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	<title>PiccoloSocrate &#187; rischio default</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Ultimo Tango (bond in default) agli obbligazionisti della Rep. Argentina</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/swap-argentina-tango-bond-quanto-rende-opzione-par-discount.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/swap-argentina-tango-bond-quanto-rende-opzione-par-discount.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 12:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[Meno di sette giorni per decidere se aderire o meno all&#8217;offerta pubblica di scambio per recuperare parte dell&#8217;investimento perso con il default dell&#8217;Argentina nel 2001. &#200; una possibilit&#224; aperta a grandi e piccoli obbligazionisti (qui trovi i dettagli sull&#8217;offerta) per evitare di attendere l&#8217;arbitrato internazionale ICSID. Non solo. L&#8217;offerta di scambio scade il 22 giugno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meno di sette giorni per decidere se aderire o meno all&#8217;offerta pubblica di scambio per recuperare parte dell&#8217;investimento perso con il default dell&#8217;Argentina nel 2001. </p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/06/ultimo-tango-bond.jpg" alt="" title="ultimo-tango-bond" width="430" height="193" class="alignnone size-full wp-image-6953" /></p>
<p>&Egrave; una possibilit&agrave; aperta a grandi e piccoli obbligazionisti (<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/argentina-tango-bond-ops-volontaria-opzione-par-discount.html">qui trovi i dettagli sull&#8217;offerta</a>) per evitare di attendere l&#8217;arbitrato internazionale ICSID. Non solo.<span id="more-6952"></span></p>
<p>L&#8217;offerta di scambio scade il <strong>22 giugno</strong>. Quanti euro avrò indietro dalla banca? Cosa mi conviene fare? La Repubblica Argentina accetterà le mie obbligazioni? Cosa succede se non aderisco ? La banca mi rimborser&agrave; se non pagano da Buenos Aires ? </p>
<p>Tutte domande lecite e &#8211; a cui non posso rispondere pubblicamente con un solo articolo. Inoltre ogni obbligazionista ha una condizione differente: aderire o meno all&#8217;offerta dipende da tantissimi fattori che spostano il parere finale del tuo consulente finanziario.</p>
<h3>NON SONO IL TUO AVVOCATO</h3>
<p>Al momento &#8211; non sono un consulente finanziario personale né un avvocato (e non mi permetto d&#8217;improvvisarlo via internet). Nello studio dove son lavoro attualmente ci occupiamo anche di clienti che hanno comprato titoli argentini: ho collaborato ad alcune consulenze tecniche e conosco il <a href="https://www.argentina2010offer.com/default.aspx">documento d&#8217;offerta</a>. </p>
<p>T&#8217;invito a leggerlo e se hai dei dubbi, <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/contatti">scrivimi</a>. Capisco che sia lunghissimo e tecnicissimo: 180 pagine di roba, ma posso aiutarti a capire i passi più tecnici. I miei riferimenti son alla pagina <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/contatti">contatti</a>. Ovviamente non ti chiedo soldi !</p>
<h3>QUANTI TITOLI PAR o OPZIONE DISCOUNT?</h3>
<p>Vuoi sapere quanti titoli par riceverai conferendo le tue obbligazioni? Hai aderito a ICSID e non sai se puoi aderire all&#8217;offerta di scambio? Be&#8217;, se vuoi provare a fare una stima di quante nuove obbligazioni riceverai, qui c&#8217;è il <a href="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/06/calcolo-swap-argentina-opzione-discount.xlsx" onclick="javascript:alert('RICORDA CHE NON MI ASSUMO RESPONSABILIT&Agrave; !')">file excel</a> per il calcolo dei nuovi titoli argentini in opzione discount. </p>
<p><strong>Avvertenza dovuta</strong><br />
<em>il file NON vuole sostituire il tuo consulente finanziario e lo usi sotto tua responsabilità. La Repubblica Argentina si riserva il diritto di cambiare le condizioni dell&#8217;offerta. Il calcolo risente del cambio euro/dollaro.</em>.</p>
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		<title>E il blog pubblica i pessimi risultati degli stress test delle banche Usa</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/e-il-blog-pubblica-i-pessimi-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/e-il-blog-pubblica-i-pessimi-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[stress test]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[La fuga di notizie certe &#8211; non rumours &#8211; sui preoccupanti risultati degli stress test effettuati da 19 banche Usa è arrivata su un blog; la rete ha rimbalzato la notizia con effetto virale e la borsa è crollata bruciando palate di quattrini. Il post in questione Bank stress test result è sul blog del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fuga di notizie certe &#8211; non <em>rumours</em> &#8211; sui preoccupanti risultati degli stress test effettuati da 19 banche Usa è arrivata su un blog; la rete ha rimbalzato la notizia con effetto virale e la <strong>borsa è crollata</strong> bruciando palate di quattrini.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/e-il-blog-pubblica-i-pessimi-risultati-degli-stress-test-delle-banche-usa.html" title="Stress test banche"><img class="alignnone size-full wp-image-3973" title="Notizie in anteprima?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/04/in_biblioteca_ho_da_fare.jpg" alt="Notizie in anteprima?" width="430" height="159" /></a></p>
<p>Il post in questione <a href="http://turnerradionetwork.blogspot.com/2009/04/leaked-bank-stress-test-reults.html">Bank stress test result</a> è sul blog del Turner Radio Network: <strong>16 su 19 della maggiori banche sono tecnicamente insolventi</strong>.  Non solo.<br />
<span id="more-3972"></span></p>
<p>Traducendo per sommi capi il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/post">post</a> sugli stress test delle banche Usa.</p>
<blockquote><p>Sono tecnicamente insolventi se consideriamo uno scenario 2009 di contrazione dell&#8217;economia americana del 3.3%, con un tasso di disoccupazione all&#8217;8,9% seguito da uno 0.5% di crescita dell&#8217;economia <em>stars &amp; stripes</em> con il 10.3% di disoccupati.</p></blockquote>
<p>Scenario economico crudo e duro</p>
<blockquote><p>Nessuna delle 16 può stare in piedi (=non distruggere i cash flow dovuti ai prestiti attivi) senza ulteriori iniezioni di liquidità (leggi gli aiuti di Stato)<br />
Se anche solo due delle sedici, non basterebbero tutto il Fondo di garanzia dei depositi <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/usa">USA</a> (il <a href="http://www.fdic.gov/deposit/insurance/index.html">FDIC</a>).</p></blockquote>
<blockquote><p>Le 5 più grandi banche Usa sono così sottocapitalizzate che è in serio dubbio la continuità aziendale.<br />
Cinque <strong>grosse banche americane</strong> hanno <strong>esposizioni creditizie</strong> relative alle posizioni<strong> in derivati che eccedono il loro capitale</strong>.</p></blockquote>
<p>In particolare JP Morgan Chase, Goldman Sachs, HSBC, Bank of America e <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/citigroup">Citibank</a>&#8230;</p>
<blockquote><p>L&#8217;esposizione totale creditizia in derivati di Bank of America era pari al 179% del capitale ponderato per il rischio, Citibank al 278%, Jp Morgan Chase al 382%, HSBC al 550%. Ma c&#8217;è di peggio: Goldman Sachs che non era tra le 19 banche peggiori dello <em>stress test</em> in qualità di banca commerciale rivela una preoccupante esposizione del 1056% (più di 10 volte il suo capitale!)</p></blockquote>
<p>Ma il problema non riguarda solo le grandi banche..</p>
<blockquote><p>I <strong>problemi di continuità aziendale</strong> e <strong>stabilità del sistema finanziario</strong> non sono solo legati alle note Jp Morgan Chase, Goldman Sachs, Citibank, Wells Fargo, Sun Trust Bank, HSBC Bank Usa: più di 1.800 <strong>istituti di credito regionali</strong> e di dimensioni minori sono a <strong>rischio fallimento</strong>!</p></blockquote>
<p>Delinea le dimensioni delle crisi finanziaria americana</p>
<blockquote><p>La crisi è molto più grande di quanto ha riportato il governo. La &#8220;lista dei problemi&#8221; stilata dal FDIC riguarda 252 istituti con asset per 159bilion mentre 1.816 sono a rischio bancarotta per un totale di 4.67 trillion di cui 2,32 concentrati nei maggiori istituti.</p></blockquote>
<p>e chiude con tono semi-apocalittico.</p>
<blockquote><p><strong>the entire US Banking System is in complete and total collapse</strong>.</p></blockquote>
<p>Se il blog <a href="http://turnerradionetwork.blogspot.com/2009/04/leaked-bank-stress-test-reults.html">Turner Radio Network</a> è ancora fruibile e chi l&#8217;ha scritto ha nome e cognome probabilmente la notizia sarà vera.<br />
Altrimenti il blogger dell&#8217;apocalisse finanziaria sarebbe già in gattabuia e avrebbero gettato la chiave in pasto alle megattere del Polo Sud.</p>
<p>D&#8217;altronde <strong>Timothy Geithner</strong>, ministro del Tesoro Americano, <strong>aveva a tutti </strong>gli addetti ai lavori <strong>di star zitti </strong>(potete leggere in inglese la notizia apparsa su <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;sid=aQM1Cmt7cY24&amp;refer=worldwide">Bloomberg</a> il 10 aprile scorso) &#8211; evidentemente qualcuno non ha saputo tenere la bocca cucita. Chissà come sono andate effettivamente le cose e perchè tanta importanza ad un blog &#8230; scritto da Hal Turner, personaggio controverso secondo Wikipedia.</p>
<p>La borsa ne ha risentito. Gli effetti si son fatti sentire anche nei mercati del Vecchio Continente che hanno chiuso bruciando più di 100 miliardi in un pomeriggio (133 per l&#8217;esattezza) anche se occorre sottolineare il calo dei prezzi in parte dovuto alle <strong>correzioni sui titoli bancari</strong> dopo settimane di rialzi consistenti. Insomma i <a>trader</a> di tutt&#8217;<a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/Italia">Italia</a> se lo aspettavano in ogni caso.<br />
Su e giù per tutto l&#8217;anno o almeno fino al 4maggio, giorno in cui verranno pubblicati i risultati ufficiali degli stress test.</p>
<p>VIA | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/04/banche-usa-insolventi-stress-test-blog-usa.shtml?uuid=ab6cbc5e-2dd3-11de-bf43-2ea9a6202a14&amp;DocRulesView=Libero">ilSole24ore</a> e <a href="http://turnerradionetwork.blogspot.com/2009/04/leaked-bank-stress-test-reults.html">Turner Radio Network</a>.</p>
<hr />
Per maggiori informazioni potete consultare il sito americano del <a href="http://www.fdic.gov/bank/historical/brief/brhist.pdf">Deposit Insurance Fund</a> che festeggia quest&#8217;anno il 75° anniversario. Chissà se arriverà all&#8217;80esimo&#8230;</p>
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		<title>Cosa hanno in comune i pescatori islandesi e le investment banks?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/cosa-hanno-in-comune-i-pescatori-islandesi-e-le-investment-banks.html</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 10:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Reale]]></category>
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		<category><![CDATA[investment bank]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli islandesi hanno un eccessivo appetito per il rischio. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un&#8217;eruzione vulcanica stava per rovinare su una cittadina dell&#8217;isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l&#8217;acqua gelata del mare sulle colate di lava. Incredibilmente gli islandesi vinsero la loro scommessa! Nessuno aveva mai fermato un&#8217;eruzione vulcanica prima d&#8217;allora e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli islandesi hanno un eccessivo <em>appetito per il rischio</em>. Amano prendere rischi eccessivi. Nel 1973 quando un&#8217;<a href="http://www.xtreme.is/safnahus/?p=200&#038;s=743&#038;i=975">eruzione vulcanica</a> stava per rovinare su una cittadina dell&#8217;isola di Heimaey azzardarono il salvataggio sparando l&#8217;acqua gelata del mare sulle colate di lava.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3442" title="Barca a pesca!" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/03/pescatori_mari_del_nord.jpg" alt="Barca a pesca!" width="430" height="180" /></p>
<p>Incredibilmente <strong>gli islandesi vinsero la loro scommessa</strong>! Nessuno aveva mai fermato un&#8217;eruzione vulcanica prima d&#8217;allora e nessuno è più riuscito a farlo. <span id="more-3441"></span></p>
<p>Questo è lo spirito, appassionato e senza paura, degli islandesi che oggi come allora andavano a pescare. La <strong>pesca</strong> era l&#8217;<strong>attività economica principale dell&#8217;Islanda</strong>, poi hanno scoperto le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/investment-bank">investment banks</a>.</p>
<p>I pescatori, in altre parole, sono stati per molti versi simili alle banche d&#8217;investimento americane. Il loro rapporto intenso col mare li ha portati a sovrastimare le riserve ittiche intorno all&#8217;isola, depauperandone il patrimonio marino e impoverendo direttamente loro stessi. Per capire il paragone, date un&#8217;occhiata ad un classico dell&#8217;economia <a href="http://www.econ.ubc.ca/munro/472gord.pdf">&#8220;The Economic Theory of a common property resource: the fishery&#8221; di Scott Gordon</a>.</p>
<p>La sola limitazione alle quantità di pesce pescato non risolve il problema in quanto comporta l&#8217;innalzamento della concorrenza per la pesca e diminuendo i profitti. L&#8217;obiettivo non è far spendere un extra ai pescatori per dotarsi di nuove reti o di imbarcazioni più grandi: il fine è prendere il maggior numero di pesci col minimo sforzo. Per ottenerlo, c&#8217;è bisogno dell&#8217; intervento governativo.</p>
<p>L&#8217;operato del governo salva la pesca islandese, ma non le sue banche. Potremmo fare uno scambio: potremmo trasmettere le nostre conoscenze sul sistema normativo del comparto bancario e gl&#8217;islandesi potrebbero insegnarci a controllare i vulcani.</p>
<p>VIA | <a href="http://freakonomics.blogs.nytimes.com/2009/03/06/what-do-fishermen-and-investment-bankers-have-in-common/">Freakonomics</a></p>
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		<title>Nel 2009 gli investitori informati perderanno appetito per il rischio?</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/nel-2009-gli-investitori-informati-perderanno-appetito-per-il-rischio.html</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 19:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il miliardario crack di Madoff dove a rimetterci l&#8217;osso del collo è stato niente di meno che Bill Gross di Pimco, il default di Lehman Brothers, gli scandali Fannie Mae e Freddie Mac e le esposizioni degli istituti italiani come cambieranno le italiche preferenze? Diffidare delle banche (e delle assicurazioni) è nel dna del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il miliardario crack di Madoff dove a rimetterci l&#8217;osso del collo è stato niente di meno che Bill Gross di Pimco, il default di Lehman Brothers, gli scandali Fannie Mae e Freddie Mac e le esposizioni degli istituti italiani come cambieranno le <em>italiche preferenze</em>?</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/appetito_per_il_rischio.jpg" alt="Rischiare? Opportunità o Pericolo?" title="Rischiare? Opportunità o Pericolo?" width="430" height="194" class="alignnone size-full wp-image-2945" /></p>
<p>Diffidare delle banche (e delle assicurazioni) è nel dna del cliente italiano correttamente informato il quale raramente accetta prodotti venduti a sportello. Conosce il suo appetito per il rischio ed è in grado di stimare a spanne quanto può fidarsi. Il resto è teoria: di quali armi dispone l&#8217;investitore per valutare il rischio? <span id="more-2944"></span></p>
<p>Evitando i mass media, per la stima della volatilità l&#8217;investitore non può scomporre tutti gli asset in tendenza lineare di fondo (il drift per capirci) e tendenza erratica (l&#8217;effetto sorpresa, <em>ndr</em>). E non può nemmeno paragonare un accademico <em>risk free rate</em> con il <em>market risk premium</em>.</p>
<p>La letteratura economica in materia di risk management personale offre metodi accademici e applicati nel rispetto dei loro limiti intrinsechi. Le metodologie Var soffrono la mancata replicabilità delle situazioni precedenti in periodi di stress: il passato spiega il futuro immediato con una tolleranza d&#8217;errore minima. Nel migliore dei casi dall&#8217;oggi al domani se non si vuole incappare in errori mastodontici.</p>
<p>Affidarsi agli <em>scoring</em> o peggio ai <em>rating dei titoli</em> è come affidarsi al contadino per la bontà delle pere. Agenzie indipendenti pagate per offrire un rating non mentiranno sulla reale condizione del titolo analizzato &#8211; nonostante tutto faranno di tutto per far ristrutturare gli emittenti al fine di migliorare le future emissioni.</p>
<p>Cosa rimane all&#8217;investitore che vuole informarsi ? I <strong>credit default swap</strong> vengono scambiati in un mercato quasi irraggiungibile per il retail e non dimentichiamo le strutturali limitazioni di un mercato basato su domanda e offerta nel valutare un titolo. Vi ricordate la storia del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/svalutate-gente-svalutate-solo-per-le-aziende-quotate.html">prezzo del Colosseo venduto dove non c&#8217;è nessuno ad acquistarlo</a>? Leggete le tre righe in neretto al centro del post.</p>
<p>Alla fine di ogni valutazione, in portafoglio serpeggia un mostro incontrollato: la correlazione degli asset, croce e delizia di tutti.</p>
<p>Alla luce dei crack finanziari e degli scandali all&#8217;investitore professionale rimarranno poche armi a suo favore. </p>
<ul>
<li>il suo fiuto</li>
<li>l&#8217;esperienza</li>
<li>la nota informativa sintetica</li>
<li>il grado di liquidità degli asset</li>
</ul>
<p>e nel 2009 sarà un <em>buen retiro</em> il miglior posto dove mettere i propri quattrini. L&#8217;appetito per il rischio diminuirà per molti, quasi azzerandosi, dal momento che la contrazione dei valori degli asset ha imposto numerose perdite in conto capitale (leggi, flagelli o bagnetti di sangue). Per chi resta sicuramente sarà come rimanere sul cavallo impazzito o sull&#8217;auto sportiva sulla strada di montagna.<br />
In entrambi i casi, stomaco forte e nervi saldi.</p>
 ]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Triste Natale in Spagna: meno finanziamenti al terzo settore</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/triste-natale-in-spagna-meno-finanziamenti-al-terzo-settore.html</link>
		<comments>http://www.piccolosocrate.com/blog/triste-natale-in-spagna-meno-finanziamenti-al-terzo-settore.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 10:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade nel mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[A Natale siamo tutti più buoni, tranne qualcuno in nome della stabilità del sistema. Il Babbo Natale iberico ridurrà i finanziamenti per le opere di interesse collettivo per evitare l&#8217;esplosione del default bancario spagnolo. Sarà colpa della crisi, ma la cintura va stretta. La banca centrale madrilena, il Banco de España, per mantenere la solidità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale siamo tutti più buoni, tranne <em>qualcuno</em> in nome della stabilità del sistema. Il Babbo Natale iberico ridurrà i finanziamenti per le opere di interesse collettivo per evitare l&#8217;esplosione del <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/tag/rischio-default">default</a> bancario spagnolo.</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/12/babbo_natale_avaro_spagna.jpg" alt="Triste Natale per la Beneficienza Spagnola" title="Triste Natale per la Beneficienza Spagnola" width="430" height="193" class="alignnone size-full wp-image-2937" /></p>
<p>Sarà colpa della crisi, ma la cintura va stretta. La banca centrale madrilena, il Banco de España, per mantenere la solidità degli intermediari ha chiesto alle casse di risparmio di ridurre in bilancio il peso delle iniziative per il sociale, spingendo verso il consolidamento della situazione patrimoniale. <span id="more-2938"></span></p>
<p>Gli statuti delle <em>cajas</em>, gli istituti più esposti alla difficile congiuntura economica e all&#8217;esplosione della bolla immobiliare (per cui esisteva il <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/anche-il-settore-immobiliare-in-spagna-e-a-rischio-default.html">rischio default in Spagna</a>), prevedono  l&#8217;obbligo di finanziaria opere di interesse collettivo: nell&#8217;ultimo esercizio l&#8217;intero settore aveva stanziato più di 1,8 miliardi di euro.</p>
<p>Nel prossimo futuro, le <em>cajas</em> dovranno pensare più a loro stessi che a far beneficenza; i banchieri centrali spagnoli hanno già allertato tutto il settore per le difficoltà del 2009 e invocano ogni misura pur di preservare la solvibilità (e la fiducia) dell&#8217;intero settore. Il taglio dei fondi per il sociale, in queste situazioni, è una delle misure valide. </p>
<p>A mali estremi, estremi rimedi.<br />
A dimostrazione che il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terzo_settore">terzo settore</a>, va a gambe all&#8217;aria sempre e comunque per primo.</p>
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		<title>Ante-crisi all&#8217;italiana e i troppi correntisti allo sportello</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno le borse cadono a picco, non c&#8217;è un titolo che sia meno volatile degli altri e i pezzi grossi della politica cominciano a spararle grosse pur di fermare la silente corsetta agli sportelli, primo acceleratore di un diffusa percezione di timori. Non arriveremo al panico totale. E rimbalzano le notizie su Wikio &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno le borse cadono a picco, non c&#8217;è un titolo che sia meno volatile degli altri e i pezzi grossi della politica cominciano a spararle grosse pur di fermare la silente corsetta agli sportelli, primo acceleratore di un diffusa percezione di timori. Non arriveremo al panico totale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1656" title="panic_button" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/10/panic_button.jpg" alt="" width="430" height="162" /></p>
<p>E rimbalzano le notizie su <a href="http://www.wikio.it/sponsors/crisi_finanziaria?c=1">Wikio &#8211; Crisi Finanziaria</a> cosÃ¬ come sui vari media. Fonti interne e riservate da un grosso istituto italiano mi raccontavano qualche giorno fa di un consistente numero di risparmiatori in fila allo sportello per farsi restituire, in contanti o in assegni, i propri soldi depositati.<span id="more-1654"></span><strong>Mai errore fu piÃ¹ grave perchÃ¨ le BANCHE ITALIANE NON POSSONO FALLIRE !</strong></p>
<p>La storia dei depositi garantiti fino a 103mila euro ha scatenato una serpeggiante paura di non rivedere i propri quattrini. Ma avete proprio bisogno di 104mila euro in contanti oggi? <strong>Le banche italiane non posso fallire</strong>, sono solo 7, non sono 300 come in America, dove il fallimento di una non compromette l&#8217;intero sistema. <strong>La fiducia è la base di questo sistema</strong>. Se gliela negate, vi negherà  lui stesso i soldi.</p>
<blockquote><p>Possiamo dire tranquillamente che i correntisti possono dormire sonni tranquilli, in quanto in caso di fallimento e liquidazione di una banca sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Deposti.</p>
<p>Ma soprattutto, l&#8217;eventualità  di un <strong>fallimento di una banca commerciale</strong> è piuttosto <strong>remota</strong>: la strada percorsa è sempre stata quella della vendita forzata ad un altro soggetto (a volte, di fatto la cessione del passivo si fa direttamente al concorrente più vicino), che subentra quindi alla banca in difficoltà  come controparte.</p></blockquote>
<p>In pratica dall&#8217;oggi al domani cambia l&#8217;insegna della filiale, ma clienti, dipendenti e rapporti proseguono tranquillamente sotto un&#8217;altra egida.</p>
<h3>COSA CAMBIA?</h3>
<p>Non mi fido dello psiconano ma state tranquilli che Unicredit se svaluta attivitÃ  (crediti cartolarizzati, in particolare) per 700milioni di euro è ancora molto stabile. Le restanti sono limitatamente esposte ai casini di mezzomondo (borsa esclusa). Il fallimento di una banca provoca problemi di stabilitÃ  nel sistema finanziario intero e provoca una furibonda corsa agli sportelli. Queste continue voci non fanno bene al sistema, costretto a spostare ulteriore liquiditÃ  per ridarvela.</p>
<p>Ma che ci dovete fare con i soldi sotto al materasso? PerchÃ¨ dovete esporvi al rischio che vi freghino i risparmi? Lasciateli in banca, sul conto corrente o piuttosto titoli liquidi. Ma non ve li portate a casa. Aumentate soltanto i problemi al sistema finanziario e mettete in pericolo la vostra sicurezza.</p>
<p>Ditelo a vostra nonna.<br />
Ditele di lasciare la pensione sul conto.<br />
Nessuno gliela toccherà  e facciamo passare questo barbaro metodo anti crisi di corsa allo sportello!</p>
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		<title>Anche il settore immobiliare in Spagna è a rischio default</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 10:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;immobiliare spagnolo soffre e parecchio e si rischia l&#8217;effetto dominio. I ladrillos hanno ricevuto ingenti prestiti dal settore finanziario iberico che però poi al momento di ritornare dell&#8217;investimento si sente dire &#8220;investi ancora&#8221;. Zapatero ovviamente, per non finanziare le speculazioni dovrebbe fare politiche di rilancio del settore immobiliare in crisi, come d&#8217;altronde in tutt&#8217;Europa. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immobiliare spagnolo soffre e parecchio e si rischia l&#8217;effetto dominio. I <em>ladrillos</em> hanno ricevuto ingenti prestiti dal settore finanziario iberico che però poi al momento di ritornare dell&#8217;investimento si sente dire &#8220;investi ancora&#8221;. Zapatero ovviamente, per non finanziare le speculazioni dovrebbe fare politiche di rilancio del settore immobiliare in crisi, come d&#8217;altronde in tutt&#8217;Europa.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/07/crisi_immobiliare_spagnola.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-729" title="Crisi immobiliare in Spagna" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/07/crisi_immobiliare_spagnola.gif" alt="" width="430" height="169" /></a></p>
<p>La Spagna cresce più degli altri, ma anche i simboli della sua crescita come Martinsa Fadesa cominciano a perdere colpi: i prezzi delle case scendono e quindi si svalutano gli asssets in portafoglio.<span id="more-721"></span><br />
<!--adsense--><br />
<strong><br />
Perchè il settore immobiliare è esposto al rischio di default?</strong><br />
Giusto per ricordarlo, l&#8217;immobiliare iberico rappresenta l&#8217;11% del PIL ed in questa fase di crisi sicuramente avverrÃ  il classico processo di pulizia del mercato. Verrano espulse le aziende meno performanti.</p>
<p><strong>Perchè Martin-Fadesa è a rischio default? </strong><br />
L&#8217;azienda vive in piena crisi di liquidità  perchÃ¨ i 10 miliardi di euro (stime per valori immoboliari e per terreni edificabili) che compongono l&#8217;attivo sono immobilizzati e devono far da contrappeso ai 5.2 miliardi di passivo verso settore finanziario.<br />
Quando le banche hanno chiuso i rubinetti per la liquiditÃ  corrente, circa 150 milioni di euro, l&#8217;azienda è andata in crisi. Ovviamente il mercato ha sentito questa situazione svalutando del 34% il titolo.</p>
<p><strong>Perchè l&#8217;effetto domino?</strong><br />
Per le dimensioni: se crolla chi mantiene la &#8220;posizione dominante&#8221; in un mercato il mercato stesso registra un vistoso calo, con le conseguenti fisiologiche espulsioni (alias i fallimenti).</p>
<p><strong>Ce ne dobbiamo preoccupare in Italia?</strong><br />
A mio avviso sì ma con le pinze, perchè la Spagna cresce in modo stabile, non è l&#8217;Argentina. Occhio solo ai junk bonds (i titoli ad alto rischio correlato ad un alto rendimento) che verranno immessi sul mercato per salvare tutte le aziende possibili.</p>
<p>In tutto questo l&#8217;andamento del dollaro e del petrolio, unitamente alle politiche anti-inflazionistiche di Trichet e alla stagflazione annunciata potranno solo che aumentare il peso degli effetti di questa crisi iberica immobiliare.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Le informazioni per questo post provengono dal Sole24ore di oggi 16 luglio 2008 a pag 2.</p>
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		<title>L&#8217;Argentina rischia un nuovo default</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 08:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l&#8217;Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma My.L. a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal &#8220;Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi&#8221;. Oltre la simpatica fotografia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la corsa del dollaro le conseguenze sono pesanti per tutti e per l&#8217;Argentina ancor di più. A dirlo non sono io ma <strong>My.L.</strong> a pagina 42 del Sole24ore di martedì 20 maggio 2008 (n.138) e il Wall Street Journal &#8220;Gli argentini corrono a comprare dollari per il pericolo della crisi&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/l-argentina-rischia-un-nuovo-default-con-la-corsa-del-dollaro.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-551" title="Argentina  a rischio default per lo stress sul mercato dei credit default swaps" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/05/argentina_rischio_default_stress_mercato_crediti_default_swaps.jpg" alt="" width="430" height="162" /></a></p>
<p>Oltre la simpatica fotografia, ecco la situazione come si evolve e poi alcuni consigli su come&#8230; evitare le &#8220;sòle&#8221;! In questi giorni le banche le continuano a rifilare, anche sotto la spinta della storia del cambio mutuo.<span id="more-550"></span></p>
<p><strong>Fase 1:</strong> Si preoccupano gli investitori professionali internazionali per lo <em>stress del mercato dei credit default swap</em> (per chi non li conoscesse, sono &#8220;derivati che consentono di proteggersi contro il rischio d&#8217;insolvenza di una controparte&#8221; in questo caso lo stato argentino). La media di gennaio di 200 punti base è ora a 591 (1 basis point = 0,01%) ed ha raggiunto picchi più alti. In pratica per assicurarsi contro l&#8217;insolvenza di 10 milioni di dollari a inizio anno bastava pagare 200 mila dollari, oggi ce ne vogliono  591 mila quasi il triplo!</p>
<p><strong>Fase 2</strong>: Se ne accorgono e se lo chiedono i cittadini medi che agli sportelli chiedono (insistentemente) dollari al posto dei peso. La Banca centrale di Buenos Aires immette qualcosa come 2 miliardi di dollari per difendere il peso.</p>
<p><strong>Fase 3:</strong> Il &#8220;non c&#8217;è pericolo&#8221; del governatore della Banca Centrale Argentina non basta, non c&#8217;è fiducia nel nuovo governo di Cristina Kirchner e soprattutto c&#8217;è un&#8217;inflazione al 23%.</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>Niente da fare, i segnali del mercato sono inequivocabili: speriamo solo che la crescita del Pil dell&#8217; 8,8% sostenga queste emissioni. Fare Argentina 2 potrebbe dare veramente forti problemi.</p>
<p>Sarebbe interessante, e qui chiudo, capire perchè è aumentata la percezione di rischio dell&#8217;Argentina: secondo gli autori la corsa del dollaro sempre più svalutato può far finire nelle stesse condizioni che hanno causato il crack di 6 anni fa. Staremo a vedere.</p>
<p>_________________ UPDATE: sui <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/15/argentina-torna-lincubo-bancarotta/">blog di Panorama</a> se ne ricordano solo oggi, 14 giugno.</p>
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