A Natale siamo tutti più buoni, tranne qualcuno in nome della stabilità del sistema. Il Babbo Natale iberico ridurrà i finanziamenti per le opere di interesse collettivo per evitare l’esplosione del default bancario spagnolo.

Triste Natale per la Beneficienza Spagnola

Sarà colpa della crisi, ma la cintura va stretta. La banca centrale madrilena, il Banco de España, per mantenere la solidità degli intermediari ha chiesto alle casse di risparmio di ridurre in bilancio il peso delle iniziative per il sociale, spingendo verso il consolidamento della situazione patrimoniale.

Gli statuti delle cajas, gli istituti più esposti alla difficile congiuntura economica e all’esplosione della bolla immobiliare (per cui esisteva il rischio default in Spagna), prevedono l’obbligo di finanziaria opere di interesse collettivo: nell’ultimo esercizio l’intero settore aveva stanziato più di 1,8 miliardi di euro.

Nel prossimo futuro, le cajas dovranno pensare più a loro stessi che a far beneficenza; i banchieri centrali spagnoli hanno già allertato tutto il settore per le difficoltà del 2009 e invocano ogni misura pur di preservare la solvibilità (e la fiducia) dell’intero settore. Il taglio dei fondi per il sociale, in queste situazioni, è una delle misure valide.

A mali estremi, estremi rimedi.
A dimostrazione che il terzo settore, va a gambe all’aria sempre e comunque per primo.