Seguendo il decalogo del dr. Stibbe per avere un blog da professionisti dovremmo prima imparare l’inglese (perché il suo articolo é in inglese!) e poi magari cominciare a seguire più di qualcuno dei consigli.

Quasi quasi comincio pure io a fare il decalogo di qualcosa. Così sono cool pure io! Però poi dovrò mettere il mio faccione alla sinistra del testo, come ha fatto Stibbe? Bah! Cominciamo va!

Scrivere ogni tanto

Lui dice I try to write every week day, provo a scrivere ogni giorno; ma come, con cosa? E sopratutto, e’ possibile? Personalmente vado da un eccesso all’altro: o scrivo tutti i giorni o scrivo una volta a settimana, o scrivo 34 post in un mese o ne scrivo 2 al semestre! Motivo: facile, c’e’ la scusa del “busy man” che funziona sempre.

Tenere un block notes

O qualcosa di simile dove appuntare link, immagini, idee, estri creativi. No problema, per quello ci sono giga e giga di hard disk, migliaia di fogli sparsi sulla scrivania e decine di post it e foglietti vari attaccati alla lavagna di sughero! Sinonimo di disordine? No, ognuno sfrutti la sua forma mentis e le proprie abitudini per archiviare catalogare e conservare. Ho visto un tizio mettere i post-it cartacei sul video. Strano tentativo, ma funzionava!

Scrivere in un dato momento

Ovvero sempre quello (mattina, pomeriggio o sera) in modo dare una ciclicità al proprio pubblico. Sistema comunicativo? Una volta ho provato a farlo, ma l’idea di dover avere tutto alla stessa ora è impensabile :-)

La “varietas” è la spezia della vita

. Non so’ se intendeva questo, ma sicuramente si riferiva alla necessità di evitare il monotematismo (esiste ‘sta parola?). Ovvio che la varietà si intende per stile, contenuti, lunghezza del post, presenza delle “How to” list (le liste che spiegano come fare qualcosa). E finisce con “One of the pleasures of the blog is that I don’t have an editor who tells me what to write or how to write it. To this extent it is a playground for me.” Concordo appieno. il blog è mio al 101%!

Il contributo alla conversazione

– solito discorso che sulla terra ci stanno oltre 60.000.000 di blog, magari scrivere qualcosa di diverso che non scrivono proprio tutti non fa male. Qui però dovremmo partire con l’idea della “scala delle priorità “: insomma scrivo sul mio blog, mica su Repubblica che poi mi copiano in 514313!! La cosa spiacente, ma non mi riguarda!

E qui arriva il bello!

  1. Be yourself. Voltaire once said, “if we don’t find anything good a least will find something new. Ideally you want to say something interesting, Just be yourself. Some of the best blogs are the ones that are unique, idiosyncratic, and highly personal. The extraordinary thing about the blogosphere is that whatever you write about, there is an audience for it.
  2. Show your face. I think it’s good to put a picture of yourself,your e-mail address, and a little bit of biographical information about yourself on your blog. Sometimes a nom-de-plume is necessary but turn your blogging alter ego into a ‘real’ person too. One of the interesting things about the lonelygirl15 story was how accepting fans were when they realised that Bree was, in fact, an actress.

Sii te stesso!

E perché chi sono? Poi la chicca su Voltaire secondo me se la poteva risparmiare. Qui comincia ad allungare la brodaglia! Poi va be’ quando dice di mostrare il proprio faccione… uhm… non lo so! Manco fossi Richard Gere! Ok, le foto ci sono, basta sravanare un po’…

ACCENDI IL CERVELLO …

… quando commenti nella blogsfera (insomma un link in entrata è valido se parte da fonte valida)
Il rating del miei commenti? Abbastanza decente. Poi dipende :-)
E qui si potrebbe continuare con gli altri ma sono più per i non-addetti-ai-lavori, insomma evitare di scrivere a caratteri cubitali, scrivete per i motori (e per i meta-motori), evitate caratteri enormi, sfondi impossibili, usa le immagini e i colori che non diano fastidio quant’altro…