Pino Buongiorno, inviato di Panorama a Mosca, ha intervistato la nipote di Lenin, di cui vi riporto solo uno stralcio. Consiglio a tutti di leggerlo, non si parla di politica, non si parla di destra e non si parla di sinistra. Questo articolo vuole solo portare a conoscenza situazioni e persone che non sono scritte sui libri di storia.

Foto di Lenin

Entro due anni, secondo un decreto firmato nel 2001 da Vladimir Putin, la salma di suo zio sarà tolta dalla piazza Rossa e tumulata in un nuovo cimitero nazionale russo, sulla falsariga di quello di Arlington negli Usa. È notizia di questi giorni che il posto è stato scelto, alla periferia di Mosca su un terreno di 14 ettari. Lei è d’accordo?
Mai e poi mai. Intanto perchè la Russia non rimuoverà mai il corpo di Lenin da questo monumento. Se a qualche dirigente politico russo il mausoleo non piace, basta che non vada a visitarlo. Anzi, che vada a quel paese. Lenin, che era il nostro presidente, è stato sepolto qui nel 1924, secondo la tradizione cristiana. La bara è stata posta sotto terra alla profondità di 3 metri vicino alle mura del Cremlino. Anche sua moglie Nadejda Krupshkaya riposa per l’eternità qui vicino.
Eppure, molti ritengono che la piazza Rossa non dovrebbe essere un cimitero.
Dicono il falso. Secondo gli archeologi, già nel 15° secolo esisteva un cimitero nella piazza. Anche il patriarca ortodosso Alexei II è contrario a spostare il sarcofago, perché non bisogna dividere ancor di più il nostro popolo. Bisogna una volta per tutte smetterla di parlare di queste cose. In Russia ci sono ben altri problemi sociali e politici da risolvere, piuttosto che occuparsi delle spoglie di Lenin.
Ma, a 90 anni dalla Rivoluzione d’ottobre, i russi sembrano dimenticare suo zio.
Chi lo dice?
Il centro di ricerche demoscopiche Levada ha rilevato che la popolarità di Lenin è scesa dal 67 per cento del 1990 al 27 per cento dei giorni nostri.
Non conosco tali sondaggi, né m’interessano. So solo che, quando Lenin morì, tutta l’Unione Sovietica pianse. E ora constato quanta gente ha nostalgia dell’Urss.
Anche lei?
Certo. Vorrei tornare al glorioso passato dell’Urss quand’eravamo tutti uguali.
Non si è accorta del fallimento del marxismo-leninismo?
Lo affermano i fascisti e gli anticomunisti. Ma loro non hanno letto le opere integrali di mio zio. Tutt’al più quelle filtrate da altri, che pure si definivano suoi discepoli. Sono tutte stupidaggini.
Le pesa l’eredità di un uomo come Lenin?
E perché mai? Sono la donna più felice del mondo ad avere uno zio come lui.
Non ha mai sofferto a portare quel cognome, Ulianov?
Mai, glielo giuro.”

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