Etichettati "dollaro"

Oggi Trichet ha annunciato di voler alzare i tassi al 4,025% nei prossimi mesi. Problematico davvero perche’ gli effetti sul mercato dei cambi si sono visti subito: l’euro ha acquistato ancora valore rispetto al dollaro. Oggi ci vogliono almeno 1,558 dollari per comprare un euro. Le nostre esportazioni ne soffriranno di sicuro.

E l’euro vola… 1.558 contro il dollaro (fonte: Sole24ore.it) e l`ipotesi che arrivera’ a 2 non diventa remota, soprattutto questa manovra aumenta il prezzo del denaro, aumentando i tassi interbancari (Euribor in particolare) scatenando un’ennesima ondata di rialzo dei costi dei mutui. Cosa significa quindi contenere l`inflazione e minare la stabilita’ del sistema bancario europeo gia’ sofferente?

La cosa interessante e’ che dal`altro lato dell`oceano Atlantico la FED non fa come la nostra BCE: li` il tasso si mantiene su livelli ben piu’ bassi, anche se serve in parte per arginare l`effetto subprime (di cui non e` ancora stimabile l`effettiva entita’ delle svalutazioni a livello mondiale) e per perseguire anche la politica di svalutazione dei biglietti verdi.

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Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l’Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma My.L. a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal “Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi”.

Oltre la simpatica fotografia, ecco la situazione come si evolve e poi alcuni consigli su come… evitare le “sòle”! In questi giorni le banche le continuano a rifilare, anche sotto la spinta della storia del cambio mutuo.

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La moneta statunitense va giù, sempre più giù, ma c’è qualche banca centrale che continua a comprarla, ben sapendo che se smettesse di farlo innescherebbe una catena di sfiducia che avrebbe come unico effetto amplificato, la svalutazione delle riserve in cambi. D’altronde in questo mondo nessun sistema di risk management può nulla contro l’effetto panico e l’effetto domino di queste situazioni.

Dollaro?

L’Asia orientale (leggi Cina, India e Giappone) continueranno a comprare i titoli del debito pubblico americano ben consapevoli che i privati, scoraggiati dai bassi tassi di Bernanke e dai subprime, pensano di rivolgere altrove il proprio risparmio. Quindi come si andrà avanti? Spero (per il bene di noi europei) che il dollaro si riprenda ben presto.

Via | Sole 24 Ore

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