L'unica cosa che vale la pena fare, oggi, è l'essere moderni
Non sono stati i mutui subprime a mandare all’aria i conti della banca inglese. A mettere in crisi la liquidità dell’intermediario del nord-est Inghilterra è stata l’eccessiva leva, gli haircuts ed il mercato.

Perchè il primo grande incidente della crisi finanziaria globale è diverso dalla classica corsa agli sportelli fra i risparmiatori ? Perché è fallita se operava impiegando a lungo quanto raccolto a breve, così come il 99% delle banche?
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Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d’oltreoceano. Bisogna limitare ex lege salvando il salvabile e diversificando?

In occasione del “fixing finance” – convegno all’ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti – il premio nobel 2001 per l’economia Stiglitz tratta temi caldi della congiuntura economica attuale.
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La fuga di notizie certe – non rumours – sui preoccupanti risultati degli stress test effettuati da 19 banche Usa è arrivata su un blog; la rete ha rimbalzato la notizia con effetto virale e la borsa è crollata bruciando palate di quattrini.

Il post in questione Bank stress test result è sul blog del Turner Radio Network: 16 su 19 della maggiori banche sono tecnicamente insolventi. Non solo. Continua »
Rischio di credito, di liquidità, crisi finanziarie moderne o evoluzione della crisi del 1929? Per capire la crisi mondiale un video interessante (e breve) renderà meno ostici tutti i concetti economici di cui sentite parlare quotidianamente.

L’economia del credito concesso largamente, lo sfruttamento dei mercati mondiali e degli effetti panico, i mutui e l’andamento della crisi: tutto in un cartoon verde, forse a memoria della vecchia valuta forte americana.
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Dopo il miliardario crack di Madoff dove a rimetterci l’osso del collo è stato niente di meno che Bill Gross di Pimco, il default di Lehman Brothers, gli scandali Fannie Mae e Freddie Mac e le esposizioni degli istituti italiani come cambieranno le italiche preferenze?

Diffidare delle banche (e delle assicurazioni) è nel dna del cliente italiano correttamente informato il quale raramente accetta prodotti venduti a sportello. Conosce il suo appetito per il rischio ed è in grado di stimare a spanne quanto può fidarsi. Il resto è teoria: di quali armi dispone l’investitore per valutare il rischio?
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Strano ma vero. I treasury-bond, titoli del debito pubblico a lunga scadenza a stelle e strisce, sono stati quotati col rendimento minimo storico mentre i loro rischi percepiti sono altissimi e fanno schizzare in alto i credit default swap.
Qualunque studente di economia storcerebbe il naso e parecchi docenti inorridirebbero. La legge rischio-rendimento è saltata? Niente affatto! È solo l’ennesima anomalia dovuta alla strillatissima crisi finanziaria di questi tempi. Cosa è successo in pratica? Andiamo per gradi.
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Le conseguenze della crisi dei mutui subprime si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008.

L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i “malcapitati” si annovera il presidente Marcel Ospel, l’ex vice presidente Stephan Haeringer e l’ex direttore finanziario Marco Suter.
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BCE taglia i tassi dello 0,50% passando da 4,25% a 3,75% così come la Banca Centrale d’Israele. La Banca d’Inghilterra annuncia di ricomprarsi mezzo sistema finanziario britannico per evitare di farlo crollare e far correre agli sportelli i sudditi della regina d’Inghilterra.

In concomitanza, la Fed opera il suo taglio a e ne prospetta un altro per fine mese. Bene finalmente si agisce tutti insieme e si coopera a risolvere ’sto problemino. Piccolo particolare: i 1.400 miliardi di dollari che saranno impiegati per salvare il sistema finanziario stavolta li pagano i contribuenti, ma la prossima?
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Le donne più sexy di Wall Street hanno una nuova occasione per farsi vedere. Mettersi in mostra nude sul numero di Febbraio di PlayBoy: il concorso “the sexiest woman of Wall Street” è rivolto alle lavoratrici delle istituzioni finanziarie dalle forme più graziose.
Per il concorso sarà sufficiente inviare una foto di tutto il corpo, uno scatto del volto e la propria fotocopia del documento d’identità leggibile in modo da provare di esser una donna maggiorenne. Aggiungendo nome, età , città di residenza, numero di telefono, indirizzo email, il proprio lavoro e qualche riga sul proprio lavoro è possibile partecipare senza doversi alzare dalla scrivania.
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La crisi ! La crisi ! C’è la crisi dei mercati ! Ok s’è capito e magari avete pure investito tempo addietro su consiglio di qualcuno (più o meno) addetto ai lavori. Al di là di “non farsi prendere dal panico e vendere subito”, c’è una speranza per i risparmiatori coinvolti nel dissesto di Lehman Brothers o nei prossimi che verranno.
Ne parla anche Panorama: considerando che ogni situazione va valutata singolarmente, per le polizze bisogna analizzare i documenti contrattuali utilizzati da ciascuna compagnia e verificare soprattutto la data in cui il contratto si è concluso (ovvero la data in cui avete firmato). La modifica del Tuf del 2005 ha introdotto l’obbligo della banca di rispondere per i bond venduti nei 12 mesi antecedenti ad un default.
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In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! Nè starlette, né calendari semi-porno, nè deputate nude, nè miss varie, nè veline con le gambe al vento!
RISPETTIAMO LE DONNE
(e sopportiamolo pure!)