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	<title>PiccoloSocrate &#187; tasse</title>
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	<description>Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo</description>
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		<title>Come eliminare l&#8217;evasione fiscale senza aumentare le tasse</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/come-eliminare-levasione-fiscale-senza-aumentare-le-tasse.html</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 15:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[entrate fiscali]]></category>
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		<description><![CDATA[La manovra d&#8217;Agosto 2011 porterà nuove tasse e non contribuirà alla lotta per l&#8217;evasione. Perchè ogni anno d&#8217;estate si ricordano di fare le solite porcate ed aumentano la pressione fiscale? Visto che anche l&#8217;opposizione non è in grado di tirar fuori due mezze idee decenti per far pagare a tutti le tasse e pagarne tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra d&#8217;Agosto 2011 porterà nuove tasse e non contribuirà alla lotta per l&#8217;evasione. Perchè ogni anno d&#8217;estate si ricordano di fare le <em>solite porcate</em> ed aumentano la pressione fiscale? </p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/08/tasse.jpg"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/08/tasse.jpg" alt="" title="Basta Tasse !" width="430" height="188" class="aligncenter size-full wp-image-9092" /></a></p>
<p>Visto che anche l&#8217;opposizione non è in grado di tirar fuori due mezze idee decenti per <strong>far pagare a tutti le tasse e pagarne tutti meno</strong>, ecco i miei <em>two cents</em>. Qualche idea, più o meno fattibile, per <strong>levare il problema dell&#8217;evasione della gabella</strong>. <span id="more-9029"></span></p>
<h3>MENO CONTANTI, PI&Ugrave; CARTE DI CREDITO e BANCOMAT</h3>
<p>Non è la solita mania da american-follower, piuttosto è la realte necessità di tracciare anche il piccolo commercio. Insomma pagando con i pezzi di plastica, puoi star certo che il negoziante pagherà più tasse di quanto effettivamente è costretto a dichiarare per poter sopravvivere. All&#8217;inizio strozzi lui, ma poi sicuramente non dovrà più alzare i prezzi.</p>
<h3>PREVENIRE &Egrave; MEGLIO CHE CURARE</h3>
<p>Perchè hanno levato gli incentivi fiscali per le spese mediche? Se prima si poteva recuperare almeno il 19% di quanto speso, perchè oggi dovrei farmi fare la fattura dal medico ? Per non rendere inutili tutti gli scontrini, le fatture e le ricevute emesse dai liberi professionisti basterebbe farle &#8220;scaricare&#8221; ai privati. Ci sarebbe più lavoro per i commercialisti e più scontrini emessi. Pagheremmo tutti e pagheremmo meno.<br />
E i nostri parlamentari potrebbero rubare di più.</p>
<h3>TASSARE I PATRIOMONI SCUDATI</h3>
<p>Scudo fiscale e rientro anonimo dei capitali. Insomma pagando solo il 5% rientrano in Italia i capitali fuggiti all&#8217;estero per evadere il fisco. Ne avevo già parlato con le <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/10-domande-allimprenditore-che-rimpatria-capitali-via-scudo-fiscale.html" title="10 domande in pieno stile Repubblica.it">10 domande all&#8217;imprenditore che rimpatria capitali con lo scudo fiscale</a> e rimango fermamente convinto dell&#8217;idea che andrebbero tassati al 50% non al 5%. </p>
<h3>AUMENTARE L&#8217;ESERCITO DEI CONTROLLORI</h3>
<p>Quant&#8217;è il rapporto tra controllori fiscali ed evasori? Uno a mille, uno a diecimila? Bene,<strong> aumentiamo le assunzioni in Guardia di Finanza</strong> e nuovi concorsi per Agenzia delle Entrate, Inps ed Equitalia. Se è vero che nel 2010 son stati recuperati 25,4 miliardi di euro (fonte: <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/recupero_evasione/index.html">Governo.it</a>), aumentando gli &#8220;sforzi&#8221; potremo sicuramente incrementare la massa di denaro recuperato dall&#8217;evasione fiscale.</p>
<h3>I DENUNCIATORI FISCALI</h3>
<p>Un metodo &#8220;<em>peer to peer</em>&#8221; per denunciare gli evasori dietro ricompensa (suggerito da <a href="http://www.napolux.com/6941/come-eliminare-levasione-fiscale">Napolux</a>). Il metodo degli <em>spioni</em>, a me sinceramente non convince molto; figuriamoci se applicato nelle condizioni italiane attuali. Diciamo che dopo l&#8217;esaurimento del punto #7, si potrebbe anche fare. Obiettivo: più controllo dei soldi, meno corruzione, mazzette e droga&#8230;</p>
<h3>AUMENTO DELL&#8217;IVA? NO GRAZIE</h3>
<p>Non ci vuole una laurea per capire che l&#8217;aumento dell&#8217;IVA è un&#8217;imposizione che non tocca minimamente le tasse dei ceti abbienti, mentre tartassa inutilmente il ceto medio/piccolo. E poi ovviamente, inutile nasconderlo, direttamente correlato all&#8217;<strong>aumento dell&#8217;iva</strong> c&#8217;è lo spettro dell&#8217;<strong>aumento dell&#8217;inflazione percepita</strong>.</p>
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		<title>La manovra 2010 di Tremonti tassa il trading e fa danni a cascata</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 14:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia dei Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[finanza creativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Et voilà ! Dal cilindro di Tremonti esce la (bozza di) manovra con tagli e tasse. Tra le vittime (più o meno meritevoli come i SUV e il gioco d’azzardo) c’è anche la speculazione del trading online. Ma i mercati finanziari, si sà, son collegati. Tassare l’ultimo elemento (lo scambio azionario nel mercato secondario) crea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Et voilà ! Dal cilindro di Tremonti esce la (bozza di) manovra con tagli e tasse. Tra le vittime (più o meno meritevoli come i SUV e il gioco d’azzardo) c’è anche la speculazione del trading online.</p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/manovra-2010-tasse-trading.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2011/06/tremonti-guzanti.jpg" alt="" title="Il ministro dell&#039;Economia: 3monti !" width="430" height="198" class="aligncenter size-full wp-image-8755" /></a></p>
<p>Ma i mercati finanziari, si sà, son collegati. Tassare l’ultimo elemento (lo scambio azionario nel mercato secondario) crea problemi anche alle aziende che si vogliono quotare in borsa (il mercato primario). <span id="more-8754"></span></p>
<h3>NO AL FISSATO BOLLATO SUL TRADING</h3>
<p>Buona parte dei margini su cui vive il mondo del trading on line (quello “buono”, fatto dai piccoli risparmiatori) è minacciato dal ritorno del “fissato bollato”. Rispetto alle simulazioni iniziali, l&#8217;importo del bollo sale a 1,5 per mille (0,15%) da applicare al valore delle transazioni concluse nel territorio nazionale. Devono versare l&#8217;imposta (per conto dei loro clienti o direttamente) banche e imprese di investimento abilitate che concludono le transazioni.  Secondo il titolo V della bozza della manovra, dal fissato bollato <strong>sono esclusi i titoli di Stato</strong>. </p>
<h3>BANCHE: TRADING AZIONARIO TASSATO AL 35%</h3>
<p>Arriva la tassa sulle banche (che presto riverseranno sui correntisti): si tratterà di una tassazione separata al 35% sull&#8217;attività di trading (ossia l’acquisto/vendita di strumenti finanziari con sole finalità speculative). L&#8217;aliquota del 35% si applicherà al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attivita detenute per la negoziazione. Il balzello non colpirà i titoli di debito (obbligazioni) e le quote negli Organismi d&#8217;investimento collettivo di risparmio (fondi e azioni Sicav).  </p>
<h3>ESPLODE IL FRONTE DEL “NO”</h3>
<p>Michele Calzolari, presidente dell&#8217;Assosim. «In un mercato globale come quello finanziario qualsiasi aggravio di costi derivante da una norma che abbia efficacia limitata al territorio nazionale avrebbe l&#8217;effetto di indurre gli investitori locali a operare sui mercati esteri o attraverso intermediari esteri. Altra cosa, invece, sarebbe l&#8217;introduzione di una simile <strong>tassazione omogenea a livello internazionale</strong> &raquo;.</p>
<h3>PI&Ugrave; TASSE = PI&Ugrave; FUGA DEI CAPITALI</h3>
<p>&laquo; &Egrave; una questione di principio: le tasse e le disposizioni normative non devono intervenire sulla competitività del mercato &#8211; aggiunge il presidente Assosim &#8211; altrimenti il legislatore rischia che anche l&#8217;obiettivo di aumentare il gettito sia vanificato dalla fuga all&#8217;estero degli operatori e degli investitori che dovrebbero pagare questo nuovo bollo. Analogamente, la scelta di <strong>esentare dall&#8217;imposta i titoli di stato</strong> introduce un&#8217;<strong>indebita discriminazione a scapito dei titoli obbligazionari</strong>, quali le obbligazioni cui fanno ricorso le banche per soddisfare le necessità di finanziamento di imprese e famiglie &raquo;.</p>
<h3>FATTA LA LEGGE TROVATO L’INGANNO</h3>
<p>Continua Michele Calzolari:<br />
<blockquote> Il bollo esiste in altre piazze finanziarie, come Londra, dove si è visto che la tassa penalizza l&#8217;operatività sul mercato regolamentato, che perde volumi a favore di mercati alternativi. <strong>Per non pagare quel bollo gli intermediari hanno inventato una forma di contratto derivato</strong>, il <em>Conctract for difference</em>, che consente di operare su un titolo londinese senza essere tassati». Vanificando la prospettiva di aumentare il gettito.</p></blockquote>
<h3>TASSA CHE FAVORISCE I DERIVATI</h3>
<p>&laquo; Questa tassa, tra l&#8217;altro, non andrà a drenare risorse dalla speculazione e indurrà gli algo-trader e gli high frequency trader ad operare su mercati esteri per il tramite di intermediari stabiliti all&#8217;estero &raquo; spiega Gianluigi Gugliotta, segretario generale di Assosim.  &laquo; Siamo convinti che il gettito derivante dall&#8217;introduzione dell&#8217;imposta sulle transazioni al netto del business che si perderà si rivelerà esiguo &#8211; continua Gugliotta – e riteniamo che questa scelta sia stata più che altro dettata da motivazioni demagogiche &raquo;</p>
<h3>IMPATTO SUGLI EMITTENTI: STOP ALLE IPO</h3>
<p>Gli impatti sulle nuove IPO Secondo il segretario generale non va sottovalutato l&#8217;impatto che avrà anche sugli emettenti. «Questo provvedimento &#8211; spiega &#8211; contrasta con altri provvedimenti allo studio per sostenere la quotazione di nuove imprese. L&#8217;impatto che la tassa avrebbe sul mercato secondario, in termini di minore liquidità, renderebbe più complesso e quindi meno vantaggioso un successivo smobilizzo dell&#8217;investimento».<br />
Secondo Assosim, «lungi dal colpire la speculazione, l&#8217;impatto che la nuova tassa avrebbe sulla liquidità e sulla trasparenza di mercati domestici rischia di favorire l&#8217;insider trading e la manipolazione, rendendoli meno visibili alle autorità di vigilanza».</p>
<h3>LA RIVOLTA IN RETE</h3>
<p>Sui blog degli operatori on line é esploso subito il malcontento: <strong>la tassa rende molto oneroso il trading</strong>, che si basa su margini anche piccoli e costi minimi. Il nuovo fissato bollato dello 0,15% é infatti un multiplo dei costi di transazione che anche per i piccoli investitori si aggirano sullo 0,02 per cento. L&#8217;imposta di bollo sulle transazioni era stata abolita il primo gennaio 1998, quando era dello 0,14% ma le commissioni erano intorno allo 0,35 per cento. Un balzello simile distrugge il mercato italiano, già ampiamente demoralizzato dalle condizioni macro delle economia reale</p>
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		<title>L&#8217;incostituzionalità della tassa sul lusso in Sardegna di Soru</title>
		<link>http://www.piccolosocrate.com/blog/motivi-incostituzionalita-tassa-sul-lusso-sardegna.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bocciata dalla Corte di Giustizia Europea: dopo 3 anni la tassa sul lusso in Sardegna ai non residenti che attraccano nei porti dell&#8217;isola o atterrano nei suoi aereoporti con velivoli privati è incostituzionale I fiscalmente non residenti, bisogna sottolinearlo &#8211; non sono solo i ricconi col megayacht o con l&#8217;elicottero. Sono anche persone normali, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bocciata dalla Corte di Giustizia Europea: dopo 3 anni la tassa sul lusso in Sardegna ai <em>non residenti</em> che attraccano nei porti dell&#8217;isola o atterrano nei suoi aereoporti con velivoli privati è incostituzionale </p>
<p><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/motivi-incostituzionalita-tassa-sul-lusso-sardegna.html"><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2010/07/no-tassa-lusso-yacht-sardegna-2010.jpg" alt="" title="Dichiarata incostituzionale la tassa sul lusso inventata da Soru" width="430" height="188" class="alignnone size-full wp-image-7053" /></a></p>
<p>I <em>fiscalmente</em> non residenti, bisogna sottolinearlo &#8211; non sono solo i ricconi col megayacht o con l&#8217;elicottero. Sono anche persone normali, che per motivi di lavoro (vedi le forze armate), devo avere la residenza fiscale nello stesso comune dove lavorano. <span id="more-7051"></span></p>
<p>Ai giudici é servito sicuramente il parere dell&#8217;esimio avvocato generale, la lussemburghese Juliane Kokott. Soru &amp; co. perchè non hanno saputo ribattere all&#8217;esimia avvocatessa ? &Egrave; ineccepibile che la normativa fiscale sarda sia  (testuali parole):</p>
<blockquote><p>
&#8220;contraria ai principi della libera prestazione di servizi e della libera concorrenza&#8221;
</p></blockquote>
<h3>NON SIAMO TUTTI UGUALI, QUANDO ABBIAMO LO YACHT</h3>
<p>&Egrave; forse l&#8217;unico caso in cui &#8211; per la prima volta nella storia &#8211; un <em>ricco</em> viene tartassato pi&ugrave; di un <em>vero povero</em>.<br />
La disparità di trattamento nell&#8217;imposizione del tributo risparmiava i residenti (non necessariamente più poveri) aggravando i costì del servizio offerto a condizioni economiche più competitive dagli imprenditori stabiliti in Sardegna.</p>
<p>&Egrave; pur vero che la tassa gravava su tutti i non residenti in Sardegna e non riguardava solo chi arrivava sull&#8217;isola con yacht e aerei per il soggiorno. Tasse e balzelli anche per i non residenti (fiscalmente parlando) che avessero voluto prendere casa sull&#8217;isola. Be&#8217; forse stavolta il signor Soru aveva esagerato.<br />
Insomma &#8211; se Briatore, il <a href="">cafonauta per eccellenza</a>, fosse venuto col suo mega-yacht, avrebbe dovuto pagare. Oggi viene e non paga più.</p>
<h3>PERCH&Egrave; BOCCIARE LA <em>TASSA SUL LUSSO</em>?</h3>
<p>Tutto sommato ha ragione la super-avvocatessa:</p>
<blockquote><p>
la libera prestazione dei servizi <em>pu&ograve;</em> essere ristretta da normative nazionali<br />
 giustificate da motivi di ordine pubblico,<br />
 pubblica sicurezza o sanità pubblica, [...]<br />
ma le giustificazioni presentate dalla Sardegna per l&#8217;imposizione della tassa non sono valide.</p>
<p>Non è ravvisabile alcuna giustificazione per le restrizioni<br />
alla libera prestazione dei servizi, quali quelle causate dalla legge sarda&#8221;
</p></blockquote>
<p>e ancora. La normativa fiscale</p>
<blockquote><p>
non può essere giustificata da motivi di tutela ambientale e neppure<br />
il carattere insulare della Sardegna può giustificare restrizioni<br />
alla libera prestazioni dei servizi</p></blockquote>
<p>L&#8217;abbronzatura, quindi, torna gratuita per tutti !</p>
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		<title>10 trucchi per sfuggire al fisco e 10 modi per far pagare le tasse a tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fisco]]></category>
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		<description><![CDATA[Evadere le tasse in modo legale è il sogno di ogni piccolo possidente italiano. Il fisco non vogliamo pagarlo per antonomasia: ecco alcuni modi per sfuggire al fisco al limite della legalità. Il sogno recondito di evitarsi il controllo fiscale&#8230; E&#8217; bene conoscerli per saperli riconoscere e segnalarli a chi di competenza. Questa piccola guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Evadere le tasse in modo legale è il sogno di ogni piccolo possidente italiano. Il fisco non vogliamo pagarlo per antonomasia: ecco alcuni modi per sfuggire al fisco al limite della legalità. Il sogno recondito di evitarsi il controllo fiscale&#8230;</p>
<p><a href="http://timesbusiness.typepad.com/money_weblog/2009/09/ten-ways-to-avoid-being-the-target-of-a-tax-investigation.html"><img class="alignnone size-full wp-image-5663" title="Esentasse!" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/09/tax_free.jpg" alt="Esentasse!" width="430" height="177" /></a></p>
<p>E&#8217; bene conoscerli per saperli riconoscere e segnalarli a chi di competenza. Questa piccola guida è in inglese e vale soprattutto per le operazioni &#8220;cross-border&#8221;. Buona lettura!</p>
<p>VIA | <a href="http://timesbusiness.typepad.com/money_weblog/2009/09/ten-ways-to-avoid-being-the-target-of-a-tax-investigation.html">TimeBusiness</a></p>
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		<title>10 domande all&#8217;imprenditore che rimpatria capitali (via scudo fiscale)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa il giornalista Nino Carvegna su Sole24ore pubblicava l&#8217;articolo Rimpatrio i capitali ma non sono un evasore: l&#8217;imprenditore (anonimo) racconta la sua adesione volontaria allo scudo fiscale (ed. 2009). Vorrei poter intervistare anche io questo &#8220;esponente dell&#8217;imprenditoria italiana&#8221;, esempio brillante d&#8217;integrit&#224; morale o pessimo debitore verso le banche e timoroso delle indagini della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il giornalista Nino Carvegna su Sole24ore pubblicava l&#8217;articolo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/10/capitali-rimpatriati-evasore_2.shtml">Rimpatrio i capitali ma non sono un evasore</a>: l&#8217;imprenditore (anonimo) racconta la sua adesione volontaria allo scudo fiscale (ed. 2009).</p>
<p><img src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2009/10/scudo-fiscale-svizzera.jpg" alt="Scudo Fiscale - Lussemburgo &amp; Svizzera" title="Scudo Fiscale - Lussemburgo &amp; Svizzera" width="430" height="180" class="alignnone size-full wp-image-5862" /></p>
<p>Vorrei poter intervistare anche io questo &#8220;esponente dell&#8217;imprenditoria italiana&#8221;, esempio brillante d&#8217;integrit&agrave; morale o pessimo debitore verso le banche e timoroso delle indagini della guardia di finanza? <span id="more-5861"></span></p>
<p>Cito testualmente l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>(punto 1)<br />
&laquo;Erano anni duri, ogni giorno uno scontro con il sindacato, il terrorismo colpiva con regolarità, il più grande partito comunista dei paesi occidentali era a un passo dal governo. <strong>È diventato naturale</strong>, in quegli anni, <strong>trattenere una piccola quota di fondi all&#8217;estero</strong> &raquo;.</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 2)<br />
All&#8217;inizio, racconta, usavano una fiduciaria inglese come intermediazione con il cliente finale: «<strong>Trattenevamo il 20%</strong>, senza esagerare con carichi eccessivi e ingiustificabili. Lo chiamavamo, in codice, tuenti, da twenty. Dicevamo: a quella ditta fai il tuenti e il responsabile amministrativo capiva. <strong>E il tuenti diventava tuenti faiv quando eravamo sotto pressione per adempimenti burocratici assurdi o in periodi di dichiarazioni fiscali</strong>. Una specie di protesta civile contro<br />
i cavilli.</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 3)<br />
Anche perché gran parte dei dividendi è sempre finita in azienda. Giuro: non è stata una questione di risparmio fiscale. Anche se penso che comunque la concorrenza fiscale sia un bene per il mercato. Anzi, rivendico il diritto di poter allocare le mie risorse in base a una serie di parametri, non ultimo quello del peso fiscale».</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 4)<br />
«Inutile nasconderlo, ci sono stati momenti in cui pensavo che l&#8217;Italia non ce l&#8217;avrebbe fatta. Ci rassicurava avere una sponda all&#8217;estero».</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 5)<br />
Mario Rossi farà lo scudo per tre motivi «Primo, l&#8217;<strong>azienda ha bisogno di liquidità</strong>. La società in Polonia ha un cash flow che ci aiuterà molto, anche perché in questo periodo bisogna approfittare delle occasioni che si presentano sul mercato». Secondo, per le <strong>pressioni del commercialista</strong>: «Mi ha fatto una testa così sui rischi che ora si possono correre: la Guardia di Finanza è attrezzata per i controlli internazionali e con internet è diventato più facile trovare informazioni ». Terzo motivo: «<strong>Il commercialista mi dice che rischio soprattutto per la mancata dichiarazione dei dati e non per i redditi non ufficializzati</strong>. Mi ha convinto, non vale la pena continuare così».</p>
<hr/>
[...]<br />
(punto 6)<br />
Farà lo scudo, ma insiste: «Non mischiatemi con gli altri: io ho pensato e lavorato per l&#8217;azienda, non ho speculato o riciclato. Sarebbe molto ingiusto relegarmi nel mucchio indistinto degli evasori».
</p></blockquote>
<p>Caro signor Rossi,<br />
può rispondere a queste 10 domande:</p>
<p>1. Se &egrave; stato vittima dal terrorismo (non solo lei, anche i suoi familiari) perch&egrave; non ha denunciato?<br />
2. In base a quali parametri il 20% &egrave; da considerarsi &#8220;giustificabile e non eccessivo&#8221; o &#8220;piccola quota&#8221;?<br />
3. Perch&egrave; aveva bisogno di respiro internazionale la sua impresa, forse perch&egrave; le Antille sono un paradiso fiscale?<br />
4. Perch&egrave; l&#8217;Olanda? Aveva previsto utili molto alti e voleva assicurarsene una buona fetta?<br />
5. Oltre a contraddirsi sulla politica dei dividenti (punto 3), pensa di fare altre porcherie?<br />
6. In base al punto 5, posso definirla evasore o aspetto il processo?<br />
7. Cosa ne ha fatto dei suoi capitali all&#8217;estero, come li ha allocati?<br />
8. Negli ultimi 30 anni, quanti soldi <em>cash</em> ha portato nei paradisi fiscali? Quali ha scelto e perch&egrave;?<br />
9. Espatriando capitali, quante tasse non ha pagato senza esser considerato un evasore?<br />
10. Ad oggi, come va la sua azienda?</p>
<p>L&#8217;articolo continua alla <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/10-domande-allimprenditore-che-rimpatria-capitali-via-scudo-fiscale.html/2" title="Seconda pagina dell' articolo - 10 domande all'imprenditore italiano che rimpatria i capitali aderendo volontariamente allo scudo fiscale di Tremonti">pagina seguente</a>. Vuoi stamparlo, clicca <a href="http://www.piccolosocrate.com/wp-content/plugins/as-pdf/generate.php?post=5861">qui</a>?</p>
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		<title>Contro la pirateria digitale non serve una tassa sul P2P</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 20:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fenomeno della tassa sugli utenti domestici di ADSL trova ampio dibattito in rete dove, favorevoli e contrari danno espressione delle loro motivazioni. Personalmente, in quanto utente consumer, mi schiero sul fronte del NO dal momento che sarebbe un&#8217;ingiusta manovra a favore delle solite lobby. Punto Informatico fa due conti: dividendo sui 10 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno della tassa sugli utenti domestici di ADSL trova ampio dibattito in rete dove, favorevoli e contrari danno espressione delle loro motivazioni. Personalmente, in quanto utente <em>consumer</em>, mi schiero sul fronte del NO dal momento che sarebbe un&#8217;ingiusta manovra a favore delle solite <em>lobby</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2013" title="Tassa musicale sul P2p" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/11/tassa_p2p_musica.jpg" alt="" width="430" height="168" /></p>
<p>Punto Informatico fa due conti: dividendo sui 10 milioni di contratti adsl italiani domestici(dati 2007) 220 milioni di euro di mancati introiti fanno 22 euro a contratto. Ovvero poco più di 2 euro al mese per scaricare materiale protetteo da copyright. Sono assolutamente contrario per diversi motivi che qui vi elenco rapidamente.<span id="more-2012"></span></p>
<p><strong>Perchè solo gli utenti domestici? </strong>Dalle imprese non si scarica? Oppure dalle scuole, università , uffici pubblici? E perchè penalizzare chi invece ha l&#8217;adsl ma non scarica? Si conformerebbe un atto a dir poco inequo.</p>
<p><strong>Perchè 220 milioni e non 22 milioni o 2222 milioni?</strong> Chi ha fatto la stima cosa ha valutato? Perchè l&#8217;utente deve pagare tutto questo? E poi quanto si potrebbe scaricare ? Un cd, con 20 pezzi, costa dai 9 in media euro a salire. Scaricare un film è illegale, ma con un adsl ci si mette anche meno di un&#8217;oretta. Quindi potenzialmente il danno supera le stime fatte.</p>
<p><strong>Perchè l&#8217;ISP dovrebbe tassarmi per poi girare i miei fondi?</strong> Nonostante la trasparenza di tali operazioni, credo che tutta questa liquidità  passi attraverso diversi secchi bucati.</p>
<p>Tralasciando poi il come andrebbe divisa quest&#8217;immensa torta, visto che oguno dice la sua. L&#8217;ideale (a mio avviso) sarebbe tracciare il numero di download e indennizzare per quelli. Ma perchè indennizzare da oggi? E tutti quelli che ci hanno &#8220;perso&#8221; nel passato? E chi tiene la classifica dei download?</p>
<p><strong>Il mulo o DC++ ? </strong>Pagando la tassa, sarebbe quantomeno onesto dare a tutti la possibilità  di scaricare via HTTP, semplicemente digitando l&#8217;indirizzo. Che fine farebbero tutti i siti che vendono musica (o prodotti coperti dal diritto d&#8217;autore) ?</p>
<p>Altra cosa: con la tassa poi sarebbe perlomeno giustificabile interrompere tutti i processi in essere, dal momento che l&#8217;<em>una tantum</em> di prima tassa eccederebbe il <em>valore fair</em> di 22 euro.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; <em>IN CONCLUSIONE PER NON TEDIARVI ULTERIORMENTE</em> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Questi sono solo alcuni minuscoli aspetti di un grosso problema. Ergo cari autori, godetevi i vostri miliardi e non pretendetene di ulteriori dalle major, visto che anche loro vedono smagrirsi i loro bilanci.</p>
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		<title>Francia, la tassa sui picnic per colpire le posate usa-e-getta</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 07:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<description><![CDATA[I cugini transalpini ridurranno il consumo di stoviglie di plastica non biodegradabili sostituendole con prodotti ecosostenibili, incentivati da un sistema bonus-malus fiscale. L&#8217;idea è del governo francese che vuole legiferare nel dettaglio nel corso delle prossime settimane la cosidetta tassa sui picnic: chi acquista prodotti da picnic fortemente inquinanti paga unâ€™ulteriore imposta che diventa un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I cugini transalpini ridurranno il consumo di stoviglie di plastica non biodegradabili sostituendole con prodotti ecosostenibili, incentivati da un sistema bonus-malus fiscale. L&#8217;idea è del governo francese che vuole legiferare nel dettaglio nel corso delle prossime settimane la cosidetta <em>tassa sui picnic</em>: chi acquista prodotti da picnic fortemente inquinanti paga unâ€™ulteriore imposta che diventa un incentivo lordo per chi ne compra di ecologici.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-994" title="Tassa sul picnic in Francia?" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/09/picnic_tassa_francia.jpg" alt="" width="432" height="149" /></p>
<p>Costerà  di meno stare all&#8217;aperto? O costerà  di più la plastica in generale ? Jean Louis Borloo, attuale ministro dell&#8217;Ambiente francese ha affermato di voler estendere l&#8217;iniziativa anche ad apparecchi di uso corrente (lavatrici, lavastoviglie, batterie e perfino i mobili in legno). Da buon politico ha concluso le proprie affermazioni, riportate dal quotidiano Le Figaro, con un â€œsarÃ  un processo gradualeâ€, ma le previsioni di spesa per i consumatori francesi dovrebbero aggirarsi sui 90 centesimi a confezione. <span id="more-993"></span></p>
<p>I dati per ora non sono precisi perchÃ¨ Ã¨ una legge ancora in fase di studio; lâ€™unica certezza viene dai produttori e dagli importatori di tali prodotti che vedono minacciati i propri guadagni. Lâ€™estroso ministro riuscirÃ  a far funzionare la â€œtassa sui picnicâ€ ? &amp;Egrave presto per dirlo, ma la strada potrebbe esser quella giusta anche solo se la maggior parte gli incentivi di stato non venissero spesi diversamente prima di arrivare al consumatore piÃ¹ responsabile.</p>
<p>Via | <a href="http://www.reuters.com/article/environmentNews/idUSLF10604320080915?feedType=RSS&amp;feedName=environmentNews">Reuters</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/dewet/509559485/">dewet</a></p>
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		<title>Quanto ci costa mantenere il clero? 4 miliardi di euro (più dei politici)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 04:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cloro al Clero]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho letto qualche giorno fa l&#8217;articolo sul blog di Panorama e credo che comprerò il libro la Questua di Curzio Maltese per sapere effettivamente quanto ci costano &#8216;sti benedetti porporati! Il giornalista ha fatto i conti degli sgravi fiscali e dei benefit: No ICI, No IRES, elusione consentita per le attività turistiche e commerciali, benefit [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto qualche giorno fa l&#8217;articolo sul <a title="Articolo interessante" href="http://blog.panorama.it/libri/2008/05/23/la-questua-il-libro-che-fa-i-conti-in-tasca-al-vaticano/">blog di Panorama</a> e credo che comprerò il libro <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/eventi/Bologna/2008/Maggio2008/MaggioEventi19.html">la Questua</a> di Curzio Maltese per sapere effettivamente quanto ci costano &#8216;sti benedetti porporati! Il giornalista ha fatto i conti degli sgravi fiscali e dei benefit: No ICI, No IRES, elusione consentita per le attività  turistiche e commerciali, benefit vari, 8% mille ed altre varie forme.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-558" title="chiesa_e_ici" src="http://www.piccolosocrate.com/media/uploads/2008/05/chiesa_e_ici.jpg" alt="" width="432" height="205" /></p>
<p>Totale del <strong>costo del clero: 4 miliardi di euro</strong> e la cosa scandalosa Ã¨ che <em>SOLO un quinto</em> viene destinata ad <em>opere di carità </em> (e anche qui sulla definizione bisognerebbe aprire un lunghissimo post) ! Beppe Grillo dove stai?!? Per favore col tuo blog, illumina la rete in materia!!<span id="more-557"></span><!--adsense--></p>
<p>Possibile che Santa Madre Chiesa ci costi quanto una classe politica di fannulloni?!? Destra e sinistra, cosa hanno fatto cambiare?!? Alla fine a pagare siamo noi. La gente deve sapere, perchè tra poco partirà  la <em>revolution!</em></p>
 ]]></content:encoded>
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