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	<title>PiccoloSocrate &#187; default</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Default Italia o default Grecia: quando fallisce lo Stato?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il significato della parola default in economia è semplice: non poter onorare i propri impegni, esser insolventi e quindi esser sulla strada per il fallimento. Può fallire un&#8217;impresa, se perdura un forte situazione di perdite ed i soci non mettono mano al portafoglio. Ma per una nazione? La parola default per l&#8217;Italia è ancora lontana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il significato della parola default in economia è semplice: non poter onorare i propri impegni, esser insolventi e quindi esser sulla strada per il <em>fallimento</em>. Può fallire un&#8217;impresa, se perdura un forte situazione di perdite ed i soci non mettono mano al portafoglio. Ma per una nazione?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6710" title="default-italia-2010" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/05/default-italia-2010.jpg" alt="" width="430" height="176" /></p>
<p>La parola default per l&#8217;Italia è ancora lontana (grazie al cielo) ma nel 2010 potrebbe esserci più di uno stato che si avvicina alla condizione d&#8217;insolvenza (vedi la Grecia, il Portogallo e la Spagna), pur senza caderci inesorabilmente. <span id="more-6709"></span></p>
<p>Può dunque fallire una nazione? Il default per gli Stati è una condizione possibile o va assolutamente evitata ? La parola ai professori universitari de <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001696.html">LaVoce.info</a>, buona lettura!</p>
<h3>DEFAULT DI UNO STATO</h3>
<p>Navigando in rete mi sono imbattuto in un grafico interessante &#8220;Sovereign Defaults: 1981 &#8211; 2003 (Bank and Bond Default)&#8221; a cura di Eduardo Boresztein e Ugo Panizza (International Monetary Funds, 2008). Il fallimento statale avviene molto più frequentemente di quanto si possa immaginare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9313" title="Default stato" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/05/stati-in-default-grafico.jpg" alt="" width="430" height="650" /></p>
<p>In particolare:<br />
1981<br />
Senegal, Romania, Polonia, Jamaica, Honduras, Madagascar, Rep. Centrafricana, Capo Verde Costa Rica</p>
<p>1982<br />
Turchia, Togo, Nigeria, Messico, Haiti, Guyana, Ecuador, Rep. Dominicana, Cuba, Argentina, Malawi</p>
<p>1983<br />
Zambia Yugoslavia Uruguay Sierra Leone Filippine Panama Niger Mozambico Marocco Costa Rica Chile Brasile Guinea Bissau Costa D&#8217;Avorio Rep. Centrafricana Burkina Faso</p>
<p>1984<br />
Tanzania, Perù e Costa Rica</p>
<p>1985<br />
Yemen, Vietnam, Sud Africa, Camerun e Angola</p>
<p>1986<br />
Jamaica, Romania, Paraguay</p>
<p>1987<br />
Uruguay, Panama, Jamaica, Iraq, Liberia e Ghana</p>
<p>1988<br />
Trinidad &amp; Tobago, Togo, Malawi<br />
1989 Sud Africa Giordania Guatemala Bolivia Argentina<br />
1990<br />
Senegal, Bulgaria</p>
<p>1991<br />
Togo, Russia / URSS, Albania, Guinea, Etiopia, Algeria</p>
<p>1992<br />
Yugoslavia, Slovenia, Serbia &amp; Montenegro, Senegal, Nigeria, Macedonia, Croazia, Bosnia, Herzegovina</p>
<p>1993<br />
Sud Africa</p>
<p>1994<br />
Kenya</p>
<p>1995<br />
nessuno</p>
<p>1996<br />
Antigua &amp; Barbuda</p>
<p>1997<br />
Myenmar</p>
<p>1998<br />
Ucraina Russia Pakistan Moldavia Indonesia</p>
<p>1999<br />
Pakistan Ecuador Gabon</p>
<p>2000<br />
Zimbawe, Seychelles, Indonesia, Costa D&#8217;Avorio</p>
<p>2001<br />
Argentina</p>
<p>2002<br />
Nigeria, Moldavia, Indonesia</p>
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		<title>Le responsabilità di matematici e fisici nella crisi finanziaria mondiale</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/le-responsabilita-di-matematici-e-fisici-nella-crisi-finanziaria-mondiale.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 10:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziarie]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Arruolati dagli intermediari oltreoceano per creare modelli e progettare software in grado di capire l&#8217;andamento del mercato ed operare in autonomia, oggi sono i capri-espriatori dei manager. Poveri scienziati! I matematici e i fisici sono i geni cui spetta il compito di studiare nuove soluzioni, innovare e sviluppare le potenzialità della scienza umana. La finanza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arruolati dagli intermediari oltreoceano per creare modelli e progettare software in grado di capire l&#8217;andamento del mercato ed operare in autonomia, oggi sono i capri-espriatori dei manager. Poveri scienziati!</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/matematica_in_crisi_finanza.jpg" alt="Matematica e Finanza" title="Matematica e Finanza" width="430" height="170" class="alignnone size-full wp-image-3534" /></p>
<p>I matematici e i fisici sono i <em>geni</em> cui spetta il compito di studiare nuove soluzioni, innovare e sviluppare le potenzialità della scienza umana. <strong>La finanza, col suo bieco aspetto, non può solo sfruttarli</strong>. <span id="more-3533"></span></p>
<p>Addossare la responsabilità sociale di parte della crisi agli accademici assunti per continuare a speculare sui mercati trasformando operazioni finanziarie di natura straordinaria in operazioni camuffate più snelle ed ordinarie.</p>
<p>Gli impatti, i rischi, le esposizioni, i movimenti non sono da additare alla scienza. La separazione tra scienza e finanza non può superare i limiti insiti tra teoria e pratica. </p>
<p>Altro aspetto: la complessità dei <strong>sistemi elaborati</strong>  deve esser <strong>alla disposizione di chi possiede le conoscenze analitiche delle conseguenze</strong> e, <em>conditio sinequanon</em>, <strong>conosce gli effetti nel mercato del vicino</strong>.</p>
<p>Non si può operare con strumenti ad altissima complessità ed impatti mondiali quando la percezione delle conseguenze è limitata al proprio orticello (e magari col terrore delle svalutazioni in conto economico come una spada di Damocle).</p>
<p>La <strong>responsabilità della crisi finanziaria</strong>, dei crolli in borsa, delle banche fallite, delle società con problemi di accesso al credito <strong>è unicamente in capo ai manager</strong> che per operare in un mercato saturo di concorrenza hanno portato il sistema al limite di rottura. Ovviamente superato questo, il crollo è stato innegabile.</p>
<p>I governi cambiano, le leggi si modificano, ma la <em>razza padrona</em>, quella che cade sempre in piedi, continua il suo strategico atteggiamento di scaricare le colpe sugli altri. Come può un matematico, avvezzo da una vita solo a numeri e combinazioni, capire gli TUTTI gli effetti che può provare l&#8217;applicazione di un suo sistema quando non sono nemmeno i manager stessi a rendersene conto, visto che guardano solo al loro orticello?</p>
<p>Stavolta l&#8217; autore dell&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/economia-fisica-teoria-polemica.shtml?uuid=55a98e14-0e16-11de-8d17-a3d409d4aa4c&#038;DocRulesView=Libero">articolo del Sole24ore</a> ha veramente scritto qualcosa di discutibile&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Perchè 400 investitori istituzionali europei vogliono il nuovo Bond Eni?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/perche-400-investitori-istituzionali-europei-vogliono-il-nuovo-bond-eni.html</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 10:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[bond]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[obbligazioni]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cane a sei zampe ha chiesto 1,5 miliardi di euro offrendo i propri bond e a sentire le parole del direttore finanziario era solo una normalissima operazione di allungamento della scadenza media del debito. Perchè le offerte son state per 6,5 miliardi? Non ci sono debiti particolari da rimborsare, le acquisizioni di tre aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cane a sei zampe ha chiesto 1,5 miliardi di euro offrendo i propri <em>bond</em> e a sentire le parole del direttore finanziario era solo una normalissima operazione di allungamento della scadenza media del debito. Perchè le offerte son state per 6,5 miliardi?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3154" title="il bond di Eni" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/01/bond_eni.jpg" alt="il bond di Eni" width="430" height="194" /></p>
<p>Non ci sono debiti particolari da rimborsare, le acquisizioni di tre aziende (Distrigaz, First Calgary Petroleum e Burren Energy) del 2008 erano previste dal piano strategico, la BLUE CHIP ha multipli consistenti. E il rating?<span id="more-3155"></span></p>
<p>Perchè ha ricevuto offerte per più di quattro volte di quello che ha richiesto quando il suo rating è una AA di S &#038; P o una Aa2 di Fitch?</p>
<p>Escludiamo il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/default">default</a>, caso estremo cui Eni difficilmente cadrà perché tra i suoi azionisti si annovera il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze (21,9%). Affidabilità e sicurezza di non ritrovarsi in portafoglio con un obbligazione a <em>rischio downgrading</em>.</p>
<p>L&#8217;elevata volatilità registrata nel 2008 dal comparto azionario avrà spinto l&#8217;investitore istituzionale ad uscire dalle posizioni long; con i titoli di stato area euro ai minimi storici &#8211; roba inimmaginabile tre anni fa &#8211; è sicuramente più profittevole ripartire dal corporate bond di grosso taglio.</p>
<p>Il corporate bond di Eni sarà sicuramente un&#8217;esposizione a rischio controllata: il settore petrolifero e degli idrocarburi non sarà soppiantato dalle energie rinnovabili non prima di un ventennio e probabilmente questa certezza è più viva da quando il petrolio quota sotto ai 50 dollari al barile. Per la cronaca: le rinnovabili hanno ancora costi di sviluppo sostenuti ed il petrolio sottoquotato non li aiuta.</p>
<p>Non è tutto: il pool di banche incaricate dell&#8217;intera operazione avevano proposto inizialmente un premio sostanzioso, poi man mano che gli ordini arrivavano hanno iniziato a ridurre dal 2% + tasso swap di partenza. L&#8217;offerta di Eni era appetitibile per molti ed in molti sono arrivati.</p>
<p>Dopo un 2008 burrascoso in cui si annunciavano i tristi effetti di <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/credit-crunch">credit crunch</a> sulle imprese italiane si può serenamente affermare che i big dell&#8217; S&#038;P/MIB non avranno problemi a riscadenzare il debito, sopratutto in tali condizioni di contorno.</p>
<p>Per il cane a sei zampe non è la prima collocazione che va ben oltre le attese. Già i bond emessi a Novembre hanno ricevuto ordini ben superiori alla media prevista. Se ne parla su <a href="http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200811181921513264&#038;chkAgenzie=TMFI">MilanoFinanza</a>. Tra gli investitori istituzionali soprattutto fondi assicurativi di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Olanda. </p>
<p>Perchè oggi Eni ne ha ricevuti ben 4 volte tanti? Sebbene la Fitch preveda ben 25 nuovi default <em>stile Parmalat</em> entro la fine del 2009 &#8211; i rendimenti &#8220;certi&#8221; fanno gola nei periodi di <em>vacche magre</em>.</p>
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		<title>L&#8217;Argentina rischia un nuovo default</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/l-argentina-rischia-un-nuovo-default-con-la-corsa-del-dollaro.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 08:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l&#8217;Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma My.L. a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal &#8220;Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi&#8221;. Oltre la simpatica fotografia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l&#8217;Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma <strong>My.L.</strong> a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal &#8220;Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/l-argentina-rischia-un-nuovo-default-con-la-corsa-del-dollaro.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-551" title="Argentina  a rischio default per lo stress sul mercato dei credit default swaps" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/05/argentina_rischio_default_stress_mercato_crediti_default_swaps.jpg" alt="" width="430" height="162" /></a></p>
<p>Oltre la simpatica fotografia, ecco la situazione come si evolve e poi alcuni consigli su come&#8230; evitare le &#8220;sòle&#8221;! In questi giorni le banche le continuano a rifilare, anche sotto la spinta della storia del cambio mutuo.<span id="more-550"></span></p>
<p><strong>Fase 1:</strong> Si preoccupano gli investitori professionali internazionali per lo <em>stress del mercato dei credit default swap</em> (per chi non li conoscesse, sono &#8220;derivati che consentono di proteggersi contro il rischio d&#8217;insolvenza di una controparte&#8221; in questo caso lo stato argentino). La media di gennaio di 200 punti base è ora a 591 (1 basis point = 0,01%) ed ha raggiunto picchi più alti. In pratica per assicurarsi contro l&#8217;insolvenza di 10 milioni di dollari a inizio anno bastava pagare 200 mila dollari, oggi ce ne vogliono  591 mila quasi il triplo!</p>
<p><strong>Fase 2</strong>: Se ne accorgono e se lo chiedono i cittadini medi che agli sportelli chiedono (insistentemente) dollari al posto dei peso. La Banca centrale di Buenos Aires immette qualcosa come 2 miliardi di dollari per difendere il peso.</p>
<p><strong>Fase 3:</strong> Il &#8220;non c&#8217;è pericolo&#8221; del governatore della Banca Centrale Argentina non basta, non c&#8217;è fiducia nel nuovo governo di Cristina Kirchner e soprattutto c&#8217;è un&#8217;inflazione al 23%.</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>Niente da fare, i segnali del mercato sono inequivocabili: speriamo solo che la crescita del Pil dell&#8217; 8,8% sostenga queste emissioni. Fare Argentina 2 potrebbe dare veramente forti problemi.</p>
<p>Sarebbe interessante, e qui chiudo, capire perchè è aumentata la percezione di rischio dell&#8217;Argentina: secondo gli autori la corsa del dollaro sempre più svalutato può far finire nelle stesse condizioni che hanno causato il crack di 6 anni fa. Staremo a vedere.</p>
<p>_________________ UPDATE: sui <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/15/argentina-torna-lincubo-bancarotta/">blog di Panorama</a> se ne ricordano solo oggi, 14 giugno.</p>
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