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	<title>PiccoloSocrate &#187; crisi investment banks</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Il gigantismo bancario è da limitare con una legge antitrust?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/il-gigantismo-bancario-e-da-limitare-con-una-legge-antitrust.html</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 09:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d&#8217;oltreoceano. Bisogna limitare ex lege salvando il salvabile e diversificando? In occasione del &#8220;fixing finance&#8221; &#8211; convegno all&#8217;ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti &#8211; il premio nobel 2001 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le dimensioni mastondontiche delle banche americane complicano i processi di salvataggio e fusione a spese del contribuente d&#8217;oltreoceano. Bisogna limitare <em>ex lege</em> salvando il salvabile e diversificando?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4208" title="Il risparmio americano" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/05/gigantismo_maiali_salvadanai.jpg" alt="Il risparmio americano" width="430" height="183" /></p>
<p>In occasione del &#8220;fixing finance&#8221; &#8211; convegno all&#8217;ABI cui mi sarebbe piaciuto partecipare se non fosse per il prezzo proibitivo per gli studenti &#8211; il premio nobel 2001 per l&#8217;economia Stiglitz tratta temi caldi della congiuntura economica attuale. <span id="more-4197"></span></p>
<p>Cito testualmente l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>« Il <strong>sistema bancario del futuro</strong> dovrà basarsi su una <strong>maggiore diversificazione</strong>. Sarà necessario disporre di <strong>istituti più specializzati e di società di venture capital</strong>; ci saranno certamente banche di minori dimensioni in grado di finanziare meglio le piccole e medie imprese. E ci saranno, certo, anche le <strong>grandi banche</strong>. Ma è essenziale che <strong>non</strong> siano <strong>così grandi</strong> come quelle che sono state protagoniste della crisi attuale: banche di dimensioni tali che non ci si può permettere che falliscano, perchè altrimenti trascinano con sè l&#8217;intero sistema economico »</p></blockquote>
<p>Dove sta il problema di fondo? Secondo il premio nobel ridurre le dimensioni titaniche degli intermediari <em>yankee</em> risolverebbe la questione. In teoria non sbaglia: diminuendo la struttura media dei pezzi il sistema diventa più flessibile agli urti congiunturali &#8211; le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziarie">crisi finanziarie</a> &#8211; al tempo stesso, a parità di <em>governance</em> la mortalità delle aziende medio/piccole consente il controllo dei rischi sistemici.</p>
<p>In situazioni di stress un sistema di aiuti statali (il <a href="http://www.fdic.gov">Deposit Insurance Fund</a>, giusto per fare un nome a caso) può intervenire a tamponare l&#8217;eventuale falla di un <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default bancario</a> senza aggravare le tasche di Mr. &amp; Mrs Smith (il contribuente americano). La diversificazione dimensionale comporta alcuni svantaggi.</p>
<p>Perchè l&#8217;idea del nobel sulle asimmetrie informative Stiglitz non è indolore nelle condizioni attuali? Supponiamo l&#8217;istantaneo spin-off di tutte le attività dei maggiori gruppi bancari-assicurativi a stelle e strisce. Occorre ipotizzare almeno due scenari-limite:</p>
<ul>
<li> <strong>Scenario uno: dal gigante ai pochi pesi medi</strong>.<br />
Le attività d&#8217;intermediazione di un grosso istituto spacchettate su <em>5-6 gruppetti</em> specializzati di dimensioni ridotte.<br />
Non tutti i gruppetti sono quotati sul listino (quindi meno scossoni in borsa al primo <em>rumors</em> negativo) ed il mercato del controllo societario è poco efficiente.
</li>
<li> <strong>Scenario due: intermediari grandi quanto un atomo</strong><br />
Una costellazione di banche e intermediari si specializzano su poche attività con volumi modesti. Solo qualcuno è sul listino ed il mercato del controllo è inefficace. La governance senza obbligo d&#8217;informativa perde il ruolo principale.
</li>
</ul>
<p>In nome della diversificazione dimensionale e della tutela delle tasse dei consumatori, Stiglitz aumenta direttamente tutti i costi di transazione: i costi bancari  sono sempre pagati dalla collettivita&#8217; che si rivolge agli intermediari. I costi dei servizi standardizzati possono rimanere su livelli concorrenziali, ma non potendo far leva sui volumi intermediati, schizzerebbero in cielo i costi per i servizi più complessi generalmente legati alla concessione di credito.<br />
<strong>Conclusione n. 1: aumento del costo di accesso al credito</strong>.<br />
In alternativa, minori spese per pratiche istruttorie complesse comportano una diversa (o peggiore) identificazione dei rischi connessi nelle operazioni, aumentando i rischi insiti nel sistema.</p>
<p>Un sistema di banche medie (poche grandi smagrite e tante realtà regionali o locali) aumenta la specializzazione di ognuna e la concorrenza nei servizi/prodotti, incentiva la creazione di &#8220;reti&#8221; e collaborazioni &#8211; mentre distrugge la competitività estera del settore. Bank of America, Citigroup, Jp Morgan e via dicendo sono stati per decenni i grossi player internazionali. La crisi finanziaria non è nata in America &#8211; è un <em>affaire</em> globale che ha interessato settori della finanza più o meno a rischio.<br />
<strong>Conclusione n. 2: comprometterebbe la competitività e la scalabilità degli istituti cardine del sistema finanziario mondiale</strong>.</p>
<p>Alla Casa Bianca dovrebbero tirar fuori una politica protezionistica antistorica sul settore che fa da volano all&#8217;intero sistema economico. Impensabile anche perché il risiko delle fusioni bancarie europee potrebbe ripartire andando a caccia dei migliori intermediari Usa. <strong>Corollario alla conclusione n.2: eliminato un rischio all&#8217;interno del paese per averlo alla porta</strong>.</p>
<p>Il problema del mercato del  controllo degli intermediari ante ipotesi di nazionalizzazione era limitato a pochi elementi di cui si poteva conoscere la <em>governance</em> e procedere alla modifica strutturale delle leggi senza sradicare l&#8217;intero sistema. Per ridurre le dimensioni degli intermediari, la rivoluzione del sistema di corporate governance passa in primo piano. <strong>Conclusione n.3: la rivoluzione della governance è indispensabile in tempi brevissimi &#8211; situazione irrealizzabile</strong>.</p>
<p><!--adsense--></p>
<p>Supponendo di esser riusciti a ridurre le dimensioni, mantenere i vincoli di stabilità e redditività delle aziende bancarie e parabancarie &#8211; come si può evitare di dare i soldi del contribuente alle banche decotte? Meglio lasciar lavorare una banca sana da sola che farle assorbire una banca sull&#8217;orlo del fallimento con i soldi del contribuente. Un esempio concreto per capirci: Unicredit post fusione con Capitalia ha dato il via ad un piano di ristrutturazione aziendale mostruoso che non mina la sua operatività corrente &#8211; ma la aggrava di costi, inefficienze e ritardi che gravano sul ritorno economico dei suoi finanziatori privati. Immaginate la stessa situazione per le banche americane finanziate dal denaro pubblico. A rimetterci sarà lo Stato che ha speso per salvarle.</p>
<p>Chiudiamo con una riflessione sulla necessità di leggi per i <em>titoli tossici</em>.</p>
<ul>
<li>Non tutti i derivati sono tossici</li>
<li>Non tutti fanno male ai bilanci</li>
</ul>
<p><strong>Legiferare eccessivamente sui derivati</strong>, strumenti finanziari nati con finalità di copertura dalle variazioni dei tassi d&#8217;interesse, significa <strong>paralizzare</strong> uno dei <strong>mercati d&#8217;approvvigionamento</strong> delle materie prime per le aziende di credito. E&#8217; pur vero che le perdite potenziali stimate per la crisi finanziaria (4.1 miliardi di miliardi di dollari) si son rivelate ben al di sotto delle realtà anche per colpa degli <em>asset tossici</em> ma l&#8217;unico modo per salvare una banca è farle intermediare su settori stabili e in crescita.</p>
<p><strong>Stiglitz indica</strong> due <strong>vie condivisibili per la ricostruzione</strong>: l&#8217;Europa dell&#8217;Est, dove la domanda in forte crescita ha subito colpi d&#8217;arresto pur rimanendo sede di innumerevoli asset delle banche e i mutui americani. Il problema è solo nei modi e nei tempi. Sforbiciare le dimensioni delle banche non è la soluzione, controllare seriamente la governance può essere una strada. O dobbiamo comprare anche noi <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/28/tesoro-usa-contro-il-jet-aziendale-citigroup.html" rel="nofollow">un jet privato come volevano fare gli ad di Citigroup</a>?</p>
<p>VIA | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/joseph-stiglitz-intervista.shtml?uuid=b21934a4-39a6-11de-81fa-22afe42b0e6a&amp;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <a href="http://www.abi.it/manager?action=show_document&amp;portalId=1&amp;documentId=9727">documenti ABI</a></p>
<hr />
<p>Per maggiori informazioni consultare la  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asimmetrie_informative">teoria sulle asimmetrie informative</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Stiglitz">biografia di Joseph Stiglitz</a>, l&#8217;articolo di Luigi Spaventa sull&#8217;<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000916.html">ipotesi delle <em>bad banks</em></a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costi_di_transazione">teoria sui costi di transazione</a>.</p>
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		<title>5 motivi per credere agli stress test delle banche Usa e 5 per non fidarsi</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/5-motivi-per-credere-ai-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa-e-5-per-non-fidarsi-dei-risultati-apparenti-dei-test-americani.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stai male, sei nella stanza del dottore. Vuoi esser rassicurato che la tua malattia sia identificabile tra quelle curabili dalla medicina attuale. Non vuoi sentirti dire &#8220;saranno necessari ulteriori esami per verificare la situazione&#8221;. Non sopporti altro stress. Questa è la situazione di ogni comune mortale. Questo nella foto invece è il medico delle banche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stai male, sei nella stanza del dottore. Vuoi esser rassicurato che la tua malattia sia identificabile tra quelle curabili dalla medicina attuale. Non vuoi sentirti dire &#8220;saranno necessari ulteriori esami per verificare la situazione&#8221;. Non sopporti altro <em>stress</em>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4026" title="Il medico delle banche americane in crisi " src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/04/tim_geithner_ministro_tesoro_usa.jpg" alt="Il medico delle banche americane in crisi " width="430" height="170" /></p>
<p>Questa è la situazione di ogni comune mortale. Questo nella foto invece è il <strong>medico delle banche americane in crisi</strong> o sull&#8217;orlo del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default</a>. Peccato che le pessime condizioni di salute dei loro bilanci pregiudichino tutto il sistema economico.<br />
<span id="more-4025"></span></p>
<p>Dopo <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/e-il-blog-pubblica-i-pessimi-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa.html">gli annunci-bomba sulla qualità dei risultati dei test  pubblicati da un blog</a> ed il relativo crollo dei mercati, c&#8217;è da fidarsi o no?</p>
<p>Prima di tutto: <strong>cos&#8217;è uno stress-test?</strong> Non è una pratica per banchieri sfatti.. ma è una  complessa stima  della capacità (economica, finanziaria e patrimoniale) dell&#8217;intermediario di sopravvivere (e come) alle condizioni di mercato. E&#8217; un&#8217;analisi che si basa sul calcolo delle variazioni dei principali <em>driver</em> (sia di performance che di bilancio) ipotizzando diversi scenari.  Se sei un &#8220;purista del banchese&#8221;, eccoti un link utile per la <a href="http://intermarketandmore.investireoggi.it/stress-test-come-ti-misuro-lo-stress-di-una-banca-3887.html">definizione di stress test in termini di TCE e Core Tier 1</a>.</p>
<hr /><strong>Perchè credere ai risultati dello stress test?</strong></p>
<p>1. Perchè è l&#8217;<strong>unica via per avere informazioni esaustive</strong> rispetto ai classici bilanci di fine periodo. Anche perché di trucchi per sistemare bilanci ne conosco qualcuno anch&#8217;io che sono appena uno studente sbarbatello. Figuriamoci gli squali della finanza.</p>
<p>2. Perchè il <strong>Ministro del Tesoro sà di doverle salvare tutte</strong> &#8211; dalla più grande istituto multinazionale alla più piccola banchetta locale &#8211; altrimenti crollerebbe il sistema finanziario o partirebbe l&#8217;ennesimo risiko bancario per salvare gli istituti sull&#8217;orlo della bancarotta.</p>
<p>3. Perchè il <em>Tarp</em> (il piano per il salvataggio delle banche <em>stars &amp; stripes</em>) è già costato più di 100 miliardi di dollari all&#8217;amministrazione Obama, che non è disposto a bussare al Congresso per chiedere ulteriori fondi pubblici da destinare alle banche. Impopolare.</p>
<p>4. Perchè, nonostante il fallimento dell&#8217;annuncio del piano di pulizia dei bilanci bancari dagli asset tossici, l&#8217;obiettivo rimane confermato anche per i motivi al punto 2.</p>
<p>5. Perchè qualora le banche fossero sottocapitalizzate rispetto ai rischi in portafoglio, avrebbero comunque sei mesi di tempo per raccoglierlo sul mercato e patrimonializzarsi adeguatamente.<br />
<!--adsense--></p>
<hr /><strong>Perchè non dare fiducia ai risultati degli stress test?</strong></p>
<p>1. Perchè nessun istituto ammetterebbe la <em>mala-gestio</em> senza esserne realmente costretto. Se riuscissero a piovere miracolosamente soldi pubblici (o finanziamenti tramite terze vie) si potrebbero ripulire i risultati almeno per il 4 maggio.</p>
<p>2. Perchè gli istituti più a <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/rischio-default">rischio default</a> e con maggior bisogno di capitale perderebbero depositanti con l&#8217;effetto di corsa agli sportelli e note catastrofiche conseguenze sistemiche annesse.</p>
<p>3. Perchè le <strong>variabili degli scenari con cui sono stati effettuati tali test non rispondo a realtà aggiornata</strong>. La caduta dei prezzi delle case americane considerata tra il 14% e 22% è già del 25%, perchè la disoccupazione non è del 7.7% ma del 7.8% con una contrazione di PIL pari al 2.3% effettivo contro la forbice stimata tra l&#8217;1,9% ed il 2.1% 4. Perchè anche in caso di 6 politico minimo garantito per tutti gli interrogati &#8211; come si distinguerà tra le necessità di capitale urgenti tra un 6+ ed un 6&#8211; senza evitare gli effetti sul pubblico (vedi punto 2.)</p>
<p>5. Percè già qualche analista americano famoso (leggi Meredith Whitney) ha detto che è tutta aria fritta e si rischia l&#8217;insabbiamento delle informazioni.</p>
<hr />Il 4 maggio, giorno in cui saranno resi pubblici i risultati, bisognerà farsi qualche domanda &#8211; non possiamo pensare d&#8217;esser immuni dai fatti d&#8217;oltreoceano. Il mercato finanziario è globale per tutti, anche per chi non ha asset tossici o partecipazioni rischiose in portafoglio.</p>
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		</item>
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		<title>Imposta del 90% sui bonus dei manager Usa salvati con il T.a.r.p</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/tassazione-del-90-ai-bonus-dei-manager-americani-salvati-troubled-asset-relief-program-tarp-usa.html</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 14:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei palazzi della Merril Lynch prima di confluire in Bank of America nel 2008 hanno pensato bene di spartirsi il bottino dei superbonus: più di un milione di dollari a testa per oltre 700 manager. A spese di Mr. &#38; Mrs Smith, il contribuente americano. Generalmente nella banca d&#8217;affari le &#8220;regalie&#8221; venivano elargite ad inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei palazzi della Merril Lynch prima di confluire in Bank of America nel <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/2008">2008</a> hanno pensato bene di spartirsi il bottino dei <em>superbonus</em>: più di un milione di dollari a testa per oltre <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/manager">700 manager</a>. A spese di <strong>Mr. &amp; Mrs Smith, il contribuente americano</strong>.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/merrill_lynch_black_logo.jpg" alt="Merril Lynch" title="Merril Lynch" width="430" height="175" class="alignnone size-full wp-image-3613" /></p>
<p>Generalmente nella banca d&#8217;affari le &#8220;regalie&#8221; venivano elargite ad inizio anno; stavolta i furbetti hanno anticipato tutti. Magra consolazione: sarà l&#8217;ultima volta. La Camera Usa ha votato una <strong>tassazione del 90% sui bonus elargiti ai manager di aziende salvate col denaro pubblico</strong>.<span id="more-3609"></span></p>
<p>Dopo l&#8217;<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/bonus-ai-manager-di-aig-obama-dice-no-e-i-manager-pagano-la-meta.html">incazzatura di Obama per i super-bonus ai manager di aziende della finanza salvate sull&#8217;orlo del fallimento con i fondi pubblici</a>, questo emendamento (se approvato anche dal Senato americano) restituirà il 90% di inutili sprechi.</p>
<p>Certo, la frittata è fatta, ma per manager e senior partner è l&#8217;ultima volta che si attinge alla &#8220;vacca grassa&#8221;. A quando in Italia qualcosa di simile? </p>
<p>VIA | <a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/03/20/merrill-lynch-le-ultime-dalla-rapina-del-secolo/">Blog di Rampini</a> / <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/Aig-bonus-indagine-Barofsky-Poling.shtml?uuid=f75193ea-14ad-11de-8bd3-b244db82af1d&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Banche Usa in ripresa: Citigroup pagherà i debiti con i contribuenti?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/quando-paghera-i-suoi-debiti-citigroup.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/quando-paghera-i-suoi-debiti-citigroup.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 17:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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		<category><![CDATA[investment bank]]></category>
		<category><![CDATA[mercati finanziari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo giorni nefasti in cui son stati bruciati centinaia di miliardi di dollari, le borse di mezzo mondo ieri hanno volato e Milano compresa hanno segnato consistenti rialzi. New York, in particolare, è stata trascinata dall&#8217;euforia dovuta all&#8217;annuncio del ceo di Citigroup. Citi ottiene il miglior risultato nei primi due messi dell&#8217;anno dal 2007.  Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo giorni nefasti in cui son stati bruciati centinaia di miliardi di dollari, le borse di mezzo mondo ieri hanno volato e Milano compresa hanno segnato consistenti rialzi. New York, in particolare, è stata trascinata dall&#8217;euforia dovuta all&#8217;annuncio del ceo di Citigroup.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3470" title="CitiGroup" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/citigroup_pandit_manager_non_paga.jpg" alt="CitiGroup" width="430" height="122" /></p>
<p>Citi ottiene il miglior risultato nei primi due messi dell&#8217;anno dal 2007.  Perché non ripagare in minima parte quei 45 miliardi di dollari che li ha salvati (senza contare le garanzie per 300 miliardi del Tesoro Usa) ?<span id="more-3469"></span></p>
<p>Fossi il contribuente <em>stars and stripes</em> andrei a bussare al <strong>banchiere Vikram</strong>chiedendo almeno un paio di quei 19 miliardi di dollari macinati nei primi due mesi. Giusto per rimanere un filo <em>etici</em> e riconoscenti verso chi gli assicura un <strong>emolumenti per $ 3.164.320 l&#8217;anno</strong> tra base, variabile, stock option e via dicendo!</p>
<p>La storia di Vikram Pandit la racconta in modo accurato il <a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/p/vikram_s_pandit/index.html?scp=1-spot&amp;sq=pandit&amp;st=cse">Times</a> e d&#8217;altronde la notizia è questa:</p>
<blockquote><p>&#8221;Siamo in utile nei primi due mesi &#8211; afferma Pandit &#8211; e il primo trimestre si mostra come il migliore dal terzo trimestre del 2007 (&#8230;). I nostri depositi sono relativamente stabili, le nostre attivita&#8217; sui mercati funzionano bene e continuiamo ad offrire credito a privati e imprese&#8221;.</p>
<p>Pandit si congratula poi con i dipendenti per &#8221;il loro lavoro impressionante nel generare ricavi e ridurre i costi strutturali&#8221;. Il direttore generale prevede inoltre che l&#8217;operazione annunciata due settimane fa, con l&#8217;ottenimento di fondi dal governo per 27,5 miliardi di dollari attraverso lo scambio di azioni privilegiate, fara&#8217; di Citigroup la banca &#8221;meglio capitalizzata degli Stati Uniti in termini di ratios&#8221;.</p></blockquote>
<p>Come dire <em>a pagare e a morire, c&#8217;è sempre tempo</em>. Rendiamo merito al banchiere Vikram di aver ridato fiato alle borse impazzite, dove un minimo di serenità cambia decisamente la giornata agli speculatori. Ora dopo l&#8217;opera pia, sarebbe il caso di restituire il prestito.</p>
<p>VIA | <a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/03/11/citigroup-esalta-le-borse-dimentica-i-contribuenti/">Blog di Rampini</a></p>
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		<title>Cosa hanno in comune i pescatori islandesi e le investment banks?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 10:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli islandesi hanno un eccessivo appetito per il rischio. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un&#8217;eruzione vulcanica stava per rovinare su una cittadina dell&#8217;isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l&#8217;acqua gelata del mare sulle colate di lava. Incredibilmente gli islandesi vinsero la loro scommessa! Nessuno aveva mai fermato un&#8217;eruzione vulcanica prima d&#8217;allora e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli islandesi hanno un eccessivo <em>appetito per il rischio</em>. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un&#8217;<a href="http://www.xtreme.is/safnahus/?p=200&#038;s=743&#038;i=975">eruzione vulcanica</a> stava per rovinare su una cittadina dell&#8217;isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l&#8217;acqua gelata del mare sulle colate di lava.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3442" title="Barca a pesca!" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/pescatori_mari_del_nord.jpg" alt="Barca a pesca!" width="430" height="180" /></p>
<p>Incredibilmente <strong>gli islandesi vinsero la loro scommessa</strong>! Nessuno aveva mai fermato un&#8217;eruzione vulcanica prima d&#8217;allora e nessuno è più riuscito a farlo. <span id="more-3441"></span></p>
<p>Questo è lo spirito, appassionato e senza paura, degli islandesi che oggi come allora andavano a pescare. La <strong>pesca</strong> era l&#8217;<strong>attività economica principale dell&#8217;Islanda</strong>, poi hanno scoperto le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/investment-bank">investment banks</a>.</p>
<p>I pescatori, in altre parole, sono stati per molti versi simili alle banche d&#8217;investimento americane. Il loro rapporto intenso col mare li ha portati a sovrastimare le riserve ittiche intorno all&#8217;isola, depauperandone il patrimonio marino e impoverendo direttamente loro stessi. Per capire il paragone, date un&#8217;occhiata ad un classico dell&#8217;economia <a href="http://www.econ.ubc.ca/munro/472gord.pdf">&#8220;The Economic Theory of a common property resource: the fishery&#8221; di Scott Gordon</a>.</p>
<p>La sola limitazione alle quantità di pesce pescato non risolve il problema in quanto comporta l&#8217;innalzamento della concorrenza per la pesca e diminuendo i profitti. L&#8217;obiettivo non è far spendere un extra ai pescatori per dotarsi di nuove reti o di imbarcazioni più grandi: il fine è prendere il maggior numero di pesci col minimo sforzo. Per ottenerlo, c&#8217;è bisogno dell&#8217; intervento governativo.</p>
<p>L&#8217;operato del governo salva la pesca islandese, ma non le sue banche. Potremmo fare uno scambio: potremmo trasmettere le nostre conoscenze sul sistema normativo del comparto bancario e gl&#8217;islandesi potrebbero insegnarci a controllare i vulcani.</p>
<p>VIA | <a href="http://freakonomics.blogs.nytimes.com/2009/03/06/what-do-fishermen-and-investment-bankers-have-in-common/">Freakonomics</a></p>
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		<title>Da grande voglio fare il banchiere in una superbanca americana</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/voglio-fare-il-banchiere-in-una-superbanca-americana.html</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 00:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltreoceano non accennano a fare una cosa, la fanno decisamente meglio di come potremmo impostare noi europei. Hanno un approccio diverso, un&#8217;etica di gigantismo oltremodo, di crescita continua. Da grande voglio fare il banchiere di una mega istituzione finanziaria americana, così posso mandarla ko mentre continuo a starmene tranquillamente in panciolle. Nessuno mi manderà a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltreoceano non accennano a fare una cosa, la fanno decisamente meglio di come potremmo impostare noi europei. Hanno un approccio diverso, un&#8217;etica di gigantismo oltremodo, di crescita continua.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/01/suggere_banca.jpg" alt="Suggere" title="Suggere" width="430" height="191" class="alignnone size-full wp-image-3222" /> Da grande voglio fare il banchiere di una mega istituzione finanziaria americana, così posso mandarla ko mentre continuo a starmene tranquillamente in panciolle. Nessuno mi manderà a casa, tutti i miei fedelissimi del <em>board administration</em> m&#8217;adorerano.<span id="more-3219"></span></p>
<p>Capisco il rammarico degli <em>ad</em> di Citigroup per il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/chi-andra-a-guantanamo-i-terroristi-di-al-queda-o-i-banchieri-americani.html">mancato acquisto dell&#8217;aereo privato</a>, d&#8217;altronde, poveretti ecco quanto è realmente il loro stipendio. Una sintetica completa tabella-stipendi dal <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/01/banche-manager/crisi-banche-manager-sintesi.shtml?uuid=e024f3a8-eed6-11dd-9c9c-821838d16869&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a>.</p>
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		<title>Chi andrà a Guantanamo? I terroristi di Al Queda o i banchieri americani?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 15:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obama afferma di voler chiudere la prigione di Guantanamo, mente qualche sostinitore la politica del giovane presidente chiede una rotazione dei reclusi. D&#8217;altronde la devono provare tutti, o no? I terroristi sono pericolosi per le vite umane, i banchieri stra-ricchi delle più grosse banche Usa idem. L&#8217;ultima minchiata l&#8217;hanno fatta nei palazzi di Citigroup, colosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obama afferma di voler chiudere la prigione di Guantanamo, mente qualche sostinitore la politica del giovane presidente chiede una <strong>rotazione dei reclusi</strong>. D&#8217;altronde la devono provare tutti, o no?</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/01/guantanamo_banche_usa.jpg" alt="Guantanamo?" title="Guantanamo?" width="430" height="190" class="alignnone size-full wp-image-3203" /></p>
<p>I terroristi sono pericolosi per le vite umane, i banchieri stra-ricchi delle più grosse banche Usa idem. L&#8217;ultima <em>minchiata</em> l&#8217;hanno fatta nei palazzi di Citigroup, colosso americano innaffiato di liquidità pubblica per evitare la catastrofe. Avevano bisogno di un <em>jet</em> e&#8230;<span id="more-3197"></span> giustamente hanno pensato di comprarsene uno per appena 50 milioni di euro.</p>
<p>Peccato che quei verdoni siano un cinquantesimo dei 48 miliardi di dollari pubblici. Insomma anche lì giocano a fare i furbetti. E&#8217; francamente scandaloso che questi manager super-pagati vivano in un mondo separato da quello reale anche perché gli istituti di credito sono i massimi responsabili di recessione e crollo dell&#8217;attività economica USA.</p>
<p>I subprime, tanto per tirar fuori un noto argomento, li hanno accesi e cartolarizzati loro. <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/e4093646-eca6-11dd-a534-0000779fd2ac.html?nclick_check=1">Il Ministero del Tesoro Usa ha detto NO all&#8217;aereo per Citigroup</a>, andate con quello degli altri, pagando un volgarissimo biglietto di prima classe.</p>
<p>A quando un bel biglietto per la prigione dai pigiami arancioni?!?<br />
E oggi casualmente, all&#8217;annuncio di una <em>bad bank</em> che ingoi tutti i titoli tossici emessi dagli istituti scellerati, i titoli finanziari son schizzati all&#8217;insù. </p>
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		<title>La paga dei padroni: maxi tagli agli stipendi di tre manager di UBS</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/la-paga-dei-padroni-maxi-tagli-agli-stipendi-di-tre-manager-di-ubs.html</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le conseguenze della crisi dei mutui subprime si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008. L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le conseguenze della <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/crisi-finanziaria">crisi dei mutui subprime</a> si fanno (finalmente) sentire sul portafoglio dei manager responsabili: i membri del consiglio d’amministrazione della banca svizzera rinunciano a due terzi del loro faraonico bonus per il 2008.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/ubs_bank_logo.gif" alt="Unione delle Banche Svizzere" title="Unione delle Banche Svizzere" width="430" height="167" class="alignnone size-full wp-image-2397" /></p>
<p>L’intermediario svizzero risparmierà 27 milioni di dollari (circa 33 milioni di franchi svizzeri) tra retribuzioni e compensi vari. Tra i “malcapitati” si annovera il presidente Marcel Ospel, l’ex vice presidente Stephan Haeringer e l’ex direttore finanziario Marco Suter.<span id="more-2396"></span></p>
<p>I 33 milioni di euro non sono nemmeno un paliativo per la banca svizzera: le perdite derivate dal problema dei subprime ammontano infatti ad almeno 100 volte il risparmio conseguito: 40 miliardi di dollari solo nel 2008. Quest’operazione deontologica dovrebbe esser seguita in Italia almeno per il biennio 2008-2009: sarebbe una pratica apprezzata e generalmente condivisa.</p>
<p>Sarebbe anche un’ottima pubblicità, anche se è prevedibile sin d’ora che gli stipendi, i bonus ed i benefit degli anni successivi saranno sicuramente incrementati con sistemi extra, giusto per recuperare i mancati guadagni del 2008..</p>
<p>Sebbene sia impossibile arginare il fenomeno, possiamo informarci in materia dando una letta al libro: “La paga dei Padroni” di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti. Si parla di super-stipendi dei manager, confindustria, e cosi via…</p>
<blockquote><p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/11/la_paga_dei_padroni.jpg" align="left" />Sapete a quanto ammontano gli stipendi di alti dirigenti, manager di primo piano, banchieri, imprenditori di punta del nostro Paese?</p>
<p>Cifre da capogiro che è difficile anche immaginare prima di avere letto questo libro denuncia dei giornalisti Gianni Dragoni, inviato de “Il Sole 24 Ore”, e Giorgio Meletti, responsabile della redazione economica del Tg La7. Un libro che &laquo; si propone di entrare in un mondo che solitamente predilige il segreto… che ama farsi scudo del latinorum della finanza, fatto di parole inglesi roboanti, di fronte alle quali è difficile non sentirsi inadeguati.&raquo;</p></blockquote>
<p><strong><br />
IMPORTANTE AVVERTENZA AL LETTORE</strong><br />
Prima di darvi alla lettura, procuratevi un buon digestivo che non irriti il vostro stomaco, tanta pazienza, moltissima voglia di non arrabbiarsi e ancor più ottimismo. Altrimenti dopo la terza pagina capirete quanto ogni giorno si stava meglio quando non eravamo a conoscenza di certe informazioni.</p>
<p>FONTI | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/11/ubs-manager-bonus-taglio.shtml?uuid=7b169068-bb08-11dd-a2fd-575857747b1d&#038;DocRulesView=Libero">Sole24ore</a> e <a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_01/banche_svalutazioni_63857bde-ffbb-11dc-be96-00144f486ba6.shtml">Corriere.it</a></p>
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		<title>Investment banks Usa: è sbagliato il modello di banca o la strategia?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 13:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le borse mondiali sono più volatili del solito e nonostante il rimbalzo-record di ieri nel weekend bisogna frenare gli entusiasmi. Aig è stata salvata perchè deteneva quasi un monopolio di fatto (viste le dimensioni eÂ le connessioni con gli altri operatori) per il settore assicurativo americano e mondiale. Salvare Aig è stato praticamente un dovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le borse mondiali sono più volatili del solito e nonostante il rimbalzo-record di ieri nel weekend bisogna frenare gli entusiasmi. Aig è stata salvata perchè deteneva quasi un <em>monopolio di fatto</em> (viste le dimensioni eÂ  le connessioni con gli altri operatori) per il settore assicurativo americano e mondiale. Salvare Aig è stato praticamente un dovere del Governo Usa per salvaguardare la stabilità  del sistema e degli assicurati stessi in via ben più residuale.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/crisi-finanziaria-delle-investment-banks-usa-e-sbagliato-il-modello-di-banca-o-la-strategia.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1147" title="Cosa succede col salvataggio di Aig e di Merril Lynch? Chi affonda?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/effetti_salvataggio_aig_e_altre_investment_banks.gif" alt="" width="430" height="128" /></a></p>
<p>I dipendenti che vedete nella foto, giovincelli giocatori del blasonato Manchester United possono tirare un sospiro di sollievo. I 28 milioni di sponsorizzazione per il 2008-2009 dovrebbero arrivare. A penare invece sono i dipendenti delle investmente banks, i Lehman Brothers in particolare, i quali sono stati avvisati tutti via email pochi giorni fa &#8220;prendete lo scatolone e (con ordine) uscite. Buona fortuna&#8221;. In tutto questo chi ha sbagliato? Chi paga uscendo dal mercato? <span id="more-1145"></span></p>
<p><strong>Chi paga il conto della crisi finanziaria mondiale?</strong><br />
<em>Hanno pagato</em> i dipendenti delle societÃ  fallite e <em>gli investitori</em>, soprattutto quelli piÃ¹ esposti. In Italia il fenomeno Ã¨ molto limitato, visto che le polizze con LHM non erano diffuse come quelle di Cirio o di Parmalat che nonostante tutto erano appena 125 milioni di euro contro i 600 miliardi di dollari del colosso americano.</p>
<p><strong>Ok, chi pagherÃ  in futuro?</strong><br />
Le banche d&#8217;investimento ed i fondi hedge ovvero tutte le strutture finanziarie che hanno fatto ricorso alla leva finanziaria in modo troppo aggressivo. Le investment banks hanno sbagliato strategia per esser delle banche d&#8217;investimento. Rischiare Ã¨ giusto, ma non si puÃ² navigare nell&#8217;oceano dei rischi con una protezione minima dovuta all&#8217;eccessiva necessitÃ  di crescita con operazioni sbagliate. Lehman in particolare Ã¨ sempre stata un intermediario del <em>fixed income</em>* e passare in modo aggressivo verso altri settoriÃ¨ costato caro.<br />
<strong><br />
Investment banks: l&#8217;errore Ã¨ nel modello di banca o nelle strategie adottate?</strong><br />
Il modello organizzativo delle banche d&#8217;affari non Ã¨ sbagliato in sÃ©. L&#8217;errore Ã¨ nato per come Ã¨ stato messo in pratica. A testimonianza ricordo che una ad una le banche d&#8217;investimento piÃ¹ grosse Usa si stanno facendo comprare dalle piÃ¹ solide banche commerciali. L&#8217;ultimo caso Ã© quello di Merril Lynch, confluita dentro il grande gruppo di Bank of America, solida (ed enorme) banca commerciale che non Ã¨ esposta proporzionalmente agli stessi rischi.</p>
<p>Merril Lynch, in pratica, ha configurato un&#8217;attivitÃ  molto rischiosa che va a &#8220;coprirsi&#8221; in questo periodo nero, sotto l&#8217;ala di Bank of America. Il matrimonio conviene ad entrambe per diversificare e salvarsi.</p>
<p><strong>Come avrebbero dovuto fare per evitare di stare in mezzo ai guai?</strong><br />
Costituire delle riserve liquide e disponibili molto cospicue che avrebbero potuto fungere dare un po&#8217; di respiro. Dimunire il <em>leverage</em> Ã¨ facile a dirsi, dopo.</p>
<p><strong>Se la risposta è così semplice, perchè quando ha cominciato a tirare una brutta aria non l&#8217;hanno fatto?</strong><br />
Perchè i subprime dell&#8217;estate 2007 già avevano provveduto a far esplodere la bolla sui mercati: quindi trovare capitali da Agosto in poi è sempre stato più difficile con escalation crescente fino al fallimento.<br />
La degenerazione del credito in portafoglio è aumentata e&#8230; crack !</p>
<p><strong>C&#8217;è crisi nei mercati. C&#8217;è poca fiducia.</strong><br />
E pure ieri il messaggio dell&#8217;Amministrazione Usa di far un mega piano di salvataggio ha fatto esplodere i mercati: basta un annuncio per far salire la fiducia. Certo i massimi toccati venerdÃ¬ potrebbero non replicarsi nella prossima settimana.</p>
<p><strong>La crisi coinvolgerà  solo le banche d&#8217;investimento o si estenderà  ai fondi speculativi che nelle ultime settimane hanno mostrato un&#8217;inversione di tendenza nella raccolta?</strong><br />
La crisi ha fatto uscire dal mercato chi non ha impiegato un&#8217;ottima strategia. Alcuni Hedge Fund spariranno perchÃ© l&#8217;eccesso di volatilitÃ  dei prezzi e la totale incertezza anche sui mercati future ha giÃ  messo in crisi diverse strutture.</p>
<p><strong>Se cala il numero degli speculatori non è un guaio, vero?</strong><br />
Per l&#8217;umanità  intera è un bene. Per qualcuno magari no. Anzi diversi risparmiatori ringraziano.</p>
<p><strong>La crisi è finanziaria ed americana, però l&#8217;Europa cresce poco e l&#8217;Italia è in recessione. Che effetti ci saranno sull&#8217;economia reale?</strong><br />
In situazione patologiche il sistema creditizio è il primo che chiude i cordoni della borsa. Non solo. La velocità  della finanza è almeno 365 volte maggiore dell&#8217;economia reale. Quello che un trader fa con una telefonata, il sistema-impresa lo fa con un piano industriale anche decennale. Gli effetti peggiori sul sistema si vedranno tra qualche anno.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
* strumenti finanziari a &#8220;reddito fisso&#8221;, per natura meno aleatori con flussi piuttosto stabili nel tempo.</p>
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		<title>La deroga al Mark-to-market in periodo di crisi aumenta i rischi</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/la-deroga-al-mark-to-market-in-periodo-di-crisi-aumenta-i-rischi-sistemici.html</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 12:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi &#8220;catastrofici&#8221; che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un articolo sul Sole24ore dai contorni meritevoli di un post complesso. Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi &#8220;catastrofici&#8221; che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/zingales-mark-to-market_PRN.shtml">articolo sul Sole24ore</a> dai contorni meritevoli di un post complesso.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1006" title="Addio al sistema Mark to Market?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/addio_al_mark_to_market.gif" alt="" width="425" height="130" /></p>
<p>Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e Freddie Mac, le due semistatali oligopoliste alla Cournot dell&#8217;intero mercato mutui a stelle e strisce stato un chiaro segnale (<em>di convenienza per il proprio bilancio</em> ndr) all&#8217;economia americana. Il governo interviene. Lehman Brothers invece è stato lasciato affondare da solo non perchè non appartenesse ma per limitare l&#8217;idea malsana* che una cura locale sul colosso mondiale potesse continuare a far sopravvivere tutti. Non solo. <span id="more-1002"></span></p>
<p>L&#8217;uso della leva finanziaria in modo troppo pesante ha scatenato la debt deflation*. ok è vero, ma perchè è tutto andato in perdita? Perchè i subprime l&#8217;anno scorso e gli altri fallimenti a catena quest&#8217;anno? C&#8217;è troppo rischio per il patrimonio stimato e soprattutto troppi strumenti di raccolta (e impieghi) straordinari vengono usati come sistemi ordinari.</p>
<p>E qui Zingales tira fuori l&#8217;idea: visto che il principio del mark-to-market non funziona, facciamo un&#8217;eccezione e leviamolo. E qui mi viene da pensare, perchè? Non cambia mica la situazione? Anzi, peggiora, visto che le perdite aumentano dal momento che valutando al costo storico (o a quello ammortizzato) e non più ad un <strong>fair value</strong> voluto al mark-to-market ci si trova in mano con dei pezzi di carta straccia?</p>
<p>Facciamo un esempio pratico: l&#8217;azienda bancaria eroga prestiti in mezzo mondo e prende le dovute garanzie. Quei prestiti vanno ovviamente seguiti e monitorati dall&#8217;azienda con la continuità  e la disponibilità  di maggiori informazioni di cui dispone. I mercati finanziari nel valutare il futuro di quell&#8217;azienda usano la stessa quotidiana e puntuale perizia, ma sulla base delle informazioni disponibili. Se però l&#8217;attività  (il prestito di cui sopra) dopo la crisi viene ancora valutata al valore contrattuale con cui era stato emesso tempo fa, il principio di trasparenza e correttezza verso <em>stakeholder</em>, <em>shareholder</em> e <em>claimholder</em> svanisce.</p>
<p>Se poi si rinunciasse a questo sano principio in base ad una deroga concessa a livello di sistema, avremmo il cataclisma: tutti in mano avrebbero carta straccia (cioè titoli non espressivi del valore intrinseco) a livello di sistema. Quindi da una bolla ed una cancrena locale si passerebbe ad uno sfacelo di tutto il sistema.</p>
<p>Con l&#8217;occasione ricordo che il problema del contagio non è dovuto all&#8217;apertura internazionale degli scambi, quanto piuttosto alla volontÃ  degli intermediari di esporsi: già  tempo fa si era capito che la solvibilità  di alcuni istituti europei dipendeva in parte anche dall&#8217;affidabilità  di un artigiano americano (vedi il problema dei subprime). Quindi se evitiamo le scottature di tante bollenti di chi le detiene in portafoglio, sarebbe di buon auspicio per la stabilitÃ  e la riprese se evitiassimo ancor di più l&#8217;evenienza di avere bilanci al limite del &#8220;trucco&#8221;.</p>
<p>Concludo affermando la necessità  di ulteriori delucidazioni in materia, ma Luigi Zingales taglia corto e lascia il lettore a dire &#8220;mah&#8230;&#8221;. Ad ogni modo quest&#8217;uomo o l&#8217;ha spiegata male o non la racconta come mi piace sentirla.</p>
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<p>* per le sorti dell&#8217;economia e le tasche dei contribuenti <em>stars and stripes</em>.</p>
<p>** la debt deflation è una situazione in cui le garanzie utilizzate per assicurare un prestito (o una qualsiasi altra forma di debito) perdono di valore. Questo ovviamente + molto pericoloso per chi ha concesso prestiti, in quanto si ritrova con la carta straccia in mano (e dovrÃ  quindi ristrutturare il debito). Questa situazione è meglio conosciuta come &#8220;collateral deflation&#8221; (collateral=garanzia).</p>
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