Con la direttiva MiFID sono emersi nuovi sistemi di negoziazione organizzati (multilateral trading facilities, MTF) gestiti non solo dalle società che già gestiscono i mercati regolamentati, ma anche da imprese d’investimento.

MtF ?

Lo sviluppo delle piattaforme multilaterali alternative per la negoziazione è dovuto a fattori di natura giuridica ed economica. Vediamo quali sono e perchè. Continua »

Dopo giorni nefasti in cui son stati bruciati centinaia di miliardi di dollari, le borse di mezzo mondo ieri hanno volato e Milano compresa hanno segnato consistenti rialzi. New York, in particolare, è stata trascinata dall’euforia dovuta all’annuncio del ceo di Citigroup.

CitiGroup

Citi ottiene il miglior risultato nei primi due messi dell’anno dal 2007.  Perché non ripagare in minima parte quei 45 miliardi di dollari che li ha salvati (senza contare le garanzie per 300 miliardi del Tesoro Usa) ? Continua »

Le previsioni dell’andamento del mercato dei titoli danno beltempo. O per lo meno la burrasca è acqua passata: nonostante l’incidenza della borsa sul pil sia diminuita nel 2008 del 23% (contro l’oltre 47% del 2007) la Consob ha autorizzato lo short selling sul MTA escludendo i 47 titoli.

Short selling?

Dopo il 2008 borsistico da buttare la Consob ha evitato che operazioni speculative o nuovi scandali trainassero nuovamente nello sprofondo tutti i titoli bancari, assicurativi e soggetti ad nuovi aumenti di capitale. Continua »

Dopo il miliardario crack di Madoff dove a rimetterci l’osso del collo è stato niente di meno che Bill Gross di Pimco, il default di Lehman Brothers, gli scandali Fannie Mae e Freddie Mac e le esposizioni degli istituti italiani come cambieranno le italiche preferenze?

Rischiare? Opportunità o Pericolo?

Diffidare delle banche (e delle assicurazioni) è nel dna del cliente italiano correttamente informato il quale raramente accetta prodotti venduti a sportello. Conosce il suo appetito per il rischio ed è in grado di stimare a spanne quanto può fidarsi. Il resto è teoria: di quali armi dispone l’investitore per valutare il rischio? Continua »

Siamo stati travolti dall’ondata e dalla portata degli eventi. Ad oltre un anno e mezzo di distanza tiriamo le somme di questa crisi finanziaria maledetta e stra-chiacchierata. Onore ai vincitori del nostro paese, ma quali sono?

I vincitori italiani della crisi finanziaria

Escludiamo dal resoconto il gota della finanza italiana ed i presta-nome furbetti del quartierino. Chi rimane? Chi parla della crisi, chi ci imbratta i giornali e riempie le librerie non chi studia le cause dello stravolgimento dei mercati. Continua »

Ha fatto storcere il naso solo a pochi il fair value perchè la trasparenza è stato considerato un asset privilegiato intrinseco di ogni situazione patrimoniale. Andava chiarito tutto in bilancio: ogni valore doveva rispecchiare la situazione effettiva, non il costo-storico.

Bilancio !

E così è stato, peccato che le deroghe al famoso IAS 39 non sono mancate: dopo l’iniziativa del board inglese (costituito dai creatori dello IAS, lo IASB) di permettere la deroga al fair value nello Ias 39, ovvero il criterio per valutare gli strumenti finanziari. L’ennesima porcata all’italiana passata sotto silenzio. Continua »

Strano ma vero. I treasury-bond, titoli del debito pubblico a lunga scadenza a stelle e strisce, sono stati quotati col rendimento minimo storico mentre i loro rischi percepiti sono altissimi e fanno schizzare in alto i credit default swap.

Qualunque studente di economia storcerebbe il naso e parecchi docenti inorridirebbero. La legge rischio-rendimento è saltata? Niente affatto! È solo l’ennesima anomalia dovuta alla strillatissima crisi finanziaria di questi tempi. Cosa è successo in pratica? Andiamo per gradi. Continua »

Siamo in una crisi finanziaria complessa, diversa da quella del 1929 e ricca di eventi “catastrofici” che riguardano a macchia di leopardo il mondo intero. Luigi Zingales, noto ed autorevole economista oggi ha scritto un articolo sul Sole24ore dai contorni meritevoli di un post complesso.

Concordo con molti punti: il salvataggio di Fennie Mae e Freddie Mac, le due semistatali oligopoliste alla Cournot dell’intero mercato mutui a stelle e strisce stato un chiaro segnale (di convenienza per il proprio bilancio ndr) all’economia americana. Il governo interviene. Lehman Brothers invece è stato lasciato affondare da solo non perchè non appartenesse ma per limitare l’idea malsana* che una cura locale sul colosso mondiale potesse continuare a far sopravvivere tutti. Non solo. Continua »

L’Abi ha pubblicato il 6 giugno 2007 un documento di risposta al Consultant paper del CESR sulla trasparenza dei mercati non azionari. Le domande in inglese cui viene data risposta (in italiano) sono:

- To what extent do you agree with CESR’s assessment of market failure in the secondary bond market? Continua »

Ultima affermazione sul mercato cinese da parte degli investitori americani è l’apertura di nuove sedi per le borse USA a Pechino: nei primi 10 giorni di dicembre aprono le sedi del New York Stock Exchange e quella del Nasdaq.
Le borse valori sono imprese (quasi sempre con capitali privati) che consentono ai partecipanti del mercato di poter scambiarsi titoli secondo la legge della domanda e dell’offerta: il Nasdaq è il primo mercato borsistico al mondo che ha sfruttato l’elettronica, essendo anche per eccellenza la sede della New Economy.
L’impianto della nuova sede operativa all’estero al di là dei “piani di conquista” per il progetto Global Exchange Platform made in Nasdaq, significa lo sbarco definitivo in Cina di due colossi mondiali del settore. Il listino tecnologico infatti tratta già i titoli di 52 società cinesi per una capitalizzazione complessiva di 57 miliardi di dollari. Dall’inizio dell’anno le nuove quotazioni sul mercato (Ipo, da initial public offering) cinesi sul listino Usa sono state 19 contro 9 dell’anno scorso.
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