L'unica cosa che vale la pena fare, oggi, è l'essere moderni
Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d’oltreoceano. Bisogna limitare ex lege salvando il salvabile e diversificando?

In occasione del “fixing finance” – convegno all’ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti – il premio nobel 2001 per l’economia Stiglitz tratta temi caldi della congiuntura economica attuale.
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Stai male, sei nella stanza del dottore. Vuoi esser rassicurato che la tua malattia sia identificabile tra quelle curabili dalla medicina attuale. Non vuoi sentirti dire “saranno necessari ulteriori esami per verificare la situazione”. Non sopporti altro stress.

Questa è la situazione di ogni comune mortale. Questo nella foto invece è il medico delle banche americane in crisi o sull’orlo del default. Peccato che le pessime condizioni di salute dei loro bilanci pregiudichino tutto il sistema economico. Continua »
Nei palazzi della Merril Lynch prima di confluire in Bank of America nel 2008 hanno pensato bene di spartirsi il bottino dei superbonus: più di un milione di dollari a testa per oltre 700 manager. A spese di Mr. & Mrs Smith, il contribuente americano.

Generalmente nella banca d’affari le “regalie” venivano elargite ad inizio anno; stavolta i furbetti hanno anticipato tutti. Magra consolazione: sarà l’ultima volta. La Camera Usa ha votato una tassazione del 90% sui bonus elargiti ai manager di aziende salvate col denaro pubblico.
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Dopo giorni nefasti in cui son stati bruciati centinaia di miliardi di dollari, le borse di mezzo mondo ieri hanno volato e Milano compresa hanno segnato consistenti rialzi. New York, in particolare, è stata trascinata dall’euforia dovuta all’annuncio del ceo di Citigroup.

Citi ottiene il miglior risultato nei primi due messi dell’anno dal 2007. Perché non ripagare in minima parte quei 45 miliardi di dollari che li ha salvati (senza contare le garanzie per 300 miliardi del Tesoro Usa) ?
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Gli islandesi hanno un eccessivo appetito per il rischio. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un’eruzione vulcanica stava per rovinare su una cittadina dell’isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l’acqua gelata del mare sulle colate di lava.

Incredibilmente gli islandesi vinsero la loro scommessa! Nessuno aveva mai fermato un’eruzione vulcanica prima d’allora e nessuno è più riuscito a farlo.
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Oltreoceano non accennano a fare una cosa, la fanno decisamente meglio di come potremmo impostare noi europei. Hanno un approccio diverso, un’etica di gigantismo oltremodo, di crescita continua.
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Da grande voglio fare il banchiere di una mega istituzione finanziaria americana, così posso mandarla ko mentre continuo a starmene tranquillamente in panciolle. Nessuno mi manderà a casa, tutti i miei fedelissimi del board administration m’adorerano.
Obama afferma di voler chiudere la prigione di Guantanamo, mente qualche sostinitore la politica del giovane presidente chiede una rotazione dei reclusi. D’altronde la devono provare tutti, o no?

I terroristi sono pericolosi per le vite umane, i banchieri stra-ricchi delle più grosse banche Usa idem. L’ultima minchiata l’hanno fatta nei palazzi di Citigroup, colosso americano innaffiato di liquidità pubblica per evitare la catastrofe. Avevano bisogno di un jet e…
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Le conseguenze della crisi dei mutui subprime si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008.

L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i “malcapitati” si annovera il presidente Marcel Ospel, l’ex vice presidente Stephan Haeringer e l’ex direttore finanziario Marco Suter.
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Le borse mondiali sono più volatili del solito e nonostante il rimbalzo-record di ieri nel weekend bisogna frenare gli entusiasmi. Aig è stata salvata perchè deteneva quasi un monopolio di fatto (viste le dimensioni e le connessioni con gli altri operatori) per il settore assicurativo americano e mondiale. Salvare Aig è stato praticamente un dovere del Governo Usa per salvaguardare la stabilità del sistema e degli assicurati stessi in via ben più residuale.
I dipendenti che vedete nella foto, giovincelli giocatori del blasonato Manchester United possono tirare un sospiro di sollievo. I 28 milioni di sponsorizzazione per il 2008-2009 dovrebbero arrivare. A penare invece sono i dipendenti delle investmente banks, i Lehman Brothers in particolare, i quali sono stati avvisati tutti via email pochi giorni fa “prendete lo scatolone e (con ordine) uscite. Buona fortuna”. In tutto questo chi ha sbagliato? Chi paga uscendo dal mercato?
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Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi “catastrofici” che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un articolo sul Sole24ore dai contorni meritevoli di un post complesso.

Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e Freddie Mac, le due semistatali oligopoliste alla Cournot dell’intero mercato mutui a stelle e strisce stato un chiaro segnale (di convenienza per il proprio bilancio ndr) all’economia americana. Il governo interviene. Lehman Brothers invece è stato lasciato affondare da solo non perchè non appartenesse ma per limitare l’idea malsana* che una cura locale sul colosso mondiale potesse continuare a far sopravvivere tutti. Non solo.
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In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! Nè starlette, né calendari semi-porno, nè deputate nude, nè miss varie, nè veline con le gambe al vento!
RISPETTIAMO LE DONNE
(e sopportiamolo pure!)