Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo
Ovviamente non la costruirà mai un bel cono che sputa scorie e un minimo di energia elettrica in quel bel popò di villa in Sardegna che si ritrova. Nemmeno Sarkò la costruirà di fronte all’Eliseo.

No al nucleare ! Enel ed Edf faranno ricerca da sole su altre filiere e saremo tutti più contenti, azionisti compresi. Non mi dilungo molto sul tema e non voglio tediare nessuno portando l’ennesima prova dell’efficienza energetica dei sistemi fotovoltaici. La convenienza è palese – anche perché non l’energia solare non produce scorie radioattive da mettere in bidoni da comprimere, sigillare, pressurizzare e buttare in un buco in fondo al deserto.
Leggetevi la notizia dell’incontro italo-francese sul Corriere della Sera e poi non v’incazzate. A quanto pare i referendum in Italia non servono ad un cazzo.
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| Parole: berlusca, energia nucleare, energia rinnovabile, psiconano, truffolo
In queste pagine riporto tramite dei brevi articoli, detti post, alcune brevi impressioni, idee, opninioni, trovate geniali (o meno) e qualunque altra cosa m'interessa conoscere e farvi conoscere.
* Per chi fosse alla ricerca di emozioni forti, esistono i siti porno, qui non pubblico foto di donne svestite! N starlette, n calendari semi-porno, n deputate nude, n miss varie, n veline con le gambe al vento!
RISPETTIAMO LE DONNE
mariolina
scritto giovedì, 26 febbraio 2009 alle 20:52
Guarda che la convenienza è anche e soprattutto tutta nostra (italiana): Grazie ai quattro reattori “francesi”, nel 2020 l’Italia potrà ricavare dall’atomo circa il 10-12 per cento del proprio fabbisogno di elettricità, e smetterà così di essere l’unico paese industrializzato del mondo privo di centrali nucleari. E la notizia è buona anche per noi consumatori. Da tempo, la bolletta elettrica delle famiglie e delle imprese italiane è la più alta d’Europa, quasi il doppio di quella francese. Oggi, tasse escluse, una famiglia italiana paga 16,6 euro per cento chilowattora di elettricità. La stessa fornitura costa 9,1 euro a una famiglia francese. Stesso discorso per le aziende: quelle italiane, sempre al netto delle imposte, pagano 10,3 euro quello che ai loro concorrenti transalpini costa 5,4 euro. Gli indicatori, del resto, parlano chiaro: più un paese si affida al nucleare, meno salata è la bolletta elettrica.