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	<title>PiccoloSocrate &#187; nanopublishing</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Tutti gli errori da evitare in una blog-company attiva e in crescita</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 22:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tirar su un&#8217;impresa dal nulla comporta corpo, anima e cervello: si comincia in un nucleo ristretto, con una sola creatura, non molto impegnativa da seguire. Col passare del tempo il ritmo e l&#8217;impegno aumenta proporzionalmente con la crescita dei tratti salienti del singolo blog. Lo scenario si complica quando nascono i successivi. Le aziende di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tirar su un&#8217;impresa dal nulla comporta <em>corpo, anima e cervello</em>: si comincia in un nucleo ristretto, con una sola creatura, non molto impegnativa da seguire. Col passare del tempo il ritmo e l&#8217;impegno aumenta proporzionalmente con la crescita dei tratti salienti del singolo blog. Lo scenario si complica quando nascono i successivi.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tutti-gli-errori-da-evitare-in-una-blog-company-attiva-e-in-crescita.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-2149" title="Blog-Company = Famiglia" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/11/blog-company.gif" alt="" width="430" height="154" /></a></p>
<p>Le aziende di nanopublishing nascono così: 2 o 3 blog divertenti, seguiti e continuamente arricchiti diventano un impegno serio e nasce la prima struttura che sistematicamente si puÃ² dedicare al loro sviluppo. La <em>blog-company</em> è come una famiglia numerosa, con pregi e difetti. Ecco come migliorare senza perdersi d&#8217;animo. <span id="more-2145"></span></p>
<p><strong>Gestire la complessità </strong> dovrebbe esser lo slogan preferito (o forse il piÃ¹ applicato nei differenti contesti), ma molte volte la lista delle &#8220;questioni da risolvere&#8221; si articola in un rosario di rotture di scatole ordinate per importanza sulle <em>pageview</em>!</p>
<p>Anche se rimangono l&#8217;unico vero motivo aziendale, non si può ridurre un&#8217;intera attività  redazionale a mera attività misurata con espressioni cardinali: le redazioni sono come i bimbi, vanno curate, indirizzate, fatte crescere, strigliate, incitate e soprattutto vanno premiate per i risultati ottenuti.</p>
<p>Ecco in genere cosa succede:</p>
<blockquote><p>1. i blogger telelavorando, sono tutti uguali, ovvero non contano nulla.<br />
2. la redazione non esiste, ognuno si rapporta unicamente da solo col capo.<br />
3. c&#8217;Ã¨ un wiki o un file .doc dove ci sono le linee guida ed il modo di pensare. ma finisce lì.<br />
4. non c&#8217;è divisione sistematica dei compiti (trovare, selezionare, scrivere ed editare le news)<br />
5. si utilizza la divisione per settori tematici al posto di quella per compiti specifici<br />
6. non si sfruttano i &#8220;filoni&#8221; e si crea un blog di post scollegati.<br />
7. il capo ha sempre troppo da fare e non dedica il giusto tempo ad ognuno</p></blockquote>
<p>Come mettere fine ai problemi di una società  / redazione ?</p>
<p>1. <strong>Create  una gerarchia flessibile tra i lavoratori</strong>. Un main-blogger (caporedattore per intenderci) avrà  responsabilità  e compiti superiori all&#8217;ultimo galoppino arrivato e quindi percepirà  una retribuzione maggiore a patto sia uno dei valori aggiunti della combriccola.</p>
<p>2. <strong>Pagate a risultati, non a numeri</strong> Anche se per molti versi conviene retribuire i blogger a &#8220;pezzi&#8221; scritti, non è la situazione migliore. Li incoraggerete a creare poco nonostante riempiano decine di post. Pagate un fisso mensile con un minimo di post scritti, stabilendo anche il numero minimo di post per accedere ad una retribuzione superiore impostando un intervallo piuttosto ampio.</p>
<p>2bis <strong>Premiate i post che ampliano una tematica</strong> invece limitate quelli che annunciano la novità . Di ogni argomento si può scrivere un post lunghissimo o tanti più piccolini e <em>leggeri</em> da sfogliare. Farete anche più pageview senza condannare lo stile.</p>
<p>3. <strong>Create uno spazio per la redazione</strong> Non si deve comunicare solo via email, o via msn, Gtalk o similia. Le redazioni sono nuclei di persone che devono incontrarsi, vedersi, programmare, sentire e provare insieme moltissimo. Ci deve esser un luogo interno, magari un piccolo forum privato, dove discutere e mettere gli appunti. Rendete libero lo scambio interno tra gli appartenenti alla stessa categoria e renderanno molto di più.</p>
<p>4. <strong>Stabilite un premio per ogni idea</strong> o nuova soluzione che potrà  farvi fare business. Invoglierete i vostri &#8220;dipendenti&#8221; e li unirete indissolubilmente all&#8217;azienda stessa.</p>
<p>5. <strong>Organizzate un viaggio</strong> ed in caso chiedete alla Blogo.it, che in materia di viaggi aziendali possono insegnarvi molto.</p>
<p>6. <strong>Preferite le videochat alle telefonate o alle email</strong> E&#8217; vero, vi porteranno via molto piÃ¹ tempo, ma una spiegazione/chiarimento / battibecco/gossip rende sicuramente molto più in diretta che via email.</p>
<p>7. <strong>Stabilite i canoni con cui si rincorre una notizia</strong>. Non serve averla &#8211; per il mero gusto di esserci &#8211; piuttosto offrite sempre e comunque un&#8217;analisi a 360° su livelli multipli (con post diversi ed autori diversi). Ogni autore potrà  fornirvi un modo di vedere la stessa mela verde sotto un punto di vista differente.</p>
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		<title>Carta del blogger: diritti, doveri e minchiate pubblicate inutilmente</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 22:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Accade nel Web]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimo atto della Blogo.it per farsi pubblicità e ridimensionare la propria immagine: la Carta del blogger professionista, ovvero un .pdf inutile per chi ha sale in zucca, un copincolla di altri documenti già presenti in rete e niente sulla tutela del blogger e delle fonti. A dimostrazione di quanto sopraesposto, la blogosfera italiana è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimo atto della Blogo.it per farsi pubblicità  e ridimensionare la propria immagine: la <strong>Carta del blogger professionista, ovvero un .pdf inutile</strong> per chi ha sale in zucca, un <em>copincolla</em> di altri documenti già  presenti in rete <strong>e niente sulla tutela del blogger e delle fonti</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1815" title="Carta dei Blogger professionisti" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/carta_dei_blogger.gif" alt="" width="430" height="138" /></p>
<p>A dimostrazione di quanto sopraesposto, la blogosfera italiana è stata insensibile all&#8217;avvenimento tanto da avere solo 4 blog che ne parlano a distanza di 48 ore. Un segnale chiaro a dimostrazione dei limiti del documento.<br />
Il post è lungo e ricco di spunti: mettetevi comodi perchè diamo &#8220;a Cesare ciò che è di Cesare&#8221; e agli autori un parere su ciò che scrivono.<span id="more-1814"></span></p>
<p>Cominciamo: potete anche non scaricarla, è commentata quasi tutta.</p>
<ol>
<li><strong>Il titolo?</strong><br />
<em>Carta del blogger</em>, oppure <em>Bozza della Carta del Blogger</em>?<br />
Troppo difficile o era stato concepito in senso <em>wikipediano</em> di collaborazione e s&#8217;aspettava una &#8220;manna&#8221; dal cielo?<br />
Il documento in .pdf certo non aiuta le modifiche&#8230;</li>
<li><strong>Citazione dell&#8217;art. 21 della Costituzione Italiana?</strong><br />
Ottimo spunto, peccato che invece di occuparci mezza pagina basta fare un rimando (e magari linkarlo al sito del <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm">Quirinale</a> visto che siamo blogger?)<br />
Ma se il documento &egrave; anche per la consultazione offline lo giustifichiamo pure, per&ograve; decade l&#8217;ipotesi al punto 1.<br />
Decidiamo</li>
</ol>
<p>Circa a metà  pagina si legge:</p>
<blockquote><p>[...] Per noi e per la nostra rete di blog non c&#8217;è al primo posto la reputazione del blogger, quanto il rispetto per il lettore che solo un autorevole blogger e un autorevole editore nanopublishing può portare.[...]</p></blockquote>
<p>Discutibile opzione non credete?<br />
Perchè il rispetto di una società  di nanopublishing e relativi blogger può esser superiore al rispetto di un blogger qualunque?<br />
Cosa s&#8217;intende per rispetto? Sulla diffamazione e sulla relativa diffamazione a mezzo stampa, il Parlamento Italiano ha gi&agrave;  legiferato. Idem su ingiuria e calunnia. Senza perdermi in ulteriori digressioni filosofiche v&#8217;invito a leggere un quest&#8217;<a href="http://www.gremus.it/?q=node/611">articolo sul rispetto</a>.</p>
<p>Proseguiamo, 5 righe dopo troviamo</p>
<blockquote><p>[...] Vi è un tratto che<br />
differenzia i media mainstream (<em>giornali, tv, riviste ndr</em>) dai blog: <strong>la partecipazione attiva del lettore che diviene lâ€™asse<br />
principale su cui ruota l&#8217;informazione.</strong> Il lettore non introietta più passivamente la mole di notizie,<br />
ma decide con un click di volta in volta cosa leggere e cosa non leggere e dove dire la sua.</p></blockquote>
<p>Cosa c&#8217;è che non va:</p>
<ol>
<li><strong>Il lettore anche sui blog legge quello che scrive l&#8217;autore. E nient&#8217;altro!</strong><br />
Me lo disse Francesco Magnocavallo alla <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/festa-blogo-2008-a-matraia-io-cero.html">BlogoFesta di Matraia</a> &#8220;i lettori si stufano di leggere dei soliti 2-3 autori, vogliono fare loro la notizia&#8221; e io risposi &#8220;voglio vedersela pubblicata per avere il loro angolo di gloria&#8221;. AnnuÃ¬ confermando.<br />
Peccato che sui blog di nanopublishing non c&#8217;e&#8217; modo di dialogare tra autori/lettori alla pari.<br />
Per forza di cose, il rapporto e&#8217; uno a 1000. Sarebbe ingestibile.</li>
<li><strong>Meno sviolinate al lettore del documento</strong><br />
Chi sono i destinatari della Carta? I blogger, i lettori, i giornalisti delle agenzie di stampa o i politici? Il lettore non e&#8217; &#8220;autodeterminato&#8221; il lettore puÃ² solo commentare. Non puo&#8217;, giusto per fare un esempio, decidere di eliminare/modificare/rivedere un contenuto. Puo&#8217; agire solo DOPO l&#8217;autore.<br />
Quindi <strong>il lettore viene in secondo piano sempre e comunque</strong>: ricordiamoglielo e non lo illudiamo di esser il nostro centro d&#8217;opinione.</li>
</ol>
<blockquote><p>[...]lettori che gestiscono l&#8217;approvazione dei contenuti con i loro click[..]</p></blockquote>
<p>Pia illusione.<br />
Il click del lettore non ha questa finalit&aacute; .<br />
Provate a proporre la rimozione di un post cliccatissimo ma di pessima qualit&agrave; . I capi vi spareranno a vista!</p>
<blockquote><p>[...]il diritto di informare non deve ledere il diritto alla privacy proprio di ognuno di noi. Ecco i<br />
punti principali da rispettare:</p>
<ul>
<li>Tutela della personalit&agrave;  altrui</li>
<li>Obbligo inderogabile del rispetto della veritÃ  sostanziale dei fatti</li>
<li>Rispetto degli ideali della lealtÃ  e della buona fede</li>
<li>Obbligo di rettificare notizie inesatte e a riparare eventuali errori</li>
<li>Rispetto del segreto professionale sulle fonti delle notizie</li>
</ul>
</blockquote>
<p>PerchÃ© erano leggi che qualcuno aveva voglia di non rispettare?<br />
Chi ne fosse stato a digiuno, avrebbe rischiato e dovuto risponderne in prima persona anche prima.<br />
<strong><br />
Avete riscontrato novit&agrave;  finora?</strong><br />
Io no, ma voglio proseguire leggendo &#8220;i doveri, il lettore ne sa piu&#8217; di te&#8221;.<br />
Strano ma stavolta c&#8217;e&#8217; un sottotitolo.</p>
<blockquote><p>Il blogger basa la sua professione sul rapporto di fiducia che instaura con il lettore</p></blockquote>
<p>Falso ! Stra-falso | Falsissimo!<br />
Ãˆ noto a chiunque senza scomodare gli esperti di bibliografie che le fonti disponibili su internet nel 99% dei casi non sono scientificamente validate. I blog sfruttano la loro immagine e la notoriet&agrave;  dei <em>link in entrata</em> per consolidare l&#8217;immagine di fonte-affidabile.</p>
<blockquote><p>In linea generale il blogger, come il giornalista, deve prestare la massima attenzione alle identit&agrave;  delle persone che va a trattare. Indica i nomi e cognomi dei diretti interessati, dei<br />
congiunti o di chiunque altro attinente alla vicenda solo se strettamente necessario. Riguardo al trattamento dei dati relativi ai minori i blogger approvano pienamente la Carta di Treviso che fino ad oggi si &egrave; mostrato un documento ancora insuperato.</p></blockquote>
<p>Per l&#8217;ennesima volta, nulla di nuovo!<br />
Giusto ad onor di cronaca, la carta di Treviso non &egrave; stato ancora superata perch&egrave; serve a qualcosa. Tutela la parte debole coinvolta nella situazione, i minori.</p>
<blockquote><p>FONTE: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_di_Treviso">WIKIPEDIA</a>, LA CARTA DI TREVISO<br />
La Carta di Treviso e&#8217; un protocollo firmato il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro con l&#8217;intento di disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia. Al centro di questo documento, poi approfondito e integrato dal Vademecum del 25 novembre 1995 e ancora il 30 marzo 2006, c&#8217;Ã¨ il principio di difendere l&#8217;identita&#8217; , la personalita&#8217;  e i diritti del minore vittima, o colpevole di reati, o comunque coinvolto in situazioni che potrebbero compromettere la sua psiche. Stesse garanzie sono assicurate anche ai soggetti marginali nella societa&#8217; . La Carta di Treviso costituisce una norma vincolante di autoregolamentazione per i giornalisti italiani e una guida ideale e pratica per tutti i comunicatori.</p></blockquote>
<p><!--adsense--></p>
<p>Riprendiamo dopo la pausa pubblicitaria, adesso viene lo schifo vero.</p>
<blockquote><p>Il blogger che lavora per un gruppo di nanopublishing deve considerare la propria appartenenza alla testata di riferimento e rispondere alle linee editoriali o strategia comunicativa della sua azienda e della redazione di cui fa parte</p></blockquote>
<p>Da leggersi: il blogger in quanto retribuito ha i paletti imposti dalla redazione. Ovvio, &egrave; un mezzadro che coltiva il campo altrui. Taylor sosteneva il sistema &#8220;one best way&#8221;, il blogger non retribuito lavora a 360Â° con obiettivi di comunicare qualcosa, non di fare <em>pageview</em>. Se volessimo fare solo numeri basterebbe riempire i blog di foto di donne nude.</p>
<blockquote><p>Il blogger tiene in debito conto il fatto che tra i lettori vi siano anche dei minori e dunque li rispetta scrivendo le informazioni nella giusta prospettiva e con ponderazione.</p></blockquote>
<p>Servivano due righe per fare brodo? Ci son riusciti benissimo. In materia se ne &egrave; gi&agrave;  occupato il Parlamento.</p>
<blockquote><p>Nellâ€™interesse della promozione del rapporto di fiducia tra i lettori e la testata che il blogger promuove uno spirito di collaborazione con gli altri autori del gruppo di nanopublishing.</p></blockquote>
<p>Ovvero: se i gli autori si danno addosso pubblicamente, il blog va al disastro. La societÃ  ci perde e deve ricominciare da capo.<br />
In questi casi si procede come Ã¨ successo per me: tra i due litiganti si tiene chi fa piÃ¹ pageview. Evidentemente non scrivevo molto e i numeri erano condizionati&#8230;</p>
<blockquote><p>Le fonti su Internet sono una miriade e molto spesso viene tralasciata la loro verifica. &Egrave; sempre necessario verificare da fonti incrociate la veridicit&agrave;  dell&#8217;informazione e se non si &egrave; riusciti nell&#8217;intento informare il lettore della circostanza. In un ambiente dispersivo e frammentario, il blogger offre sempre contesto e prospettiva, specificando quale parte &egrave;fatto, quale Ã¨ commento e opinione tra le molte fonti che possono aver trattato la notizia.</p></blockquote>
<p>PerchÃ© voi credereste mai al primo che passa? Questo come altri consigli prima servono solo per allungare il brodo.</p>
<blockquote><p>Il blogger rifiuta categoricamente ogni forma di regalo e facilitazione che possa in qualche modo compromettere la sua libertÃ  e indipendenza di esercizio.</p></blockquote>
<p>I post marchetta vengono regolarmente bacchettati dagli utenti nei commenti. Ma non dimentichiamoci che sono l&#8217;anima delle migliori pubblicitÃ , perchÃ© vivono (e prolificano) nell&#8217;ambiente di nicchia.</p>
<blockquote><p>Il blogger non discrimina nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche e mentali e opinioni politiche. Il riferimento a queste caratteristiche Ã¨ ammesso quando sia di<br />
interesse pubblico e non leda la dignitÃ  di nessuno dei soggetti trattati.</p></blockquote>
<p>Un bel copincolla parafrasato dalla dichiarazione universale dei diritti umani o dalle costituzioni, non trovate?</p>
<blockquote><p>Il blogger se ha fornito informazioni errate in buona fede, non cancella il post ma ospita immediatamente un post di rettifica.</p></blockquote>
<p>Ovvio! &amp;Egrave imparagonabile avere un broken link o una seconda pagina che tratti del tema (con altre parole). Brodo allungato.</p>
<p><strong>Sezione Diritti del Blogger.</strong><br />
Qui manca la frasetta ad effetto.<br />
Forse avevano perso l&#8217;ispirazione?</p>
<blockquote><p>Il blogger ha il diritto di esprimere la sua personale opinione in maniera aperta e<br />
democratica senza ledere la dignitÃ  altrui e cercando di mantenere un equilibrio utile alla<br />
conversazione con i lettori.</p></blockquote>
<p>Copincolla (con la solita parafrasi per adattare) dalle fonti primarie del diritto.</p>
<blockquote><p>Il blogger ha il diritto di replicare anche attraverso azioni legali ai lettori che possano aver<br />
leso la sua dignitÃ  con commenti che non rientrano nella pubblica opinione ma nella<br />
calunnia e vilipendio.</p></blockquote>
<p>Lo puÃ² fare anche il normale cittadino senza computer, Ã¨ bene saperlo&#8230;</p>
<p>Dai e&#8217; finita.. <strong>Ultimo paragrafo</strong>!</p>
<blockquote><p>Questo decalogo del blogger professionale [...]</p></blockquote>
<p>Decalogo? Ma non era la Carta del blogger?<br />
Insomma nno doveva contenere diritti,doveri ed informazioni utili ai blogger?<br />
Non ne ha date e non per fare il pignolo, molta roba e&#8217; stata copiata da un documento che e&#8217; circolato sulla mailing list dei blogger della Blogo.it.<br />
Copioni!<br />
Ah no, si chiama <em>condivisione</em> e <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/web20">web2.0</a>!</p>
<p><strong>CONCLUSIONI SINTETICHE</strong><br />
(perchÃ© il post Ã¨ lunghissimo!)</p>
<p>1. <strong>Piu&#8217; che una carta, e&#8217; un decalogo stile lista della spesa. </strong><br />
Bene serve anche quello, ma non lo spacciamo in giro o lo presentiamo ai capi-redattori per spiegare la nostra attivita&#8217; . Quindi viene meno il motivo per cui era stato annunciato.</p>
<p>2. <strong>Copia a piu&#8217; non posso</strong><br />
Contate voi i <em>copincolla</em>?</p>
<p>3. <strong>Non tutela il blogger</strong><br />
Il blogger di quÃ , il blogger di lÃ . Ma da nessuna parte e&#8217; scritto come viene tutelato quando e&#8217; il <em>contraente debole</em> nel rapporto col suo datore di lavoro. Non tratta, se non per accenni, il concetto di <em>redazione</em>.</p>
<p>4. <strong>Scopo del documento? NESSUNO</strong><br />
Non vi sembra un&#8217;accozzaglia di belle parole messe giusto per darsi un tono e allungare il brodo?</p>
<p>5. <strong>Ha caratteri di novita&#8217; ? NO</strong><br />
Riprende principi ampiamente noti e stra-legiferati su tutti i continenti.</p>
<p>A che serve? E perche&#8217; e&#8217; stata redatta e pubblicizzata?</p>
<p>La chicca finale?</p>
<blockquote><p>il decalogo [...] e&#8217; stato ideato da Marina P.</p></blockquote>
<p>Ora si spiega tutto!<br />
 <img src='http://www.piccolosocrate.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/14292063@N02/2944210337/">Flickr</a><br />
Notizie in materia: <a href="http://www.blogo.it/post/183/la-carta-etica-dei-pro-blogger-e-lo-stato-dei-media-online">Blogo.it</a></p>
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		<title>Possibili evoluzioni e sviluppi del mestiere del blogger professionista</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 20:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su consiglio di Valerio Villari (sito web) proviamo ad immaginare come può evolvere nel futuro la professione del blogger sulla base delle condizioni vigenti all&#8217;interno del mercato del lavoro online. In questo periodo è stata presentata la Carta dei Pro-blogger, documento molto discutibile, più un copincolla che un vero atto prodotto: ad ogni modo rappresenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su consiglio di <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/il-duro-mestiere-del-blogger-retribuito-spiegato-a-mia-nonna.html#respond">Valerio Villari</a> (<a href="http://technotizienews.it/">sito web</a>) proviamo ad immaginare come può evolvere nel futuro la professione del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/blogger">blogger</a> sulla base delle condizioni vigenti all&#8217;interno del mercato del lavoro online.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1805" title="Blogger professionisti?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/blogger_professionisti.jpg" alt="" width="430" height="159" /></p>
<p>In questo periodo è stata presentata la <a href="http://www.blogo.it/post/183/la-carta-etica-dei-pro-blogger-e-lo-stato-dei-media-online">Carta dei Pro-blogge</a>r, documento molto discutibile, più un <em>copincolla</em> che un vero atto prodotto: ad ogni modo rappresenta un timido passo avanti dei blogger verso l&#8217;affermazione e la garanzia.<span id="more-1802"></span></p>
<p><strong>In Italia</strong>, blogger per hobby o blogger semi-professionita la musica non cambia. <strong>Nessuna prospettiva come primo lavoro</strong>. Al 99,99% il blog è curato come passatempo o a titolo di piccolo introito. Non si fa distinzione tra occupato e disoccupato: in questi casi chi scrive dietro compenso non copre nemmeno l&#8217;1% delle proprie spese personali. &Egrave; ontologico che nelle situazioni migliori il blogger copre le spese del server.</p>
<p>All&#8217;estero?<br />
Ci sono diversi casi di blogger professionisti, veri e propri nasi alla ricerca delle novità  e pronti allo stimolo. Si contano comunque sulle dita di una mano. Il loro giro d&#8217;affari però si conta con la calcolatrice di almeno 6 cifre, in dollari ovviamente. Il fenomeno è tipico del mondo Usa, <a href="http://www.problogger.net/">Problogger.net</a> costituisce un valido esempio.</p>
<p>Ok, data questa situazione. Quali prospettive per il futuro?<br />
Scrivere assiduamente per una testata giornalista può aiutare a conseguire il tesserino di pubblicista, ma non si va oltre. Blog scritti a più mani riescono ad avere menzioni particolari ma considerando il volume della blogosfera italiana non esistono i presupposti per impiantare una carriera di blogger. Pensare al mondo anglofono e produrre contenuti in linguaggio fruibile da oltre 2 miliardi di persone rende più concreta la possibilità  di esercitare regolarmente il mestiere del blogger.</p>
<p>Oltre il contenuto: quale futuro per i blogger-hobbysta?<br />
Blogger non si nasce, si diventa. Le doti da comunicatore sono utili per mettere al servizio della rete le proprie competenze specifiche. <strong>Ognuno di noi potenzialmente può descrivere la visione con aspetto critico</strong> (nel senso <em>kantiano</em>). Potrebbe nascere l&#8217;esperto di nicchia e posizionarsi tra le due figure sopracitate arrivando ad un part-time per curare il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/blog">blog</a>. Non solo.</p>
<p><em>Giornalista, blogger o guru tendente al profeta?</em><br />
Come posizionare il blog dipende dall&#8217;autore, dalle competenze espresse nei suoi scritti, nell&#8217;assiduità  e soprattutto nella capacitÃ  d&#8217;analisi delle tendenze. In altre parole il blogger indipendente piÃ¹ sensibile alle tendenze, ai fatti e agli stimoli che provengono dal suo ambiente si mostrerà  per quello che è.  La capacità  di prevedere la domanda (o quantomeno come/dove/in cosa s&#8217;evolverà )  già  la base del suo lavoro. Professione e hobby si fondono. Rimane al singolo piazzare il <em>discrimen</em>.</p>
<p>Avremo l&#8217;<strong>albo dei blogger</strong> come quello dei giornalisti?<br />
Mai e poi mai. &Egrave; impossibile tracciarli tutti. Ogni momento ne nascono e ne muoiono a decine. Sarebbe la morte dell&#8217;autodeterminazione e delle scelte di ognuno. Piuttosto dovremmo sciogliere gli attuali web-scrittori dagli argomenti più &#8220;<em>futili e commerciali</em>&#8221; e far scrivere loro pezzi più interessanti (e stimolanti). L&#8217;indipendenza dei blogger finisce nel momento in cui qualcuno li paga. A meno che non sia Adsense, il 90% dei blogger che raggiungono masse importanti di pubblico sono &#8220;imbavagliati&#8221; nei voleri delle redazioni da cui dipendono. E quando il prodotto si misura in pageview scade la qualità . Già  <strong>la carta stampata è prezzolata</strong>, se la moneta compra anche i blogger, siamo punto e a capo.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>La foto, ovviamente, non è mia nè sono io fra 20 anni, ma è Russell Crowe. | San <a href="http://www.flickr.com/photos/divxplanet/2893699106/sizes/o/">Flickr</a>!</p>
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		<title>Curiosità  e tappe del 91° Giro d&#8217;Italia su outdoorblog.it</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 15:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi comincerò a parlare di stranezze, particolarità , curiosità del mondo delle due ruote a pedali su Outdoorblog.it. Parallelamente all&#8217;impegno su Ecoblog.it, ho deciso di ampliare il raggio d&#8217;azione sul blog dedicato agli sport minori, quelli che pratico io insomma. Il ciclismo Ã¨ una delle mie passioni e lo sanno tutti. Scrivere un articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi comincerò a parlare di stranezze, particolarità , curiosità  del mondo delle <em>due ruote a pedali</em> su Outdoorblog.it. Parallelamente all&#8217;impegno su Ecoblog.it, ho deciso di ampliare il raggio d&#8217;azione sul blog dedicato agli sport minori, quelli che pratico io insomma. Il ciclismo Ã¨ una delle mie passioni e lo sanno tutti. Scrivere un articolo ogni tanto non sarà  un peso o un problema, anche se l&#8217;università  rimane al primo posto.</p>
<p><a href="http://www.outdoorblog.it/"><img class="aligncenter size-full wp-image-585" title="outdoorblogit_logo" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/05/outdoorblogit_logo.jpg" alt="" width="432" height="69" /></a></p>
<p>Date uno sguardo ai miei articoli su un blog un po&#8217; meno conosciuto della Blogo.it: se supererà  le centomila pagine visualizzate al mese sarà  un bel successo. Chi vuole, può seguirmi con l&#8217;<a href="http://www.outdoorblog.it/author/piccolosocrate/rss2.xml">RSS</a> oppure leggersi direttamente tutti i <a href="http://www.outdoorblog.it/author/piccolosocrate">post di PiccoloSocrate</a> su Outdoorblog.it</p>
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