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	<title>PiccoloSocrate &#187; crisi finanziaria</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Cari Economisti, non spiegate la crisi al popolo che guarda la tv</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 15:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo inondati da notizie di ogni tipo: lo spread tra btp e bund tedeschi, i tassi, i differenziali, le aliquote, la manovra e la crisi. Stramaledetta crisi finanziaria e la recessione americana. Basta ! Il problema è spiegare ai non addetti ai lavori cosa accade. L&#8217;economia di carta, i debiti coperti con i derivati. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo inondati da notizie di ogni tipo: lo spread tra btp e bund tedeschi, i tassi, i differenziali, le aliquote, la manovra e la crisi. Stramaledetta <strong>crisi finanziaria</strong> e la recessione americana.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/crisi-inspiegabile.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/08/spiegare-la-crisi-finanziaria.jpg" alt="" title="Parole che volano" width="430" height="200" class="aligncenter size-full wp-image-8986" /></a></p>
<p>Basta ! Il problema è <strong>spiegare ai non addetti ai lavori cosa accade</strong>. L&#8217;economia <em>di carta</em>, i debiti coperti con i derivati. Sono tutti spettri alimentati dall&#8217;ignoranza. <span id="more-8978"></span></p>
<h3>CHIAMIAMO LE COSE CON IL LORO NOME</h3>
<p>Ignoranza nel senso buono del termine: capire un fenomeno con un numero elevatissimo di variabili è già per natura difficile per gli addetti ai lavori (pensa ai guru della finanza e agli economisti puri). Come può un chirurgo, una casalinga, un ingegnere navale capire qualcosa di assolutamente lontano dalla sua realtà soltanto con il sensazionalismo dei telegiornali?</p>
<h3>HO PROVATO A SPIEGARE LA CRISI</h3>
<p>Ero a cena, in campeggio: ho usato oggetti semplici come tazze, bicchieri, forchette e coltelli ed <strong>esempi pratici</strong> per far passare concetti immediati (debito, credito, default, prezzo, potere d&#8217;acquisto, recessione, pil etc..). Un pubblico di 7 persone mi ha ascoltato per un quarto d&#8217;ora. Ho <strong>semplificato</strong> e <strong>non ho usato numeri</strong>: ho spiegato i nessi causa-effetto del sistema economico, spiegato perchè e per come delle loro domande e ho cercato di superare le <em>certezze</em> degli ingegneri. </p>
<h3>QUESTIONE DI APPROCCIO</h3>
<p>Nel mondo non esiste niente di BUONO o CATTIVO. L&#8217;economista vive sulla parola <strong>DIPENDE</strong>. Un esempio: Cosa pensa il tacchino degli umani? Dipende: &#8220;Gli umani mi fanno mangiare e vivere bene&#8221;. Fagli la stessa domanda dopo il giorno del ringraziamento.<br />
 L&#8217;economia &#8220;di carta&#8221; è un male? No, se usata bene. L&#8217;aumento del debito pubblico è un male ? Dipende COME aumenta (se aumenta per pagare gli interessi è un male, se aumenta per la spesa per infrastrutture è un bene). <strong>Spiegare l&#8217;economia</strong> è spiegare i <strong>dipende</strong> ed il modo in cui sono andati i fatti.</p>
<h3>LA CRISI ! ME LO POTEVANO DIRE PRIMA?</h3>
<p>Basta con la storia del &#8220;<em>gli economisti dovevano prevederlo!</em>&#8220;. Gli economisti sono tutti possibilisti. Dal momento che <strong>nessuno prevede il futuro con certezza</strong> tutti si buttano a fare proiezioni, studi e previsioni. Dopo un evento qualsiasi (rialzo dei tassi, caduta delle borse..), i famosi &#8220;dipende&#8221; aprono la strada sempre ad almeno due soluzioni, più o meno concatenate, più o meno immediate. Ovvio che quelle &#8220;scontate&#8221; non interessano (visto che son bravi tutti a prevederle). Quelle meno &#8220;immediate&#8221; sono campo di battaglia per opinionisti e indovini. Chi c&#8217;azzecca una volta, può non azzeccarci quella dopo.</p>
<h3>LE GRANDI DOMANDE DELLA CRISI</h3>
<p>Chi ci guadagna dalla crisi? Perchè ci perdiamo solo noi piccoli? Siamo sull&#8217;orlo del baratro come la Grecia? O l&#8217;Argentina? L&#8217;Italia va in default ? (E andar in default che significa?) La recessione? Quando finirà la crisi? Quando potremo tornare a spendere come prima? Ma su cosa investire? Il mattone? Ognuna di queste domande merita una libreria di risposte: ho un blog, una laurea, un master e sana voglia di parlartene. <a href="http://http://www.piccolosocrate.com/blog/contatti">Scrivimi</a> e ne parleremo.</p>
<p>&#8211;<br />
Questo post risponde all&#8217;articolo di <a href="http://www.17marzo.net/75">Massimo Ragnedda</a>.</p>
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		<title>Da Mary Poppins a Northern Rock: la prima banca a fallire nella crisi 2007</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/da-mary-poppins-a-northern-rock-la-prima-banca-a-fallire-nella-crisi-2007.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono stati i mutui subprime a mandare all&#8217;aria i conti della banca inglese. A mettere in crisi la liquidit&#224; dell&#8217;intermediario del nord-est Inghilterra &#232; stata l&#8217;eccessiva leva, gli haircuts ed il mercato. Perchè il primo grande incidente della crisi finanziaria globale è diverso dalla classica corsa agli sportelli fra i risparmiatori ? Perché è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono stati i <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/subprime" title="Mutui">mutui subprime</a> a mandare all&#8217;aria i conti della banca inglese. A mettere in crisi la liquidit&agrave; dell&#8217;intermediario del nord-est Inghilterra &egrave; stata l&#8217;eccessiva leva, gli haircuts ed il mercato.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/11/Northern-Rock.jpg" alt="Northern-Rock" title="Northern-Rock" width="430" height="199" class="alignnone size-full wp-image-5934" /></p>
<p>Perchè il primo grande incidente della crisi finanziaria globale è diverso dalla classica corsa agli sportelli fra i risparmiatori ? Perché è fallita se operava impiegando a lungo quanto raccolto a breve, così come il 99% delle banche? <span id="more-5933"></span></p>
<p>Le fluttuazioni del <em>leverage</em> (grado d&#8217;indebitamento) delle istituzioni finanziarie subiscono gli stessi effetti cui sono sottoposte le fluttuazioni del rischio di mercato. In fasi espansive, il credito facile. In fasi recessive, quando il rischio di mercato è più consistente, occorre agire per diminuire la leva (<em>deleveraging</em>).</p>
<p>Northern Rock era un&#8217;impresa bancaria molto indebitata &#8211; quindi molto vulnerabile alle condizioni generali del sistema finanziario. La leva bancaria (attivi/capitale) era cresciuta di alcune decine di punti percentuali a seguito della sua quotazione in borsa. </p>
<p>Prima del listing, infatti, il capitale era diviso tra ordinarie e privilegiate. Nel capitale totale post-listing rientrano invece anche le passività subordinate &#8211; quindi nel 2005 la il leverage di Nortern Rock sembrava scendere. Il problema sta nelle rettifiche di volatilità, gli <em>haircuts</em>.</p>
<p>Un&#8217;azienda molto indebitata può sopravvivere tranquillamente anche in condizioni instabili di mercato. La banca inglese nel 2007 aveva già dovuto registrare delle altissime perdite in sofferenza, facendo quindi aumentare la leva fino all&#8217;86.3% del capitale ordinario. A questi livelli di debito, una piccolissima variazione dell&#8217;haircut comporta una fortissima contrazione del credito disponibile.</p>
<p>In altre parole se Northern Rock può prendere a prestito con haircut del 2%, ma poi si ritrova a dover prendere ulteriore prestito a tassi maggiori, per tornare alla situazione iniziale dovrà operare un <em>delevereging</em> molto più consistente.</p>
<p>Con il peggioramento delle condizioni di mercato, molti creditori esterni rinunciarono a rinnovare i loro prestiti a breve: Northern Rock era una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere alla prossima stretta creditizia (altro che <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/credit-crunch">credit crunch</a>!!).</p>
<p>Non avendo le spalle coperte da una grossa istituzione creditizia centrale (leggi Banca d&#8217;Inghilterra), si trovo a dover fronteggiare da sola una richiesta di fondi addizionali per integrare quanto assorbito da un movimento avverso dei prezzi di mercato. Una &#8220;chiamata di margine&#8221; per intenderci. Peccato che gli attivi di Northern Rock fossero mutui illiquidi.</p>
<hr/>
Per approfondimenti dai uno sguardo su <a href="http://www.princeton.edu/~hsshin/www/NR_Italian.pdf">Princetown.edu</a>.</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Il gigantismo bancario è da limitare con una legge antitrust?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/il-gigantismo-bancario-e-da-limitare-con-una-legge-antitrust.html</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 09:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d&#8217;oltreoceano. Bisogna limitare ex lege salvando il salvabile e diversificando? In occasione del &#8220;fixing finance&#8221; &#8211; convegno all&#8217;ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti &#8211; il premio nobel 2001 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d&#8217;oltreoceano. Bisogna limitare <em>ex lege</em> salvando il salvabile e diversificando?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4208" title="Il risparmio americano" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/gigantismo_maiali_salvadanai.jpg" alt="Il risparmio americano" width="430" height="183" /></p>
<p>In occasione del &#8220;fixing finance&#8221; &#8211; convegno all&#8217;ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti &#8211; il premio nobel 2001 per l&#8217;economia Stiglitz tratta temi caldi della congiuntura economica attuale. <span id="more-4197"></span></p>
<p>Cito testualmente l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>« Il <strong>sistema bancario del futuro</strong> dovrà basarsi su una <strong>maggiore diversificazione</strong>. Sarà necessario disporre di <strong>istituti più specializzati e di società di venture capital</strong>; ci saranno certamente banche di minori dimensioni in grado di finanziare meglio le piccole e medie imprese. E ci saranno, certo, anche le <strong>grandi banche</strong>. Ma è essenziale che <strong>non</strong> siano <strong>così grandi</strong> come quelle che sono state protagoniste della crisi attuale: banche di dimensioni tali che non ci si può permettere che falliscano, perchè altrimenti trascinano con sè l&#8217;intero sistema economico »</p></blockquote>
<p>Dove sta il problema di fondo? Secondo il premio nobel ridurre le dimensioni titaniche degli intermediari <em>yankee</em> risolverebbe la questione. In teoria non sbaglia: diminuendo la struttura media dei pezzi il sistema diventa più flessibile agli urti congiunturali &#8211; le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziarie">crisi finanziarie</a> &#8211; al tempo stesso, a parità di <em>governance</em> la mortalità delle aziende medio/piccole consente il controllo dei rischi sistemici.</p>
<p>In situazioni di stress un sistema di aiuti statali (il <a href="http://www.fdic.gov">Deposit Insurance Fund</a>, giusto per fare un nome a caso) può intervenire a tamponare l&#8217;eventuale falla di un <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default bancario</a> senza aggravare le tasche di Mr. &amp; Mrs Smith (il contribuente americano). La diversificazione dimensionale comporta alcuni svantaggi.</p>
<p>Perchè l&#8217;idea del nobel sulle asimmetrie informative Stiglitz non è indolore nelle condizioni attuali? Supponiamo l&#8217;istantaneo spin-off di tutte le attività dei maggiori gruppi bancari-assicurativi a stelle e strisce. Occorre ipotizzare almeno due scenari-limite:</p>
<ul>
<li> <strong>Scenario uno: dal gigante ai pochi pesi medi</strong>.<br />
Le attività d&#8217;intermediazione di un grosso istituto spacchettate su <em>5-6 gruppetti</em> specializzati di dimensioni ridotte.<br />
Non tutti i gruppetti sono quotati sul listino (quindi meno scossoni in borsa al primo <em>rumors</em> negativo) ed il mercato del controllo societario è poco efficiente.
</li>
<li> <strong>Scenario due: intermediari grandi quanto un atomo</strong><br />
Una costellazione di banche e intermediari si specializzano su poche attività con volumi modesti. Solo qualcuno è sul listino ed il mercato del controllo è inefficace. La governance senza obbligo d&#8217;informativa perde il ruolo principale.
</li>
</ul>
<p>In nome della diversificazione dimensionale e della tutela delle tasse dei consumatori, Stiglitz aumenta direttamente tutti i costi di transazione: i costi bancari  sono sempre pagati dalla collettivita&#8217; che si rivolge agli intermediari. I costi dei servizi standardizzati possono rimanere su livelli concorrenziali, ma non potendo far leva sui volumi intermediati, schizzerebbero in cielo i costi per i servizi più complessi generalmente legati alla concessione di credito.<br />
<strong>Conclusione n. 1: aumento del costo di accesso al credito</strong>.<br />
In alternativa, minori spese per pratiche istruttorie complesse comportano una diversa (o peggiore) identificazione dei rischi connessi nelle operazioni, aumentando i rischi insiti nel sistema.</p>
<p>Un sistema di banche medie (poche grandi smagrite e tante realtà regionali o locali) aumenta la specializzazione di ognuna e la concorrenza nei servizi/prodotti, incentiva la creazione di &#8220;reti&#8221; e collaborazioni &#8211; mentre distrugge la competitività estera del settore. Bank of America, Citigroup, Jp Morgan e via dicendo sono stati per decenni i grossi player internazionali. La crisi finanziaria non è nata in America &#8211; è un <em>affaire</em> globale che ha interessato settori della finanza più o meno a rischio.<br />
<strong>Conclusione n. 2: comprometterebbe la competitività e la scalabilità degli istituti cardine del sistema finanziario mondiale</strong>.</p>
<p>Alla Casa Bianca dovrebbero tirar fuori una politica protezionistica antistorica sul settore che fa da volano all&#8217;intero sistema economico. Impensabile anche perché il risiko delle fusioni bancarie europee potrebbe ripartire andando a caccia dei migliori intermediari Usa. <strong>Corollario alla conclusione n.2: eliminato un rischio all&#8217;interno del paese per averlo alla porta</strong>.</p>
<p>Il problema del mercato del  controllo degli intermediari ante ipotesi di nazionalizzazione era limitato a pochi elementi di cui si poteva conoscere la <em>governance</em> e procedere alla modifica strutturale delle leggi senza sradicare l&#8217;intero sistema. Per ridurre le dimensioni degli intermediari, la rivoluzione del sistema di corporate governance passa in primo piano. <strong>Conclusione n.3: la rivoluzione della governance è indispensabile in tempi brevissimi &#8211; situazione irrealizzabile</strong>.</p>
<p><!--adsense--></p>
<p>Supponendo di esser riusciti a ridurre le dimensioni, mantenere i vincoli di stabilità e redditività delle aziende bancarie e parabancarie &#8211; come si può evitare di dare i soldi del contribuente alle banche decotte? Meglio lasciar lavorare una banca sana da sola che farle assorbire una banca sull&#8217;orlo del fallimento con i soldi del contribuente. Un esempio concreto per capirci: Unicredit post fusione con Capitalia ha dato il via ad un piano di ristrutturazione aziendale mostruoso che non mina la sua operatività corrente &#8211; ma la aggrava di costi, inefficienze e ritardi che gravano sul ritorno economico dei suoi finanziatori privati. Immaginate la stessa situazione per le banche americane finanziate dal denaro pubblico. A rimetterci sarà lo Stato che ha speso per salvarle.</p>
<p>Chiudiamo con una riflessione sulla necessità di leggi per i <em>titoli tossici</em>.</p>
<ul>
<li>Non tutti i derivati sono tossici</li>
<li>Non tutti fanno male ai bilanci</li>
</ul>
<p><strong>Legiferare eccessivamente sui derivati</strong>, strumenti finanziari nati con finalità di copertura dalle variazioni dei tassi d&#8217;interesse, significa <strong>paralizzare</strong> uno dei <strong>mercati d&#8217;approvvigionamento</strong> delle materie prime per le aziende di credito. E&#8217; pur vero che le perdite potenziali stimate per la crisi finanziaria (4.1 miliardi di miliardi di dollari) si son rivelate ben al di sotto delle realtà anche per colpa degli <em>asset tossici</em> ma l&#8217;unico modo per salvare una banca è farle intermediare su settori stabili e in crescita.</p>
<p><strong>Stiglitz indica</strong> due <strong>vie condivisibili per la ricostruzione</strong>: l&#8217;Europa dell&#8217;Est, dove la domanda in forte crescita ha subito colpi d&#8217;arresto pur rimanendo sede di innumerevoli asset delle banche e i mutui americani. Il problema è solo nei modi e nei tempi. Sforbiciare le dimensioni delle banche non è la soluzione, controllare seriamente la governance può essere una strada. O dobbiamo comprare anche noi <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/28/tesoro-usa-contro-il-jet-aziendale-citigroup.html" rel="nofollow">un jet privato come volevano fare gli ad di Citigroup</a>?</p>
<p>VIA | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/joseph-stiglitz-intervista.shtml?uuid=b21934a4-39a6-11de-81fa-22afe42b0e6a&amp;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <a href="http://www.abi.it/manager?action=show_document&amp;portalId=1&amp;documentId=9727">documenti ABI</a></p>
<hr />
<p>Per maggiori informazioni consultare la  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asimmetrie_informative">teoria sulle asimmetrie informative</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Stiglitz">biografia di Joseph Stiglitz</a>, l&#8217;articolo di Luigi Spaventa sull&#8217;<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000916.html">ipotesi delle <em>bad banks</em></a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costi_di_transazione">teoria sui costi di transazione</a>.</p>
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		<title>E il blog pubblica i pessimi risultati degli stress test delle banche Usa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fuga di notizie certe &#8211; non rumours &#8211; sui preoccupanti risultati degli stress test effettuati da 19 banche Usa è arrivata su un blog; la rete ha rimbalzato la notizia con effetto virale e la borsa è crollata bruciando palate di quattrini. Il post in questione Bank stress test result è sul blog del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fuga di notizie certe &#8211; non <em>rumours</em> &#8211; sui preoccupanti risultati degli stress test effettuati da 19 banche Usa è arrivata su un blog; la rete ha rimbalzato la notizia con effetto virale e la <strong>borsa è crollata</strong> bruciando palate di quattrini.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/e-il-blog-pubblica-i-pessimi-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa.html" title="Stress test banche"><img class="alignnone size-full wp-image-3973" title="Notizie in anteprima?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/04/in_biblioteca_ho_da_fare.jpg" alt="Notizie in anteprima?" width="430" height="159" /></a></p>
<p>Il post in questione <a href="http://turnerradionetwork.blogspot.com/2009/04/leaked-bank-stress-test-reults.html">Bank stress test result</a> è sul blog del Turner Radio Network: <strong>16 su 19 della maggiori banche sono tecnicamente insolventi</strong>.  Non solo.<br />
<span id="more-3972"></span></p>
<p>Traducendo per sommi capi il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/post">post</a> sugli stress test delle banche Usa.</p>
<blockquote><p>Sono tecnicamente insolventi se consideriamo uno scenario 2009 di contrazione dell&#8217;economia americana del 3.3%, con un tasso di disoccupazione all&#8217;8,9% seguito da uno 0.5% di crescita dell&#8217;economia <em>stars &amp; stripes</em> con il 10.3% di disoccupati.</p></blockquote>
<p>Scenario economico crudo e duro</p>
<blockquote><p>Nessuna delle 16 può stare in piedi (=non distruggere i cash flow dovuti ai prestiti attivi) senza ulteriori iniezioni di liquidità (leggi gli aiuti di Stato)<br />
Se anche solo due delle sedici, non basterebbero tutto il Fondo di garanzia dei depositi <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/usa">USA</a> (il <a href="http://www.fdic.gov/deposit/insurance/index.html">FDIC</a>).</p></blockquote>
<blockquote><p>Le 5 più grandi banche Usa sono così sottocapitalizzate che è in serio dubbio la continuità aziendale.<br />
Cinque <strong>grosse banche americane</strong> hanno <strong>esposizioni creditizie</strong> relative alle posizioni<strong> in derivati che eccedono il loro capitale</strong>.</p></blockquote>
<p>In particolare JP Morgan Chase, Goldman Sachs, HSBC, Bank of America e <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/citigroup">Citibank</a>&#8230;</p>
<blockquote><p>L&#8217;esposizione totale creditizia in derivati di Bank of America era pari al 179% del capitale ponderato per il rischio, Citibank al 278%, Jp Morgan Chase al 382%, HSBC al 550%. Ma c&#8217;è di peggio: Goldman Sachs che non era tra le 19 banche peggiori dello <em>stress test</em> in qualità di banca commerciale rivela una preoccupante esposizione del 1056% (più di 10 volte il suo capitale!)</p></blockquote>
<p>Ma il problema non riguarda solo le grandi banche..</p>
<blockquote><p>I <strong>problemi di continuità aziendale</strong> e <strong>stabilità del sistema finanziario</strong> non sono solo legati alle note Jp Morgan Chase, Goldman Sachs, Citibank, Wells Fargo, Sun Trust Bank, HSBC Bank Usa: più di 1.800 <strong>istituti di credito regionali</strong> e di dimensioni minori sono a <strong>rischio fallimento</strong>!</p></blockquote>
<p>Delinea le dimensioni delle crisi finanziaria americana</p>
<blockquote><p>La crisi è molto più grande di quanto ha riportato il governo. La &#8220;lista dei problemi&#8221; stilata dal FDIC riguarda 252 istituti con asset per 159bilion mentre 1.816 sono a rischio bancarotta per un totale di 4.67 trillion di cui 2,32 concentrati nei maggiori istituti.</p></blockquote>
<p>e chiude con tono semi-apocalittico.</p>
<blockquote><p><strong>the entire US Banking System is in complete and total collapse</strong>.</p></blockquote>
<p>Se il blog <a href="http://turnerradionetwork.blogspot.com/2009/04/leaked-bank-stress-test-reults.html">Turner Radio Network</a> è ancora fruibile e chi l&#8217;ha scritto ha nome e cognome probabilmente la notizia sarà vera.<br />
Altrimenti il blogger dell&#8217;apocalisse finanziaria sarebbe già in gattabuia e avrebbero gettato la chiave in pasto alle megattere del Polo Sud.</p>
<p>D&#8217;altronde <strong>Timothy Geithner</strong>, ministro del Tesoro Americano, <strong>aveva a tutti </strong>gli addetti ai lavori <strong>di star zitti </strong>(potete leggere in inglese la notizia apparsa su <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;sid=aQM1Cmt7cY24&amp;refer=worldwide">Bloomberg</a> il 10 aprile scorso) &#8211; evidentemente qualcuno non ha saputo tenere la bocca cucita. Chissà come sono andate effettivamente le cose e perchè tanta importanza ad un blog &#8230; scritto da Hal Turner, personaggio controverso secondo Wikipedia.</p>
<p>La borsa ne ha risentito. Gli effetti si son fatti sentire anche nei mercati del Vecchio Continente che hanno chiuso bruciando più di 100 miliardi in un pomeriggio (133 per l&#8217;esattezza) anche se occorre sottolineare il calo dei prezzi in parte dovuto alle <strong>correzioni sui titoli bancari</strong> dopo settimane di rialzi consistenti. Insomma i <a>trader</a> di tutt&#8217;<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/Italia">Italia</a> se lo aspettavano in ogni caso.<br />
Su e giù per tutto l&#8217;anno o almeno fino al 4maggio, giorno in cui verranno pubblicati i risultati ufficiali degli stress test.</p>
<p>VIA | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/04/banche-usa-insolventi-stress-test-blog-usa.shtml?uuid=ab6cbc5e-2dd3-11de-bf43-2ea9a6202a14&amp;DocRulesView=Libero">ilSole24ore</a> e <a href="http://turnerradionetwork.blogspot.com/2009/04/leaked-bank-stress-test-reults.html">Turner Radio Network</a>.</p>
<hr />
Per maggiori informazioni potete consultare il sito americano del <a href="http://www.fdic.gov/bank/historical/brief/brhist.pdf">Deposit Insurance Fund</a> che festeggia quest&#8217;anno il 75° anniversario. Chissà se arriverà all&#8217;80esimo&#8230;</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>Analisi della crisi del credito spiegata in un video di pochi minuti</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/analisi-della-crisi-del-credito-spiegata-in-un-video-di-pochi-minuti.html</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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		<description><![CDATA[Rischio di credito, di liquidità, crisi finanziarie moderne o evoluzione della crisi del 1929? Per capire la crisi mondiale un video interessante (e breve) renderà meno ostici tutti i concetti economici di cui sentite parlare quotidianamente. L&#8217;economia del credito concesso largamente, lo sfruttamento dei mercati mondiali e degli effetti panico, i mutui e l&#8217;andamento della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rischio di credito, di liquidità, crisi finanziarie moderne o evoluzione della crisi del 1929? Per capire la crisi mondiale un video interessante (e breve) renderà meno ostici tutti i concetti economici di cui sentite parlare quotidianamente.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/spiegare_la_crisi_del_credito.jpg" alt="Spiegare in maniera chiara la crisi del credito" title="Spiegare in maniera chiara la crisi del credito" width="430" height="154" class="alignnone size-full wp-image-3401" /></p>
<p>L&#8217;economia del credito concesso largamente, lo sfruttamento dei mercati mondiali e degli effetti panico, i mutui e l&#8217;andamento della crisi: tutto in un cartoon verde, forse a memoria della vecchia valuta forte americana.<span id="more-3398"></span></p>
<p>Il video comincia così:</p>
<blockquote><p>
<strong>Che cos&#8217;è  la crisi finanziaria? </strong><br />
E&#8217; un fiasco finanziario mondiale che coinvolge termini di cui probabilmente avrai sentito parlare come: mutui subprime, cdo (obbligazioni per coprire vari debiti), mercato del credito bloccato, credit default swaps.</p>
<p><strong>Chi ne è coinvolto ?</strong><br />
Everyone (chiunque!)</p>
</blockquote>
<p>..e man mano racconta con immagini e testo in un inglese molto <em>stars &#038; stripes</em> come si è evoluta la crisi.<br />
Interessante segnalazione per cui ringrazio pubblicamente <em>Giangi</em> blogger di <a href="http://www.locchiodiromolo.it/">L&#8217;occhio di Romolo</a>.</p>
<p><object width="430" height="242"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3261363&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3261363&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"></embed></object></p>
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		<title>Nel 2009 gli investitori informati perderanno appetito per il rischio?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/nel-2009-gli-investitori-informati-perderanno-appetito-per-il-rischio.html</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 19:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[rischio default]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il miliardario crack di Madoff dove a rimetterci l&#8217;osso del collo è stato niente di meno che Bill Gross di Pimco, il default di Lehman Brothers, gli scandali Fannie Mae e Freddie Mac e le esposizioni degli istituti italiani come cambieranno le italiche preferenze? Diffidare delle banche (e delle assicurazioni) è nel dna del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il miliardario crack di Madoff dove a rimetterci l&#8217;osso del collo è stato niente di meno che Bill Gross di Pimco, il default di Lehman Brothers, gli scandali Fannie Mae e Freddie Mac e le esposizioni degli istituti italiani come cambieranno le <em>italiche preferenze</em>?</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/appetito_per_il_rischio.jpg" alt="Rischiare? Opportunità o Pericolo?" title="Rischiare? Opportunità o Pericolo?" width="430" height="194" class="alignnone size-full wp-image-2945" /></p>
<p>Diffidare delle banche (e delle assicurazioni) è nel dna del cliente italiano correttamente informato il quale raramente accetta prodotti venduti a sportello. Conosce il suo appetito per il rischio ed è in grado di stimare a spanne quanto può fidarsi. Il resto è teoria: di quali armi dispone l&#8217;investitore per valutare il rischio? <span id="more-2944"></span></p>
<p>Evitando i mass media, per la stima della volatilità l&#8217;investitore non può scomporre tutti gli asset in tendenza lineare di fondo (il drift per capirci) e tendenza erratica (l&#8217;effetto sorpresa, <em>ndr</em>). E non può nemmeno paragonare un accademico <em>risk free rate</em> con il <em>market risk premium</em>.</p>
<p>La letteratura economica in materia di risk management personale offre metodi accademici e applicati nel rispetto dei loro limiti intrinsechi. Le metodologie Var soffrono la mancata replicabilità delle situazioni precedenti in periodi di stress: il passato spiega il futuro immediato con una tolleranza d&#8217;errore minima. Nel migliore dei casi dall&#8217;oggi al domani se non si vuole incappare in errori mastodontici.</p>
<p>Affidarsi agli <em>scoring</em> o peggio ai <em>rating dei titoli</em> è come affidarsi al contadino per la bontà delle pere. Agenzie indipendenti pagate per offrire un rating non mentiranno sulla reale condizione del titolo analizzato &#8211; nonostante tutto faranno di tutto per far ristrutturare gli emittenti al fine di migliorare le future emissioni.</p>
<p>Cosa rimane all&#8217;investitore che vuole informarsi ? I <strong>credit default swap</strong> vengono scambiati in un mercato quasi irraggiungibile per il retail e non dimentichiamo le strutturali limitazioni di un mercato basato su domanda e offerta nel valutare un titolo. Vi ricordate la storia del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/svalutate-gente-svalutate-solo-per-le-aziende-quotate.html">prezzo del Colosseo venduto dove non c&#8217;è nessuno ad acquistarlo</a>? Leggete le tre righe in neretto al centro del post.</p>
<p>Alla fine di ogni valutazione, in portafoglio serpeggia un mostro incontrollato: la correlazione degli asset, croce e delizia di tutti.</p>
<p>Alla luce dei crack finanziari e degli scandali all&#8217;investitore professionale rimarranno poche armi a suo favore. </p>
<ul>
<li>il suo fiuto</li>
<li>l&#8217;esperienza</li>
<li>la nota informativa sintetica</li>
<li>il grado di liquidità degli asset</li>
</ul>
<p>e nel 2009 sarà un <em>buen retiro</em> il miglior posto dove mettere i propri quattrini. L&#8217;appetito per il rischio diminuirà per molti, quasi azzerandosi, dal momento che la contrazione dei valori degli asset ha imposto numerose perdite in conto capitale (leggi, flagelli o bagnetti di sangue). Per chi resta sicuramente sarà come rimanere sul cavallo impazzito o sull&#8217;auto sportiva sulla strada di montagna.<br />
In entrambi i casi, stomaco forte e nervi saldi.</p>
 ]]></content:encoded>
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		<title>T-Bond con rendimenti ai minimi storici incorporano rischi alle stelle</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/t-bond-con-rendimenti-ai-minimi-storici-incorporano-rischi-alle-stelle.html</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 22:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Strano ma vero. I treasury-bond, titoli del debito pubblico a lunga scadenza a stelle e strisce, sono stati quotati col rendimento minimo storico mentre i loro rischi percepiti sono altissimi e fanno schizzare in alto i credit default swap. Qualunque studente di economia storcerebbe il naso e parecchi docenti inorridirebbero. La legge rischio-rendimento è saltata? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano ma vero. I <em>treasury-bond</em>, titoli del debito pubblico a lunga scadenza a stelle e strisce, sono stati quotati col rendimento minimo storico mentre i loro rischi percepiti sono altissimi e fanno schizzare in alto i <em>credit default swap</em>.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/t-bond-con-rendimenti-ai-minimi-storici-incorporano-rischi-alle-stelle.html" title="Leggi il resto dell'articolo"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/11/usa_t-bond.gif" alt="" title="Treasury Bond Usa" width="430" class="aligncenter size-full wp-image-2211" /></a></p>
<p>Qualunque studente di economia storcerebbe il naso e parecchi docenti inorridirebbero. La <strong>legge rischio-rendimento è saltata?</strong> Niente affatto! &Egrave; solo l&#8217;ennesima anomalia dovuta alla strillatissima <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziaria">crisi finanziaria</a> di questi tempi. Cosa Ã¨ successo in pratica? Andiamo per gradi.<span id="more-2321"></span></p>
<p>Partiamo dal mercato obbligazionario americano per capirci qualcosa.</p>
<ol>
<li>In chiusura pre-festiva del 26 novembre scorso, i titoli di stato decennali usa toccano le quote di rendimento minimo storico (2,9731% annuo).<br />
Non è grave in sè, nonostnate sia il segnale della fortissima domanda di t-bond visti come &#8220;titoli rifugio&#8221; per molti operatori del mercato.</li>
<li>Salgono alle stelle i &#8220;premi&#8221; dei <em>credit default swap</em> (in pratica assicurazioni contro il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default</a> degli stessi <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/Usa">USA</a>)</li>
</ol>
<p>Come è possibile che all&#8217;aumentare del rischio (dei T-bond) non aumenti il tasso d&#8217;interesse?<br />
Non si è invertita la rischio-rendimento, potete star tranquilli.<br />
La situazione di altissima volatilità  dei corsi azionari (e di conseguenza di tutte i derivati su di essi piÃ¹ o meno costruiti) ha accelerato la corsa al titolo di stato &#8220;sicuro&#8221;. Bisogna preoccuparsi perchè i cds Usa e i cds Europa sono ai massimi storici.</p>
<blockquote><p>
Rispetto alla propria media si registrano:<br />
(<em>1 basis point = 0,01%</em>)</p>
<p>Italia:  +140 basis point<br />
Gran Bretagna: +100 basis point<br />
Francia: + 53 basis point<br />
Germania: +37 bp
</p></blockquote>
<p>Cosa succede?<br />
Gli stati emettono debito pubblico a basso rendimento con cui poi salvano l&#8217;economia: <strong>nei bilanci di stato entra</strong> quindi un po&#8217; di <strong>zozzeria finanziaria</strong>.<br />
Ricorda l&#8217;antico problema <em>quis custodiet custodes ipsos?</em> ovvero &#8220;chi controlla i controllori?&#8221;<br />
In questo caso siamo noi risparmiatori, quindi occhio a dove piazziamo i nostri soldini.</p>
 ]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La paga dei padroni: maxi tagli agli stipendi di tre manager di UBS</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/la-paga-dei-padroni-maxi-tagli-agli-stipendi-di-tre-manager-di-ubs.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/la-paga-dei-padroni-maxi-tagli-agli-stipendi-di-tre-manager-di-ubs.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi investment banks]]></category>

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		<description><![CDATA[Le conseguenze della crisi dei mutui subprime si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008. L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le conseguenze della <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziaria">crisi dei mutui subprime</a> si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/ubs_bank_logo.gif" alt="Unione delle Banche Svizzere" title="Unione delle Banche Svizzere" width="430" height="167" class="alignnone size-full wp-image-2397" /></p>
<p>L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i “malcapitati” si annovera il presidente Marcel Ospel, l’ex vice presidente Stephan Haeringer e l’ex direttore finanziario Marco Suter.<span id="more-2396"></span></p>
<p>I 33 milioni di euro non sono nemmeno un paliativo per la banca svizzera: le perdite derivate dal problema dei subprime ammontano infatti ad almeno 100 volte il risparmio conseguito: 40 miliardi di dollari solo nel 2008. Quest’operazione deontologica dovrebbe esser seguita in Italia almeno per il biennio 2008-2009: sarebbe una pratica apprezzata e generalmente condivisa.</p>
<p>Sarebbe anche un’ottima pubblicità, anche se è prevedibile sin d’ora che gli stipendi, i bonus ed i benefit degli anni successivi saranno sicuramente incrementati con sistemi extra, giusto per recuperare i mancati guadagni del 2008..</p>
<p>Sebbene sia impossibile arginare il fenomeno, possiamo informarci in materia dando una letta al libro: “La paga dei Padroni” di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti. Si parla di super-stipendi dei manager, confindustria, e cosi via…</p>
<blockquote><p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/11/la_paga_dei_padroni.jpg" align="left" />Sapete a quanto ammontano gli stipendi di alti dirigenti, manager di primo piano, banchieri, imprenditori di punta del nostro Paese?</p>
<p>Cifre da capogiro che è difficile anche immaginare prima di avere letto questo libro denuncia dei giornalisti Gianni Dragoni, inviato de “Il Sole 24 Ore”, e Giorgio Meletti, responsabile della redazione economica del Tg La7. Un libro che &laquo; si propone di entrare in un mondo che solitamente predilige il segreto… che ama farsi scudo del latinorum della finanza, fatto di parole inglesi roboanti, di fronte alle quali è difficile non sentirsi inadeguati.&raquo;</p></blockquote>
<p><strong><br />
IMPORTANTE AVVERTENZA AL LETTORE</strong><br />
Prima di darvi alla lettura, procuratevi un buon digestivo che non irriti il vostro stomaco, tanta pazienza, moltissima voglia di non arrabbiarsi e ancor più ottimismo. Altrimenti dopo la terza pagina capirete quanto ogni giorno si stava meglio quando non eravamo a conoscenza di certe informazioni.</p>
<p>FONTI | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/11/ubs-manager-bonus-taglio.shtml?uuid=7b169068-bb08-11dd-a2fd-575857747b1d&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_01/banche_svalutazioni_63857bde-ffbb-11dc-be96-00144f486ba6.shtml">Corriere.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Taglio dei tassi d&#8217;interesse: -0,50% di pura cooperazione internazionale</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/taglio-globale-dei-tassi-dinteresse-050-di-pura-cooperazione-internazionale.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/taglio-globale-dei-tassi-dinteresse-050-di-pura-cooperazione-internazionale.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 12:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[BCE taglia i tassi dello 0,50% passando da 4,25% a 3,75% così come la Banca Centrale d&#8217;Israele. La Banca d&#8217;Inghilterra annuncia di ricomprarsi mezzo sistema finanziario britannico per evitare di farlo crollare e far correre agli sportelli i sudditi della regina d&#8217;Inghilterra. In concomitanza, la Fed opera il suo taglio a e ne prospetta un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BCE taglia i tassi dello 0,50% passando da 4,25% a 3,75% così come la Banca Centrale d&#8217;Israele. La Banca d&#8217;Inghilterra annuncia di ricomprarsi mezzo sistema finanziario britannico per evitare di farlo crollare e far correre agli sportelli i sudditi della regina d&#8217;Inghilterra.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1619" title="BCE" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/bce_cooperazione_internazionale.jpg" alt="" width="430" height="175" /></p>
<p>In concomitanza, la Fed opera il <em>suo</em> taglio a e ne prospetta un altro per fine mese. Bene finalmente si agisce tutti insieme e si coopera a risolvere &#8216;sto problemino. Piccolo particolare: i 1.400 miliardi di dollari che saranno impiegati per salvare il sistema finanziario stavolta li pagano i contribuenti, ma la prossima?<span id="more-1618"></span>E&#8217; la peggior crisi dal 1929, Ã¨ la prima volta che tutte le istituzioni collaborano insieme e stanno salvando una serie di banche di una lista destinata ad allungarsi.</p>
<p>Con i soldi dei risparmiatori però. Infatti i mercati non gioiscono &#8220;rimbalzando&#8221; l&#8217;effetto e non registrano segnali interessanti: <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/milano">Milano</a> limita le perdite così come le altre piazze mondiali perchè si crede sia l&#8217;ennesima manovra-tampone. Non per fare il &#8220;signor-so-tutto-io&#8221; ma qui i colletti bianchi che comandano devono sbrigarsi a migliorare il corpus legislativo che permette loro l&#8217;uso smodato della leva finanziaria.</p>
<p>L&#8217;Italia si salva perchè le banche stra-patrimonializzate non hanno problemi di liquidità che invece oltreoceano è stata uno degli acceleratori della crisi. In Irlanda, tanto per fare un esempio, la legge prevedeva di mantenere &#8220;liquidi&#8221; solo il 90% dei depositi sotto i 20mila euro. Un limite troppo basso che in situazioni del genere ha messo in crisi le banche di Grafton Street. In Italia, il limite è ben più alto e siamo salvi. Per ora. Visto che in sede Ecofin si parla di alzarlo a 50mila (contro gli auspicati 100mila) per i casi di default della banca.</p>
<p>Intanto l&#8217;interbancario italiano (così come quello europeo) è fermo. Nessuno si fida più dell&#8217;altro. &Egrave; ora che i banchieri centrali mostrino di fidarsi e prestarsi soldi tra loro. Altrimenti il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/credit-crunch">credit crunch</a> è solo rimandato di qualche mese da queste manovre sui tassi. Gioite poco e shortate molto.</p>
<p>Per ulteriori info: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/10/taglio-tassi-banche-centrali.shtml?uuid=fc725110-9529-11dd-9b8d-da03312c4e95&amp;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a></p>
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		<title>Sexy analista finanziaria cercasi per il Playboy di febbraio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 18:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le donne più sexy di Wall Street hanno una nuova occasione per farsi vedere. Mettersi in mostra nude sul numero di Febbraio di PlayBoy: il concorso &#8220;the sexiest woman of Wall Street&#8221; è rivolto alle lavoratrici delle istituzioni finanziarie dalle forme più graziose. Per il concorso sarà sufficiente inviare una foto di tutto il corpo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne più sexy di Wall Street hanno una nuova occasione per farsi vedere. Mettersi in mostra nude sul numero di Febbraio di <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/playboy">PlayBoy</a>: il concorso &#8220;<strong>the sexiest woman of Wall Street</strong>&#8221; è rivolto alle lavoratrici delle istituzioni finanziarie dalle forme più graziose.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/sexy-analista-finanziaria-cercasi-per-il-playboy-di-febbraio.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1598" title="Sexy Analista Finanziaria nuda per Playboy.com" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/playboy_crisi_wall_street.jpg" alt="" width="430" height="129" /></a></p>
<p>Per il concorso sarà  sufficiente inviare una foto di tutto il corpo, uno scatto del volto e la propria fotocopia del documento d&#8217;identità  leggibile in modo da provare di esser una donna maggiorenne. Aggiungendo nome, età , città  di residenza, numero di telefono, indirizzo email, il proprio lavoro e qualche riga sul proprio lavoro è possibile partecipare senza doversi alzare dalla scrivania.<span id="more-1597"></span></p>
<p>Non è la prima volta che la rivista con le donne nude più belle del mondo s&#8217;interessa alle crisi finanziarie americane: Hugh Hefner aveva già  utilizzato una strategia simile per il caso Enron del 2002 pubblicando la foto della ventisettenne <a title="Courtney Parker, nuda su PlayBoy per lo scandalo Enron" rel="lightbox" href="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/courtney_parker_enron_playboy.jpg">impiegata seminuda Courtney Parker</a> e all&#8217;epoca le vendite andarono discretamente. Funzionerà  questa volta o il vecchietto di 83 anni dovrà  decisamente alzare bandiera bianca?</p>
<p>Il concorso scade il 24 ottobre, ci sono solo 23 giorni per mandare le proprie fotografie in pose osé. Il mondo della finanza é popolato di bellissime donne, molto affascinanti e spesso dal cervello ben più sviluppato di qualche uomo. I <em>photo editor</em> della rivista patinata per uomini saranno disposti a dare sfogo alla voglia di mostrarsi di qualche avvenente impiegata della City? Staremo a vedere.</p>
<p>Per chi fosse interessata, l&#8217;indirizzo email cui mandare le proprie foto/apparizioni è <a href="mailto:womenofwallstreet@playboy.com">womenofwallstreet@playboy.com</a> o in alternativa c&#8217;è il comodissimo indirizzo postale.</p>
<blockquote><p>Playboy<br />
Attn: Women of Wall Street<br />
680 North Lake Shore Drive<br />
Chicago, IL 60611</p></blockquote>
<p>A dimostrazione, c&#8217;è il <a href="http://www.playboy.com/magazine/features/bare-market-babes/bare-market-babes.html">sito di playboy</a> e <em>non</em> cercate le foto delle donne senza veli!</p>
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		<title>Come recuperare i soldi investiti nei bond negli ultimi 12 mesi?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 22:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi ! La crisi ! C&#8217;è la crisi dei mercati ! Ok s&#8217;è capito e magari avete pure investito tempo addietro su consiglio di qualcuno (più o meno) addetto ai lavori. Al di là di &#8220;non farsi prendere dal panico e vendere subito&#8220;, c&#8217;è una speranza per i risparmiatori coinvolti nel default di Lehman [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi ! La crisi ! C&#8217;è la crisi dei mercati ! Ok s&#8217;è capito e magari avete pure investito tempo addietro su consiglio di qualcuno (più o meno) addetto ai lavori. Al di là di &#8220;<em>non farsi prendere dal panico e vendere subito</em>&#8220;, c&#8217;è una speranza per i risparmiatori coinvolti nel <strong>default di Lehman Brothers</strong> o nei prossimi che verranno.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/come-recuperare-i-soldi-investiti-nelle-polizze-o-nei-bond-comprati-negli-ultimi-12-mesi.html#more-1162"><img class="size-full wp-image-1204 aligncenter" title="Non farsi fregare dal banchiere" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/attenzione_alla_truffa_che_propongono_allo_sportello.gif" alt="" width="430" height="160" /></a></p>
<p>Ne parla anche <a href="http://blog.panorama.it/economia/2008/09/23/crac-mutui-in-italia-tremano-oltre-40mila-risparmiatori/">Panorama</a>: considerando che ogni situazione va valutata singolarmente, per le polizze bisogna analizzare i documenti contrattuali utilizzati da ciascuna compagnia e verificare soprattutto la data in cui il contratto si è concluso (ovvero la data in cui avete firmato). La modifica del T.U.F. del 2005 ha introdotto l&#8217;<strong>obbligo della banca di rispondere per i bond venduti nei 12 mesi antecedenti ad un default</strong>. <span id="more-1162"></span>Non è il caso degli investitori Cirio o Parmalat, ma per situazioni analoghe, potete reclamare.  Per il caso Lehman Brothers la parola attenzione è d&#8217;obbligo, visto che la società  ad una settimana dalla dichiarazione di fallimento non ha fatto ancora sapere come si muover&grave;.</p>
<p>Infatti in caso di dichiarazione di nullità del contratto con l&#8217;intermediario, in quanto contrario a norme imperative, secondo il codice civile il risarcimento dovuto non è sempre al 100% di quanto effettivamente sborsato in precedenza.</p>
<p>L&#8217;idea di un&#8217;eventuale <em>class action</em> non e&#8217; da escludere, ma non è roba che si può tentare in Italia. Qualcuno ha già provveduto a cause cumulative, mettendo insieme circa 120 risparmiatori (vedi <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-10-10/polizze-lehman-tribunale-080443.shtml?uuid=AY0ydaYC">questa causa contro Lehman</a> dove <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/rimborsi-a-rischio-per-2-milioni-di-euro-di-polizze-lehman-brothers.html">lavoro anche io</a>).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; Nota di redazione &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Le modifiche al Testo Unico della Finanza sono state effettuate dopo gli scandali dovuti a Cragnotti e Tanzi: in quel caso si era verificato l&#8217;aggiramento di norme per il sollecito del pubblico risparmio. Il caso di  Lehman Brothers, cosÃ¬ come qualsiasi altro ente in default, non si sostanzierebbe nella stessa forma/oggetto/causa, pur riuscendo a sortire gli stessi effetti di rimborso per i piccoli risparmiatori.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; 2° Nota di redazione &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Prima di fare un atto contro la tua banca, parlane con un avvocato esperto o con un consulente finanziario indipendente. Il tuo promotore &egrave; di parte, anche se ha sempre giurato di lavorare per te. Se vuoi contattarmi, posso fornirti gratuitamente qualche consiglio. Poi per procedere, ti rivolgerai dove meglio credi.</p>
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		<title>La deroga al Mark-to-market in periodo di crisi aumenta i rischi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 12:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi &#8220;catastrofici&#8221; che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un articolo sul Sole24ore dai contorni meritevoli di un post complesso. Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi &#8220;catastrofici&#8221; che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/zingales-mark-to-market_PRN.shtml">articolo sul Sole24ore</a> dai contorni meritevoli di un post complesso.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1006" title="Addio al sistema Mark to Market?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/addio_al_mark_to_market.gif" alt="" width="425" height="130" /></p>
<p>Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e Freddie Mac, le due semistatali oligopoliste alla Cournot dell&#8217;intero mercato mutui a stelle e strisce stato un chiaro segnale (<em>di convenienza per il proprio bilancio</em> ndr) all&#8217;economia americana. Il governo interviene. Lehman Brothers invece è stato lasciato affondare da solo non perchè non appartenesse ma per limitare l&#8217;idea malsana* che una cura locale sul colosso mondiale potesse continuare a far sopravvivere tutti. Non solo. <span id="more-1002"></span></p>
<p>L&#8217;uso della leva finanziaria in modo troppo pesante ha scatenato la debt deflation*. ok è vero, ma perchè è tutto andato in perdita? Perchè i subprime l&#8217;anno scorso e gli altri fallimenti a catena quest&#8217;anno? C&#8217;è troppo rischio per il patrimonio stimato e soprattutto troppi strumenti di raccolta (e impieghi) straordinari vengono usati come sistemi ordinari.</p>
<p>E qui Zingales tira fuori l&#8217;idea: visto che il principio del mark-to-market non funziona, facciamo un&#8217;eccezione e leviamolo. E qui mi viene da pensare, perchè? Non cambia mica la situazione? Anzi, peggiora, visto che le perdite aumentano dal momento che valutando al costo storico (o a quello ammortizzato) e non più ad un <strong>fair value</strong> voluto al mark-to-market ci si trova in mano con dei pezzi di carta straccia?</p>
<p>Facciamo un esempio pratico: l&#8217;azienda bancaria eroga prestiti in mezzo mondo e prende le dovute garanzie. Quei prestiti vanno ovviamente seguiti e monitorati dall&#8217;azienda con la continuità  e la disponibilità  di maggiori informazioni di cui dispone. I mercati finanziari nel valutare il futuro di quell&#8217;azienda usano la stessa quotidiana e puntuale perizia, ma sulla base delle informazioni disponibili. Se però l&#8217;attività  (il prestito di cui sopra) dopo la crisi viene ancora valutata al valore contrattuale con cui era stato emesso tempo fa, il principio di trasparenza e correttezza verso <em>stakeholder</em>, <em>shareholder</em> e <em>claimholder</em> svanisce.</p>
<p>Se poi si rinunciasse a questo sano principio in base ad una deroga concessa a livello di sistema, avremmo il cataclisma: tutti in mano avrebbero carta straccia (cioè titoli non espressivi del valore intrinseco) a livello di sistema. Quindi da una bolla ed una cancrena locale si passerebbe ad uno sfacelo di tutto il sistema.</p>
<p>Con l&#8217;occasione ricordo che il problema del contagio non è dovuto all&#8217;apertura internazionale degli scambi, quanto piuttosto alla volontÃ  degli intermediari di esporsi: già  tempo fa si era capito che la solvibilità  di alcuni istituti europei dipendeva in parte anche dall&#8217;affidabilità  di un artigiano americano (vedi il problema dei subprime). Quindi se evitiamo le scottature di tante bollenti di chi le detiene in portafoglio, sarebbe di buon auspicio per la stabilitÃ  e la riprese se evitiassimo ancor di più l&#8217;evenienza di avere bilanci al limite del &#8220;trucco&#8221;.</p>
<p>Concludo affermando la necessità  di ulteriori delucidazioni in materia, ma Luigi Zingales taglia corto e lascia il lettore a dire &#8220;mah&#8230;&#8221;. Ad ogni modo quest&#8217;uomo o l&#8217;ha spiegata male o non la racconta come mi piace sentirla.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>* per le sorti dell&#8217;economia e le tasche dei contribuenti <em>stars and stripes</em>.</p>
<p>** la debt deflation è una situazione in cui le garanzie utilizzate per assicurare un prestito (o una qualsiasi altra forma di debito) perdono di valore. Questo ovviamente + molto pericoloso per chi ha concesso prestiti, in quanto si ritrova con la carta straccia in mano (e dovrÃ  quindi ristrutturare il debito). Questa situazione è meglio conosciuta come &#8220;collateral deflation&#8221; (collateral=garanzia).</p>
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		<title>L&#8217;Argentina rischia un nuovo default</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 08:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l&#8217;Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma My.L. a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal &#8220;Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi&#8221;. Oltre la simpatica fotografia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l&#8217;Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma <strong>My.L.</strong> a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal &#8220;Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/l-argentina-rischia-un-nuovo-default-con-la-corsa-del-dollaro.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-551" title="Argentina  a rischio default per lo stress sul mercato dei credit default swaps" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/05/argentina_rischio_default_stress_mercato_crediti_default_swaps.jpg" alt="" width="430" height="162" /></a></p>
<p>Oltre la simpatica fotografia, ecco la situazione come si evolve e poi alcuni consigli su come&#8230; evitare le &#8220;sòle&#8221;! In questi giorni le banche le continuano a rifilare, anche sotto la spinta della storia del cambio mutuo.<span id="more-550"></span></p>
<p><strong>Fase 1:</strong> Si preoccupano gli investitori professionali internazionali per lo <em>stress del mercato dei credit default swap</em> (per chi non li conoscesse, sono &#8220;derivati che consentono di proteggersi contro il rischio d&#8217;insolvenza di una controparte&#8221; in questo caso lo stato argentino). La media di gennaio di 200 punti base è ora a 591 (1 basis point = 0,01%) ed ha raggiunto picchi più alti. In pratica per assicurarsi contro l&#8217;insolvenza di 10 milioni di dollari a inizio anno bastava pagare 200 mila dollari, oggi ce ne vogliono  591 mila quasi il triplo!</p>
<p><strong>Fase 2</strong>: Se ne accorgono e se lo chiedono i cittadini medi che agli sportelli chiedono (insistentemente) dollari al posto dei peso. La Banca centrale di Buenos Aires immette qualcosa come 2 miliardi di dollari per difendere il peso.</p>
<p><strong>Fase 3:</strong> Il &#8220;non c&#8217;è pericolo&#8221; del governatore della Banca Centrale Argentina non basta, non c&#8217;è fiducia nel nuovo governo di Cristina Kirchner e soprattutto c&#8217;è un&#8217;inflazione al 23%.</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>Niente da fare, i segnali del mercato sono inequivocabili: speriamo solo che la crescita del Pil dell&#8217; 8,8% sostenga queste emissioni. Fare Argentina 2 potrebbe dare veramente forti problemi.</p>
<p>Sarebbe interessante, e qui chiudo, capire perchè è aumentata la percezione di rischio dell&#8217;Argentina: secondo gli autori la corsa del dollaro sempre più svalutato può far finire nelle stesse condizioni che hanno causato il crack di 6 anni fa. Staremo a vedere.</p>
<p>_________________ UPDATE: sui <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/15/argentina-torna-lincubo-bancarotta/">blog di Panorama</a> se ne ricordano solo oggi, 14 giugno.</p>
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