di trucchi per sistemare bilanci ne conosco qualcuno anch&#8217;io che sono appena uno studente sbarbatello. Figuriamoci gli squali della finanza.</p>
<p>2. Perchè il <strong>Ministro del Tesoro sà di doverle salvare tutte</strong> &#8211; dalla più grande istituto multinazionale alla più piccola banchetta locale &#8211; altrimenti crollerebbe il sistema finanziario o partirebbe l&#8217;ennesimo risiko bancario per salvare gli istituti sull&#8217;orlo della bancarotta.</p>
<p>3. Perchè il <em>Tarp</em> (il piano per il salvataggio delle banche <em>stars &amp; stripes</em>) è già costato più di 100 miliardi di dollari all&#8217;amministrazione Obama, che non è disposto a bussare al Congresso per chiedere ulteriori fondi pubblici da destinare alle banche. Impopolare.</p>
<p>4. Perchè, nonostante il fallimento dell&#8217;annuncio del piano di pulizia dei bilanci bancari dagli asset tossici, l&#8217;obiettivo rimane confermato anche per i motivi al punto 2.</p>
<p>5. Perchè qualora le banche fossero sottocapitalizzate rispetto ai rischi in portafoglio, avrebbero comunque sei mesi di tempo per raccoglierlo sul mercato e patrimonializzarsi adeguatamente.<br />
<!--adsense--></p>
<hr /><strong>Perchè non dare fiducia ai risultati degli stress test?</strong></p>
<p>1. Perchè nessun istituto ammetterebbe la <em>mala-gestio</em> senza esserne realmente costretto. Se riuscissero a piovere miracolosamente soldi pubblici (o finanziamenti tramite terze vie) si potrebbero ripulire i risultati almeno per il 4 maggio.</p>
<p>2. Perchè gli istituti più a <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/rischio-default">rischio default</a> e con maggior bisogno di capitale perderebbero depositanti con l&#8217;effetto di corsa agli sportelli e note catastrofiche conseguenze sistemiche annesse.</p>
<p>3. Perchè le <strong>variabili degli scenari con cui sono stati effettuati tali test non rispondo a realtà aggiornata</strong>. La caduta dei prezzi delle case americane considerata tra il 14% e 22% è già del 25%, perchè la disoccupazione non è del 7.7% ma del 7.8% con una contrazione di PIL pari al 2.3% effettivo contro la forbice stimata tra l&#8217;1,9% ed il 2.1% 4. Perchè anche in caso di 6 politico minimo garantito per tutti gli interrogati &#8211; come si distinguerà tra le necessità di capitale urgenti tra un 6+ ed un 6&#8211; senza evitare gli effetti sul pubblico (vedi punto 2.)</p>
<p>5. Percè già qualche analista americano famoso (leggi Meredith Whitney) ha detto che è tutta aria fritta e si rischia l&#8217;insabbiamento delle informazioni.</p>
<hr />Il 4 maggio, giorno in cui saranno resi pubblici i risultati, bisognerà farsi qualche domanda &#8211; non possiamo pensare d&#8217;esser immuni dai fatti d&#8217;oltreoceano. Il mercato finanziario è globale per tutti, anche per chi non ha asset tossici o partecipazioni rischiose in portafoglio.</p>
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		<title>50 banche fuori dal Pattichiari per i costi della governance bancaria</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/50-banche-fuori-dal-pattichiari-per-i-costi-della-governance-bancaria.html</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 13:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il numero di istituti bancari aderenti al consorzio diminuisce da 150 a 100 unità a causa dei nuovi obblighi di governance imposti dallo Statuto del Consorzio Pattichiari, modificato il 31 ottobre 2008. I nuovi &#8220;impegni per la qualità&#8221; rilanciati con le modifiche allo statuto si declinano in 30 iniziative vincolanti ed onerose in termini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero di istituti bancari aderenti al consorzio diminuisce da 150 a 100 unità a causa dei <strong>nuovi obblighi di governance</strong> imposti dallo Statuto del Consorzio Pattichiari, modificato il 31 ottobre 2008.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/logo_pattichiari_banche_conti_correnti.jpeg" alt="Logo Pattichiari" title="Logo Pattichiari" width="430" height="165" class="alignnone size-full wp-image-3636" /></p>
<p>I nuovi &#8220;impegni per la qualità&#8221; rilanciati con le modifiche allo statuto si declinano in 30 iniziative vincolanti ed onerose in termini di costi e risorse umane. Ad annunciare (in sordina) l&#8217;uscita dall&#8217;<a href="http://www.pattichiari.it/inside.asp?id=155">elenco delle banche presenti nella Pattichiari</a> sono gli istituti medi e piccoli.</p>
<p><span id="more-3623"></span> </p>
<p>Con le condizioni attuali, le più piccole soffrono l&#8217;aumento di costi anche se le iniziative sono nate sotto l&#8217;autorizzazione congiunta di Banca d&#8217;Italia, Consob e Commissione Garante per la Concorrenza. Nonostante le uscite, i consumatori possono stare tranquilli perchè <strong>più del 70% degli sportelli nazionali aderisce tuttora al consorzio</strong>.</p>
<p>Come bilanciare le esigenze reputazionali delle piccole con i dettami imposti dal nuovo statuto Pattichiari (<a href="http://www.bnl.it/SupportingFiles/Pattichiari_STATUTO_2008.pdf" title="Statuto della Pattichiari">.pdf</a>) ?<br />
La nuova governance non è più composta solo da rappresentanti delle banche: l&#8217;allargamento a rappresentanti della Società Civile (in primis le Associazioni dei Consumatori) e <em>insigni</em> docenti universitari costa ed inchioda le piccole.</p>
<p>Il sistema &#8220;autoreferenziale&#8221; della Pattichiari sopravvive se popolato da tutti gli istituti bancari; se correliamo l&#8217;aumento dei costi e il danno reputazionale dopo i casi Lehman Brothers si può prospettare un&#8217;ulteriore emorragia degli istituti di medie dimensioni. </p>
<p><strong>Chi subirà il danno? I consumatori</strong> meno informati clienti delle banche fuori dalla lista, quelli che tramite il sito non potranno più confrontare e capire le offerte dei conti correnti e degli altri servizi in vendita nel panorama bancario italiano.</p>
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		<title>Le responsabilità di matematici e fisici nella crisi finanziaria mondiale</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 10:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziarie]]></category>
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		<description><![CDATA[Arruolati dagli intermediari oltreoceano per creare modelli e progettare software in grado di capire l&#8217;andamento del mercato ed operare in autonomia, oggi sono i capri-espriatori dei manager. Poveri scienziati! I matematici e i fisici sono i geni cui spetta il compito di studiare nuove soluzioni, innovare e sviluppare le potenzialità della scienza umana. La finanza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arruolati dagli intermediari oltreoceano per creare modelli e progettare software in grado di capire l&#8217;andamento del mercato ed operare in autonomia, oggi sono i capri-espriatori dei manager. Poveri scienziati!</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/matematica_in_crisi_finanza.jpg" alt="Matematica e Finanza" title="Matematica e Finanza" width="430" height="170" class="alignnone size-full wp-image-3534" /></p>
<p>I matematici e i fisici sono i <em>geni</em> cui spetta il compito di studiare nuove soluzioni, innovare e sviluppare le potenzialità della scienza umana. <strong>La finanza, col suo bieco aspetto, non può solo sfruttarli</strong>. <span id="more-3533"></span></p>
<p>Addossare la responsabilità sociale di parte della crisi agli accademici assunti per continuare a speculare sui mercati trasformando operazioni finanziarie di natura straordinaria in operazioni camuffate più snelle ed ordinarie.</p>
<p>Gli impatti, i rischi, le esposizioni, i movimenti non sono da additare alla scienza. La separazione tra scienza e finanza non può superare i limiti insiti tra teoria e pratica. </p>
<p>Altro aspetto: la complessità dei <strong>sistemi elaborati</strong>  deve esser <strong>alla disposizione di chi possiede le conoscenze analitiche delle conseguenze</strong> e, <em>conditio sinequanon</em>, <strong>conosce gli effetti nel mercato del vicino</strong>.</p>
<p>Non si può operare con strumenti ad altissima complessità ed impatti mondiali quando la percezione delle conseguenze è limitata al proprio orticello (e magari col terrore delle svalutazioni in conto economico come una spada di Damocle).</p>
<p>La <strong>responsabilità della crisi finanziaria</strong>, dei crolli in borsa, delle banche fallite, delle società con problemi di accesso al credito <strong>è unicamente in capo ai manager</strong> che per operare in un mercato saturo di concorrenza hanno portato il sistema al limite di rottura. Ovviamente superato questo, il crollo è stato innegabile.</p>
<p>I governi cambiano, le leggi si modificano, ma la <em>razza padrona</em>, quella che cade sempre in piedi, continua il suo strategico atteggiamento di scaricare le colpe sugli altri. Come può un matematico, avvezzo da una vita solo a numeri e combinazioni, capire gli TUTTI gli effetti che può provare l&#8217;applicazione di un suo sistema quando non sono nemmeno i manager stessi a rendersene conto, visto che guardano solo al loro orticello?</p>
<p>Stavolta l&#8217; autore dell&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/economia-fisica-teoria-polemica.shtml?uuid=55a98e14-0e16-11de-8d17-a3d409d4aa4c&#038;DocRulesView=Libero">articolo del Sole24ore</a> ha veramente scritto qualcosa di discutibile&#8230;</p>
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		<title>Cosa hanno in comune i pescatori islandesi e le investment banks?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/cosa-hanno-in-comune-i-pescatori-islandesi-e-le-investment-banks.html</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 10:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi investment banks]]></category>
		<category><![CDATA[investment bank]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli islandesi hanno un eccessivo appetito per il rischio. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un&#8217;eruzione vulcanica stava per rovinare su una cittadina dell&#8217;isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l&#8217;acqua gelata del mare sulle colate di lava. Incredibilmente gli islandesi vinsero la loro scommessa! Nessuno aveva mai fermato un&#8217;eruzione vulcanica prima d&#8217;allora e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli islandesi hanno un eccessivo <em>appetito per il rischio</em>. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un&#8217;<a href="http://www.xtreme.is/safnahus/?p=200&#038;s=743&#038;i=975">eruzione vulcanica</a> stava per rovinare su una cittadina dell&#8217;isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l&#8217;acqua gelata del mare sulle colate di lava.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3442" title="Barca a pesca!" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/pescatori_mari_del_nord.jpg" alt="Barca a pesca!" width="430" height="180" /></p>
<p>Incredibilmente <strong>gli islandesi vinsero la loro scommessa</strong>! Nessuno aveva mai fermato un&#8217;eruzione vulcanica prima d&#8217;allora e nessuno è più riuscito a farlo. <span id="more-3441"></span></p>
<p>Questo è lo spirito, appassionato e senza paura, degli islandesi che oggi come allora andavano a pescare. La <strong>pesca</strong> era l&#8217;<strong>attività economica principale dell&#8217;Islanda</strong>, poi hanno scoperto le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/investment-bank">investment banks</a>.</p>
<p>I pescatori, in altre parole, sono stati per molti versi simili alle banche d&#8217;investimento americane. Il loro rapporto intenso col mare li ha portati a sovrastimare le riserve ittiche intorno all&#8217;isola, depauperandone il patrimonio marino e impoverendo direttamente loro stessi. Per capire il paragone, date un&#8217;occhiata ad un classico dell&#8217;economia <a href="http://www.econ.ubc.ca/munro/472gord.pdf">&#8220;The Economic Theory of a common property resource: the fishery&#8221; di Scott Gordon</a>.</p>
<p>La sola limitazione alle quantità di pesce pescato non risolve il problema in quanto comporta l&#8217;innalzamento della concorrenza per la pesca e diminuendo i profitti. L&#8217;obiettivo non è far spendere un extra ai pescatori per dotarsi di nuove reti o di imbarcazioni più grandi: il fine è prendere il maggior numero di pesci col minimo sforzo. Per ottenerlo, c&#8217;è bisogno dell&#8217; intervento governativo.</p>
<p>L&#8217;operato del governo salva la pesca islandese, ma non le sue banche. Potremmo fare uno scambio: potremmo trasmettere le nostre conoscenze sul sistema normativo del comparto bancario e gl&#8217;islandesi potrebbero insegnarci a controllare i vulcani.</p>
<p>VIA | <a href="http://freakonomics.blogs.nytimes.com/2009/03/06/what-do-fishermen-and-investment-bankers-have-in-common/">Freakonomics</a></p>
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		<title>Le misure di trasparenza per la vendita di prodotti illiquidi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 15:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando il cliente informato tratta prodotti finanziari standardizzati (azioni, titoli di stato, obbligazioni etc&#8230;) percepisce la maggior parte delle carattteristiche intrinseche. In capo all&#8217;intermediario rimane l&#8217;obbligo di trasparenza sui costi. In fase di proposizione di &#8220;prodotti finanziari illiquidi&#8221;, oltre alla canonica trasparenza ex ante in cui vengono fornite anche raccomandazioni operative e alla trasparenza ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il cliente informato tratta prodotti finanziari standardizzati (azioni, titoli di stato, obbligazioni etc&#8230;) percepisce la maggior parte delle carattteristiche intrinseche. In capo all&#8217;intermediario rimane l&#8217;obbligo di trasparenza sui costi. </p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/trasparenza_bancaria_tutela_investitore_retail.jpg" alt="Trasparenza nell&#039;attività bancaria verso il cliente" title="Trasparenza nell&#039;attività bancaria verso il cliente" width="430" height="178" class="alignnone size-full wp-image-3431" /></p>
<p>In fase di proposizione di &#8220;prodotti finanziari illiquidi&#8221;, oltre alla canonica trasparenza <em>ex ante</em> in cui vengono fornite anche raccomandazioni operative e alla trasparenza <em>ex post</em> (consegna della scheda del prodotto) la <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/consob">Consob</a> raccomanda di scomporre l&#8217;operazione finanziaria nelle sue componenti semplici (<em>c.d unbundling</em>).<span id="more-3432"></span></p>
<p>L&#8217;<strong>operazione di unboundling</strong> permette la semplificazione dell&#8217;operazione che si sta per compiere: il cliente riesce quindi a <strong>comprendere i vari pezzetti del prodotto</strong> che sta per inserire nel proprio portafoglio e <strong>realizzare esattamente l&#8217;ammontare dell&#8217;esborso finanziario</strong>.</p>
<p>In questa fase <strong>l&#8217;intermediario è obbligato a fornire</strong>: il <strong>fair value</strong> del prodotto e <strong>tutti i costi</strong> (compresi quelli a manifestazione differita) che gravano sulle tasche del cliente. Non solo: al cliente deve esser presentato il <strong>valore di smobilizzo dell&#8217;operazione nell&#8217;istante immediatamente successivo alla transazione</strong>, con l&#8217;obbligo di considerare invariate le condizioni di mercato.</p>
<p>Nei casi in cui sono previsti degli obblighi informativi per la tipologia di prodotto, l&#8217;intermediario è obbligato a fornire anche le <strong>modalità di smobilizzo</strong> delle posizioni evidenziando le eventuali difficoltà di liquidazione e dei conseguenti effetti sui costi, tempi d&#8217;esecuzione. </p>
<p>Se l&#8217;intermediario di riferimento è l&#8217;unica fonte di liquidità (o da entità riconducibili allo stesso gruppo) occorre precisare le regole di pricing applicate.</p>
<p>Per permettere una migliore comprensione, da parte del cliente, del profilo rischio-rendimento e dei costi connessi <strong>l&#8217;intermediario è obbligato a fornire nell&#8217;apposito set informativo confronti con prodotti semplici</strong> (prodotti <em>risk free</em> o simili) di analoga durata o dove presenti prodotti succedanei di larga diffusione.</p>
<p>Nella presentazione di strutture di rischio complesse, è utile che l&#8217;intermediario fornisca al cliente diverse analisi di scenario di rendimenti prodotti medianti simulazioni effettuate &#8220;secondo metodologie oggettive&#8221;.</p>
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		<title>Vendita di prodotti illiquidi: Consob impone correttezza e trasparenza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 15:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[TUF - Testo unico della Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;authority italiana per le società e la borsa indica agli intermediari finanziari norme più trasparenti e più corrette per il collocamento al pubblico di obbligazioni bancarie, polizze assicurative e derivati OTC e tutti i prodotto poco liquidi. In pratica la Consob, vista la situazione di tensione finanziaria degli ultimi tempi, legifera su alcuni aspetti già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;authority italiana per le società e la borsa indica agli intermediari finanziari norme più trasparenti e più corrette per il collocamento al pubblico di obbligazioni bancarie, polizze assicurative e derivati OTC e tutti i <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/prodotti-illiquidi">prodotto poco liquidi</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3419" title="Commissione nazionale per le società e la borsa" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/consob_targa.jpg" alt="Commissione nazionale per le società e la borsa" width="430" height="197" /></p>
<p>In pratica la Consob, vista la situazione di tensione finanziaria degli ultimi tempi, legifera su alcuni aspetti già contenuti all&#8217;interno del <a href="http://www.consob.it/documenti/bollettino_pdf/dlgs58_2004.pdf">TUF</a> e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MiFID">MiFID</a> agendo a tutela di chi soffre del <em>gap informativo</em> (la clientela retail) disponendo ulteriori specifiche già predisposte dai due <em>framework</em>. <span id="more-3410"></span></p>
<p>La <a href="http://www.consob.it/documenti/bollettino2009/c9019104.pdf">comunicazione Consob n.9019104 del 2 Marzo 2009 &#8211; Livello 3 Regolamento Intermediari</a> s&#8217;inserisce nel contesto dedicato alle regole di condotta degli intermediari con il preciso scopo di agire &#8220;<em>in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei loro clienti</em>&#8221; (art.19 della MiFID).</p>
<p>L&#8217;Authority fornisce la definizione di prodotti illiquidi:</p>
<blockquote><p>[...] quelli che determinano per l&#8217;investitore ostacoli o limitazioni allo smobilizzo entro un lasso di tempo ragionevole, a condizioni di prezzo significative, ossia tali da riflettere, direttamente o indirettamente, una pluralità d&#8217;interessi in acquisto o in vendita.</p></blockquote>
<p>Da sottolineare che la <strong>condizione di liquidità è presunta per i titoli quotati</strong> sui mercati regolamentati o sui MTF (<em>multi-lateral trading facilities</em>, le piattaforme di negoziazione). Per taluni titoli potrebbe esser assicurata con l&#8217;impegno al riacquisto da parte dell&#8217;intermediario con pricing fissato con gli stessi criteri con cui si è formato nel mercato primario.</p>
<p>Le disposizioni imposte dalla Consob a tutela della clientela retail afferiscono a tre caratteristiche del servizio d&#8217;investimento. Ognuna di esser merita una più ampia trattazione per cui invito chi sia in cerca di consigli prima di investire di dare una letta.</p>
<ol>
<li><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/le-misure-di-trasparenza-per-la-vendita-di-prodotti-illiquidi-imposte-da-consob.html">Misure di trasparenza</a></li>
<li>Presidi di correttezza in relazione alle modalità di <em>pricing</em></li>
<li>Graduazione dell&#8217;offerta e presidi di correttezza in relazione alla verifica d&#8217;adeguatezza/appropriatezza degli investimenti</li>
</ol>
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		</item>
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		<title>Analisi della crisi del credito spiegata in un video di pochi minuti</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/analisi-della-crisi-del-credito-spiegata-in-un-video-di-pochi-minuti.html</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Rischio di credito, di liquidità, crisi finanziarie moderne o evoluzione della crisi del 1929? Per capire la crisi mondiale un video interessante (e breve) renderà meno ostici tutti i concetti economici di cui sentite parlare quotidianamente. L&#8217;economia del credito concesso largamente, lo sfruttamento dei mercati mondiali e degli effetti panico, i mutui e l&#8217;andamento della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rischio di credito, di liquidità, crisi finanziarie moderne o evoluzione della crisi del 1929? Per capire la crisi mondiale un video interessante (e breve) renderà meno ostici tutti i concetti economici di cui sentite parlare quotidianamente.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/spiegare_la_crisi_del_credito.jpg" alt="Spiegare in maniera chiara la crisi del credito" title="Spiegare in maniera chiara la crisi del credito" width="430" height="154" class="alignnone size-full wp-image-3401" /></p>
<p>L&#8217;economia del credito concesso largamente, lo sfruttamento dei mercati mondiali e degli effetti panico, i mutui e l&#8217;andamento della crisi: tutto in un cartoon verde, forse a memoria della vecchia valuta forte americana.<span id="more-3398"></span></p>
<p>Il video comincia così:</p>
<blockquote><p>
<strong>Che cos&#8217;è  la crisi finanziaria? </strong><br />
E&#8217; un fiasco finanziario mondiale che coinvolge termini di cui probabilmente avrai sentito parlare come: mutui subprime, cdo (obbligazioni per coprire vari debiti), mercato del credito bloccato, credit default swaps.</p>
<p><strong>Chi ne è coinvolto ?</strong><br />
Everyone (chiunque!)</p>
</blockquote>
<p>..e man mano racconta con immagini e testo in un inglese molto <em>stars &#038; stripes</em> come si è evoluta la crisi.<br />
Interessante segnalazione per cui ringrazio pubblicamente <em>Giangi</em> blogger di <a href="http://www.locchiodiromolo.it/">L&#8217;occhio di Romolo</a>.</p>
<p><object width="430" height="242"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3261363&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3261363&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"></embed></object></p>
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		<title>Le banche di San Marino non hanno più segreti da paradiso fiscale</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 23:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente la banca centrale di San Marino ha messo fine ai redditizi e blindatissimi segreti bancari chiarendo per iscritto tali informazioni da domani mattina sono subordinate agli obblighi previsti dalle normative di contrasto al terrorismo e ai capitali di provenienza illecita. In pratica le banche di San Marino, gli istituti, le fiduciarie ed i professionisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente la banca centrale di San Marino ha messo fine ai redditizi e blindatissimi segreti bancari chiarendo per iscritto tali informazioni da domani mattina sono subordinate agli obblighi previsti dalle normative di contrasto al terrorismo e ai capitali di provenienza illecita.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/02/san_marino_conto_in_banca.jpg" alt="San Marino" title="San Marino" width="430" height="194" class="alignnone size-full wp-image-3310" /></p>
<p>In pratica le banche di San Marino, gli istituti, le fiduciarie ed i professionisti dovranno allinearsi ai comportamenti tenuti da tutti gli altri operatori dell&#8217;area euro. Stapperanno calici di champagne nelle sedi della Guardia di Finanza. Bene così !<span id="more-3309"></span></p>
<p>Vita dura per i furbetti che hanno esportato &#8211; legalmente ma con finalità di riduzione del peso fiscale &#8211; capitali sul monte Titano.</p>
<blockquote><p>gli operatori sammarinesi che si rapporteranno con soggetti esteri (cioè più o meno tutti) dovranno rinunciare al loro impenetrabile segreto bancario e comunicare – se richiesti – <!--more-->generalità, documenti di identità, codici fiscali, numeri e intestatari di assegni, numeri di serie delle banconote, cioè tutto quanto serve a smascherare furbetti, evasori fiscali, criminali e quanti altri hanno finora usato la comoda San Marino come paradiso fiscale.</p></blockquote>
<p>&#8221;</p>
<p>Per maggiori approfondimenti sul tema consiglio vivamente la lettura dell&#8217;articolo sul <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/02/san-marino-addio-segreto-bancario.shtml?uuid=c5a49a8a-f5fa-11dd-b959-e2b750068d43&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <strong>godete </strong>! </p>
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		<title>Da grande voglio fare il banchiere in una superbanca americana</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/voglio-fare-il-banchiere-in-una-superbanca-americana.html</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 00:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltreoceano non accennano a fare una cosa, la fanno decisamente meglio di come potremmo impostare noi europei. Hanno un approccio diverso, un&#8217;etica di gigantismo oltremodo, di crescita continua. Da grande voglio fare il banchiere di una mega istituzione finanziaria americana, così posso mandarla ko mentre continuo a starmene tranquillamente in panciolle. Nessuno mi manderà a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltreoceano non accennano a fare una cosa, la fanno decisamente meglio di come potremmo impostare noi europei. Hanno un approccio diverso, un&#8217;etica di gigantismo oltremodo, di crescita continua.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/01/suggere_banca.jpg" alt="Suggere" title="Suggere" width="430" height="191" class="alignnone size-full wp-image-3222" /> Da grande voglio fare il banchiere di una mega istituzione finanziaria americana, così posso mandarla ko mentre continuo a starmene tranquillamente in panciolle. Nessuno mi manderà a casa, tutti i miei fedelissimi del <em>board administration</em> m&#8217;adorerano.<span id="more-3219"></span></p>
<p>Capisco il rammarico degli <em>ad</em> di Citigroup per il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/chi-andra-a-guantanamo-i-terroristi-di-al-queda-o-i-banchieri-americani.html">mancato acquisto dell&#8217;aereo privato</a>, d&#8217;altronde, poveretti ecco quanto è realmente il loro stipendio. Una sintetica completa tabella-stipendi dal <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/01/banche-manager/crisi-banche-manager-sintesi.shtml?uuid=e024f3a8-eed6-11dd-9c9c-821838d16869&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a>.</p>
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		<title>Chi andrà a Guantanamo? I terroristi di Al Queda o i banchieri americani?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 15:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obama afferma di voler chiudere la prigione di Guantanamo, mente qualche sostinitore la politica del giovane presidente chiede una rotazione dei reclusi. D&#8217;altronde la devono provare tutti, o no? I terroristi sono pericolosi per le vite umane, i banchieri stra-ricchi delle più grosse banche Usa idem. L&#8217;ultima minchiata l&#8217;hanno fatta nei palazzi di Citigroup, colosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obama afferma di voler chiudere la prigione di Guantanamo, mente qualche sostinitore la politica del giovane presidente chiede una <strong>rotazione dei reclusi</strong>. D&#8217;altronde la devono provare tutti, o no?</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/01/guantanamo_banche_usa.jpg" alt="Guantanamo?" title="Guantanamo?" width="430" height="190" class="alignnone size-full wp-image-3203" /></p>
<p>I terroristi sono pericolosi per le vite umane, i banchieri stra-ricchi delle più grosse banche Usa idem. L&#8217;ultima <em>minchiata</em> l&#8217;hanno fatta nei palazzi di Citigroup, colosso americano innaffiato di liquidità pubblica per evitare la catastrofe. Avevano bisogno di un <em>jet</em> e&#8230;<span id="more-3197"></span> giustamente hanno pensato di comprarsene uno per appena 50 milioni di euro.</p>
<p>Peccato che quei verdoni siano un cinquantesimo dei 48 miliardi di dollari pubblici. Insomma anche lì giocano a fare i furbetti. E&#8217; francamente scandaloso che questi manager super-pagati vivano in un mondo separato da quello reale anche perché gli istituti di credito sono i massimi responsabili di recessione e crollo dell&#8217;attività economica USA.</p>
<p>I subprime, tanto per tirar fuori un noto argomento, li hanno accesi e cartolarizzati loro. <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/e4093646-eca6-11dd-a534-0000779fd2ac.html?nclick_check=1">Il Ministero del Tesoro Usa ha detto NO all&#8217;aereo per Citigroup</a>, andate con quello degli altri, pagando un volgarissimo biglietto di prima classe.</p>
<p>A quando un bel biglietto per la prigione dai pigiami arancioni?!?<br />
E oggi casualmente, all&#8217;annuncio di una <em>bad bank</em> che ingoi tutti i titoli tossici emessi dagli istituti scellerati, i titoli finanziari son schizzati all&#8217;insù. </p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Unicredit finanzia al 100% impianti fotovoltaici con incentivi statali</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/unicredit-finanzia-al-100-gli-impianti-fotovoltaici-con-incentivi-statali.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 22:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siciliani, se avete spazio in giardino, costruire un gazebo per produrre energia pulita non sarà più un problema: il gruppo italiano Unicredit sarà ben lieto di assistervi (e finanziarvi) nell&#8217;impresa di montare ben 14 pannelli policristallini. Struttura standard, 25metri quadrati, per un impianto fotovoltaico in grado di produrre mediamente 12-13kwh. Niente male, per esser energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siciliani, se avete spazio in giardino, costruire un gazebo per produrre energia pulita non sarà più un problema: il gruppo italiano Unicredit sarà ben lieto di assistervi (e finanziarvi) nell&#8217;impresa di montare ben 14 pannelli policristallini.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3142" title="Logo Unicredit Group" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/01/logo_unicredit_group.jpg" alt="Logo Unicredit Group" width="430" height="150" /> Struttura standard, 25metri quadrati, per un impianto fotovoltaico in grado di produrre mediamente 12-13kwh. Niente male, per esser energia rinnovabile, a costo zero e soprattutto installata tramite finanziamento statale. <span id="more-3141"></span></p>
<p>Per adesso esclusivamente sarà possibile solo in <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/sicilia">Sicilia</a> &#8211; d&#8217;altronde è la regione con maggiore irraggiamento &#8211; e dove sono destinati i finanziamenti dello stato. Nei giardini, nelle case rurali, nelle piazze, nelle aziende, nelle ville e nei castelli di 18mila siciliani potrà esser montato questo <a rel="lightbox" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Tecnologia%20e%20Business/2009/01/gazebo-energia-pulita--324x230.jpg?uuid=89f07dce-e7e0-11dd-aed1-e692b9d9e3fd">gazebo</a> al fine di rendere meno salata la bolletta energetica.</p>
<p>Condomini, enti e privati possono presentare domande (e altre scartoffie) per progetti fino a 300.000 euro &#8211; Unicredit fornirà un mutuo chirografario o ipotecario a seconda dei casi: durata di 15 anni per mutuo chirografario fotovoltaico contro i 20 anni per l&#8217;ipotecario. É interessante notare che non ci sono spese istruttorie per accendere il finanziamento.</p>
<p>Forse un po&#8217; elevato il tasso d&#8217;interesse: tuttavia oggi avere Euribor 3 mesi + 0,75% di spread per la banca conviene molto visto che il fixing del tasso è relativamente basso (2,25% fonte <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/01/euribor-interbancario-bce-tassi.shtml?uuid=b79cdfca-e87f-11dd-9dce-385c7e822784&amp;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a>). Per maggiori informazioni consultate direttamente il sito dell&#8217; <a href="http://www.unicreditbanca.it/it/imprese/finanziamenti/mediolungotermine/?idc=4943">Unicredit</a> alla pagina dedicata ai finanziamenti.</p>
<p>A quando nel Lazio?<br />
Ho tutta la terrazza da far coprire&#8230;</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Triste Natale in Spagna: meno finanziamenti al terzo settore</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/triste-natale-in-spagna-meno-finanziamenti-al-terzo-settore.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 10:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Natale siamo tutti più buoni, tranne qualcuno in nome della stabilità del sistema. Il Babbo Natale iberico ridurrà i finanziamenti per le opere di interesse collettivo per evitare l&#8217;esplosione del default bancario spagnolo. Sarà colpa della crisi, ma la cintura va stretta. La banca centrale madrilena, il Banco de España, per mantenere la solidità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale siamo tutti più buoni, tranne <em>qualcuno</em> in nome della stabilità del sistema. Il Babbo Natale iberico ridurrà i finanziamenti per le opere di interesse collettivo per evitare l&#8217;esplosione del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/rischio-default">default</a> bancario spagnolo.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/babbo_natale_avaro_spagna.jpg" alt="Triste Natale per la Beneficienza Spagnola" title="Triste Natale per la Beneficienza Spagnola" width="430" height="193" class="alignnone size-full wp-image-2937" /></p>
<p>Sarà colpa della crisi, ma la cintura va stretta. La banca centrale madrilena, il Banco de España, per mantenere la solidità degli intermediari ha chiesto alle casse di risparmio di ridurre in bilancio il peso delle iniziative per il sociale, spingendo verso il consolidamento della situazione patrimoniale. <span id="more-2938"></span></p>
<p>Gli statuti delle <em>cajas</em>, gli istituti più esposti alla difficile congiuntura economica e all&#8217;esplosione della bolla immobiliare (per cui esisteva il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/anche-il-settore-immobiliare-in-spagna-e-a-rischio-default.html">rischio default in Spagna</a>), prevedono  l&#8217;obbligo di finanziaria opere di interesse collettivo: nell&#8217;ultimo esercizio l&#8217;intero settore aveva stanziato più di 1,8 miliardi di euro.</p>
<p>Nel prossimo futuro, le <em>cajas</em> dovranno pensare più a loro stessi che a far beneficenza; i banchieri centrali spagnoli hanno già allertato tutto il settore per le difficoltà del 2009 e invocano ogni misura pur di preservare la solvibilità (e la fiducia) dell&#8217;intero settore. Il taglio dei fondi per il sociale, in queste situazioni, è una delle misure valide. </p>
<p>A mali estremi, estremi rimedi.<br />
A dimostrazione che il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terzo_settore">terzo settore</a>, va a gambe all&#8217;aria sempre e comunque per primo.</p>
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		<title>La paga dei padroni: maxi tagli agli stipendi di tre manager di UBS</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le conseguenze della crisi dei mutui subprime si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008. L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le conseguenze della <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziaria">crisi dei mutui subprime</a> si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/ubs_bank_logo.gif" alt="Unione delle Banche Svizzere" title="Unione delle Banche Svizzere" width="430" height="167" class="alignnone size-full wp-image-2397" /></p>
<p>L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i “malcapitati” si annovera il presidente Marcel Ospel, l’ex vice presidente Stephan Haeringer e l’ex direttore finanziario Marco Suter.<span id="more-2396"></span></p>
<p>I 33 milioni di euro non sono nemmeno un paliativo per la banca svizzera: le perdite derivate dal problema dei subprime ammontano infatti ad almeno 100 volte il risparmio conseguito: 40 miliardi di dollari solo nel 2008. Quest’operazione deontologica dovrebbe esser seguita in Italia almeno per il biennio 2008-2009: sarebbe una pratica apprezzata e generalmente condivisa.</p>
<p>Sarebbe anche un’ottima pubblicità, anche se è prevedibile sin d’ora che gli stipendi, i bonus ed i benefit degli anni successivi saranno sicuramente incrementati con sistemi extra, giusto per recuperare i mancati guadagni del 2008..</p>
<p>Sebbene sia impossibile arginare il fenomeno, possiamo informarci in materia dando una letta al libro: “La paga dei Padroni” di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti. Si parla di super-stipendi dei manager, confindustria, e cosi via…</p>
<blockquote><p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/11/la_paga_dei_padroni.jpg" align="left" />Sapete a quanto ammontano gli stipendi di alti dirigenti, manager di primo piano, banchieri, imprenditori di punta del nostro Paese?</p>
<p>Cifre da capogiro che è difficile anche immaginare prima di avere letto questo libro denuncia dei giornalisti Gianni Dragoni, inviato de “Il Sole 24 Ore”, e Giorgio Meletti, responsabile della redazione economica del Tg La7. Un libro che &laquo; si propone di entrare in un mondo che solitamente predilige il segreto… che ama farsi scudo del latinorum della finanza, fatto di parole inglesi roboanti, di fronte alle quali è difficile non sentirsi inadeguati.&raquo;</p></blockquote>
<p><strong><br />
IMPORTANTE AVVERTENZA AL LETTORE</strong><br />
Prima di darvi alla lettura, procuratevi un buon digestivo che non irriti il vostro stomaco, tanta pazienza, moltissima voglia di non arrabbiarsi e ancor più ottimismo. Altrimenti dopo la terza pagina capirete quanto ogni giorno si stava meglio quando non eravamo a conoscenza di certe informazioni.</p>
<p>FONTI | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/11/ubs-manager-bonus-taglio.shtml?uuid=7b169068-bb08-11dd-a2fd-575857747b1d&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_01/banche_svalutazioni_63857bde-ffbb-11dc-be96-00144f486ba6.shtml">Corriere.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ante-crisi all&#8217;italiana e i troppi correntisti allo sportello</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/ante-crisi-allitaliana-e-i-troppi-correntisti-allo-sportello.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/ante-crisi-allitaliana-e-i-troppi-correntisti-allo-sportello.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno le borse cadono a picco, non c&#8217;è un titolo che sia meno volatile degli altri e i pezzi grossi della politica cominciano a spararle grosse pur di fermare la silente corsetta agli sportelli, primo acceleratore di un diffusa percezione di timori. Non arriveremo al panico totale. E rimbalzano le notizie su Wikio &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno le borse cadono a picco, non c&#8217;è un titolo che sia meno volatile degli altri e i pezzi grossi della politica cominciano a spararle grosse pur di fermare la silente corsetta agli sportelli, primo acceleratore di un diffusa percezione di timori. Non arriveremo al panico totale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1656" title="panic_button" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/panic_button.jpg" alt="" width="430" height="162" /></p>
<p>E rimbalzano le notizie su <a href="http://www.wikio.it/sponsors/crisi_finanziaria?c=1">Wikio &#8211; Crisi Finanziaria</a> cosÃ¬ come sui vari media. Fonti interne e riservate da un grosso istituto italiano mi raccontavano qualche giorno fa di un consistente numero di risparmiatori in fila allo sportello per farsi restituire, in contanti o in assegni, i propri soldi depositati.<span id="more-1654"></span><strong>Mai errore fu piÃ¹ grave perchÃ¨ le BANCHE ITALIANE NON POSSONO FALLIRE !</strong></p>
<p>La storia dei depositi garantiti fino a 103mila euro ha scatenato una serpeggiante paura di non rivedere i propri quattrini. Ma avete proprio bisogno di 104mila euro in contanti oggi? <strong>Le banche italiane non posso fallire</strong>, sono solo 7, non sono 300 come in America, dove il fallimento di una non compromette l&#8217;intero sistema. <strong>La fiducia è la base di questo sistema</strong>. Se gliela negate, vi negherà  lui stesso i soldi.</p>
<blockquote><p>Possiamo dire tranquillamente che i correntisti possono dormire sonni tranquilli, in quanto in caso di fallimento e liquidazione di una banca sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Deposti.</p>
<p>Ma soprattutto, l&#8217;eventualità  di un <strong>fallimento di una banca commerciale</strong> è piuttosto <strong>remota</strong>: la strada percorsa è sempre stata quella della vendita forzata ad un altro soggetto (a volte, di fatto la cessione del passivo si fa direttamente al concorrente più vicino), che subentra quindi alla banca in difficoltà  come controparte.</p></blockquote>
<p>In pratica dall&#8217;oggi al domani cambia l&#8217;insegna della filiale, ma clienti, dipendenti e rapporti proseguono tranquillamente sotto un&#8217;altra egida.</p>
<h3>COSA CAMBIA?</h3>
<p>Non mi fido dello psiconano ma state tranquilli che Unicredit se svaluta attivitÃ  (crediti cartolarizzati, in particolare) per 700milioni di euro è ancora molto stabile. Le restanti sono limitatamente esposte ai casini di mezzomondo (borsa esclusa). Il fallimento di una banca provoca problemi di stabilitÃ  nel sistema finanziario intero e provoca una furibonda corsa agli sportelli. Queste continue voci non fanno bene al sistema, costretto a spostare ulteriore liquiditÃ  per ridarvela.</p>
<p>Ma che ci dovete fare con i soldi sotto al materasso? PerchÃ¨ dovete esporvi al rischio che vi freghino i risparmi? Lasciateli in banca, sul conto corrente o piuttosto titoli liquidi. Ma non ve li portate a casa. Aumentate soltanto i problemi al sistema finanziario e mettete in pericolo la vostra sicurezza.</p>
<p>Ditelo a vostra nonna.<br />
Ditele di lasciare la pensione sul conto.<br />
Nessuno gliela toccherà  e facciamo passare questo barbaro metodo anti crisi di corsa allo sportello!</p>
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		<title>Taglio dei tassi d&#8217;interesse: -0,50% di pura cooperazione internazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 12:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BCE taglia i tassi dello 0,50% passando da 4,25% a 3,75% così come la Banca Centrale d&#8217;Israele. La Banca d&#8217;Inghilterra annuncia di ricomprarsi mezzo sistema finanziario britannico per evitare di farlo crollare e far correre agli sportelli i sudditi della regina d&#8217;Inghilterra. In concomitanza, la Fed opera il suo taglio a e ne prospetta un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BCE taglia i tassi dello 0,50% passando da 4,25% a 3,75% così come la Banca Centrale d&#8217;Israele. La Banca d&#8217;Inghilterra annuncia di ricomprarsi mezzo sistema finanziario britannico per evitare di farlo crollare e far correre agli sportelli i sudditi della regina d&#8217;Inghilterra.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1619" title="BCE" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/bce_cooperazione_internazionale.jpg" alt="" width="430" height="175" /></p>
<p>In concomitanza, la Fed opera il <em>suo</em> taglio a e ne prospetta un altro per fine mese. Bene finalmente si agisce tutti insieme e si coopera a risolvere &#8216;sto problemino. Piccolo particolare: i 1.400 miliardi di dollari che saranno impiegati per salvare il sistema finanziario stavolta li pagano i contribuenti, ma la prossima?<span id="more-1618"></span>E&#8217; la peggior crisi dal 1929, Ã¨ la prima volta che tutte le istituzioni collaborano insieme e stanno salvando una serie di banche di una lista destinata ad allungarsi.</p>
<p>Con i soldi dei risparmiatori però. Infatti i mercati non gioiscono &#8220;rimbalzando&#8221; l&#8217;effetto e non registrano segnali interessanti: <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/milano">Milano</a> limita le perdite così come le altre piazze mondiali perchè si crede sia l&#8217;ennesima manovra-tampone. Non per fare il &#8220;signor-so-tutto-io&#8221; ma qui i colletti bianchi che comandano devono sbrigarsi a migliorare il corpus legislativo che permette loro l&#8217;uso smodato della leva finanziaria.</p>
<p>L&#8217;Italia si salva perchè le banche stra-patrimonializzate non hanno problemi di liquidità che invece oltreoceano è stata uno degli acceleratori della crisi. In Irlanda, tanto per fare un esempio, la legge prevedeva di mantenere &#8220;liquidi&#8221; solo il 90% dei depositi sotto i 20mila euro. Un limite troppo basso che in situazioni del genere ha messo in crisi le banche di Grafton Street. In Italia, il limite è ben più alto e siamo salvi. Per ora. Visto che in sede Ecofin si parla di alzarlo a 50mila (contro gli auspicati 100mila) per i casi di default della banca.</p>
<p>Intanto l&#8217;interbancario italiano (così come quello europeo) è fermo. Nessuno si fida più dell&#8217;altro. &Egrave; ora che i banchieri centrali mostrino di fidarsi e prestarsi soldi tra loro. Altrimenti il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/credit-crunch">credit crunch</a> è solo rimandato di qualche mese da queste manovre sui tassi. Gioite poco e shortate molto.</p>
<p>Per ulteriori info: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/10/taglio-tassi-banche-centrali.shtml?uuid=fc725110-9529-11dd-9b8d-da03312c4e95&amp;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a></p>
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		<title>Offerte per neolaureati in Economia e Finanza. Ne troveremo ancora?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 10:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali speranze può nutrire un neolaureato in &#8220;Gestione degli intermediari, finanza internazionale e risk management&#8221; ? Con l&#8217;ondata di licenziamenti in tutto il mondo, molti sono a spasso senza lavoro perchè pagano gli errori dei grandi uomini seduti nei consigli d&#8217;amministrazione. Studiamo operazioni di finanza straordinaria, problemi connessi ai rischi sistemici, gli accantonamenti patrimoniali per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali speranze può nutrire un neolaureato in &#8220;<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/gefir">Gestione degli intermediari, finanza internazionale e risk management</a>&#8221; ? Con l&#8217;ondata di licenziamenti in tutto il mondo, molti sono a spasso senza lavoro perchè pagano gli errori dei grandi uomini seduti nei consigli d&#8217;amministrazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1616" title="Quale futuro per i neolaureati in settori finanzari?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/omino_della_finanza.gif" alt="" width="430" height="185" /></p>
<p>Studiamo operazioni di finanza straordinaria, problemi connessi ai rischi sistemici, gli accantonamenti patrimoniali per i rischi di mercato, rischi di credito coltivando la speranza di un posto di lavoro. Lo troveremo? Probabilmente si, ma quanto durerà ? <span id="more-1614"></span> Un lavoro a 6 zeri non lo voglio se dura meno di un mese! Meglio prendere uno stipendio di un milionesimo e non rischiare. La crisi finanziaria non aiuta i giovani. Non guarda in faccia a nessuno.</p>
<p>Serve a qualcosa laurearsi in finanza? Come faccio a continuare gli studi &#8220;tranquillo&#8221; di trovare una stabilità  o di lavorare con una mezza certezza. <a href="http://blog.panorama.it/economia/2008/10/07/i-riciclati-di-wall-street-una-vita-nuova-dopo-il-crac/">Panorama</a> racconta di come si sono reinventati il lavoro tutti gli ex-dipendenti di Lehman Brothers e di molte altre. Unicredit (fonte Sole24ore di ieri) taglierà  700 posti nell&#8217;<em>investment banking</em>. Son convinto che la crisi durerà  (nei suoi effetti più  reconditi) molto a lungo. Il credit crunch si farà  sentire, i mutui schizzeranno alle stelle.</p>
<p>Cosa me ne faccio dell&#8217;esser &#8220;esperto di investment banks&#8221; se poi le banche d&#8217;investimento non ci sono? Quest&#8217;università  mi ha formato. Ora mi reinvento qualcosa. Forse mi conviene fare il blogger?</p>
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		<title>Investment banks Usa: è sbagliato il modello di banca o la strategia?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 13:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le borse mondiali sono più volatili del solito e nonostante il rimbalzo-record di ieri nel weekend bisogna frenare gli entusiasmi. Aig è stata salvata perchè deteneva quasi un monopolio di fatto (viste le dimensioni eÂ le connessioni con gli altri operatori) per il settore assicurativo americano e mondiale. Salvare Aig è stato praticamente un dovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le borse mondiali sono più volatili del solito e nonostante il rimbalzo-record di ieri nel weekend bisogna frenare gli entusiasmi. Aig è stata salvata perchè deteneva quasi un <em>monopolio di fatto</em> (viste le dimensioni eÂ  le connessioni con gli altri operatori) per il settore assicurativo americano e mondiale. Salvare Aig è stato praticamente un dovere del Governo Usa per salvaguardare la stabilità  del sistema e degli assicurati stessi in via ben più residuale.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/crisi-finanziaria-delle-investment-banks-usa-e-sbagliato-il-modello-di-banca-o-la-strategia.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1147" title="Cosa succede col salvataggio di Aig e di Merril Lynch? Chi affonda?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/effetti_salvataggio_aig_e_altre_investment_banks.gif" alt="" width="430" height="128" /></a></p>
<p>I dipendenti che vedete nella foto, giovincelli giocatori del blasonato Manchester United possono tirare un sospiro di sollievo. I 28 milioni di sponsorizzazione per il 2008-2009 dovrebbero arrivare. A penare invece sono i dipendenti delle investmente banks, i Lehman Brothers in particolare, i quali sono stati avvisati tutti via email pochi giorni fa &#8220;prendete lo scatolone e (con ordine) uscite. Buona fortuna&#8221;. In tutto questo chi ha sbagliato? Chi paga uscendo dal mercato? <span id="more-1145"></span></p>
<p><strong>Chi paga il conto della crisi finanziaria mondiale?</strong><br />
<em>Hanno pagato</em> i dipendenti delle societÃ  fallite e <em>gli investitori</em>, soprattutto quelli piÃ¹ esposti. In Italia il fenomeno Ã¨ molto limitato, visto che le polizze con LHM non erano diffuse come quelle di Cirio o di Parmalat che nonostante tutto erano appena 125 milioni di euro contro i 600 miliardi di dollari del colosso americano.</p>
<p><strong>Ok, chi pagherÃ  in futuro?</strong><br />
Le banche d&#8217;investimento ed i fondi hedge ovvero tutte le strutture finanziarie che hanno fatto ricorso alla leva finanziaria in modo troppo aggressivo. Le investment banks hanno sbagliato strategia per esser delle banche d&#8217;investimento. Rischiare Ã¨ giusto, ma non si puÃ² navigare nell&#8217;oceano dei rischi con una protezione minima dovuta all&#8217;eccessiva necessitÃ  di crescita con operazioni sbagliate. Lehman in particolare Ã¨ sempre stata un intermediario del <em>fixed income</em>* e passare in modo aggressivo verso altri settoriÃ¨ costato caro.<br />
<strong><br />
Investment banks: l&#8217;errore Ã¨ nel modello di banca o nelle strategie adottate?</strong><br />
Il modello organizzativo delle banche d&#8217;affari non Ã¨ sbagliato in sÃ©. L&#8217;errore Ã¨ nato per come Ã¨ stato messo in pratica. A testimonianza ricordo che una ad una le banche d&#8217;investimento piÃ¹ grosse Usa si stanno facendo comprare dalle piÃ¹ solide banche commerciali. L&#8217;ultimo caso Ã© quello di Merril Lynch, confluita dentro il grande gruppo di Bank of America, solida (ed enorme) banca commerciale che non Ã¨ esposta proporzionalmente agli stessi rischi.</p>
<p>Merril Lynch, in pratica, ha configurato un&#8217;attivitÃ  molto rischiosa che va a &#8220;coprirsi&#8221; in questo periodo nero, sotto l&#8217;ala di Bank of America. Il matrimonio conviene ad entrambe per diversificare e salvarsi.</p>
<p><strong>Come avrebbero dovuto fare per evitare di stare in mezzo ai guai?</strong><br />
Costituire delle riserve liquide e disponibili molto cospicue che avrebbero potuto fungere dare un po&#8217; di respiro. Dimunire il <em>leverage</em> Ã¨ facile a dirsi, dopo.</p>
<p><strong>Se la risposta è così semplice, perchè quando ha cominciato a tirare una brutta aria non l&#8217;hanno fatto?</strong><br />
Perchè i subprime dell&#8217;estate 2007 già avevano provveduto a far esplodere la bolla sui mercati: quindi trovare capitali da Agosto in poi è sempre stato più difficile con escalation crescente fino al fallimento.<br />
La degenerazione del credito in portafoglio è aumentata e&#8230; crack !</p>
<p><strong>C&#8217;è crisi nei mercati. C&#8217;è poca fiducia.</strong><br />
E pure ieri il messaggio dell&#8217;Amministrazione Usa di far un mega piano di salvataggio ha fatto esplodere i mercati: basta un annuncio per far salire la fiducia. Certo i massimi toccati venerdÃ¬ potrebbero non replicarsi nella prossima settimana.</p>
<p><strong>La crisi coinvolgerà  solo le banche d&#8217;investimento o si estenderà  ai fondi speculativi che nelle ultime settimane hanno mostrato un&#8217;inversione di tendenza nella raccolta?</strong><br />
La crisi ha fatto uscire dal mercato chi non ha impiegato un&#8217;ottima strategia. Alcuni Hedge Fund spariranno perchÃ© l&#8217;eccesso di volatilitÃ  dei prezzi e la totale incertezza anche sui mercati future ha giÃ  messo in crisi diverse strutture.</p>
<p><strong>Se cala il numero degli speculatori non è un guaio, vero?</strong><br />
Per l&#8217;umanità  intera è un bene. Per qualcuno magari no. Anzi diversi risparmiatori ringraziano.</p>
<p><strong>La crisi è finanziaria ed americana, però l&#8217;Europa cresce poco e l&#8217;Italia è in recessione. Che effetti ci saranno sull&#8217;economia reale?</strong><br />
In situazione patologiche il sistema creditizio è il primo che chiude i cordoni della borsa. Non solo. La velocità  della finanza è almeno 365 volte maggiore dell&#8217;economia reale. Quello che un trader fa con una telefonata, il sistema-impresa lo fa con un piano industriale anche decennale. Gli effetti peggiori sul sistema si vedranno tra qualche anno.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
* strumenti finanziari a &#8220;reddito fisso&#8221;, per natura meno aleatori con flussi piuttosto stabili nel tempo.</p>
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		<title>La deroga al Mark-to-market in periodo di crisi aumenta i rischi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 12:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi &#8220;catastrofici&#8221; che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un articolo sul Sole24ore dai contorni meritevoli di un post complesso. Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi &#8220;catastrofici&#8221; che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/zingales-mark-to-market_PRN.shtml">articolo sul Sole24ore</a> dai contorni meritevoli di un post complesso.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1006" title="Addio al sistema Mark to Market?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/addio_al_mark_to_market.gif" alt="" width="425" height="130" /></p>
<p>Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e Freddie Mac, le due semistatali oligopoliste alla Cournot dell&#8217;intero mercato mutui a stelle e strisce stato un chiaro segnale (<em>di convenienza per il proprio bilancio</em> ndr) all&#8217;economia americana. Il governo interviene. Lehman Brothers invece è stato lasciato affondare da solo non perchè non appartenesse ma per limitare l&#8217;idea malsana* che una cura locale sul colosso mondiale potesse continuare a far sopravvivere tutti. Non solo. <span id="more-1002"></span></p>
<p>L&#8217;uso della leva finanziaria in modo troppo pesante ha scatenato la debt deflation*. ok è vero, ma perchè è tutto andato in perdita? Perchè i subprime l&#8217;anno scorso e gli altri fallimenti a catena quest&#8217;anno? C&#8217;è troppo rischio per il patrimonio stimato e soprattutto troppi strumenti di raccolta (e impieghi) straordinari vengono usati come sistemi ordinari.</p>
<p>E qui Zingales tira fuori l&#8217;idea: visto che il principio del mark-to-market non funziona, facciamo un&#8217;eccezione e leviamolo. E qui mi viene da pensare, perchè? Non cambia mica la situazione? Anzi, peggiora, visto che le perdite aumentano dal momento che valutando al costo storico (o a quello ammortizzato) e non più ad un <strong>fair value</strong> voluto al mark-to-market ci si trova in mano con dei pezzi di carta straccia?</p>
<p>Facciamo un esempio pratico: l&#8217;azienda bancaria eroga prestiti in mezzo mondo e prende le dovute garanzie. Quei prestiti vanno ovviamente seguiti e monitorati dall&#8217;azienda con la continuità  e la disponibilità  di maggiori informazioni di cui dispone. I mercati finanziari nel valutare il futuro di quell&#8217;azienda usano la stessa quotidiana e puntuale perizia, ma sulla base delle informazioni disponibili. Se però l&#8217;attività  (il prestito di cui sopra) dopo la crisi viene ancora valutata al valore contrattuale con cui era stato emesso tempo fa, il principio di trasparenza e correttezza verso <em>stakeholder</em>, <em>shareholder</em> e <em>claimholder</em> svanisce.</p>
<p>Se poi si rinunciasse a questo sano principio in base ad una deroga concessa a livello di sistema, avremmo il cataclisma: tutti in mano avrebbero carta straccia (cioè titoli non espressivi del valore intrinseco) a livello di sistema. Quindi da una bolla ed una cancrena locale si passerebbe ad uno sfacelo di tutto il sistema.</p>
<p>Con l&#8217;occasione ricordo che il problema del contagio non è dovuto all&#8217;apertura internazionale degli scambi, quanto piuttosto alla volontÃ  degli intermediari di esporsi: già  tempo fa si era capito che la solvibilità  di alcuni istituti europei dipendeva in parte anche dall&#8217;affidabilità  di un artigiano americano (vedi il problema dei subprime). Quindi se evitiamo le scottature di tante bollenti di chi le detiene in portafoglio, sarebbe di buon auspicio per la stabilitÃ  e la riprese se evitiassimo ancor di più l&#8217;evenienza di avere bilanci al limite del &#8220;trucco&#8221;.</p>
<p>Concludo affermando la necessità  di ulteriori delucidazioni in materia, ma Luigi Zingales taglia corto e lascia il lettore a dire &#8220;mah&#8230;&#8221;. Ad ogni modo quest&#8217;uomo o l&#8217;ha spiegata male o non la racconta come mi piace sentirla.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>* per le sorti dell&#8217;economia e le tasche dei contribuenti <em>stars and stripes</em>.</p>
<p>** la debt deflation è una situazione in cui le garanzie utilizzate per assicurare un prestito (o una qualsiasi altra forma di debito) perdono di valore. Questo ovviamente + molto pericoloso per chi ha concesso prestiti, in quanto si ritrova con la carta straccia in mano (e dovrÃ  quindi ristrutturare il debito). Questa situazione è meglio conosciuta come &#8220;collateral deflation&#8221; (collateral=garanzia).</p>
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		<title>La BCE fa svalutare le ABS al mercato</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 04:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la BCE decide di limitare i rischi presenti sul mercato, come? Da oggi le Asset Back Securities, alias le cartolarizzazioni, sono accettate come garanzia per i rifinanziamenti presso la Banca Centrale con una svalutazione del 12% rispetto al valore di mercato. Perchè? Perchè in giro c’è troppa spazzatura, troppi titoli definiti junk, ovvero ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la BCE decide di limitare i rischi presenti sul mercato, come? Da oggi le Asset Back Securities, alias le cartolarizzazioni, sono accettate come garanzia per i rifinanziamenti presso la Banca Centrale con una svalutazione del 12% rispetto al valore di mercato.  Perchè?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-865" title="BCE - Banca Centrale Europea" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/bce_european_central_bank.jpg" alt="" width="430" height="183" /></p>
<p>Perchè in giro c’è troppa spazzatura, troppi titoli definiti junk, ovvero ad alta remunerazione ma anche a rischio alto (e spesso è ben più alto di quanto realmente remunerabile). E quindi? La BCE vuol far 3 cose: la prima, pulire il suo bilancio o quantomeno limitare al massimo i titoli non troppo liquidi; la seconda, di portata ben più consistente per le abitudine bancarie, è quella di far rimettere sul mercato le obbligazioni abs per farle svalutare drasticamente. <strong>Come cambierà  quindi la raccolta straordinaria che avveniva ordinariamente tramite cartolarizzazioni?</strong><br />
<span id="more-863"></span><br />
Sicuramente non converrà più come prima la raccolta ordinaria con strumenti straordinari come le cartolarizzazioni dell’area euro. Probabile un aumento della raccolta di abs provenienti da altre aree geografiche (area asiatica, per esempio?)</p>
<p>Inoltre con l’obbligatorietà della publicazione trimestrale del rating di tali strumenti sicuramente il mercato sarà più sensibile alle piccole variazioni e probabilmente reagirà molto più pesantemente agli shock.</p>
<p>Come faranno i banchieri a far soldi? La domanda è ardua, ma loro sicuramente la risposta ce l’hanno e non ce la faranno sapere nemmeno sotto tortura. Attenzione quindi alle patate bollenti che ci vengono proposte allo sportello e per i più curiosi, c’è da leggere l’articolo  <a title="Articolo dal Sole 24 ore del 5 settembre" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/bce-stretta-prestiti-banche.shtml?uuid=19129594-7b14-11dd-9086-179d242361df&amp;type=Libero" target="_blank">Sole24ore</a>.</p>
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		<title>A chi serve l&#8217;oro del Governatore?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 20:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse in molti non lo sanno perchè non è mai capitata la curiosità, ma la Banca d’Italia nonostante sia stata ridimensionata nei suoi compiti dopo l’avvento della BCE è tuttora attiva. Non solo, custodisce molte delle nostre riserve nei suoi caveau e <a href="http://blog.panorama.it/economia/2008/07/29/a-che-serve-loro-di-draghi/">A che serve l&#8217;oro di Draghi</a> è un articolo che dovreste leggere, dopo aver dato uno sguardo alla presente immagine.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-784" title="488f0c180ebe0_zoom" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/07/488f0c180ebe0_zoom.jpg" alt="" width="430" /></p>
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		<title>Banche Centrali e dollaro in calo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 22:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
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		<description><![CDATA[La moneta statunitense va giù, sempre più giù, ma c&#8217;è qualche banca centrale che continua a comprarla, ben sapendo che se smettesse di farlo innescherebbe una catena di sfiducia che avrebbe come unico effetto amplificato, la svalutazione delle riserve in cambi. D&#8217;altronde in questo mondo nessun sistema di risk management puÃ² nulla contro l&#8217;effetto panico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La moneta statunitense va giù, sempre più giù, ma c&#8217;è qualche banca centrale che continua a comprarla, ben sapendo che se smettesse di farlo innescherebbe una catena di sfiducia che avrebbe come unico effetto amplificato, la svalutazione delle riserve in cambi. D&#8217;altronde in questo mondo nessun sistema di risk management puÃ² nulla contro l&#8217;effetto panico e l&#8217;effetto domino di queste situazioni.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/04/dollari_banche_centrali.jpg" alt="Dollaro?" /></p>
<p>L&#8217;Asia orientale (leggi Cina, India e Giappone) continueranno a comprare i titoli del debito pubblico americano ben consapevoli che i privati, scoraggiati dai bassi tassi di Bernanke e dai subprime, pensano di rivolgere altrove il proprio risparmio. Quindi come si andrà  avanti? Spero (per il bene di noi europei) che il dollaro si riprenda ben presto.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/04/dollaro-banche-centrali-equilibrio.shtml?uuid=40253558-0330-11dd-9c53-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero">Sole 24 Ore </a></p>
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		<title>I furbetti del quartierino pagano?</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 20:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Polemicando]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi riporto una notizia che non avrà letto nessuno o quasi (anche se sta sul Sole24ore) in merito alla vicenda del caso Enron di tanti anni fa. Cose che da noi non succederanno mai, perchÃ¨ nel paese dei furbetti del quartierino le banche certo ci sguazzano e al contraente debole rimane il solito pugno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi riporto una notizia che non avrà  letto nessuno o quasi (anche se sta sul <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/citigroup-enron.shtml?uuid=97b747a0-fb67-11dc-978c-00000e251029&amp;type=Libero">Sole24ore</a>) in merito alla vicenda del caso Enron di tanti anni fa. Cose che da noi non succederanno mai, perchÃ¨ nel paese dei furbetti del quartierino le banche certo ci sguazzano e al contraente debole rimane il solito pugno di mosche in mano. Poi si dice che l&#8217;America sta avanti 10 anni&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8220;Citigroup, il colosso finanziario americano numero uno negli Stati Uniti, ha chiuso un contenzioso con i creditori di Enron, accettando di pagare 1,66 miliardi di dollari, in relazione al collasso nel 2001 della societÃ  texana dell&#8217;energia. La banca americana non ha fatto tuttavia alcun mea culpa. Citigroup era l&#8217;unica rimasta sul &#8220;banco degli imputati&#8221; tra gli 11 istituti, tra banche e società di brokeraggio, che erano stati colpiti nel 2003 dalla causa legale nota con il nome di &#8220;Mega Claims&#8221; (traduzione, grandi cause legali). Con la causa i creditori di Enron hanno accusato le banche di aver aiutato la compagnia a tenere nascosti i suoi problemi contabili.&#8221;</p></blockquote>
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