L'unica cosa che vale la pena fare, oggi, è l'essere moderni
Il tasso Euribor a sei mesi con il fixing addirittura sotto il livello del tasso di sconto ufficiale BCE batte un altro record: adesso in teoria è come se il fruttivendolo all’angolo vendesse un chilo di pere ad un prezzo minore da quello che gli ha imposto il grossista.
Non illudetevi perchè gli istituti di credito non ci rimettono. Il mercato interbancario, sofferente qualche mese fa per la crisi di liquidità, dove le banche vanno a rifinanziarsi, è tornato a buoni livelli. Passata la sfiducia ora scende l’Euribor?
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Tagliati i tassi europei dal 2,5% al 2%, ad Eurolandia il clima non cambia. Il caro Trichet afferma di voler evitare di fare la fine del Giappone col denaro quasi regalato o degli Usa che hanno un tasso d’interesse compreso tra lo 0 e 0,25% a seconda dei casi.

Non voglio discutere sul taglio dei tassi, non dispongo dei dati dello staff del presidente di turno e mi chiedo: perchè l’Europa teme la trappola della liquidità mentre il resto del mondo può permettersi di sfobiciare ancora al limite dello zero?
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BCE taglia i tassi dello 0,50% passando da 4,25% a 3,75% così come la Banca Centrale d’Israele. La Banca d’Inghilterra annuncia di ricomprarsi mezzo sistema finanziario britannico per evitare di farlo crollare e far correre agli sportelli i sudditi della regina d’Inghilterra.

In concomitanza, la Fed opera il suo taglio a e ne prospetta un altro per fine mese. Bene finalmente si agisce tutti insieme e si coopera a risolvere ’sto problemino. Piccolo particolare: i 1.400 miliardi di dollari che saranno impiegati per salvare il sistema finanziario stavolta li pagano i contribuenti, ma la prossima?
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Se la BCE decide di limitare i rischi presenti sul mercato, come? Da oggi le Asset Back Securities, alias le cartolarizzazioni, sono accettate come garanzia per i rifinanziamenti presso la Banca Centrale con una svalutazione del 12% rispetto al valore di mercato. Perchè?

Perchè in giro c’è troppa spazzatura, troppi titoli definiti junk, ovvero ad alta remunerazione ma anche a rischio alto (e spesso è ben più alto di quanto realmente remunerabile). E quindi? La BCE vuol far 3 cose: la prima, pulire il suo bilancio o quantomeno limitare al massimo i titoli non troppo liquidi; la seconda, di portata ben più consistente per le abitudine bancarie, è quella di far rimettere sul mercato le obbligazioni abs per farle svalutare drasticamente. Come cambierà quindi la raccolta straordinaria che avveniva ordinariamente tramite cartolarizzazioni? Continua »
Trichet ha annunciato di voler alzare i tassi? Ebbene un economista francese di 38 anni si è stufato e ha lanciato in rete una raccolta firme (digitali) contro le intenzioni del capo della BCE. Probabilmente è un’iniziativa che morirà lì, anche se ha raccolto oltre 4000 firme in 6 giorni, però occorre tentare.
«Peraltro un aumento del costo del denaro potrebbe anche essere controproducente. Rischia di provocare un ulteriore deprezzamento del dollaro contro l’euro e un conseguente aumento del prezzo del petrolio», aggiunge l’economista che per 12 anni ha lavorato a Natixis. «In questo senso, la decisione della Bce è dogmatica».
Ad informarci della news è ovviamente il Sole24ore ed il sito, manco a dirlo, è STOP-Trichet.com.
Oggi Trichet ha annunciato di voler alzare i tassi al 4,025% nei prossimi mesi. Problematico davvero perche’ gli effetti sul mercato dei cambi si sono visti subito: l’euro ha acquistato ancora valore rispetto al dollaro. Oggi ci vogliono almeno 1,558 dollari per comprare un euro. Le nostre esportazioni ne soffriranno di sicuro.

E l’euro vola… 1.558 contro il dollaro (fonte: Sole24ore.it) e l`ipotesi che arrivera’ a 2 non diventa remota, soprattutto questa manovra aumenta il prezzo del denaro, aumentando i tassi interbancari (Euribor in particolare) scatenando un’ennesima ondata di rialzo dei costi dei mutui. Cosa significa quindi contenere l`inflazione e minare la stabilita’ del sistema bancario europeo gia’ sofferente?
La cosa interessante e’ che dal`altro lato dell`oceano Atlantico la FED non fa come la nostra BCE: li` il tasso si mantiene su livelli ben piu’ bassi, anche se serve in parte per arginare l`effetto subprime (di cui non e` ancora stimabile l`effettiva entita’ delle svalutazioni a livello mondiale) e per perseguire anche la politica di svalutazione dei biglietti verdi.
La moneta statunitense va giù, sempre più giù, ma c’è qualche banca centrale che continua a comprarla, ben sapendo che se smettesse di farlo innescherebbe una catena di sfiducia che avrebbe come unico effetto amplificato, la svalutazione delle riserve in cambi. D’altronde in questo mondo nessun sistema di risk management può nulla contro l’effetto panico e l’effetto domino di queste situazioni.

L’Asia orientale (leggi Cina, India e Giappone) continueranno a comprare i titoli del debito pubblico americano ben consapevoli che i privati, scoraggiati dai bassi tassi di Bernanke e dai subprime, pensano di rivolgere altrove il proprio risparmio. Quindi come si andrà avanti? Spero (per il bene di noi europei) che il dollaro si riprenda ben presto.
Via | Sole 24 Ore
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